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Economia

Intesa Sanpaolo, 500 milioni all’imprenditoria femminile

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Intesa Sanpaolo, in linea con gli obiettivi del Pnrr, sostiene con 500 milioni di euro la nascita e lo sviluppo delle imprese guidate da donne. L’annuncio a Milano in occasione dell’evento ‘La valorizzazione del talento femminile e la parita’ di genere nelle strategie aziendali di successo’, dedicato alle Pmi vincitrici del Women Value Company, categoria speciale del Premio Marisa Bellisario. Istituito dalla Fondazione Marisa Bellisario in collaborazione con il gruppo bancario, il riconoscimento coinvolge le imprese in un percorso di empowerment femminile e intende dare visibilita’ alle pratiche piu’ virtuose e innovative. Perche’ “investire nel lavoro femminile – sottolinea la ministra per le Pari opportunita’ Elena Bonetti – e’ un atto di efficienza per raggiungere uno sviluppo di tutto il Paese”. “Lavoro, welfare, natalita’, Stem e parita’ salariale rappresentano le sfide fondamentali per il nostro Paese – sostiene Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario -. I numeri delle 100 imprese finaliste di questa sesta edizione ci incoraggiano ancor di piu’ perche’ dimostrano che investire sulle donne, valorizzare le loro competenze, favorire la loro crescita professionale anche attraverso soluzioni di welfare innovative sono tutte scommesse vincenti”. “Per il sesto anno consecutivo abbiamo il privilegio di condividere con la Fondazione Marisa Bellisario un progetto e, soprattutto, una visione – aggiunge Virginia Borla, executive director People, Business Development & Control Management di Intesa Sanpaolo -: quella di una societa’ piu’ inclusiva, equa e sostenibile, e di una nuova imprenditoria piu’ consapevole del valore delle differenze di genere, che riconosca talento, merito, pari opportunita’ come volano di successo e crescita”. Le Pmi vincitrici della speciale ‘Mela d’oro’, che si sono distinte per le politiche di sviluppo innovative e inclusive, per la capacita’ di valorizzare il talento femminile e per lo sviluppo di soluzioni efficaci di welfare aziendale, sono Multi, societa’ di consulenza marketing, export e comunicazione con sede a Bergamo, e Masseria San Domenico, un hotel 5 stelle che dal 1996 accoglie i suoi ospiti a Fasano, in provincia di Brindisi. Novita’ di questa edizione del premio, la sesta, le due menzioni speciali coerenti con le missioni del Pnrr: ‘Innovazione’, assegnata a Rold (Nerviano, MI), e ‘Nuova Imprenditoria femminile’ a Nanomnia (Campagnola di Zevio, VR). Le imprese vincitrici sono state scelte in una rosa di 100 finaliste, selezionate tra le 800 che si sono autocandidate in tutta Italia. Il 73% ha una politica retributiva favorevole o paritaria, l’81% ha almeno la meta’ dei ruoli manageriali ricoperti da donne, il 67% ha oltre la meta’ dei dipendenti donne. Nota positiva, il 12% ha meno di 5 anni di attivita’. Anche in questa edizione, seppure in un contesto tuttora difficile, le Pmi Women Value Company hanno dimostrato che investire sulle donne e sul welfare e’ una strategia vincente: il 71% stima un fatturato in aumento, il 75% ha recuperato i livelli pre-pandemia o non aveva subito flessioni; l’87% ha mantenuto lo smart working; il 60% offre ai dipendenti soluzioni di assistenza sanitaria, piu’ della meta’ offre flexible benefit e ha attivato specifici corsi di formazione per le donne.

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Tassa soggiorno vale 472 milioni nel 2022, +79,5% sul 2021

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La fortissima ripresa dei flussi turistici in Italia, evidente piu’ che mai in questi giorni di Ferragosto, porta nuova linfa nelle casse delle amministrazioni locali anche grazie alla tassa di soggiorno. A fare i conti – in una ricerca  – e’ l’Osservatorio nazionale di Jfc su questa imposta che si paga in quasi 970 Comuni: nel 2020 l’incasso totale e’ stato di 192 milioni di euro e nel 2021 di 263 milioni, un vero crollo rispetto ai 622 milioni del 2019, ultimo anno pre pandemia. Per il 2022 invece si prevedono incassi per 472 milioni, pari al +79,5% rispetto all’anno scorso.

“Il 2022 non rappresenta solo l’anno della possibile reale ripartenza – spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile dell’Osservatorio – ma anche quello del ritorno, per i Comuni, ad incassi significativi grazie all’imposta di soggiorno. Senza dimenticare, d’altra parte, che il governo ha istituito un fondo con una dotazione di 350 milioni per il ristoro parziale dei mancati incassi dell’imposta di soggiorno e contributo di sbarco, e che ha gia’ riconosciuto ai Comuni 75 milioni per tali minori incassi (di cui 21,9 milioni sono andati a Roma Capitale, 8,4 milioni a Milano, 5,8 milioni a Firenze e 5,2 milioni a Venezia), e che ulteriori 75 milioni saranno a breve ripartiti tra tutti i Comuni, ad eccezione di quelli della Provincia di Trento”. Varie sono le amministrazioni comunali introducono quest’anno – per la prima volta – l’imposta di soggiorno. Da gennaio si paga a Cremona, mentre a Reggio Emilia e’ entrata in vigore a febbraio; da giugno si paga a Tuglie e a Selvino, da luglio a Pollica e ad Alliste, da agosto a Massarosa, a Gizzeria e a Ivrea i turisti cominceranno a pagarla a settembre, a Capo d’Orlando da ottobre. Intanto se ne discute anche a Sulmona, Scansano e in altri 28 Comuni. A Bressanone e’ previsto l’aumento dell’imposta a partire dal 1 gennaio 2024. Molte le localita’ che hanno deciso di adeguare – in crescita – le tariffe, come Massa Marittima, Porto Cesareo e San Zeno di Montagna, Castellamare del Golfo, Alghero e Bergeggi (da ottobre), oppure di ampliare il periodo di applicazione: a Lovere la tassa si dovra’ pagare per 9 mesi e non piu’ 7. Si paghera’ di piu’ per soggiornare anche a Mazara del Vallo, Bassano del Grappa e Recanati. Ci sono poi Comuni che, dopo una fase di sospensione, hanno optato per il ripristino dell’imposta: e’ il caso, ad esempio, di Sarnico, dove era stata sospesa nel 2014. All’opposto, si segnala che Forte dei Marmi ha deciso di non reintrodurre la tassa nell’estate 2022, mentre Novi Ligure l’ha definitivamente abolita. A Spoleto il Comune ha deciso di ridurla. A Venezia, dove da tempo si dibatte per una tassa d’accesso per i day user, da gennaio 2023 si dovra’ pagare il contributo d’accesso in citta’, variabile tra 3 euro e 10 euro, in applicazione all’articolo 1129 della legge di bilancio 2019. Uscendo dai confini nazionali, ma rimanendo connessi con il nostro Paese, dal 1 luglio anche nella Repubblica di San Marino si paga l’imposta di soggiorno.

 

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Dalla flat tax al cuneo, le tasse accendono sfida elettorale

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Flat tax, patrimoniale, rottamazione, cashback, cuneo. La politica fiscale e’ tradizionalmente uno dei piu’ accesi terreni di scontro della campagna elettorale, tanto che ogni forza in campo ha gia’ individuato ormai da qualche tempo i punti cardine su cui fare leva per convincere i propri elettori ed attrarne di nuovi. A fare piu’ rumore finora e’ stata – come di consueto – la proposta di ‘flat tax’ avanzata, in forme diverse, da Forza Italia e dalla Lega e convogliata, seppur in forma molto edulcorata, nel programma delcentrodestra. Ma al centro del dibattito c’e’ anche il dilemma ‘patrimoniale si’-patrimoniale no’ con cui e’ stata etichettata la proposta di Enrico Letta di finanziare la dote per i 18/enni con la tassa di successione sui patrimoni milionari. Tra gli schieramenti non manca in realta’ qualche punto in comune (come la riedizione della rottamazione a cui, a suo modo, non e’ affatto contrario nemmeno il M5S), anche se il fisco rimane al centro delle controversie politiche, come gia’ dimostrato dal tormentato iter parlamentare, ancora non concluso, della delega fiscale.

* FLAT TAX CONTRO ‘PATRIMONIALE’ – La politica del centrodestra potrebbe riassumersi cosi’. Nel programma non sono specificate le aliquote (FI ha proposto il 23%, la Lega il 15%), ma si parla esplicitamente di ‘estensione della flat tax per le partite IVA fino a 100.000 euro di fatturato’ e, come richiesto dal FdI, di ‘flat tax su incremento di reddito rispetto alle annualita’ precedenti’. Oggi la flat tax e’ al 15% per le partite Iva con reddito fino a 65.000 euro. Il centrodestra dice anche ‘no a patrimoniali dichiarate o mascherate’, con riferimento implicito alla patrimoniale imputata al Pd.

* TORNA LA PACE FISCALE, CAV NON ESCLUDE IL CONDONO – Anche in questo caso e’ il centrodestra a puntare ad una nuova edizione del ‘saldo e stralcio’ e della rottamazione (sarebbe la quarta). Come una tantum, l’incasso non sarebbe pero’ utilizzabile a copertura dell’estensione della flat tax che richiederebbe invece entrate strutturali. Di ‘definizione agevolata dei debiti iscritti a ruolo, con rateizzazione sino a 120 euro’, parla peraltro anche il Movimento 5 Stelle che respinge pero’ l’idea di un condono, su cui e’ tornato invece Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia non esclude peraltro l’idea dello scudo sul rientro dei capitali dall’estero.

* IL CASHBACK DIVENTA ‘FISCALE’ – I pentastellati tornano su uno dei loro cavalli di battaglia, cancellato dal governo Draghi, proponendo stavolta che le detrazioni siano accreditate man mano direttamente sul conto corrente. Un principio che era gia’ stato accettato nella delega fiscale, il cui destino appare pero’ ora incerto.

* TAGLIO DEL CUNEO – Sulla scia del decreto aiuti bis, l’obiettivo del Pd e’ quello di contrastare gli effetti dell’inflazione con un un taglio sulle tasse sul lavoro, agendo sui contributi previdenziali. I dem puntano anche alla ‘dote per i 18/enni’. Ai giovani guarda in particolare anche Azione che propone una detassazione proporzionale all’eta’.

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Economia

Rigassificatore di Piombino, ‘concessione per 3 anni’

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Il progetto per il rigassificatore di Piombino (Livorno) sara’ esentato “dall’applicazione delle disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale”, perche’ “eventuali ritardi o ostacoli suscettibili di impedirne una tempestiva attuazione risultano contrari all’interesse dei cittadini italiani e finirebbero per mettere a repentaglio la sicurezza energetica del Paese”. La conferma e’ arrivata da una lettera inviata dal ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, alla Commissione europea e pubblicata sul sito del commissario straordinario per il rigassificatore, Eugenio Giani. Nel documento Cingolani chiarisce anche che dalle interlocuzioni tra Snam e Giani e’ emerso che “per espressa condivisione tra i due soggetti e nell’interesse della comunita’ locale, la permanenza della nave Fsru presso la banchina del porto di Piombino sara’ autorizzata non oltre tre anni e che sara’ individuato un sito per la successiva ubicazione offshore della nave stessa”. Sempre sul portale regionale del commissario si stanno moltiplicando i documenti degli enti chiamati a dare il loro parere sul progetto, entro il 19 settembre. Per molti di loro, tra cui l’Autorita’ di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale, il Genio civile, l’ufficio delle Dogane di Livorno, la Sovrintendenza, i documenti forniti da Snam presentano lacune sui rischi ambientali, sanitari, sugli scenari di rischio per incidenti o collisioni e sulle interferenze del rigassificatore con le altre attivita’: dai traghetti per le isole all’acciaieria Jsw. L’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat) chiede, per esempio, un “monitoraggio delle acque superficiali” per il rilascio in mare di cloro e maggiori “informazioni sulle emissioni di polveri”, ai Vigili del fuoco di Livorno che ritengono necessari “studi sulla valutazione dei rischi di impatto nel porto” tra metaniere, rigassificatore e traghetti e chiede a Snam quali misure intenda adottare “al fine di prevenire e mitigare il rischio di collisione”. Sul tema della durata della concessione sono intervenuti, nei giorni scorsi, anche l’Authority portuale e il Comune di Piombino chiedendo a Snam di rettificare la tempistica della concessione altrimenti esprimeranno parere negativo. Il Comune ha inoltre chiesto “integrazioni documentali sulla valutazione di impatto sanitario”, sul rischio “incidenti rilevanti” e sugli “impatti chimici e termici”. Critica anche la Cgil Livorno che ha annunciato parere contrario in assenza di garanzie su “operativita’ del porto, rischio incidenti gravi dovuti ad aerei e danni all’ecosistema”. Le lacune evidenziate e le richieste di chiarimento hanno spinto la Regione Toscana a chiedere a Snam delle integrazioni, da inviare entro 20 giorni.

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