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Intesta contatore della luce a un morto, denunciato

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Sfruttando un documento contraffatto intestato ad un giovane residente sulla Montagna pistoiese, ma deceduto anni fa, aveva attivato un contratto per rifornire di energia elettrica il proprio negozio di alimenti surgelati, a Napoli, accumulando negli anni un debito per bollette non pagate pari a quasi 4.000 euro. Il truffatore e’ stato scoperto e denunciato alla procura di Pistoia dai carabinieri di Abetone (Pistoia), che insieme a quelli di Napoli Secondigliano hanno svolto le indagini. L’indagine ha avuto inizio nello scorso mese di febbraio quando una donna, imprenditrice, molto conosciuta sulla montagna pistoiese, si era recata presso il comando stazione carabinieri di Cutigliano per presentare una denuncia di truffa contro ignoti, essendo stata contattata telefonicamente da un avvocato di una societa’ milanese di recupero credito che le intimava, entro cinque giorni, di saldare ben 6 bollette per l’erogazione di energia elettrica rimaste insolute relative ad un locale sito a Napoli. I militari di Cutigliano insieme ai colleghi partenopei hanno appurato che il titolare del negozio di Napoli aveva attivato quattro anni fa la fornitura di energia elettrica intestando in modo fraudolento il contratto al giovane pistoiese, ma senza provvedere al pagamento delle bollette.

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Altri due morti e un ferito sul lavoro, una strage continua

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Ancora una volta una giornata di lavoro si e’ trasformata in tragedia. Il bollettino, ormai quasi quotidiano, degli infortuni si allunga con due nuove vittime: un operaio di 51 anni nella provincia di Arezzo e di un boscaiolo in Alto Adige. Un altro operaio, di 40 anni, sempre in Toscana ma in provincia di Grosseto e’ rimasto ferito ma non e’ in pericolo di vita. E’ ancora viva la rabbia per la morte dello studente di 18 anni, Lorenzo Parelli, avvenuta pochi giorni fa in una fabbrica della provincia di Udine: il ragazzo e’ rimasto schiacciato da una trave d’acciaio nell’ultimo giorno di un programma di alternanza scuola-lavoro. Proprio in questi giorni gli studenti di diverse scuole e citta’ hanno protestato davanti al Miur e agli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali esponendo lo striscione: “Non si puo’ morire di scuola-lavoro” e annunciando che scenderanno in piazza in tutta Italia il 28 gennaio. L’operaio di 51 anni, residente in Casentino, e’ morto dopo essere rimasto incastrato in una tramoggia. L’infortunio mortale e’ avvenuto in un impianto di produzione di materiale per edilizia, dove si lavorano calcestruzzi, a Bibbiena (Arezzo). Sono arrivati sul luogo della tragedia personale del 118, vigili del fuoco e carabinieri ma per l’uomo ormai non c’era piu’ nulla da fare. Il boscaiolo sarebbe stato invece travolto da un tronco d’albero mentre lavorava nei boschi di Tires, in Alto Adige. L’allarme e’ stato lanciato alle 14: sono intervenuti carabinieri, il soccorso alpino e l’elisoccorso Pelikan 1, decollato da Bolzano ma il medico d’urgenza ha solo potuto costatare la morte dell’uomo. Ad Ansedonia, in provincia di Grosseto, l’operaio di 40 anni e’ caduto da un’impalcatura di circa due metri. L’uomo e’ stato trasportato con un elicottero all’ospedale Misericordia di Grosseto ma non e’ in pericolo di vita. Sulla morte dell’operaio che lavorava nell’azienda di calcestruzzo di Bibbiena e’ intervenuta l’Ugl. “Un ennesimo dramma sul lavoro che non puo’ essere tollerato o derubricato a mera fatalita’. Siamo in presenza – hanno sottolineato il segretario generale del sindacato Paolo Capone e il segretario generale della Toscana Giuseppe Dominici – di una vera e propria strage che non e’ degna di un Paese civile”. A ricordare le triste statistiche e’ stata Giulia Bartoli, segretaria generale della Fillea Cgil Toscana: nel 2021, tra gennaio e novembre, gli incidenti sul lavoro sono cresciuti del 22% rispetto allo stesso periodo del 2020 (2369 contro 1940). “La politica deve porsi il problema ” ha detto. Mentre la segretaria generale della Filca Cisl Toscana ha chiesto di aprire “urgentemente un tavolo con la Regione e le parti sociali di settore sulla sicurezza sul lavoro, perche’ fermare la strage sul lavoro si puo’ e si deve”.

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Mafie, la denuncia di Libera: a Roma ci sono 94 clan e 100 piazze di spaccio di droga

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“Oggi vince la citta’ e perdono le mafie ma non vuole dire che dobbiamo abbassare la guardia”. Lo ha detto nel corso della conferenza stampa in Campidoglio sul Forum sui beni confiscati alle mafie di Roma Giuseppe De Marzo, responsabile nazionale di Libera per le politiche sociali e coordinatore nazionale della Rete dei numeri Pari. “Non sara’ una passeggiata – avverte – In citta’ ci sono 94 clan e 100 piazze dello spaccio e noi abbiamo denunciato e continuiamo a denunciare un welfare sostitutivo mafioso enorme. Non c’e’ da essere ipocriti, da stupirsi se poi i ragazzi finiscono nelle mani delle mafie. Abbiamo 133 mila neet a Roma”.

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Nuova tragedia del mare, 7 migranti muoiono assiderati

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Nuova tragedia del mare nel Mediterraneo. Sette giovani bengalesi sono morti assiderati, durante l’ennesimo viaggio della speranza verso l’Italia, quando erano ormai a poche miglia dalla costa di Lampedusa. Tre sono stati trovati gia’ privi di vita, dai militari della Guardia di finanza e della Capitaneria, nel momento in cui – a 18 miglia dall’isolotto di Lampione – e’ stato agganciato il barcone con 280 persone a bordo. Altri 4 sono deceduti prima di arrivare sulla terraferma. Un paio dei migranti sbarcati, dopo un primo triage sanitario effettuato a molo Favarolo, sono stati portati al Poliambulatorio: anche loro erano in ipotermia. La Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta, a carico di ignoti. Per il procuratore capo Luigi Patronaggio e l’aggiunto Salvatore Vella si configurano le fattispecie di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e omicidio colposo plurimo quale conseguenza di altro reato. Le indagini per l’identificazione degli organizzatori e degli scafisti sono state delegate alla Squadra Mobile di Agrigento. Gli equipaggi della Guardia di finanza e della Guardia costiera hanno operato, portando in salvo tutti i sopravvissuti della traversata (quel barcone era stato segnalato 6 ore prima del soccorso da Alarm Phone) in condizioni meteorologiche proibitive. Patronaggio, si e’ complimentato personalmente con i comandanti delle unita’ navali intervenute per il coraggio e l’alta professionalita’ dimostrata in mare. I 280 profughi dopo lo sbarco sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola che ospitava gia’ 365 persone. Ben 84 i minori non accompagnati che sono stati subito imbarcati, lasciandosi alle spalle Lampedusa, sul traghetto di linea per Porto Empedocle. Su disposizione della Prefettura di Agrigento, d’intesa col Viminale, altri 136 ospiti della struttura di primissima accoglienza sono stati spostati sulla nave quarantena. All’hotspot sono rimaste 425 persone a fronte di una capienza massima di 250. “Ancora una tragedia, ancora una volta piangiamo vittime innocenti. Qui continuiamo a fare la nostra parte tra mille difficolta’, nonostante il governo italiano e l’Europa sembrino aver dimenticato Lampedusa. Ma non possiamo andare avanti da soli ancora per molto” ha detto il sindaco dell’isola, Toto’ Martello. “Siamo gia’ oltre l’indifferenza – ha aggiunto l’arcivescovo di Agrigento, Alessandro Damiano, – e siamo all’ostilita’ perche’ si continuano a fare scelte precise per escludere. Muri e fili spinati… e’ il trionfo della disumanita’, incalza il deserto delle coscienze. Quell’isola, e lo sappiamo ormai da troppi anni, piange spesso morti innocenti. A volte uno, a volte cinque, altre volte sette. Troppi in ogni caso”. Indignazione e sgomento anche parte delle varie Ong che, quotidianamente, operano nel Mediterraneo per portare in salvo i profughi. “E’ inaccettabile. Sono persone che hanno attraversato il deserto, sono state rinchiuse nei centri di detenzione in Libia e che attraversano il Mediterraneo in pieno inverno muoiono di ipotermia alle porte dell’Europa” ha sottolineato Claudia Lodesani, presidente di Medici Senza Frontiere Italia che e’ tornata a chiedere un porto sicuro la Geo Barents (la nave di Msf impegnata in operazione di soccorso nel Mediterraneo ndr) che ha ancora a bordo 439 persone. Mediterranea Saving Humans accusa: “Le 280 persone in difficolta’ sono state salvate dalla Guardia Costiera italiana, arrivata 6 ore dopo l’avviso di Alarm phone e dopo la nave di soccorso Aita Mari: l’ennesima evitabile strage”.

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