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Cronache

Intercettazioni nel Tribunale di Napoli, tensione tra avvocati e Procura: Gratteri interviene sul caso aula 114

Resta alta la tensione nel Tribunale di Napoli dopo il caso delle intercettazioni e videoriprese nei corridoi dell’aula 114. Il procuratore Nicola Gratteri chiarisce che le attività investigative erano rivolte ai testimoni di un processo di camorra e non agli avvocati. L’avvocatura napoletana continua però a denunciare possibili rischi per il diritto di difesa e il segreto professionale.

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La quiete, almeno per ora, sembra avere evitato lo scontro istituzionale aperto tra magistratura e avvocatura napoletana.

Ma nei corridoi del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli continua a pesare l’ombra della cosiddetta “spy story” legata alle intercettazioni e alle videoriprese effettuate nei pressi dell’aula 114 del Tribunale.

Due incontri tra i vertici giudiziari e quelli forensi hanno contribuito a raffreddare il clima, senza però cancellare il malcontento di una parte consistente dell’avvocatura penale napoletana.

La manifestazione degli avvocati resta confermata

Per domani resta infatti confermata la manifestazione spontanea di solidarietà nei confronti dei penalisti Raffaele Espositoe Salvatore Pettirossi.

I due legali non risultano indagati, ma i loro nomi compaiono indirettamente nella vicenda investigativa nata attorno a presunti tentativi di condizionamento di alcuni testimoni in un processo per omicidio.

Molti avvocati sono pronti a presentarsi in toga davanti all’aula 114 come segnale simbolico a tutela del diritto di difesa.

L’inchiesta sul processo per l’omicidio Mocerino

Al centro dell’indagine ci sono le attività investigative disposte durante il processo per l’omicidio di Luigi Mocerino, procedimento nel quale è imputato Salvatore Puzio, ritenuto vicino al clan Gelsomino di Afragola.

Secondo la Procura, intercettazioni e videoriprese all’esterno dell’aula erano finalizzate esclusivamente a verificare eventuali minacce, pressioni o promesse rivolte ai testimoni chiamati a deporre.

Gratteri: “Nessun controllo sugli avvocati”

Sulla vicenda interviene direttamente il procuratore Nicola Gratteri.

In una nota ufficiale la Procura precisa che le attività investigative erano motivate da «gravi elementi» emersi durante le indagini, inclusi forti timori manifestati da alcuni testimoni per la propria incolumità.

Preoccupazioni aggravate — sottolinea l’ufficio requirente — anche da colpi d’arma da fuoco esplosi contro attività commerciali riconducibili ad alcuni testimoni.

Gratteri ribadisce però un punto centrale: «Nessuna attività di intercettazione o pedinamento è stata disposta nei confronti dei difensori».

L’esposto del penalista Raffaele Esposito

La vicenda esplode dopo l’esposto presentato dall’avvocato Raffaele Esposito.

Il decano del Foro denuncia infatti la presenza di proprie immagini e conversazioni all’interno di un’informativa redatta dai carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna.

Per Esposito il problema non riguarda soltanto l’obiettivo investigativo dichiarato, ma il rischio che la presenza di telecamere e captazioni nei corridoi del tribunale possa comprimere la libertà di azione degli avvocati e incidere sul rapporto fiduciario con assistiti e familiari degli imputati.

Il nodo del segreto professionale

Il tema centrale diventa quindi quello del segreto professionale e delle garanzie costituzionali legate al diritto di difesa.

Secondo una parte dell’avvocatura, anche attività investigative formalmente rivolte ai testimoni rischiano inevitabilmente di registrare colloqui e movimenti dei difensori all’interno del Palazzo di Giustizia.

Un tema particolarmente sensibile soprattutto nel contesto di procedimenti di criminalità organizzata.

Il caso arriva al Csm

La vicenda approda anche al Consiglio Superiore della Magistratura.

Le consigliere laiche Claudia Eccher e Isabella Bertolini chiedono l’apertura urgente di una pratica per verificare eventuali «violazioni delle garanzie costituzionali e processuali a tutela del diritto di difesa».

Il riferimento è anche al recente caso delle captazioni avvenute nel carcere di Perugia, che aveva già provocato proteste e giornate di astensione degli avvocati penalisti.

L’avvocatura smorza lo scontro

Dopo gli incontri con la presidente del Tribunale Anna Elisa De Tollis e con il procuratore generale Aldo Policastro, i vertici dell’avvocatura cercano però di evitare un’escalation.

Il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Carmine Foreste e il presidente della Camera Penale Marco Muscariello confermano la volontà di tutelare «i principi cardine del diritto di difesa e delle prerogative costituzionali dell’avvocato».

Ma precisano anche di voler evitare «momenti di pressione sull’organo giudicante».

Un caso destinato a lasciare strascichi

Il confronto istituzionale appare dunque momentaneamente raffreddato, ma il caso è destinato a lasciare conseguenze profonde.

Il tema del bilanciamento tra esigenze investigative e tutela del diritto di difesa torna al centro del dibattito giudiziario nazionale, soprattutto nei procedimenti di criminalità organizzata dove sicurezza, segretezza e garanzie costituzionali finiscono inevitabilmente per intrecciarsi.

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Cronache

Enego, salta l’incontro con Ranucci: minaccia attribuita al giovane che simulò l’attentato

Annullata la presentazione del libro di Sigfrido Ranucci prevista il 20 agosto a Enego. La decisione sarebbe legata a una lettera di minaccia che, secondo quanto emerso nell’indagine, sarebbe stata scritta da Adriano Cappellari, il giovane che ha ammesso di aver simulato un attentato ai propri danni.

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La presentazione del libro di Sigfrido Ranucci prevista il 20 agosto a Enego, in provincia di Vicenza, è stata cancellata dopo una lettera di minaccia che sarebbe riconducibile ad Adriano Cappellari, il 21enne aspirante giornalista già al centro dell’inchiesta sul falso attentato incendiario denunciato nei mesi scorsi.

Secondo quanto riportato dal Giornale di Vicenza, nella missiva compariva una frase esplicita: «Fate saltare l’appuntamento a Enego con Sigfrido Ranucci altrimenti facciamo “saltare” lui».

La minaccia sarebbe stata recapitata a un fornaio del paese pochi giorni prima della svolta investigativa che ha portato alle perquisizioni nell’abitazione di Cappellari.

L’ammissione durante l’interrogatorio

La nuova circostanza sarebbe emersa nel corso dell’interrogatorio condotto la settimana scorsa dalla pm di Vicenza Alessia Grenna.

Cappellari avrebbe ammesso di essere l’autore anche della lettera relativa all’incontro con Ranucci. Il giovane aveva già confessato di aver simulato l’attentato incendiario denunciato come un atto intimidatorio ai propri danni, vicenda che aveva determinato anche l’attivazione di misure di protezione da parte dei carabinieri.

Le indagini avevano successivamente ribaltato il quadro iniziale, portando gli investigatori a contestare l’attendibilità delle minacce denunciate dal ventunenne.

L’incontro cancellato

La lettera contenente la minaccia a Ranucci era nel frattempo arrivata all’attenzione delle forze dell’ordine e dell’amministrazione comunale.

Il Comune di Enego aveva già deciso di annullare l’appuntamento con il conduttore di Report, motivando la scelta con la necessità di evitare ulteriori tensioni nel paese. La cancellazione dell’evento era stata resa nota nei giorni scorsi.

L’incontro avrebbe dovuto tenersi il 20 agosto nell’ambito di una presentazione pubblica del libro del giornalista Rai.

Una vicenda che si allarga

Il nome di Cappellari era diventato noto dopo la denuncia di minacce e di un presunto attentato incendiario contro la sua abitazione. In un primo momento la vicenda aveva destato forte allarme e solidarietà, fino alla successiva svolta investigativa e alla confessione del giovane sulla simulazione dell’attacco.

Ora l’inchiesta si arricchisce di un nuovo capitolo, con la presunta ammissione sulla lettera indirizzata a impedire l’incontro di Enego con Sigfrido Ranucci.

Gli accertamenti della Procura di Vicenza proseguono per ricostruire nel dettaglio tutte le condotte attribuite al ventunenne e verificare eventuali ulteriori episodi collegati alla vicenda.

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Cronache

Maltempo in Campania, allerta gialla fino alle 20: temporali, grandine e raffiche di vento

Allerta meteo gialla in Campania dalle 13 alle 20 di oggi, 11 agosto, su Alto Volturno e Matese, Penisola sorrentino-amalfitana, Tusciano e Alto Sele. Possibili temporali, grandine e raffiche di vento.

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La Protezione Civile della Regione Campania ha emanato una nuova allerta meteo di colore giallo, valida dalle 13 alle 20 di oggi, martedì 11 agosto.

L’avviso riguarda la Zona 2, Alto Volturno e Matese, la Zona 3, Penisola sorrentino-amalfitana, e la Zona 5, Tusciano e Alto Sele.

Temporali, grandine e raffiche di vento

Nelle aree interessate sono previsti isolati rovesci e temporali, localmente di moderata intensità.

La Protezione Civile segnala che i fenomeni potranno essere caratterizzati da una forte incertezza previsionale e da una rapida evoluzione.

Nel corso dei temporali saranno possibili anche grandinate, raffiche di vento e una intensa attività elettrica. Non si esclude inoltre la caduta di rami o alberi, con possibili danni alle coperture e alle strutture maggiormente esposte.

Rischio allagamenti e frane

L’avviso del Centro Funzionale evidenzia anche un rischio idrogeologico.

Tra gli effetti possibili vengono indicati l’innalzamento dei livelli dei corsi d’acqua minori, con eventuali inondazioni delle aree circostanti, e allagamenti di locali interrati o situati al pian terreno.

Possibile anche lo scorrimento superficiale delle acque sulle strade, con rigurgiti dei sistemi di smaltimento delle acque piovane e coinvolgimento delle aree urbane più depresse.

Nelle zone maggiormente fragili dal punto di vista idrogeologico non vengono escluse cadute di massi e occasionali fenomeni franosi.

L’appello ai Comuni

La Protezione Civile regionale raccomanda alle autorità competenti di attivare tutte le misure previste dai rispettivi piani comunali, con l’obiettivo di prevenire e limitare gli effetti dei fenomeni meteorologici annunciati.

L’allerta resterà in vigore fino alle ore 20 di oggi.

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Cronache

Trova i ladri in casa e li insegue, travolto dal Suv durante la fuga

Un uomo di 61 anni sorprende i ladri nella propria abitazione a Spessa Po, nel Pavese, e li insegue. Durante la fuga viene investito dal loro Suv. È ricoverato al San Matteo, non è in pericolo di vita.

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