Capire la crisi Ucraina
Incubo ucraino: la trappola territoriale e l’iconografia sfigurata
Come nel sogno, sapete? Qualcosa sta per accadere. Qualcosa di terribile. Qualcosa che voi potete fermare. Ma non lo fate. In Ucraina, la lettura dominante della lentezza del conflitto è stata per tutto questo interminabile tempo e tuttora è: Putin non è in grado di concludere; ha sbagliato i calcoli; sta perdendo la guerra(asserisce perfino qualcuno). Mentre un ragazzo mi dice in TV che è tornato dall’Ungheria dove ha lasciato la sua famiglia. Si è arruolato, è pronto a combattere, a dare la vita per il suo Paese. E’ vestito come Rambo, giovane e bellissimo, ma non sa sparare, confessa.
Propaganda, direte voi: a ragione. Ma propaganda non è ciò che sta per succedere in Ucraina. E la desolante ignoranza degli analisti che impazzano nei talks, non ci salverà da quel che s’annuncia, sotto gli occhi del mondo. E che renderà t.u.t.t.o. più difficile. Anche se noi grottescamente continueremo ad avere la spiegazione perfetta: è colpa di Putin.
Due tra le cose che stanno per succedere in Ucraina mi preoccupano particolarmente, perché renderanno impraticabili dei negoziati equi e, dunque, getteranno le basi per una pace non stabile ma assolutamente precaria. Premessa per la prossima guerra che la “propaganda” troverà il modo di scaricare sul solito Putin o sul russo che eventualmente gli succederà. Già, perché le logiche imperiali -diversamente da quelle statuali- più che esprimere la volontà dei singoli uomini, sono interpretate dai leader. E quindi dopo Putin ci sarà un altro capo russo: e un capo russo è un capo russo. Così come un presidente americano, democratico o repubblicano che sia, è un presidente americano. Le due cose dunque? Eccole.
Tutto questo, nuovamente ci dice che interesse vitale dell’Ucraina è l’arresto immediato delle ostilità, un cessate il fuoco istantaneo e totale, come unica condizione per sedersi a un tavolo ed aprire un negoziato vero. Altro che discorsi ai Parlamenti del mondo, retoriche della Resistenza, richieste e forniture di armamenti. Qui si tratta, semplicemente e drammaticamente, dell’esistenza stessa dell’Ucraina. Fermare la cancrena che ne erode le basi geografiche e storiche, non meno che economiche e politiche, è il compito i.m.p.e.l.l.e.n.t.e. degli attori primari di questa tragica partitura (Zelensky e Putin) come degli attori che stanno dietro le loro spalle (Biden e XiJinping). Tutto il resto è girarci attorno. Compreso il vuoto pneumatico in cui galleggia l’Europa, del tutto incapace di occuparsi delle faccende che, dopotutto, si svolgono sull’uscio di casa.
Capire la crisi Ucraina
Orban sfida Kiev sull’energia: tensione sul Druzhba alla vigilia del voto
Orban minaccia tagli di gas all’Ucraina mentre resta bloccato il Druzhba. Tensione alta tra Budapest, Kiev e Bruxelles alla vigilia del voto.
Capire la crisi Ucraina
Russia propone scambio di intelligence agli Usa: no di Washington
La Russia propone agli Usa uno scambio sull’intelligence con Iran e Ucraina. Washington respinge l’offerta.
Capire la crisi Ucraina
Russia-Usa, Dmitriev a Miami per colloqui economici con l’amministrazione Trump
Kirill Dmitriev, consigliere di Vladimir Putin per gli investimenti esteri, è a Miami per incontri con rappresentanti dell’amministrazione Trump. I colloqui riguarderebbero questioni economiche.






