L’ipotesi è circolata fin dalle prime ore successive all’operazione militare contro i vertici iraniani: nell’individuazione dei bersagli sarebbe stata impiegata anche Claude, il sistema di intelligenza artificiale sviluppato da Anthropic e integrato nei software forniti da Palantir Technologies al Pentagono, alla Cia e a Israele.
Non esistono conferme ufficiali, anche per evidenti ragioni di segretezza militare. Tuttavia, secondo siti specializzati e fonti giornalistiche internazionali, l’impiego di sistemi di IA avanzata nell’operazione sarebbe altamente probabile.
Il precedente venezuelano e il caso Maduro
Il sospetto è stato rafforzato dal parallelo con un’operazione condotta mesi fa in Venezuela, quando Nicolas Maduro fu rintracciato nonostante tentativi di rifugiarsi in nascondigli ritenuti sicuri. Anche in quel caso non vi furono conferme ufficiali, ma diverse testate parlarono del possibile utilizzo di strumenti di analisi predittiva e aggregazione dati basati su IA.
Secondo ricostruzioni giornalistiche, Claude sarebbe stato impiegato sia nella fase preparatoria sia nel supporto operativo.
La rottura tra Anthropic e il Pentagono
Dopo le indiscrezioni sull’utilizzo della propria tecnologia in ambito militare, il fondatore di Anthropic, Dario Amodei, avrebbe chiesto chiarimenti a Palantir sull’impiego dei propri sistemi. Da qui sarebbe nato un attrito con il Dipartimento della Difesa statunitense.
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth avrebbe interpretato l’iniziativa come un’interferenza nelle scelte operative. Ne è seguita la rottura formale con Anthropic, definita fornitore “rischioso” in un ordine esecutivo dell’amministrazione guidata da Donald Trump. Amodei ha negato qualsiasi tentativo di veto su specifiche operazioni militari.
Verso OpenAI e xAI, ma la transizione è lunga
Dopo la messa al bando di Anthropic, le tecnologie potrebbero essere progressivamente sostituite da quelle di OpenAI, guidata da Sam Altman, e forse da xAI di Elon Musk.
Tuttavia, l’integrazione di nuovi sistemi nei circuiti classified del Pentagono e dell’intelligence richiederebbe mesi. Per questo motivo, secondo fonti militari citate da media americani, Claude resterebbe ancora operativo nei principali comandi, incluso il United States Central Command.
Project Maven e l’evoluzione della guerra algoritmica
Accanto a Claude sarebbe stato impiegato anche Project Maven, piattaforma di computer vision nata nel 2017 in collaborazione con Google e successivamente sviluppata da Palantir dopo il ritiro dell’azienda di Mountain View per motivi etici.
Questi sistemi vengono utilizzati per tre funzioni principali: raccolta e analisi massiva di dati a supporto dell’intelligence; identificazione e selezione dei bersagli; simulazione di scenari operativi.
Palantir tra Washington e Tel Aviv
Quanto alla divisione dei ruoli tra Stati Uniti e Israele, non vi sono dettagli ufficiali. È noto però che Palantir fornisce tecnologia di sicurezza a entrambi i Paesi.
Il ceo Alexander Karp ha espresso pubblicamente il proprio sostegno a Israele dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, incontrando più volte il primo ministro Benjamin Netanyahu e riunendo a Tel Aviv il consiglio di amministrazione della società.
Guerra e intelligenza artificiale: un cambio di paradigma
Se confermato, l’impiego di Claude nell’attacco contro i vertici iraniani segnerebbe un ulteriore passaggio verso una guerra sempre più algoritmica.
L’uso dell’intelligenza artificiale nei processi decisionali militari solleva interrogativi strategici, etici e geopolitici. Al momento, tuttavia, restano solo indiscrezioni supportate da fonti giornalistiche e militari non ufficiali. Le autorità coinvolte non hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche sull’eventuale impiego di specifiche piattaforme di IA nell’operazione.