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Incinta al 5 mese segregata in casa con la figlia di un anno: arrestato il compagno

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Una donna segregata in casa con la figlia di un anno, rinchiusa dal compagno ogni volta che si allontanava dall’abitazione. Questa la segnalazione giunta ai Carabinieri della stazione di Afragola che hanno raggiunto un appartamento di Via San Giorgio e tentato di entrare in contatto con la donna. Questa, parlando dalle grate di una persiana, ha risposto di essere stata chiusa in casa e di non avere le chiavi per uscire. Il compagno – 29enne incensurato del posto – è stato contattato telefonicamente: era a Secondigliano e impossibilitato a raggiungere Afragola in tempi brevi.
Considerate le scuse banali e poco credibili, i carabinieri – insieme ai vigili del fuoco – hanno forzato la porta e liberato la donna.
Le condizioni igieniche dell’appartamento erano pessime e non vi erano prodotti alimentari o prodotti specifici per la piccola di 1 anno.
Al 5° mese di gravidanza, la donna ha confessato ai carabinieri di non aver mai sostenuto alcuna visita medica ginecologica e di non uscire di casa da tempo perché era il compagno a provvedere alla spesa e alle altre esigenze familiari.
Rientrato  a casa dopo più di un’ora dalla chiamata dei militari, l’uomo è stato arrestato per maltrattamenti e sequestro di persona.
In attesa di giudizio è stato sottoposto ai domiciliari.
La donna e la bambina sono state affidate ad una struttura protetta.

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La Sardegna arretra sul passaporto della salute per il turista, era una sparata di Solinas

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Dal muro contro muro a un negoziato a oltranza con un punto di caduta: niente passaporto sanitario ma un sistema misto di controlli che passa dalla registrazione degli arrivi alla compilazione di un questionario sino alla tracciabilita’. La Sardegna e’ costretta ad arretrare sul modello pensato dal governatore Christian Solinas per dare garanzie ai turisti di una vacanza sicura nell’Isola, ma anche tranquillita’ ai sardi di non importare da Regioni o Nazioni ancora sovraesposte sul fronte contagi, nuovi possibili focolai di Covid-19, in un territorio che puo’ vantare da diversi giorni il doppio zero su casi positivi e decessi. Un tira e molla condito da molte polemiche, che via via pero’ perdono di intensita’. Il duro confronto a distanza tra Solinas e Giuseppe Sala registra oggi un mea culpa da parte del sindaco di Milano: “Non posso certamente provare sentimenti negativi verso la Sardegna. Il mio ‘me ne ricordero”, comunque sbagliato nella forma, era rivolto alla politica sarda – dice oggi in un post – So di essere stato ruvido – ammette – ma forse stavo anticipando un tema sentito dai cittadini”. Sta di fatto che la bocciatura arrivata dal Governo sul passaporto ha obbligato Solinas ha ripensare al suo modello, imboccando quel piano B che il presidente aveva gia’ teorizzato in caso di diniego da parte romano. In questi giorni, ospite fisso di trasmissione tv nazionali, oltre che protagonista di lunghe interviste sui principali quotidiani, il governatore ripete il suo ‘mantra’ ma ha perso quella ostentazione a mostrare i muscoli, a dare una prova di forza della propria potenza che aveva caratterizzato le sue prime uscite pubbliche.

 

“Tratteremo fino all’ultimo per un accordo, ma se non riusciremo a trovarlo, allora – spiega – appronteremo un sistema piu’ articolato che prevede la registrazione dei passeggeri all’ingresso su una piattaforma e la compilazione di un questionario che serve a noi per avere contezza su dove concentrare i maggiori controlli”. A questa procedura dovrebbe poi seguire il tracciamento volontario dei turisti attraverso un’app. Quella nazionale, Immuni, parte il 3 giugno in via sperimentale in quattro Regioni, Sardegna al momento esclusa, ma Solinas non nasconde di preferire l’utilizzo di una una propria applicazione, annunciata sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria ma di cui si sa ancora poco. Di fatto, ha dichiarato in piu’ occasioni il governatore, un modello simile a quello che potrebbe scattare dal 3 e’ gia’ in vigore sui voli privati, autorizzati a decolli e atterraggi nell’Isola dal 21 maggio scorso. Si tratta di un’autocertificazione contenente risposte sui sintomi lamentati negli ultimi 30 giorni, su quelli nuovi, sui luoghi frequentati e sui contatti. Solinas, poi, per supportare lo slogan “braccia aperte ai turisti”, pensa un ad un incentivo per chi volesse sottoporsi a una verifica con un test prima della partenza: “Potremmo riconoscere un piccolo voucher, un bonus da spendere in Sardegna”, chiarisce. Per ora l’unica certezza, confermata dallo stesso presidente, e’ che nessun turista che sbarchera’ nell’Isola sara’ sottoposto a quarantena. Incognita aeroporti. Il Governo ha stabilito la ripresa su tutto il territorio nazionale dal 3 giugno, ma la Sardegna attualmente ha un cronoprogramma diverso, con aperture scaglionate: dal 3 i voli in continuita’ territoriale, dal 15 tutti gli altri nazionali, dal 25 gli internazionali. Per cambiare gli step e allinearli a quelli decisi da Roma servira’ una nuova ordinanza regionale.

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Il sindaco de Magistris è stufo di De Luca: oramai abusa con l’emergenza sanitaria

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“Il provvedimento di urgenza del Tar non pregiudica il merito che si discutera’ nei prossimi giorni e siamo convinti che dal punto di vista giuridico abbiamo le ragioni dalla nostra parte. Il provvedimento non boccia e non sospende l’ordinanza sindacale ma dice una cosa finanche comprensibile: che di fronte a orari contrastanti si e’ ritenuto di far prevalere l’ordinanza della Regione perche’ giustificata come ordinanza di natura sanitaria ed e’ proprio questo il punto grave perche’ riducendo gli orari e i luoghi si spingono le persone a concentrarsi”. Cosi’ in un video il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, commenta l’accoglimento da parte del Tar Campania del ricorso presentato dalla Regione Campania avverso l’ordinanza sindacale.

Napoli, 22 Giugno 2017 – Universiadi 2019, oggi l’arrivo della torcia a Napoli
Un momento dell’arrivo della torcia delle Universiadi di Taipei 2017 alla Stazione Marittima di Napoli, tappa della prossima edizione delle Universiadi di Napoli 2019. Alla cerimonia erano presenti grandi campioni dello sport campano e italiano come Davide Tizzano, Clemente Russo, Giuseppe Giordano, Sandro Cuomo, Patrizio Oliva, il presidente dell’Agenzia regionale Universiadi Raimondo Pasquino, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, il Prefetto di Napoli Carmela Pagano, il presidente della Crui Gaetano Manfredi, il presidente del Comitato regionale del Coni Sergio Roncelli, il presidente Cusi Lorenzo Lentini, il presidente della Fisu Oleg Matytsin, il presidente del Comitato organizzatore di Taipei Ko Wenje, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Roberta Basile KontroLab

“De Luca sta mettendo in pericolo la salute dei napoletani e dei campani e io ho il dovere di tutelare la salute dei miei concittadini. Non e’ il capriccio de Magistris-De Luca e basta con questo atteggiamento punitivo nei confronti dei cittadini e degli operatori economici perche’ ormai si gira in tutta Italia, le persone escono e non si comprende perche’ invece a Napoli, dove da circa un mese c’e’ contagio zero, non si possano liberare piu’ luoghi”, prosegue de Magistris che si dice “contento perche’ la nostra ordinanza non e’ stata annullata ne’ sospesa e rimane in piedi tutta la parte con cui ho aperto luoghi che erano chiusi come Capodimonte e la Floridiana, che riaprira’ domani, cosi’ come apriranno l’ex area Nato, l’ippodromo di Agnano e si potra’ andare nei parchi con le bici”. Nel concludere, il sindaco afferma: “L’ordinanza e’ perfettamente legittima, semmai prevale il capriccio di una persona che ritiene di dover intervenire sulla regolamentazione della mobilita’ pedonale, dell’economia e del commercio che non ha nulla a che vedere con la sanita’ ed anzi abbiamo scientificamente dimostrato, con atti alla mano, che la nostra ordinanza tutela anche di piu’ la salute”.

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Crolla un muro di contenimento, sepolti vivi due lavoratori: due morti estratti dalle macerie

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Sono stati estratti i corpi senza vita di due operai tra le macerie del crollo avvenuto poco prima delle 12.30 a Pianura, quartiere della periferia occidentale di Napoli. Sul posto, tra via Archimede e via Montagna Spaccata, c’è ancora il magistrato di turno. Sul luogo della tragedia sono presenti carabinieri, Vigili del Fuoco e personale della Polizia Municipale di Napoli. Secondo quanto si apprende, gli operai rimasti coinvolti nell’incidente alla periferia di Napoli stavano lavorando alla realizzazione di un muro di contenimento. Per cause in corso di accertamento si è verificata una frana che li ha travolti. Sul posto stanno giungendo anche alcuni familiari delle persone coinvolte.

Una delle persone che hanno perso la vita è un giovane nordafricano  la cui identità è in via di accertamento. L’altra vittima è invece un anziano operaio italiano. Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine nel cantiere c’erano quattro persone: tre stranieri e un italiano (la seconda vittima, appunto). Per tutti è in corso l’identificazione. Gli investigatori – Carabinieri e Polizia Municipale – hanno accertato che era in via di realizzazione un muro di contenimento, lungo il perimetro del cantiere. I lavori edili erano quasi ultimati e si stava realizzando il muro perimetrale che sarebbe servito a contenere il terrazzamento superiore di un costone sovrastante l’abitazione privata. All’improvviso, c’è stato il cedimento: la frana ha travolto i due operai morti. Gli altri due erano distanti e per questo si sono salvati. Sul posto sono giunti anche gli agenti del Nucleo Antiabusivismo della Polizia Municipale per la verifica dei titolo autorizzativi delle opere. I vigili del fuoco hanno dovuto rimuovere diverse centinaia di metri cubi di terriccio per recuperare i due corpi.

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