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Indizi Siae su identità Liberato, ma i fan del rapper chiedono privacy

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Non sarebbe la prima volta che l’identita’ di Liberato, il cantautore-rapper napoletano dal volto incappucciato, viene rivelata. E’ successo gia’ in passato, prima che puntuale arrivasse la smentita ad alimentarne il mito. Stavolta “a tradire” il musicista molto noto tra i giovani sarebbe stato il sito della Siae che associa un brano di Liberato al producer napoletano Gennaro Nocerino, conosciuto nel mondo della musica elettronica come “Herr Styler”. Che sia effettivamente lui o no, da TikTok e Instagram, sui social l’argomento va per la maggiore, con centinaia di video a sostegno di questa tesi. Stando alla Siae, viene fatto notare da chi ha passato al setaccio il web, Liberato sarebbe il terzo componente del trio elettronico Future Romance, composto – stando alla pagina ufficiale del gruppo – dai producer Fiorius, Bawrut e, appunto, Gennaro Nocerino. Da qui una serie di riscontri incrociati che alimentano il giallo. Non sarebbe peraltro la prima volta che il nome di Nocerino, artista che si divide tra Italia, Francia e Spagna, viene associato a quello di Liberato. Malumore tra i fan che chiedono che l’identita’ misteriosa del rapper resti avvolta nel mistero.

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Docu e ritratti a Festa di Roma, da Cardinale a Maradona

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Sguardi d’autore, come quello di Daniel Pennac su Maradona; protagonisti di ogni forma d’arte, da William Kentridge, alla coppia Joanne Woodward – Paul Newman o Dario Fo. Senza dimenticare i mix di biografia, cronaca e storia da Elisabetta II a Pio La Torre, dall’omicidio di Pasolini al caso Padilla. E’ ricchissimo il viaggio di documentari biografici proposto dalla 17/a edizione della Festa del cinema di Roma (13 – 23 ottobre). Si parte dal concorso Progressive, dove tra i 16 titoli in gara c’e’ EL CASO PADILLA nel quale Pavel Giroud ripercorre la vicenda del grande poeta cubano Heberto Padilla (1932 – 2000), arrestato e costretto nel 1971 a ritrattare in un intervento alla tv cubana le opinioni espresse nella sua raccolta di versi ‘Fuera del juego’ considerata dal regime una critica al ‘lider maximo’. Guardando alle altre sezioni non potrebbe essere piu’ attuale RITRATTO DI REGINA di Fabrizio Ferri che rilegge la monarca attraverso le immagini dei grandi della fotografia che l’hanno ritratta. Si resta su storia e politica con ORA TOCCA A NOI – STORIA DI PIO LA TORRE di Walter Veltroni, che narra il politico, sindacalista e segretario regionale del Pci in Sicilia, a 40 anni dalla sua uccisione in un agguato mafioso. Il film inchiesta PASOLINI, CRONOLOGIA DI UN OMICIDIO POLITICO di Paolo Angelini, segue un ‘itinerario istruttoria’ dal 1960 al 1975, nella verita’ politica del suo omicidio. KILL ME IF YOU CAN di Alex Infascelli racconta Raffaele Minichiello, cittadino americano nato in Irpinia, che a 19 anni, nel 1969, ha compiuto il dirottamento piu’ lungo nella storia dell’aviazione civile. SOUVENIR D’ITALIE di Giorgio Verdelli riporta in scena il talento di Lelio Luttazzi ed esplora l’errore giudiziario di cui e’ stato vittima. In DANIEL PENNAC: HO VISTO MARADONA! Di Ximo Solano si segue l’indagine creativa e surreale a Napoli dello scrittore francese (con la partecipazione, fra gli altri, di Maurizio De Giovanni e Roberto Saviano) sul Pibe de Oro. Innumerevoli gli sguardi sui protagonisti del cinema, a cominciare dalla docuserie THE LAST MOVIE STARS di Ethan Hawke, con la produzione esecutiva di Martin Scorsese, dedicata all’ultima coppia della Golden Hollywood, Paul Newman e Joanne Woodward (che la Festa celebra anche con una retrospettiva). Fra gli altri, la regista Julie Bertuccelli in JANE CAMPION, LA FEMME CINE’MA si muove tra ritratto e autoritratto utilizzando oltre 30 anni di interviste alla cineasta. CLAUDIA di Franck Saint-Cast rimette in scena la memorabile intervista fuori dagli schemi realizzata nel 1961 da Alberto Moravia con Claudia Cardinale (che regala anche un’apparizione). I MAGNIFICI 4 DELLA RISATA di Mario Canale, ricostruisce, attraverso gag, backstage e interviste, la stagione del nostro cinema con protagonisti Roberto Benigni, Francesco Nuti, Massimo Troisi, e Carlo Verdone. In VIRNA LISI – LA DONNA CHE RINUNCIO’ A HOLLYWOOD, Fabrizio Corallo traccia un percorso nelle scelte tra vita e set dell’attrice. Viaggiando fra le altre arti, Sacha Jenkins in LOUIS ARMSTRONG’S BLACK & BLUES, attingendo ai diari audio del maestro del jazz, rivisita l’arte e rivaluta la politica del leggendario musicista. Gianluca Rame (nipote di Franca) con DARIO FO: L’ULTIMO MISTERO BUFFO torna al primo agosto 2016 a Roma, quando il grande attore, drammaturgo e Premio Nobel novantenne, sta per andare in scena con uno dei suoi cavalli di battaglia, Mistero Buffo. LIFE IS (NOT) A GAME di Antonio Valerio Spera, fa conoscere la street artist Laika che ha animato i muri di Roma negli ultimi anni pandemici con poster e murales che urlano la sua indignazione civile. UMBERTO ECO – LA BIBLIOTECA DEL MONDO di Davide Ferrario porta fra stanze, corridoi, saloni tappezzati di libri dallo scrittore per raccontare Eco lettore e collezionista. NINO MIGLIORI. VIAGGIO INTORNO ALLA MIA STANZA di Elisabetta Sgarbi si immerge nelle immagini del fotografo, nato nel 1926. Non mancano gli autoritratti: da quello dell’artista sudafricano William Kentridge nella docuserie SELF-PORTRAIT AS A COFFEE POT a LES ANNEES SUPER-8 della scrittrice Annie Ernaux con David Ernaux-Briot, fino a James Ivory, che con COOLER CLIMATE ripercorre con materiali inediti il suo viaggio in Afghanistan del 1960.

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Renato Zero festa al Circo Massimo con dedica a Roma

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Lacrime, risate, ricordi. E tanta musica. Renato Zero ha conquistato il Circo Massimo con la prima delle sei serate per quella che doveva essere la festa per i 70 anni dell’artista e che, causa Covid, e’ stata rimandata di due anni. Ad aprire il concerto (tre ore e mezza di spettacolo) e’ stata, a sorpresa, una dedica in musica e parole alla sua Roma e ai suoi fedeli sorcini. Un inedito a sorpresa, dal titolo Quel bellissimo niente, che omaggia la capitale dove tutto inizio’. “Eravamo ragazzi, persi in mezzo alla gente. Quanti sogni rincorsi tra vicoli e piazze di questa citta’ e bastava un vecchio pianoforte dentro un bar, mi sembrava imponente quella gioia da niente”, ha intonato Renato Zero – in splendida forma e con un lungo cappotto bianco e nero – nella sua struggente dichiarazione d’amore a Roma (il testo su foglietti ‘sparati’ come coriandoli sul pubblico). “Quante vite mi hai lasciato vivere, Ci sei stata da sempre mia bellissima gente. Abbi cura di te. E di me..”. Festa doveva essere e festa e’ stata. Uno show colorato (come gli abiti di scena – arancio, azzurro, verde, giallo, fucsia), divertente, commovente, davanti a 15 mila spettatori (saranno quasi 100 mila alla fine delle sei date previste, “senza la vostra fiducia non avrei fatto tutta questa strada”).

Un concerto antologico in cui il re dei sorcini non si e’ risparmiato, ripercorrendo la sua carriera lunga 55 anni e i suoi tanti successi (44 album e oltre 500 canzoni, “ho scritto quanto cinque cantautori messi insieme”), ma anche rivendicando i suoi eccessi e i suoi tanti travestimenti del passato (“cambiare pelle tante volte mi ha permesso di riconoscere la mia. Ero la mia bandiera: unico cittadino di quella terra di Utopia che ho sempre abitato”, racconta in un video quasi a fine concerto). In scaletta 32 brani, da Cercami a Spiagge, passando per Mi vendo, Piu’ su, I Migliori anni, per chiudere con Il cielo. Ma nessuna festa puo’ essere degna di questo nome senza gli amici. E allora stasera al Circo Massimo si sono uniti Jovanotti (scambio di cortesie dopo che Renato era salito sul palco del Jova Beach Party questa estate) con il quale ha cantato Siamo Eroi, i Neri per Caso per Inventi, Morgan – prima in video come dj per Chiedi di me e poi per intonare Amico -, Fabrizio Moro, che ha emozionato tutti portando in dono la tuba che aveva al suo primo Palaeur, “arrivata dopo 15 anni”, e Giorgio Panariello che ha divertito con gli aneddoti legati alle imitazioni di “sua santita’ Renato”. Altri amici, “parenti stretti” li chiama lui, arriveranno nei prossimi giorni. Sul palco anche un’orchestra di 50 elementi, una superband composta da 7 musicisti, otto coristi, 23 ballerini. Prossimo appuntamento di Zerosettanta live domani e domenica, poi il 28 e 30 settembre e il 1 ottobre.

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Diavolo di un Ricci: Striscia torna dopo il voto con Siani e Argentero in conduzione

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Il debutto di Luca Argentero, accanto ad Alessandro Siani (“con lui faremo la versione di 50 sfumature di Striscia”, ha scherzato l’attore napoletano), due nuove veline, qualche inviato all’esordio. Torna ‘Striscia la notizia’ e la sua mission la ribadisce il suo creatore Antonio Ricci: un telegiornale-varieta’ contro l’ipocrisia di chi pensa di cavarsela con ‘un ci sta, ci sta giustificando ogni sconcezza’. “Invece noi vogliamo essere dei paletti del chi non ci sta – ha detto – o come dice Vasco Rossi ‘c’e’ chi dice no’ e in questo e’ la mission di Striscia”. ‘Non ci sta’ e’ anche la nuova sigla cantata dal Gabibbo. L’edizione numero 35, sottotitolo ‘La voce dell’intransigenza’, presentata oggi nello studio 14 di Mediaset a Cologno Monzese, arriva su Canale 5 il 27 settembre, di martedi’, ore 20,35. Una scelta decisa tempo fa per evitare la partita di calcio dell’Italia per la fase a gironi di Uefa Nations League, e che invece dribbla pure la serata post elettorale consentendo di andare in onda ad esiti conosciuti.

“Previsioni sul voto non ne faccio, perche’ non ho la sfera di cristallo, ma di sicuro e’ una grande fortuna cominciare cosi’ in maniera favolosa – ha ammesso Ricci – Quando e’ caduto il governo ho gufato talmente tanto… abbiamo evitato la par condicio, lunedi’ Bruno Vespa fara’ i suoi commentini e partiamo martedi’ con un ricco buffet di quel che puo’ capitare”. L’esordio di Luca Argentero e’ riuscito ad oscurare perfino le due nuove veline, Anastasia Ronca e Cosmary Fasanelli. “Figure comunque imprescindibili da Striscia, danno il senso della varieta’ e della leggerezza – ha replicato Ricci alla domanda se hanno ancora un senso – E comunque finche’ se ne parla, vuol dire che il senso ce l’hanno”. Argentero ha ammesso di essere un po’ emozionato, perche’ ‘ho sentito tutto il peso di cosa significa raccontare il paese’. “Ricci me lo ha chiesto con tali lusinghe che non potevo dire di no, poi perche’ questo e’ l’ambiente piu’ familiare che mi e’ capitato di vedere in tanti anni – ha raccontato – Non ho mai frequentato tantissimo la tv, ma qui ho trovato perfino il camerino arredato per farmi piacere, personalizzato, come se fosse il mio da 10 anni”.

“Che conduttore saro’?, secondo a me a Striscia non si puo’ essere diversi da se stessi – ha aggiunto il protagonista di ‘Doc – Nelle tue mani’ – E’ molto complesso recitare un personaggio quasi fronte alle telecamere, anche se ho realizzato nelle prove che Striscia ha comunque un linguaggio a cui tu ti devi adeguare, non puoi fare adeguare il linguaggio di Striscia a come sei fatto tu e mi sto divertendo a capirlo”. “Non sara’ facile in questo momento, ma tenteremo di far ridere, soprattutto di far riflettere – ha aggiunto Siani – Gia’ la prima puntata sara’ una bomba”. Argentero e Siani presenteranno insieme il tg satirico fino al primo ottobre. Quindi Argentero sara’ sostituto da Vanessa Incontrada fino al 22 ottobre. Dal 24 ottobre al 10 dicembre subentrera’ la coppia Roberto Lipari e Sergio Friscia (che torna anche dal 13 febbraio all’11 marzo); dal 12 dicembre all’11 febbraio Ezio Greggio e Enzo Iacchetti; dal 13 marzo all’1 aprile Gerry Scotti e Francesca Manzini che dal 3 aprile, fino alla chiusura del 10 giugno, sara’ sostituita da Michelle Hunziker.

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