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Insigne, il ritorno in Italia e il contatto con il Napoli: “Per loro avrei giocato anche gratis”

Lorenzo Insigne conferma il contatto con il Napoli prima del ritorno al Pescara: “Per loro avrei giocato anche gratis”. Ora la sfida è la salvezza.

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«Napoli? C’è stato un contatto». Bastano poche parole per riaccendere emozioni e rimpianti. Lorenzo Insigne, napoletano giramondo, è tornato in Italia ed è ufficialmente di nuovo un calciatore del Pescara. Dopo tre anni in Canada con il Toronto FC, esperienza conclusa la scorsa estate, Insigne ha scelto di non smettere e di rimettersi in gioco.

Il Napoli e l’occasione mancata

Le voci su un possibile ritorno al Napoli non erano campate in aria. A confermarlo è stato lo stesso Insigne nella conferenza stampa di presentazione in biancazzurro:
«Avevo detto che per loro avrei giocato anche gratis. Poi non se n’è fatto nulla».
Un contatto reale, dunque, in una fase di mercato in cui il Napoli era alla ricerca di un profilo offensivo con le sue caratteristiche. Ma l’operazione non è andata in porto.

La nuova sfida: la salvezza

Ora l’obiettivo è uno solo: aiutare il Pescara. «Spero che a Cesena mi tocchi uno spezzone di gara. Già con il Mantova avrei voluto giocare», ha spiegato Insigne. «Credo nella salvezza e vogliamo fare questo regalo ai tifosi».
Un ritorno che ha il sapore della responsabilità e dell’esperienza, più che della nostalgia.

Il legame con Zeman

Tra i primi messaggi ricevuti dopo il rientro in Abruzzo, quello di Zdeněk Zeman, allenatore simbolo del primo Pescara di Insigne:
«Ci siamo sentiti, era contento del mio ritorno qui e mi ha detto: “fammi divertire”. Per me è stato un secondo papà».
Un legame umano e calcistico che resta, come resta la voglia di Insigne di sentirsi ancora protagonista sul campo.

Un finale ancora da scrivere

Il Napoli resta sullo sfondo, come una storia incompiuta. Il presente, però, è Pescara: una scelta di cuore e di sfida, per dimostrare che il talento e la voglia di incidere non si sono mai spenti.

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Lazio batte Milan 1-0, gol di Isaksen: rossoneri ko e Inter resta a +8

La Lazio supera il Milan 1-0 all’Olimpico con un gol di Isaksen. I rossoneri non sfruttano il passo falso dell’Inter che resta a +8 in vetta alla Serie A.

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Il Milan non sfrutta la frenata dell’Inter e cade all’Olimpico contro la Lazio. La squadra di Maurizio Sarri vince 1-0 grazie a un gol di Isaksen e trova il secondo successo consecutivo in campionato.

Una vittoria accolta con entusiasmo dal pubblico biancoceleste, tornato a sostenere la squadra allo stadio, mentre i rossoneri di Massimiliano Allegri restano distanti dalla vetta: l’Inter mantiene infatti otto punti di vantaggio in classifica.

Lazio più brillante nel primo tempo

Sarri deve rinunciare a Romagnoli e Cataldi e schiera Provstgaard e Patric in difesa, con il tridente offensivo formato da Isaksen, Maldini e Zaccagni. Tra i pali c’è il giovane Motta.

Allegri, invece, lancia dal primo minuto Jashari al posto dello squalificato Rabiot.

La Lazio parte meglio e crea subito difficoltà al Milan soprattutto sulla fascia destra con Isaksen, molto attivo fin dalle prime battute. I rossoneri rispondono con un’incursione di Pavlovic, ma l’azione è fermata per fuorigioco.

La prima vera occasione arriva al 12’: Taylor colpisce la traversa da pochi metri con un potente mancino.

Il Milan prova a reagire e al 23’ sfiora il vantaggio con Estupinan, che anticipa Isaksen di testa ma manda il pallone di poco fuori.

Il gol decisivo di Isaksen

Dopo un’altra traversa colpita da Taylor, al 26’ arriva il gol che decide la partita.

Marusic lancia in profondità Isaksen, che vince il duello fisico con Estupinan e batte Maignan con un tiro preciso.

La Lazio continua a spingere e poco dopo Maldini prova a raddoppiare, ma il suo destro è debole e viene bloccato facilmente dal portiere rossonero.

Milan senza reazione nella ripresa

Nonostante un primo tempo opaco, Allegri non cambia uomini all’intervallo.

La prima occasione della ripresa è del Milan: Motta respinge prima su Pulisic e poi blocca un colpo di testa centrale di Fofana.

La Lazio si rende pericolosa con Dele-Bashiru e rischia anche un autogol Estupinan nel tentativo di appoggiare la palla a Maignan.

Al 66’ arriva anche un momento di tensione: Leao reagisce male alla sostituzione, con Allegri che inserisce Fullkrug e Nkunku al posto del portoghese e di Fofana.

Gol annullato e finale senza scosse

Al 75’ la Lazio trova anche il raddoppio sugli sviluppi di un calcio d’angolo con Athekame, ma il gol viene annullato per un tocco di mano dello stesso difensore.

Nel finale i biancocelesti arretrano il baricentro, ma il Milan non riesce a creare vere occasioni per pareggiare.

Il risultato non cambia più: la Lazio festeggia all’Olimpico, mentre il Milan perde un’occasione per accorciare in classifica e l’Inter può tirare un sospiro di sollievo, restando saldamente in testa alla Serie A con otto punti di vantaggio.

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Milano Cortina 2026, chiusura delle Paralimpiadi: “Ciao ciao Cortina” tra emozione e passaggio di consegne

Cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026 allo Stadio Olimpico del ghiaccio di Cortina. Passaggio della bandiera alla Francia.

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Ciao ciao Cortina”. È il messaggio apparso all’interno dello Stadio Olimpico del ghiaccio di Cortina d’Ampezzodurante la cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026, un evento carico di emozione che ha salutato ufficialmente la fine dei Giochi.

L’impianto, simbolo delle Olimpiadi invernali del 1956, è stato completamente rinnovato e ampliato proprio in vista di questa edizione delle Paralimpiadi.

L’inno di Mameli cantato da Arisa

La cerimonia si è aperta con l’inno nazionale italiano, interpretato da Arisa, mentre il Tricolore veniva issato dalla Polizia di Stato in uniforme storica.

Sugli spalti il pubblico ha accompagnato con applausi la sfilata delle delegazioni degli atleti, protagonisti assoluti dei Giochi.

Tra le autorità presenti allo stadio anche Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei deputati.

Malagò: “Qui ha brillato un faro”

Durante la cerimonia è intervenuto Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, che ha sottolineato il valore simbolico dell’evento.

“In questa cerimonia c’è lo stesso spirito di tutti i Giochi: qui ha brillato un faro, in un mondo di oscurità. Finiscono le gare, ma resta l’eredità”, ha dichiarato.

Malagò ha inoltre evidenziato il grande apprezzamento internazionale per l’edizione italiana dei Giochi, la prima organizzata con una formula diffusa sul territorio, modello che sarà replicato anche per i Giochi del 2030 in Francia.

Il passaggio della bandiera paralimpica

Uno dei momenti più solenni è stato il passaggio della bandiera paralimpica.

Gli Alpini hanno ammainato la bandiera con i tre agitos mentre nello stadio risuonava l’inno paralimpico.

Successivamente Anna Scavuzzo, vicesindaca di Milano, e Gianluca Lorenzi, sindaco di Cortina, hanno consegnato la bandiera al presidente del Comitato paralimpico internazionale Andrew Parsons.

Il presidente dell’Ipc l’ha poi affidata ai rappresentanti delle regioni francesi Provenza-Alpi-Costa Azzurra e Alvernia-Rodano-Alpi, Renaud Muselier e Fabrice Pannekoucke, che organizzeranno i Giochi del 2030.

“Le Paralimpiadi più belle di sempre”

Nel suo intervento finale, Parsons ha ricordato il significato profondo dei Giochi appena conclusi.

“In questi Giochi si è celebrato il fatto che siamo tutti diversi, ma soprattutto il modo in cui questa diversità ci ha resi più forti”, ha detto.

Il presidente del Comitato paralimpico internazionale ha sottolineato alcuni numeri simbolo dell’edizione italiana: 611 atleti partecipanti, la maggiore presenza femminile di sempre e una copertura mediatica senza precedenti.

Un’eredità che, secondo Parsons, continuerà anche dopo la chiusura dei Giochi grazie agli investimenti realizzati in accessibilità e inclusione.

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Como-Roma 2-1: rimonta lariani con Douvikas e Diego Carlos, Fabregas vola al quarto posto

Il Como batte la Roma 2-1 al Sinigaglia e sale al quarto posto in classifica. Decisive le reti di Douvikas e Diego Carlos dopo il vantaggio giallorosso di Malen.

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Il Como di Cesc Fabregas conquista una vittoria pesantissima nello scontro diretto per l’Europa battendo 2-1 la Romaallo stadio Sinigaglia.

Con questo successo i lariani volano al quarto posto in solitaria, riportandosi a +1 sulla Juventus, mentre la squadra di Gian Piero Gasperini incassa una sconfitta che complica la corsa alle posizioni europee.

Malen porta avanti la Roma su rigore

Sotto una pioggia battente il Como parte forte e sfiora il vantaggio su schema da corner con Ramon, ma la conclusione viene respinta all’ultimo momento.

Alla prima vera occasione, però, è la Roma a colpire. Su un passaggio corto di Caqueret, El Shaarawy anticipa Diego Carlos, che lo stende in area. L’arbitro Massa indica il dischetto e Malen non sbaglia, spiazzando Butez e firmando il vantaggio giallorosso.

Il Como reagisce subito e sfiora il pareggio con Nico Paz, che però si fa ipnotizzare da Svilar a tu per tu. Nel finale di primo tempo altra occasione per i padroni di casa con Caqueret, che supera il portiere ma non riesce a concludere in porta.

Douvikas firma il pareggio

Nella ripresa Fabregas cambia assetto tattico, passando dal 3-5-2 al 4-2-3-1 con l’ingresso di Douvikas e Diao.

Il Como trova il pareggio approfittando di un errore della difesa romanista: Valle lancia Douvikas, Hermoso sbaglia il fuorigioco e l’attaccante greco batte Svilar tra le gambe con un potente mancino.

Espulsione di Wesley e polemiche

La partita cambia poco dopo con l’episodio che accende le polemiche.

Su un’azione in velocità di Diao, Wesley, già ammonito, interviene e l’arbitro estrae il secondo cartellino giallo, lasciando la Roma in dieci uomini.

Il giocatore giallorosso protesta sostenendo di non aver commesso fallo, ma il VAR non può intervenire sulle doppie ammonizioni, alimentando la rabbia della panchina guidata da Gasperini.

Diego Carlos completa la rimonta

Con l’uomo in più il Como aumenta la pressione. Da Cunha e Baturina sfiorano il vantaggio con tiri da fuori area, mentre Svilar salva su Diao.

Il gol decisivo arriva poco dopo: su una conclusione di Smolcic, il portiere romanista respinge corto e Diego Carlos è il più rapido a ribadire in rete per il 2-1.

Nel finale Da Cunha colpisce anche la traversa, mentre la Roma non riesce a reagire.

Como quarto, Roma frenata

Il triplice fischio consegna al Como uno scontro diretto fondamentale nella corsa europea.

Il Sinigaglia festeggia un successo che proietta la squadra di Fabregas al quarto posto in classifica, mentre la Roma scivola indietro dopo una partita segnata dall’inferiorità numerica e dalle polemiche arbitrali.

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