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Inter fa ancora festa, cinque gol alla Samp

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La festa dell’Inter continua, fuori ma anche dentro il campo. Una cinquina da scudetto alla Sampdoria è il modo migliore per non smettere di festeggiare, nella prima partita da campioni d’Italia per Lautaro e compagni. Che contro i doriani macinano gioco e gol, quasi liberati dal peso di dover fare punti a tutti i costi per arrivare all’obiettivo.

Una vittoria che porta la firma di tante seconde linee, da Gagliardini (gol e assist) a Sanchez (doppietta) fino a Pinamonti, che trova la sua prima rete con la maglia nerazzurra quando, nella ripresa, Conte svuota la panchina lanciando in campo chi, quest’anno, ha giocato meno come Radu. Trovando risposte che magari possono tornare utili anche per il futuro, seppur siano arrivate in una partita non troppo competitiva. Una sfida aperta dal ‘pasillo de honor’, ovverosia la passerella dei giocatori della Sampdoria e del tecnico Claudio Ranieri, che hanno accolto l’Inter in campo con un lungo applauso formando un corridoio all’ingresso.

“Ho detto ai ragazzi che festeggiare in questo modo come in Inghilterra sarebbe stato bello, e loro sono stati d’accordo”, ha spiegato l’allenatore doriano nel post partita. Tuttavia, forte anche di una posizione in classifica serena, l’omaggio della squadra verso i nerazzurri e’ proseguito anche in campo. Sulle ali dell’entusiasmo per il risultato ottenuto, all’Inter e’ infatti bastata la prima accelerazione per sbloccare il risultato, con zampata di Gagliardini su cross basso di Young, rallentando solo dopo il raddoppio di Sanchez. L’unica scintilla d’orgoglio della Sampdoria e’ arrivata infatti con la rete di Keita, con una ribattuta dopo una corta respinta di Handanovic (sostituito nella ripresa da Radu, all’esordio), ma e’ stato un solo momento di sbandamento per gli uomini di Conte: Sanchez dopo un minuto ha ridato il doppio vantaggio all’Inter, che ha poi chiuso i conti in goleada nella ripresa con la prima rete interista di Pinamonti e il rigore di Lautaro per il definitivo 5-1. Un pokerissimo che ha fatto cosi’ proseguire la festa, anche in campo dopo il triplice fischio finale, tra i cori “i campioni d’Italia siamo noi” e “chi non salta rossonero e'”.

“Futuro? Mi godo il presente”, le parole di Conte dopo la gara. Un presente pero’ che e’ fatto anche di incontri tra la societa’ e i giocatori per possibili tagli agli ingaggi. “La prossima settimana ci saranno colloqui con i singoli giocatori per sensibilizzare gli stessi su un momento di difficolta’ economica del calcio e dell’Inter a seguito della pandemia, ha spiegato l’ad Beppe Marotta. “I bonus scudetto saranno assolutamente liquidati. La nostra proprieta’ ha investito centinaia di milioni per raggiungere un obiettivo, per dare stabilita’. Davanti ad una pandemia bisogna prenderne atto e porre dei correttivi”, ha concluso.

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Ambiente

Nel Parco del Cilento il primo acquario virtuale d’Italia

Marina Delfi

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Conoscere da vicino le specie che popolano quel patrimonio di biodiversità che è il mare del Cilento, trovarsi a tu per tu con una cernia: e proprio nel Parco del Cilento, nella splendida cornice di Villa Matarazzo, a Santa Maria di Castellabate, è stato inaugurato il primo Acquario Virtuale d’Italia.

“Qui il turismo sostenibile diventa una realtà concreta, dice Felice Casucci, assessore regionale al turismo, inteso come virtù, non come infrazione e violenza ma rispetto per l’altro, per l’ambiente, per il paesaggio e i suoi tesori. La digitalizzazione non sottrae nulla alla realtà ma ci consente di conoscerla in modo ravvicinato”.

Il taglio del nastro del primo acquario virtuale d’Italia nel Parco del Cilento

 

“Abbiamo realizzato una straordinaria opera di innovazione tecnologica, che attraverso la riproduzione fedele della realtà, ci guida alla conoscenza del nostro mare tra i più belli, più puliti e più premiati d’Italia , sottolinea orgoglioso Tommaso Pellegrino, presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. È nostra intenzione – ha continuato Pellegrino – portare avanti un percorso di conoscenza ritenendo indispensabile che i ragazzi possano fare propri gli elementi di pregio del nostro mare per poterlo amare sempre di più e difenderlo”.

Al taglio del nastro oltre all’assessore Casucci, al presidente del Parco Pellegrino e al suo direttore Romano Gregorio, c’erano il  procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania, Antonio Ricci, il sindaco di Castellabate Luisa Maiuri e numerosi sindaci e amministratori del territorio.

 

 

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Riforma della Giustizia, il ministro Cartabia: ok convinto di tutti, ora si accelera

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“E’ una giornata importante: lunghe riflessioni per arrivare a un’approvazione all’unanimita’ con convinzione da parte di tutte le forze politiche. Ora c’e’ l’obiettivo di accelerare il piu’ possibile per concludere se possibile prima della pausa estiva questa importantissima riforma” dice il ministro della Giustizia Marta Cartabia al termine del Cdm, annunciando dunque l’accordo per approvare la riforma. “Abbiamo apportato degli aggiustamenti, come annunciato la scorsa settimana con Draghi, alla luce del dibattito molto vivace che si e’ sviluppato in queste settimane sia da parte delle forze politiche che degli operatori e degli uffici giudiziari che saranno i primi ad essere chiamati alla grande sfida di implementare una riforma cosi’ significativa e innovativa nel nostro Paese”. Lo dice il ministro della Giustizia Marta Cartabia all’uscita da Palazzo Chigi dopo il Cdm. “L’obiettivo e’ garantire una giustizia celere, nel rispetto della ragionevole durata del processo, e allo stesso tempo garantire che nessun processo vada in fumo”.   “Il piu’ importante aggiustamento e’ una norma transitoria per arrivare con una gradualita’ ai termini che ci siamo dati e che rimangono fissi e la seconda modifica e’ un regime particolare per i reati che nel nostro Paese hanno destato allarme particolare come i reati di mafia, di terrorismo, grande traffico internazionale di stupefacenti, violenza sessuale, che avranno norme specifiche con possibilita’ di proroghe da parte del giudice che possono essere rinnovare per assicurare che si arrivi fino in fondo”. Così il ministro Cartabia ha illustrato la mediazione raggiunta in Consiglio dei ministri sulle modifiche alla riforma del processo penale.

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Corona Virus

Covid, due neonati positivi a Palermo: una intubata

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Una neonata di 10 giorni, nata nell’Agrigentino, positiva al Covid e’ ricoverata, dove e’ stata intubata, nel reparto di terapia intensiva neonatale all’ospedale Cervello di Palermo. Nonostante l’iniziale apprensione, adesso le sue condizioni appaiono migliorate. Nello stesso reparto c’e’ un bambino di due mesi, anche lui affetto dal virus Sars-CoV-2, arrivato dall’ospedale dei Bambini che e’ costantemente monitorato. “Sia la bimba di Agrigento che il piccolo di appena due mesi stanno meglio – dicono i medici che li hanno in cura – certo le condizioni sono diverse, ma possiamo dire che al momento rispondono alle terapie. E’ ancora presto per dire che sono fuori pericolo, ma siamo fiduciosi”. Nella zona ‘grigia’ dell’ospedale di Palermo ci sono anche due neonati, negativi, che sono tenuti sotto osservazione perche’ le loro madri sono entrambe positive al Covid. I loro tamponi continuano ad essere negativi ed entro la prossima settimana potrebbero essere dimessi. Altre due puerpere positive entro stasera, sempre al Cervello di Palermo, daranno alla luce i loro bimbi che subito saranno sottoposti al test per verificare se sono o meno contagiati dal virus. “In questo anno di pandemia – spiegano i medici della neonatologia – sono stati almeno 150 i parti da mamme positive. Non e’ certo una novita’. Adesso davvero se volessero darci una mano per affrontare questo ennesimo periodo dovrebbero vaccinarsi tutti”. Sono stati celebrati oggi nel cimitero di Casteldaccia i funerali della piccola Ariele, la bimba di undici anni morta dopo 16 giorni di ricovero nell’ospedale Di Cristina di Palermo dopo avere contratto la variante Delta del Covid, probabilmente dalla sorella rientrata da una vacanza in Spagna. “Invito tutti a vaccinarsi – ha detto la mamma di Ariele – noi non lo abbiamo potuto fare perche’ dovevamo accudire nostra figlia che aveva bisogno di un’assistenza continua”. Ariele era affetta da una malattia metabolica rarissima e nel 2015 i genitori avevano deciso di sottoporla a una cura vietata in Italia perche’ non riconosciuta dalla comunita’ scientifica.

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