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Cronache

Incidente all’alba a Milano: muore Simone Bonino dopo lo schianto con un camion dei rifiuti

Incidente mortale all’alba a Milano: un camion della raccolta rifiuti non concede la precedenza, una BMW si schianta e muore il conducente Simone Bonino, 54 anni.

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Un grave incidente stradale si è verificato intorno alle 5 del mattino a Milano. Un camion addetto alla raccolta dei rifiuti, secondo i primi rilievi, non avrebbe concesso la precedenza, entrando in collisione con una BMW. L’impatto sulla parte sinistra dell’auto è stato violento: la vettura è stata trascinata in avanti, abbattendo un semaforo e la segnaletica verticale, per poi terminare la corsa contro un’altra auto che procedeva sulla corsia opposta.

La vittima

Alla guida della BMW c’era Simone Bonino, 54 anni. Le sue condizioni sono apparse subito disperate. Trasportato d’urgenza all’ospedale Fatebenefratelli, è deceduto poco dopo il ricovero. Illeso il passeggero che viaggiava con lui, un uomo di nazionalità emiratina.

Feriti lievi e indagini

Il conducente del mezzo della Amsa è stato portato in ospedale con ferite lievi ed è apparso in stato di choc. La dinamica, secondo gli accertamenti iniziali, sarebbe riconducibile alla mancata precedenza da parte del camion. L’azienda ha espresso cordoglio alla famiglia della vittima e ha comunicato la piena disponibilità a collaborare con l’Autorità giudiziaria per chiarire l’accaduto, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

Il profilo pubblico di Bonino

Bonino era noto anche per essere stato in passato l’ex guardaspalle di Alberto Genovese, l’imprenditore condannato per spaccio di droga e violenza sessuale. Era comparso in televisione all’epoca dell’inchiesta sulla cosiddetta “Terrazza Sentimento”, l’attico milanese con vista Duomo al centro delle indagini.

Nel 2020 aveva fondato una società di sicurezza privata e, sui social, vantava oltre 63mila follower. Sul suo profilo Instagram erano frequenti le immagini con personaggi dello spettacolo: dalla foto accanto a Mike Tyson ai ritratti con Massimo Boldi, la rapper Azealia Banks, fino a Alex Belli, che lo ha salutato con un messaggio sui social: «Ci mancherai Simo. Eri il nostro gigante buono».

Gli accertamenti

La Polizia locale sta proseguendo gli accertamenti per ricostruire con precisione responsabilità e cause dell’incidente. Al momento, gli elementi raccolti indicano una dinamica chiara, ma ogni valutazione definitiva spetterà agli inquirenti, dopo l’analisi completa dei rilievi e dei mezzi coinvolti.

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Cronache

Operazione anticamorra a Caserta, in campo la Dda di Napoli guidata da Gratteri

Maxi operazione dei Carabinieri di Caserta su delega della Dda di Napoli contro un presunto sodalizio camorristico. Contestati estorsione, armi, incendi e traffico di droga.

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È in corso una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di un presunto sodalizio criminale attivo sul territorio.

I reati contestati, a vario titolo, riguardano l’associazione per delinquere di stampo camorristico, l’estorsione, l’incendio e la detenzione e il porto di armi.

Le accuse: droga, ricettazione e violenze

Nel provvedimento vengono inoltre ipotizzati il traffico di sostanze stupefacenti, la ricettazione, nonché minacce e lesioni personali.

Le persone coinvolte sono indagate nell’ambito di un’inchiesta antimafia che punta a ricostruire struttura, ruoli e attività del gruppo criminale. Come previsto dall’ordinamento, per tutti gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Conferenza stampa in Procura con Gratteri

I dettagli dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa fissata per le ore 10.30 presso la sala Beatrice (8° piano) della Procura di Napoli.

All’incontro con i giornalisti parteciperanno il Procuratore Capo Nicola Gratteri e il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Caserta, colonnello Manuel Scarso.

Ulteriori particolari sull’inchiesta e sugli eventuali provvedimenti cautelari adottati saranno resi noti al termine della conferenza.

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Cronache

I Carabinieri di Napoli svelano la truffa del falso voto per la “nipote” su WhatsApp: ecco come difendersi

Si diffonde la truffa “Ghost Pairing” su WhatsApp: finto concorso per votare una nipote, account violati e richieste di denaro. L’impegno dei Carabinieri di Napoli contro gli inganni digitali.

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“Ciao! Se non è un problema potresti votare per mia nipote? Manca davvero poco…”.

È questo l’incipit del messaggio che, negli ultimi mesi, sta circolando su WhatsApp e che nasconde una nuova forma di truffa informatica. A lanciare l’allarme sono i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, che stanno raccogliendo numerose denunce legate a un attacco noto come Ghost Pairing.

La particolarità del raggiro è che il messaggio proviene da un contatto reale – un amico, un parente o un collega – il cui account è già stato compromesso.

Come funziona il Ghost Pairing

La truffa si presenta come un invito a votare per una bambina o una giovane ballerina in un presunto concorso online. Il link contenuto nel messaggio rimanda a una pagina web dall’aspetto curato, con riferimenti a istituzioni culturali e immagini rassicuranti.

Cliccando su “Vota”, l’utente viene indirizzato a una schermata che chiede di autenticarsi tramite WhatsApp, con la motivazione di evitare voti multipli o non validi. Inserendo il proprio numero di telefono e il codice di verifica mostrato a schermo, la vittima consente ai criminali di aprire una sessione WhatsApp Web su un dispositivo sotto il loro controllo.

Da quel momento l’account risulta compromesso.

Le conseguenze: account violati e richieste di denaro

Una volta ottenuto l’accesso, i truffatori possono leggere i messaggi, impersonare la vittima e inviare richieste di denaro ai suoi contatti, spesso facendo leva su presunte emergenze, incidenti o difficoltà improvvise.

Il messaggio-trappola viene poi inoltrato ad altri contatti della rubrica, generando una vera e propria catena di contagio digitale.

Le conseguenze possono essere gravi sia sul piano economico sia su quello della privacy.

L’impegno dei Carabinieri a Napoli

I Carabinieri della Cyber Investigation del Comando Provinciale di Napoli sono impegnati quotidianamente nel monitoraggio del web e delle piattaforme di messaggistica per contrastare fenomeni sempre più sofisticati.

All’attività di prevenzione si affiancano indagini mirate all’individuazione dei responsabili e alla tutela delle vittime, in un contesto in cui gli inganni digitali sfruttano fiducia, relazioni personali e abitudini quotidiane.

“Ghost Pairing” su WhatsApp: finto concorso per votare una nipote, account violati e richieste di denaro

I consigli per difendersi

Le forze dell’ordine raccomandano alcune precauzioni fondamentali:

Non cliccare su link sospetti, anche se inviati da contatti conosciuti.
Diffidare da richieste di voto o concorsi che prevedono l’accesso tramite WhatsApp.
Non inserire codici di verifica ricevuti via SMS o mostrati a schermo su siti esterni, né comunicarli a terzi.
Controllare periodicamente la sezione “Dispositivi collegati” nelle impostazioni di WhatsApp ed eliminare accessi non riconosciuti.
Attivare la verifica in due passaggi per aumentare il livello di protezione.
In caso di sospetta compromissione, avvisare subito i propri contatti e rivolgersi alle Forze dell’Ordine.

La consapevolezza come prima difesa

La sicurezza digitale passa dalla consapevolezza. Riconoscere i segnali di una truffa è il primo passo per proteggere sé stessi e le persone con cui si è in contatto.

Il fenomeno del Ghost Pairing dimostra come anche un semplice messaggio, apparentemente innocuo, possa trasformarsi in un varco pericoloso nella vita digitale di chi lo riceve.

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Cronache

Gratteri contro la politica dei decreti: “Legislazione schizofrenica, servono riforme vere”

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Il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri boccia senza mezzi termini la linea del governo in materia penale, definendola una “legislazione schizofrenica”. L’intervento è arrivato nel corso della trasmissione Otto e mezzo su La7, dove il magistrato ha messo in discussione l’efficacia della produzione continua di decreti emergenziali.

Critica ai nuovi reati introdotti a ripetizione

Secondo Gratteri, è inutile introdurre ogni due o tre mesi un nuovo reato attraverso decreti legge. Se l’obiettivo politico è aumentare il numero delle persone detenute, la strada corretta sarebbe quella di intervenire direttamente sul codice penale, con una riforma organica e coerente, e non con misure episodiche dettate dall’urgenza o dall’emotività del momento.

Garantismo per i colletti bianchi, durezza per il dissenso

Il procuratore evidenzia una asimmetria evidente nell’approccio legislativo: da un lato un’impostazione garantista nei confronti dei reati dei cosiddetti colletti bianchi, dall’altro una linea molto più severa verso i manifestanti, arrivando a ipotizzare strumenti come il fermo preventivo. Una contraddizione che, a suo giudizio, mina la credibilità complessiva del sistema penale.

Le priorità secondo Gratteri

Per uscire dall’impasse, Gratteri indica una serie di interventi strutturali:

  • concorsi regolari per le forze dell’ordine
  • migliori stipendi e maggiore formazione
  • addestramento adeguato e riorganizzazione del personale
  • riforma complessiva del codice penale, non interventi spot

“Non bisogna mai fare decreti di pancia – ha sottolineato – perché così non se ne esce”.

Il nodo carceri e i fondi del PNRR

Nel mirino del procuratore finisce anche la gestione delle risorse del PNRR. Gratteri osserva che non è stato costruito nemmeno un carcere, né dall’attuale esecutivo né da quello precedente, nonostante l’emergenza cronica del sovraffollamento penitenziario.

Un giudizio netto, che riapre il dibattito su sicurezza, repressione e riforme strutturali della giustizia penale, mettendo in discussione l’efficacia della strategia seguita finora dal governo.

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