Collegati con noi

In Evidenza

Ipertensione polmonare, il professor D’Alto al simposio di Capri: c’è un farmaco biologico con azione antiproliferativa

Pubblicato

del

L’ipertensione polmonare è una patologia molto diffusa, colpisce circa l’1’% della popolazione mondiale, e la sua forma più grave, l’ipertensione arteriosa polmonare, che invece è presente in una persona su 20mila, può avere importanti ripercussioni sul cuore. Prevenzione e cura come sempre vanno a braccetto, e la ricerca in questo campo vede, ancora una volta, Napoli come assoluta protagonista in campo internazionale. L’ultima novità, che ha del rivoluzionario, è il Sotatercept, i cui effetti sono in grado di ridurre al minimo i casi di ricovero per questa patologia. 

Di questo e di tantissimi altri importanti aspetto legati alla lotta a questa patologia si discuterà, dall’11 al 13 maggio, al Centro Polifunzionale Sala Luigi Pollio di Capri,dove si svolgerà il “Focus on Pulmonary Hypertension”, meeting internazionale sull’ipertensione polmonare organizzato ogni anno, dal 2011. dal dottor Michele D’Alto, responsabile del Centro per la diagnosi e cura dell’ipertensione polmonare della Cardiologia dell’Università Vanvitelli, presso l’ospedale Monaldi di Napoli diretto dal professor Paolo Golino, al quale afferiscono anche il Dottor Emanuele Romeo e la Dottoressa Paola Argiento. Quello del Monaldi è da tempo un centro di riferimento internazionale per l’Ipertensione polmonare e da due anni è stato accreditato dall’European Rare Network (ERN), la Rete Europea per le malattie rare. Parteciperanno al meeting circa 150 esperti provenienti internazionali tra i quali Rosenkranz (Germania), Naeije (Belgio), Benza (USA), Sitbon (Francia), Gatzoulis (UK). Abbiamo intervistato Michele D’Alto per conoscere in anteprima quali saranno gli spunti di dibattito. 

Da sinistra: White, Gaine, Peacock, Caronna, D’Alto, Humbert

Quali sono le novità più importanti di cui si parlerà a Capri?

Innanzitutto,verrà trattata la presenza di nuovi rimedi come ad esempio il Sotatercept, un farmaco biologico con azione antiproliferativa. Il suo meccanismo è innovativo in quanto blocca l’activina, una proteina che promuove la proliferazione delle cellule endoteliali determinando l’ostruzione delle piccole arterie polmonari. In realtà è come se il Sotatercept entrasse nel “software” delle cellule endoteliali bloccandole i meccanismi di proliferazione.

I dati presentati nel marzo scorso all’ultimo congresso dei cardiologi americani (American College of Cardiology) sono eclatanti:questo farmaco consente un maggior flusso di sangue nelle arterie polmonari e riduce di oltre l’80% le ospedalizzazioni. 

I due maggiori enti regolatori, l’agenzia americana FDA e quella europea EMA, presto ne autorizzeranno la commercializzazione. Potrebbe essere una vera svolta.

Il nostro gruppo,insieme agli altri presenti al congresso di Capri, hanno dato un importante contributo al raggiungimento di questi risultati.

Altri farmaci, inoltre, stanno avanzando in diverse sperimentazioni, ripartite dopo il rallentamento dovuto al COVID-19. Il futuro sarà sicuramente più roseo.

Altri spunti importanti del meeting?

Le linee guida europee sull’ipertensione polmonare hanno definito la strategia terapeutica ottimale per curare l’ipertensione arteriosa polmonare. Si inizia quasi sempre con una combinazione di farmaci (due o tre diversi) per aggredire la malattia dall’inizio. I lavori scientifici e le sperimentazioni dei centri italiani, e in particolaredel centro del Monaldi, sono largamente citati dalle linee guida. Questo è un grande riconoscimento al nostro lavoro, significa aver contribuito in maniera decisiva a stabilire un percorso terapeutico.  

Ma cos’è l’ipertensione polmonare?

È l’aumento della pressione nelle arterie polmonari. Di per sé l’ipertensione polmonare è una condizione non infrequente e colpisce l’1% della popolazione mondiale. Esistono vari tipi di ipertensione polmonare:una delle forme più rare e forse la più grave è la cosiddetta “ipertensione arteriosa polmonare”, che colpisce una persona su 20.000. Si stima che in Italia vi siano circa 3.000 persone affette da ipertensione arteriosa polmonare. A Capri si parlerà prevalentemente di questa forma. 

Cosa succede al paziente con ipertensione arteriosa polmonare?

Le arterie polmonari più piccole, quelle di circa un decimo di millimetro, per cause non note si restringono. Il ventricolo destro non riesce a pompare con sufficiente forza il sangue in questi piccoli condotti e finisce per dilatarsi. La malattia in realtà nasce nelle arterie polmonari ma ha ripercussioni molto gravi sul cuore. Il paziente può presentare uno scompenso cardiaco intrattabile.

Come si può sospettare l’ipertensione arteriosa polmonare?

La diagnosi non è facile e spesso viene fatta a 1-2 anni dall’insorgenza dei primi sintomi. Questo accade perché i sintomi sono poco specifici: stanchezza, facile affaticabilità, affanno, palpitazioni, lieve gonfiore alle gambe. In realtà sono sintomi comuni a molte malattie cardiologiche e pneumologiche. Il medico deve sospettare questa condizione ed avviare una serie di indagini.

Dove si cura l’ipertensione arteriosa polmonare?

Esistono centri di riferimento in diverse regioni d’Italia;il nostro, quello del Monaldi, è uno dei più grandi ed attivi.E’ stato il primo, inoltre, a dotarsi di un Percorso diagnostico, terapeutico ed assistenziale (PDTA) sull’ipertensione polmonare.

I centri italiani, poi, sono organizzati in un modello “hub-and-spoke”, cioè una rete di stretta collaborazione tra centri più e meno esperti. Il gruppo di lavoro “ItalianPulmonaryHypertensionNETwork” (IPHNET) ha cambiato l’approccio alla malattia in Italia e rappresenta un modello internazionale di lavoro e di ricerca. 

Advertisement

In Evidenza

Formia, primo prelievo di tessuto osseo da donatore vivente nella provincia di Latina

All’ospedale Dono Svizzero di Formia eseguito il primo prelievo di tessuto osseo da donatore vivente nella provincia di Latina. Il presidente Rocca: passo importante per la rete dei trapianti nel Lazio.

Pubblicato

del

All’ospedale Dono Svizzero di Formia è stato realizzato il primo prelievo di tessuto osseo da donatore vivente nella provincia di Latina. L’intervento rappresenta un passaggio significativo per il rafforzamento della rete della donazione e dei trapianti nel Lazio.

Il risultato è stato sottolineato dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che in una nota ha evidenziato il valore dell’operazione per il sistema sanitario regionale.

Rocca: “Un traguardo importante per la sanità del territorio”

Secondo Rocca, il primato raggiunto dall’ospedale di Formia rappresenta un traguardo rilevante e motivo di soddisfazione per l’intero sistema sanitario regionale.

Il presidente ha spiegato che l’intervento dimostra la qualità della sanità del territorio e la professionalità delle équipe mediche e sanitarie coinvolte nel percorso di cura.

Il valore della cultura della donazione

Nel suo intervento Rocca ha anche sottolineato il valore del gesto compiuto dal donatore, definito un atto di grande generosità.

Secondo il presidente della Regione Lazio è fondamentale continuare a promuovere la cultura della donazione, che permette di offrire nuove possibilità di cura e di migliorare la qualità della vita di molti pazienti.

Il lavoro delle équipe mediche

Nel messaggio istituzionale sono stati ringraziati l’équipe dell’Unità Operativa di Ortopedia dell’ospedale di Formia, la direzione sanitaria e tutto il personale coinvolto nell’intervento.

La Regione Lazio ha ribadito l’impegno a sostenere e valorizzare queste esperienze considerate di eccellenza, con l’obiettivo di rafforzare una sanità sempre più efficiente, solidale e vicina ai cittadini.

Continua a leggere

Esteri

Cina: “Taiwan non è e non sarà mai uno Stato indipendente”, Pechino avverte anche il Giappone

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ribadisce che Taiwan non è e non sarà mai uno Stato indipendente. Avvertimento anche al Giappone dopo le dichiarazioni della premier Sanae Takaichi.

Pubblicato

del

Taiwan “è sempre stata parte della Cina” e “non è mai stata, non è e non sarà mai un Paese indipendente”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi durante una conferenza stampa tenuta in occasione della quarta sessione della quattordicesima Assemblea nazionale del popolo.

Secondo il capo della diplomazia di Pechino, il principio di una sola Cina rappresenta la base per garantire stabilità nella regione. Wang ha sostenuto che più la comunità internazionale si opporrà all’indipendenza di Taiwan e sosterrà questa impostazione, più saranno garantite pace e stabilità nello Stretto.

“Una linea rossa che non può essere superata”

Wang Yi ha ribadito che la questione di Taiwan rappresenta per Pechino un punto non negoziabile. Il ministro ha affermato che l’isola è stata “riconquistata dalla Cina oltre ottant’anni fa” e che nessuna forza o individuo potrà separarla nuovamente dal territorio cinese.

Secondo il ministro degli Esteri, la separazione dell’isola costituirebbe una linea rossa che la Cina non intende permettere venga superata.

L’avvertimento al Giappone

Nel corso della conferenza stampa Wang Yi ha commentato anche le recenti dichiarazioni della premier giapponese Sanae Takaichi. La leader di Tokyo aveva affermato che il Giappone potrebbe intervenire in modo difensivo in caso di crisi nello Stretto di Taiwan, nel rispetto della Costituzione nipponica.

Il ministro degli Esteri cinese ha sostenuto che un intervento di questo tipo finirebbe per svuotare il significato della Costituzione giapponese.

“Il futuro dei rapporti dipende da Tokyo”

Wang Yi ha infine avvertito che il futuro delle relazioni tra Cina e Giappone dipenderà dalle scelte del governo di Tokyo.

Nel suo intervento ha sottolineato che Pechino non accetterà un ritorno a contesti storici di tipo coloniale, ribadendo la determinazione della Cina a difendere la propria sovranità territoriale.

Continua a leggere

Esteri

Terremoto di magnitudo 5.5 nel nord-ovest della Grecia: epicentro vicino a Giannina

Una scossa di terremoto di magnitudo 5.5 è stata registrata nel nord-ovest della Grecia vicino a Giannina. Al momento non risultano segnalazioni di danni a persone o edifici.

Pubblicato

del

Una scossa di terremoto di magnitudo 5.5 è stata registrata alle 5:32 ora locale nel nord-ovest della Grecia, corrispondenti alle 4:32 in Italia.

Il sisma è stato rilevato dai sistemi di monitoraggio sismico internazionali e ha interessato l’area dell’Epiro, nel nord del Paese.

Epicentro nell’area di Giannina

Secondo i dati diffusi dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e dal servizio geologico statunitense, il terremoto ha avuto un ipocentro a circa 10 chilometri di profondità.

L’epicentro è stato localizzato non lontano dalla città di Giannina, uno dei principali centri dell’Epiro.

Nessuna segnalazione immediata di danni

Al momento non sono state diffuse informazioni su eventuali danni a persone o edifici.

Le autorità locali stanno monitorando la situazione mentre prosegue l’attività di verifica nelle zone interessate dalla scossa.

Continua a leggere
error: Contenuto Protetto