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Economia

Inchiesta su Mps e Generali, Delfin sceglie il silenzio mentre il Leone corre in Borsa

Delfin non commenta l’inchiesta della Procura di Milano che coinvolge Milleri, Caltagirone e Lovaglio. Intanto Generali vola in Borsa sui massimi dal 2000.

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Delfin, la holding lussemburghese degli eredi di Leonardo Del Vecchio, sceglie la linea del silenzio sugli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Milano che vede indagati il presidente Francesco Milleri (nella foto Imagoeconomica in evidenza), Francesco Gaetano Caltagirone e l’amministratore delegato di Mps Luigi Lovaglio. Su richiesta di chiarimenti, il consiglio di amministrazione ha fatto sapere di non ritenere utile, allo stato, formulare commenti, ribadendo “piena fiducia nell’operato della magistratura” e la convinzione che “sarà riconosciuta la correttezza del proprio operato e di quello dei suoi esponenti”.

Il contesto giudiziario e societario

L’inchiesta riguarda il presunto accordo tra i due principali soci di Monte dei Paschi e Mediobanca, con riflessi anche su Generali, considerata il vero obiettivo della strategia di Siena verso Piazzetta Cuccia. Nel consiglio di amministrazione di Delfin siedono, oltre a Milleri, l’amministratore delegato Romolo Bardin e i consiglieri Mario Notari, Aloyse May e Giovanni Giallombardo. Assetto diverso da quello dell’assemblea, dove votano gli otto eredi Del Vecchio, ancora lontani da un’intesa sulla successione a oltre tre anni dalla scomparsa del fondatore di Luxottica.

Generali vola in Borsa

Mentre Delfin resta in silenzio, Generali corre sui mercati finanziari. Il titolo del Leone di Trieste ha chiuso in rialzo del 2,2% a 35,25 euro, toccando i massimi dal dicembre 2000. A sostenere il rally è stato il giudizio “buy” espresso da Ubs, che ha rafforzato l’appeal del titolo agli occhi degli investitori.

Le prossime tappe

Nei prossimi giorni sono attesi appuntamenti rilevanti per i principali gruppi coinvolti. Giovedì è in calendario una riunione ordinaria del consiglio di amministrazione di Mps, senza convocazione dell’assemblea per la modifica dello statuto, anche perché l’autorizzazione della Bce non è attesa prima dell’inizio del 2026. Venerdì toccherà invece al board di Generali, preceduto dal comitato investimenti per la chiusura dell’anno e la definizione del budget 2026.

Lo sguardo al futuro

Per Generali, nei prossimi mesi si entrerà nel vivo anche sul fronte strategico. A gennaio si discuterà della possibile acquisizione di GamaLife, mentre più avanti è atteso l’Investor Day nel quale l’amministratore delegato Philippe Donnet aggiornerà il mercato sull’andamento del piano industriale, già annunciato come superiore agli obiettivi fissati al 2027.

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Economia

Milei negli Usa tra Trump e investitori: missione diplomatica e finanziaria

Javier Milei prepara una missione negli Stati Uniti tra incontri con Donald Trump e vertici latinoamericani, con l’obiettivo di rafforzare l’alleanza geopolitica e attrarre capitali.

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Il presidente argentino Javier Milei si prepara a una intensa agenda diplomatica negli Stati Uniti con l’obiettivo di consolidare l’alleanza geopolitica con la Casa Bianca e attrarre nuovi investimenti.

Nel giro di tre settimane, Milei parteciperà a due incontri promossi dal presidente statunitense Donald Trump e sarà impegnato in una serie di appuntamenti con investitori a New York.

La “Giunta della Pace” a Washington

Il primo appuntamento è fissato per il 19 febbraio a Washington, dove Milei prenderà parte alla cosiddetta “Giunta della Pace”, foro voluto da Trump per discutere la crisi in Medio Oriente.

Il 7 marzo il presidente argentino sarà invece a Miami per un vertice con capi di Stato latinoamericani considerati vicini a Washington, tra cui Nayib Bukele, Nasry Asfura e Santiago Peña. Tra i temi attesi figura il contenimento dell’influenza cinese nella regione.

La Settimana Argentina a New York

Dal 9 all’11 marzo Milei sarà a Manhattan per la “Settimana Argentina”, evento dedicato alla promozione del Paese presso la comunità finanziaria internazionale.

L’ambasciatore argentino negli Stati Uniti, Alec Oxenford, ha definito l’iniziativa “il più grande evento di presentazione dell’Argentina al mondo degli investitori”, sostenendo che il Paese “ha smesso di essere una curiosità e ha iniziato a essere rispettato”.

La missione si inserisce nella strategia del governo di Buenos Aires volta a rafforzare i legami con Washington e a favorire l’ingresso di capitali privati nell’economia argentina.

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Economia

Pubblicità 2025, Nielsen: investimenti in Italia +0,4%. Radio e Web crescono, Tv in calo

Nielsen pubblica i dati Ad Intel: nel 2025 il mercato pubblicitario italiano cresce dello 0,4%. Bene Web, Radio e Out of Home, in calo Tv e Quotidiani.

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Nielsen ha diffuso i risultati Ad Intel relativi al mercato pubblicitario italiano di dicembre 2025. Gli investimenti segnano un +1,1% nel mese e chiudono l’intero 2025 con una crescita cumulata dello 0,4%.

Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen su search, social, classified e Over the top, l’andamento annuo si attesta a -1,6%.

Secondo la nota diffusa dalla società, il 2025 consolida la forte performance del 2024 (+4,2%), anno trainato dai grandi eventi live come Europei di calcio e Olimpiadi. Negli ultimi tre mesi del 2025 si è registrata però una contrazione, ipotizzata come legata all’attesa per le Olimpiadi invernali e i successivi Mondiali di calcio. Le prospettive per il 2026 vengono indicate come positive.

Andamento dei mezzi: Tv in calo, cresce la Radio

Nel dettaglio dei singoli mezzi, la Tv chiude dicembre a -3,2% e l’intero 2025 a -1,8%.

I Quotidiani segnano -4,2% a dicembre e -3,7% sull’anno. I Periodici crescono a dicembre (+0,6%) ma chiudono il 2025 a -8,6%.

In crescita la Radio, che registra +8,2% nel mese e +1,8% sull’anno.

Sulla base delle stime Nielsen, l’intero universo del Web advertising chiude il 2025 a +2,9% (-1,7% considerando il solo perimetro Fcp AssoInternet). Positivi anche Out of Home (+5,4%) e Cinema (+6,1%), mentre il Direct Mail chiude a -4,5%.

I settori merceologici

A dicembre risultano in crescita 11 settori, con i maggiori contributi da Enti/Istituzioni (+40,6%), Servizi professionali (+54,6%) e Tempo libero (+22,2%).

In calo Gestione casa (-8,9%), Abbigliamento (-24,1%) e Turismo/Viaggi (-11,8%).

Tra i comparti con maggiore quota di mercato, nel 2025 crescono Alimentari (+3,7%), Finanza/Assicurazioni (+11,7%) e Bevande/Alcolici (+6,7%). In flessione Distribuzione (-10,2%), Gestione casa (-10,2%) e Cura persona (-7,4%).

Media mix e strategie divergenti

Nel 2025 i principali comparti mostrano un andamento polarizzato: Largo Consumo (-0,1%) e Attività e Servizi (-0,4%) restano sostanzialmente stabili, mentre risultano negativi Beni durevoli (-2%), Persona (-3,2%) e Tempo libero (-1,3%).

I due macrosettori dominanti, ciascuno con una quota del 28%, adottano strategie opposte. Il Largo Consumo concentra gli investimenti sulla Tv, che cresce dell’1,3%, pur riducendo la spesa sugli altri mezzi. Attività e Servizi, invece, incrementa la presenza su quasi tutti i canali ma disinveste in modo significativo dalla Tv (-6,1%) e dai Periodici (-1,4%).

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Economia

Borse asiatiche in rialzo prima del Capodanno lunare, Nikkei frenato dalla crescita debole

Le Borse asiatiche salgono alla vigilia del Capodanno lunare, con il Nikkei frenato dalla crescita debole del Giappone. Wall Street stabile dopo dati sull’inflazione. Oro in calo.

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Le principali piazze asiatiche hanno chiuso in rialzo alla vigilia delle festività per il Capodanno lunare, con diversi mercati chiusi o operativi solo per mezza giornata.

A Tokyo il Nikkei 225 ha guadagnato lo 0,1% a 56.996,21 punti, nonostante i nuovi dati macroeconomici abbiano mostrato una crescita dell’economia giapponese più debole del previsto nell’ultimo trimestre dell’anno, pari allo 0,2% su base annualizzata.

Hong Kong in rialzo, Cina e Corea chiuse

Scambi sottili in Asia per la chiusura delle Borse di Cina continentale, Corea del Sud e Taiwan. Il primo giorno del Capodanno lunare cade quest’anno martedì.

A Hong Kong l’Hang Seng ha chiuso la seduta di mezza giornata in rialzo dello 0,5% a 26.705,94 punti. In Australia l’indice S&P/ASX 200 ha guadagnato lo 0,3%, mentre a Mumbai il Sensex è salito dello 0,2%.

Wall Street stabile dopo le tensioni sull’AI

I futures statunitensi sono leggermente positivi, mentre i mercati americani restano chiusi per il Presidents Day.

Venerdì scorso Wall Street ha mostrato segnali di stabilizzazione dopo le turbolenze legate ai timori sull’impatto dell’intelligenza artificiale in diversi settori, in particolare nel comparto software. L’S&P 500 è salito di meno dello 0,1%, il Dow Jones ha guadagnato lo 0,1%, mentre il Nasdaq Composite ha perso lo 0,2%.

A sostenere il mercato ha contribuito un dato sull’inflazione statunitense che ha evidenziato un rallentamento delle pressioni sui prezzi, lasciando spazio a possibili ulteriori interventi sui tassi da parte della Federal Reserve.

Oro in calo, petrolio stabile

Nelle contrattazioni asiatiche l’oro ha perso l’1,1%, scendendo sotto la soglia dei 5.000 dollari l’oncia, mentre l’argento ha ceduto il 3,8%.

Il petrolio è rimasto sostanzialmente stabile, con il Wti poco sopra i 62 dollari al barile e il Brent vicino ai 68 dollari. Sul mercato valutario, il dollaro si è rafforzato sullo yen, mentre l’euro è rimasto pressoché invariato rispetto alla valuta statunitense.

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