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Inchiesta Suarez, il direttore generale sportivo della Juventus Paratici indagato per false dichiarazioni

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Per l’esame farsa di Lusi Suarez è stata notificata a Fabio Paratici, direttore generale sportivo della Juventus, un’Informazione di garanzia e sul diritto di difesa”. Il reato ipotizzato dalla Procura di Perugia, conferma anche  il club è quello di false informazioni al pubblico ministero. La Juventus, nel confermare l’avviso di garanzia, ribadisce “con forza la correttezza dell’operato” del suo dirigente e “confida che le indagini in corso contribuiranno a chiarire la sua posizione in tempi ragionevoli”. Così è scritto  in una nota pubblicata sul sito del club.

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Cultura

Il New Yorker restituisce un premio, il suo giornalista aveva scritto una storia falsa

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Anche le testate internazionali più blasonate scivolano in incidenti imbarazzanti. Il prestigioso magazine statunitense New Yorker ha restituito un importante riconoscimento giornalistico dopo avere scoperto con un’indagine interna che l’articolo premiato conteneva informazioni false. Nel 2018 il periodico pubblico’ una lunga inchiesta sul fenomeno emergente in Giappone dei cosiddetti ‘parenti in affitto’. La storia era centrata su una societa’ che offre ai clienti degli attori che fingono di essere membri della famiglia. Autore del lungo pezzo, “A Theory of Relativity”, è Elif Batuman, romanziere e autore della rivista dal 2010. La storia è valsa al New Yorker il National Magazine Award ma la rivista ha poi scoperto che i tre protagonisti principali dell’articolo avevano ingannato l’autore e la squadra che si occupa del fact-checking. Sono risultate false persino le prime righe dell’articolo, dove si racconta che “due anni fa Kazushige Nishida, un uomo d’affari di sessant’anni, ha iniziato ad affittare una moglie part-time e una figlia” dopo la morte della sua vera moglie. Un mese fa il magazine aveva aggiunto una nota alla versione online dell’articolo, sottolineando che i risultati dell’indagine “contraddicono aspetti fondamentali delle storie di queste persone e minano ampiamente la credibilita’ di cio’ che ci hanno detto”. Ma aveva lasciato la storia nel suo sito perche’ il fenomeno dei “parenti in affitto” in Giappone e’ “ben documentato” e fornisce una “esplorazione delle idee di famiglia in Giappone e piu’ in generale”. Il magazine aveva avviato la sua indagine dopo che nel 2019 un media giapponese aveva segnalato che un dipendente di Family Romance, lo stesso descritto nell’articolo, “si era finto cliente della societa’ in un documentario tv”. L’American Society of Magazine Editors, che assegna i National Magazine Awards, ha annunciato la decisione della rivista venerdì, lodando il New Yorker per la sua indagine e per la sua decisione di restituire il riconoscimento.

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Sex and the City torna su Hbo senza Samantha

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 Il sesso torna nella citta’. Hbo Max ha commissionato un revival di “Sex and the City”: il tempo passa per tutte e le eroine superstiti della serie (si’, perche’ nell’attesissimo sequel Samantha non ci sara’) saranno arrivate al traguardo della menopausa. 23 anni dopo il primo episodio, il nuovo capitolo si intitolera’ ‘And Just Like That’ e andra’ in onda con Sarah Jessica Parker, Cynthia Nixon e Kristin Davis, tre delle star del cast originale, co-protagonista di sfondo la New York delle mille luci, cosi’ diversa dalla citta’ semi-abbandonata per l’epidemia da Covid. Kim Cattrall, che nella serie aveva avuto la parte della disinibita Samantha Jones, non partecipera’ ai nuovi episodi che seguono le avventure di Carrie Bradshaw (la 55enne Parker), Charlotte York (Davis, 55) e Miranda Hobbes (Nixon, 54) una volta superata la soglia dei 50 anni. Il revival – riporta “Variety” – sara’ di dieci episodi di mezz’ora ciascuno. La produzione dovrebbe cominciare a New York in primavera. L’assenza di Samantha ha fatto discutere e arrabbiare i fan. Tra la Cattrall e la Parker d’altro canto non correva buon sangue da tempo: in un’intervista del 2017 al giornalista britannico Piers Morgan, l’attrice aveva confermato di aver chiuso con la parte e implorato il team creativo – gia’ sotto accusa per l’incredibile “bianchezza” della serie – di trasferire il ruolo a un’attrice di colore.

Non e’ chiaro ancora cosa succedera’ adesso nel revival: se ad ereditare il ruolo sara’ un’attrice afro-amercana o latina, o se invece gli ‘show runner’ decideranno di uccidere Samantha, approfittando di una recidiva del cancro al seno che aveva colpito il personaggio nell’ultima stagione della serie. Basato sui libri della sex columnist Candace Bushnell, “Sex and the City” debutto’ nel 1998 su Hbo e fu un grande successo lanciando i quattro personaggi delle trentenni newyorchesi che navigavano tra carriere, amicizie e la perenne ricerca dell’amore della vita, sempre sfoggiando incredibili abiti haute couture sui vertiginosi tacchi a spillo di Manolo. Lo show ando’ poi avanti per sei stagioni, ritornando infine per due film dopo una pausa di quattro anni.

Nel frattempo la Parker ha girato qualche film e creato una linea di scarpe con George Malkemus, l’ex partner Usa di Manolo Blahnik, la Nixon ha sfidato Andrew Cuomo candidandosi a governatore di New York, mentre la Davis ha adottato due figli dedicandosi a missioni filantropiche con l’Unhcr in Africa.

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Esteri

Arrestato ad Amsterdam Tse Chi Lop, è ‘El Chapo asiatico’: gestisce traffico di droga per 70 miliardi di dollari

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 Il capo di uno dei piu’ grandi cartelli asiatici della droga e’ stato arrestato ad Amsterdam. Lo riporta la Bbc. La polizia non ha specificato il nome della persona arrestata ma si ritiene si tratti di Tse Chi Lop, un cinese naturalizzato canadese, noto come ‘El Chapo asiatico’, a capo di un impero da 70 miliardi di dollari che gestisce il traffico di droga in tutta l’Asia. Il 56enne, uno degli uomini piu’ ricercati al mondo, e’ stato fermato all’aeroporto di Schiphol prima di imbarcarsi su un volo diretto in Canada. La polizia australiana gli ha dato la caccia per oltre 10 anni, adesso il governo ne chiedera’ l’estradizione. Secondo l’Australian Federal Police (AFP) The Company, e’ responsabile del 70% delle droghe che entrano nel Paese. I servizi di intelligence di oltre 20 Paesi hanno partecipato alle operazioni per l’arresto di Tse che negli ultimi anni si era spostato tra Macau, Hong Kong e Taiwan.

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