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Intramontabile Federica Pellegrini, quinta finale olimpica

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La Divina e’ per sempre. Nella storia, dopo aver compiuto l’ennesimo ribaltone della sua carriera e conquistato la sua quinta finale nei 200 stile libero in altrettante Olimpiadi. Nessuna donna ci era mai riuscita nella storia, solo Phelps tra gli uomini. Immortale, come l’impresa compiuta stamattina all’Aquatic Center di Tokyo che con un 1’56”44 l’ha spinta dentro la finale che si disputera’ domattina. “Sono strafelice”, dice la Divina a fine gara, in lacrime. “In questa finale ci sono 20 anni di vita”, ripete sciolta, di nuovo colorita in volto dopo aver sbiancato ieri con quel 15esimo posto che non prometteva niente di buono: “Oggi sono andata da sola, ho fatto una bella gara, al contrario di ieri che ho fatto proprio una gara di merda, papale papale”.

Il canto della cigna che non ci stava a chiudere la sua carriera senza aver messo almeno l’ultimo tassello. Tutto il resto – nella notte italiana – sara’ di guadagnato, anche se lei vola basso e ammette: “E ora solo divertimento per il mio ultimo 200 stile. Senza prenderci troppo in giro, prendermi questa quinta finale era il vero obiettivo di questa Olimpiade, con un anno di ritardo, alla rincorsa, sono veramente contenta. Domani sara’ divertente, sara’ l’ultima”. E allora chi sara’ la prossima regina dei 200? “Titmus, e andra’ anche molto vicina al record del mondo”, si dice convinta, anche se prima di domani la Divina tira fuori l’ultimo brivido d’orgoglio: “Ma io faccio sempre il tifo per la linea rossa…”. E fa credere all’Italia che vale la pena spendere ancora una nottata, l’ultima, tutta per lei. In Italia credono in lei, e anche il presidente del Coni Giovanni Malago’, rilancia: “Le ho parlato poco fa, l’ho trovata serena e conscia della complessita’, ma penso che domani nulla le sia precluso, ce lo ha sempre dimostrato. Secondo me non fara’ neanche troppo i conti sui tempi delle altre”. Un motivo in piu’ per mettere comunque la sveglia alle 3:41 ore italiane.

Gli intramontabili dello sport e’ un club molto esclusivo: conquistando la quinta finale consecutiva dei 200 stile libero dei Giochi Olimpici, da oggi ne fa parte anche Federica Pellegrini. Da Atene 2004 a Tokyo 2020 (sui loghi ma 2021 nella realta’ post-covid), 17 anni di alti (molti) e bassi (pochi): prima di lei, nella storia a Cinque cerchi nessuna nuotatrice era riuscita a centrare l’appuntamento finale della stessa prova. Tra gli uomini, l’unico a poter vantare qualcosa di simile e’ Michael Phelps: protagonista dal 2000 al 2016 in cinque finali consecutive dei 200 farfalla. Pellegrini-Phelps, due atleti unici, che hanno fatto la storia. Del resto il nuoto e’ uno di quegli sport in cui il ricambio generazionale e’ continuo e confermarsi ai vertici per quasi due decenni e’ un’impresa. In un altro sport logorante, come la ginnastica, avrebbe meritato uno standing ovation (se queste Olimpiadi non si svolgessero a porte chiuse) Oksana Chusovitina, oggi rappresentante dell’Uzebekistan. Lo scorso 25 luglio, quei pochi che si trovavano nel centro ginnastica di Ariake l’hanno comunque celebrata, fermando per qualche istante le gare. Un omaggio meritato per chi a Tokyo 2020 ha gareggiato per l’ottava Olimpiade, con due medaglie (un oro a squadre a Barcellona 1992 con la Comunita’ degli Stati Indipendenti e un argento nel volteggio a Pechino 2008 con la nazionale tedesca).

“Cambi” di bandiera che hanno caratterizzato anche il racconto della vita di un’altra leggenda dello sport come Josefa Idem, canoista in gara in otto Olimpiadi (da Los Angeles 1984 a Londra 2012), le prime due con la Germania Ovest e le altre sei con l’Italia, per un totale di quattro medaglie. Nella capitale giapponese, pochi giorni fa, e’ entrata nella storia anche la brasiliana Formiga, unica calciatrice a giocare in cinque edizioni diverse delle Olimpiadi: una vittoria a Tokyo 2020 potrebbe essere la ciliegina sulla torta della prima parte di una vita trascorsa sui campi. Nel panorama olimpico ci sono altri sport meno “fisici” che permettono piu’ agevolmente (almeno in apparenza) di “allungare” la carriera olimpica. Ad esempio il tiro a volo, “casa” per cinque edizioni consecutive dell’americana Kimberly Rhode, vincitrice di tre medaglia d’oro, ad Atlanta 1996, ad Atene 2004 e a Londra 2012. Sono invece sei le partecipazioni a Cinque cerchi di Isabell Werth, cavallerizza tedesca, che ha messo gia’ dieci medaglie olimpiche, sei d’oro e quattro d’argento, in un cassetto nel quale e’ rimasto altro spazio per nuovi metalli da conquistare a Tokyo 2020.

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Cronache

A Udine cori razzisti contro Napoli e i napoletani, multa da 10mila euro e inchiesta federale

Maschio Angioino

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Udine è una città ordinata, pulita, tranquilla, serena, sicura. Un paesello dove succede poco i anche nulla. Qualcuno dice che è una città mitteleuropea. Può darsi, ma alcuni idioti che incontri allo stadio di Udine smentiscono la buona fama della maggioranza di friulani. Prima, durante e dopo la partita di calcio Udinese – Napoli, alcune centinaia di trogloditi  (sì, troppi oggettivamente ) hanno sfogato le loro frustrazioni con cori razzisti contro Napoli, i napoletani, i calciatori napoletani e mister Spalletti che poverino non è nè napoletano e benché abbronzato manco nero. In ogni caso alla “Dacia Arena” c’è stata la solita penosa discriminazione territoriale contro i napoletani. Costo dei cori beceri: 10 mila euro di multa all’Udinese. Pochi? Tanti? Povera Udinese, la società di calcio non ha responsabilità dei comportamenti di certi rifiuti della società civile della città di Udine. Ma si usa così: colpire per responsabilità oggettiva. E così appena alla quarta giornata, quella che incorona il Napoli capolista,  si riaccende l’attenzione sull’emergenza razzismo. Dice: ma come mai? Ma perché dopo tanto tempo di nuovo il razzismo allo stadio? Tranquilli: succede ora solo perché li hanno riaperto e perché alcuni stadi del Nord oltre a essere belli, funzionali e accoglienti (Stadium, Dacia Arena, Bentegodi: per citarne alcuni) sono anche luogo di affluenza di molta melma umana che noi giornalisti accomuniamo ingiustamente ai tifosi.

A Udine, certa melma friulana, non i tifosi, oltre a prendere di mira Spalletti, si sono scagliati contro i napoletani con i soliti cori beceri- durati per tutta la partita – che saranno anche oggetto di indagine degli ispettori federali. Il giudice sportivo ha inflitto una ammenda di 10mila euro all’Udinese “per avere suoi sostenitori, nel corso del secondo tempo, intonato cori insultanti di matrice razzista territoriale nei confronti dei sostenitori della squadra avversaria”. Ma che cosa gracchiavano? Invocazioni al Vesuvio, richieste di lavare i napoletani col fuoco, monnezza, colera e il solito campionario di idiozie. E i tifosi del Napoli presenti allo stadio che cosa rispondevano? Rimarcavano le differenze: voi non siete napoletani. Come dire siete razzisti e incivili, non tolleranti  e colti come i napoletani. Per la cronaca l’Udinese è stata sepolta sotto 4 gol e a fine partita torello con sfottò umiliante ad ogni passaggio.

 

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Lezione di calcio con poker all’Udinese, il Napoli è padrone del campionato

Valeria Grasso

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Il Napoli espugna il Dacia Arena con una partita magistrale e supera l’Udinese per 4-0. Azzurri incontenibili per una dimostrazione di forza anche mentale oltre che tecnica e tattica: la squadra di Spalletti merita il vertice della classifica in solitaria.
La squadra di Spalletti era chiamata alla prova di maturità: la vittoria significava raggiungere in la posizione di capolista e la pressione psicologica non ha influito questa volta se non in positivo. Il Napoli è primo in serie A con 12 punti, a punteggio pieno dopo 4 giornate. Anguissa un ottimo acquisto per il Napoli che con Fabian fa girare al meglio il centrocampo.


Per l’incontro con l’Udinese in porta confermato Ospina, in difesa ritorna Mario Rui dal 1’ con Koulibaly, Rrahmani e Di Lorenzo a completamento della linea difensiva. A centrocampo la coppia Anguissa-Fabian Ruiz mentre la novità riguarda Elmas titolare al posto di Zielinski., in attacco Politano prefertio a Lozano con Insigne e Osimhen, protagonista giovedì scorso in Europa League.
I padroni di casa partono con aggressività ma il Napoli con calma e tranquillità tenta in ogni caso di condurre il gioco. Le squadre si studiano: l’Udinese tiene alta la linea difensiva, il Napoli prova ad infilarsi tra le linee e a far partire Osimhen in velocità. Nei primi 20’ una sola occasione significativa per il Napoli: al 13′ Insigne ci prova dal limite con un tiro a giro con Silvestri che respinge verso l’esterno, nessun compagno è lesto a raccogliere. L’Udinese, dal canto suo si affaccia varie volte al cospetto di Ospina che al 17’ sul pressing di Deulofe perde la palla in suo possesso ma niente di fatto.


Al 24′ è il capitano, maglia numero 24 a raccogliere un lancio profondo di Mario Rui: il pallonetto di Insigne supera Silvestri, sta per finire in rete ma Osimhen per evitare qualunque indugio (sopraggiungeva Samir) ribadisce in gol. Il Napoli conduce per 1-0.
Potrebbe bissare il Napoli già al 31’ con Fabian che con un sinistro imprendibile da 25 metri sorprende l’estremo difensore avversario (battuto) ma si stampa sul palo.
Ma passa poco tempo e arriva il raddoppio azzurro: al 35’ Insigne batte un calcio di punizione e sorprende tutti eseguendo uno schema mai visto. Tira corto per Fabian che crossa in area per Koulibaly: il suo passaggio al centro trova Rrahmani che di testa insacca agevolmente. Il Napoli amministra bene, con personalità, il primo tempo si chiude con due gol di vantaggio.


Il Napoli rientra in campo determinato a chiudere la gara. Sugli sviluppi di un corner, Politano crossa sul secondo palo per Fabian: sponda di prima per Mario Rui che scodella al centro per Koulibaly che lascia partire un fendente forte e preciso: è il 3-0 per il Napoli.
Al 67 ‘ Osimhen ci prova sfruttando un assist di Insigne, il nigeriano lascia partire il sinistro ma il suo diagonale termina fuori. Un minuto dopo Politano sorprende Silvestri con un tiro-cross. E’ angolo.
Al 71’ il Napoli sostituisce Politano e Insigne con Lozano e Zielinski. Al 75’ un contropiede veloce che coinvolge Lozano e Osimhen, mette i brividi alla difesa bianconera.


Doppio cambio all’81′ per i partenopei fuori Osimhen e Fabian Ruiz, dentro Petagna e Ounas.
I nuovi entrati non demeritano e danno il massimo. E’ il caso di Lozano che triangola con Mario Rui e il suo tiro a giro dalla sinistra si insacca per il 4-0.
All’85′ fuori Mario Rui, dentro Zanoli all’esordio in Serie A.
Stravince il Napoli, dilaga a Udine 4-0 e domina la classifica in serie A.

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Nuoto, Pellegrini chiama tifosi Napoli: Venite a tifare per qualifica ISL

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“Ciao Napoli, il tuo tifo per andare a Eindhoven”. Federica Pellegrini chiama a raccolta gli appassionati di nuoto napoletani con un post su Instagram in vista delle gare del prossimo weekend in cui i suoi Aqua Centurions andranno a caccia del pass per le finali della International Swimming League, la Champions League del nuoto, in programma in Olanda. Appuntamento per i tifosi di Napoli alla piscina ‘Scandone’ dal 23 e 26 settembre. “Ciao ragazzi siete pronti? – scrive la Divina – con Energy Standard, Los Angeles Current, Cali Condors, Toronto Titans, London Roars che sono praticamente sicuri di andare a Eindhoven, serve un ultimo sforzo agli Aqua Centurions per ottenere il pass e può arrivare con il sostegno del caldissimo tifo napoletano”.

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