Politica
Inchiesta su Milano, il Pd difende Sala ma il centrodestra accelera: “Città contendibile”
Milano al centro dell’inchiesta urbanistica, il Pd conferma la fiducia a Sala. Il centrodestra punta su un civico: in pole Ferruccio Resta. Tensioni su ius scholae e legge elettorale.
Il Partito Democratico si stringe attorno a Beppe Sala (foto Imagoeconomica in evidenza con Schlein), indagato nell’ambito dell’inchiesta sull’urbanistica a Milano, scoppiata oltre 48 ore fa. A parlare, con una nota dal tono compatto ma prudente, è la segretaria Elly Schlein, che garantisce il pieno appoggio del partito al primo cittadino milanese, sottolineando che «il Pd è al fianco del sindaco e continua a sostenere il lavoro dell’amministrazione per i prossimi due anni». Ma nella stessa dichiarazione appaiono anche due segnali importanti: l’invito a dare prova di innovazione e cambiamento nelle sfide su casa e ambiente, e la promessa di seguire con attenzione gli sviluppi giudiziari.
Maggioranza compatta, ma con distinguo. Il M5S chiede le dimissioni
La posizione del centrosinistra appare per ora solida, con i leader di Italia Viva, Azione, Verdi e Pd che ribadiscono la fiducia a Sala. Tuttavia, solo Renzi e Calenda si espongono senza riserve. Più sfumate le posizioni di Bonelli e Schlein. Da parte sua, Pierfrancesco Maran, eurodeputato Pd ed ex assessore milanese, esprime «massima fiducia» sia in Sala che nell’assessore Tancredi. A rompere l’unità è il Movimento 5 Stelle, che dall’opposizione comunale chiede le dimissioni del sindaco.
L’inchiesta segna comunque un contraccolpo politico, facendo tramontare l’ipotesi di Sala federatore del centro o del centrosinistra in vista delle prossime elezioni.
Il centrodestra intravede l’occasione: “Milano ora è contendibile”
Dall’altro fronte si respira attesa, ma anche fermento. Secondo più fonti, l’indagine offre l’occasione di contendere Milano, finora considerata roccaforte progressista. La premier Giorgia Meloni, pur ribadendo la linea del garantismo, non esclude un’accelerazione nella definizione del candidato. La Lega preme per ottenere subito le dimissioni, denunciando la gestione «paralizzante» del Comune.
Ignazio La Russa, presidente del Senato, attacca apertamente: «Se la giunta Sala non ha la maggioranza sull’urbanistica, tragga le conseguenze». Parole che pesano, considerata la sua influenza a Milano.
Scenari futuri: commissariamento, voto nel 2027, e nodo candidato
Un’ipotesi che circola è quella di un commissariamento nel caso di dimissioni anticipate, con le elezioni che slitterebbero al 2027, in contemporanea con le Politiche. In quest’ottica, Forza Italia propone un candidato civico: in pole c’è Ferruccio Resta, ex rettore del Politecnico, mentre Maurizio Lupi pare in discesa nei sondaggi. La Lega punta a conquistare il consenso di giovani e professionisti, mentre Fratelli d’Italia valuta nomi più politici come Fidanza o Osnato.
Il dossier su Milano, secondo indiscrezioni, non rientrerà nel tavolo sulle Regionali che i leader del centrodestra dovrebbero riaprire lunedì, per sbloccare il confronto su Veneto e Campania.
Sullo sfondo: legge elettorale e scontro Lega-Forza Italia
Intanto sullo sfondo si infittisce il confronto interno alla maggioranza. Meloni lavora a una riforma elettorale di stampo più proporzionale, tentando di portare con sé la Lega e Forza Italia, che al momento resta in bilico. Nuove tensioni anche sullo ius scholae: Tajani rilancia la proposta, ma la Lega la boccia come «non prioritaria». La replica di Paolo Barelli è durissima: «Ignoranti, leggete la proposta prima di bocciarla».
Politica
Decreto sicurezza, corsa contro il tempo alla Camera tra tensioni politiche e fiducia annunciata
Il decreto sicurezza passa al Senato e arriva alla Camera tra tensioni politiche e tempi stretti. Governo pronto alla fiducia, opposizioni all’attacco.
Il decreto sicurezza ottiene il primo via libera al Senato con 96 voti favorevoli e 46 contrari, al termine di una maratona parlamentare segnata da tensioni e proteste delle opposizioni. In Aula esponenti del centrosinistra hanno esposto cartelli contro quello che definiscono un intervento caratterizzato da un’impostazione eccessivamente punitiva.
Il provvedimento arriva ora alla Camera in una fase estremamente delicata, con tempi stretti per la conversione in legge.
Tempi stretti e fiducia alla Camera
Manca meno di una settimana alla scadenza del decreto e il governo si prepara a blindare il testo con il voto di fiducia, limitando così la possibilità di modifiche.
Le opposizioni denunciano una compressione delle prerogative parlamentari. Tra le iniziative politiche, la richiesta formale al presidente della Camera di intervenire sui tempi dell’esame. In assenza della possibilità di incidere sul testo, le minoranze puntano su un massiccio ricorso agli ordini del giorno per rallentare l’iter.
Le misure principali del decreto
Il testo, composto da 33 articoli, affronta diversi ambiti della sicurezza pubblica:
- fermo preventivo fino a 12 ore prima di manifestazioni
- estensione delle cause di giustificazione per le forze dell’ordine
- interventi su porto di coltelli e sicurezza urbana
- norme su stupefacenti e parcheggiatori abusivi
- misure sui rimpatri dei migranti
Nel corso dell’esame parlamentare alcune proposte iniziali sono state modificate o accantonate, mentre altre sono state approvate, tra cui la proroga di incarichi apicali nelle forze dell’ordine.
Frizioni nella maggioranza e aggiustamenti in corsa
Il percorso del decreto è stato segnato anche da tensioni interne alla maggioranza. Alcune proposte sostenute dai partiti di governo sono state ridimensionate o trasformate in atti di indirizzo, segno di un equilibrio politico non sempre lineare.
Le modifiche introdotte durante l’iter hanno contribuito ad allungare i tempi, rendendo più complesso il passaggio finale.
Le critiche delle opposizioni
Le forze di opposizione contestano sia il merito del provvedimento sia il metodo. In particolare viene criticata l’assenza del ministro dell’Interno durante il voto al Senato, interpretata come un segnale politico.
Secondo le minoranze, il decreto rischia di avere un impatto limitato sul piano della sicurezza reale, oltre a presentare criticità sotto il profilo delle garanzie e dell’equilibrio istituzionale.
Una corsa decisiva per la conversione
Il passaggio alla Camera si preannuncia rapido e ad alta tensione. Il governo punta a chiudere entro i termini, mentre le opposizioni tenteranno di rallentare l’iter fino all’ultimo momento utile.
Il voto finale è atteso a ridosso della scadenza, in un contesto politico che resta segnato da forti divisioni sul tema della sicurezza.
Politica
Lega in piazza a Milano, tensioni nel centrodestra e quattro cortei annunciati
La Lega scende in piazza a Milano con i Patrioti europei. Annunciati quattro cortei e tensioni nel centrodestra tra alleati e opposizioni.
La Lega torna in piazza a Milano insieme ai Patrioti europei con una manifestazione che punta a criticare l’Unione europea, definita dal segretario Matteo Salvini “sorda se non nemica”. Il corteo partirà da Porta Venezia per concludersi in piazza Duomo, dove è stato allestito un palco con maxischermi.
Accanto alla mobilitazione leghista, la giornata sarà caratterizzata da un’ampia risposta di protesta.
I controcortei e il dispositivo di sicurezza
Sono previsti tre controcortei organizzati da forze politiche di opposizione, associazioni e realtà antagoniste, con percorsi distinti che confluiranno in un punto a breve distanza dal centro della manifestazione principale. A questi si aggiunge un’ulteriore iniziativa promossa da italiani di seconda generazione all’Arco della Pace.
Considerata la contemporanea presenza di più cortei, è stato predisposto un rafforzamento del dispositivo di sicurezza con l’impiego di ulteriori contingenti delle forze dell’ordine.
Divisioni nel centrodestra
La manifestazione evidenzia tensioni all’interno della maggioranza. Una parte di Forza Italia ha sostenuto iniziative parallele, mentre altre componenti del partito hanno espresso perplessità sull’opportunità politica di una mobilitazione nello stesso giorno.
Anche nelle sedi istituzionali si sono registrate divergenze: in Consiglio comunale a Milano, le posizioni dei partiti di centrodestra non sono state univoche su una mozione relativa alla manifestazione.
Nonostante ciò, Salvini ha ribadito la compattezza dell’esecutivo sul piano dell’azione di governo.
Ospiti europei e temi della piazza
All’evento parteciperanno esponenti politici europei appartenenti all’area sovranista, insieme a rappresentanti istituzionali italiani, tra cui governatori regionali e membri dell’esecutivo.
I temi al centro della manifestazione riguarderanno:
- politiche economiche europee
- gestione dell’immigrazione
- sicurezza e lavoro
Tra i punti critici sollevati dagli organizzatori, anche le regole di bilancio europee e il loro impatto sulle politiche nazionali.
Una prova di forza politica
Per la Lega, l’appuntamento rappresenta anche un test di consenso e partecipazione. La mobilitazione è stata sostenuta con l’organizzazione di trasporti dedicati e un appello alla partecipazione diretta.
Sul piano politico, la giornata milanese si configura come un momento di visibilità ma anche di confronto, sia con le opposizioni sia all’interno dello stesso schieramento di governo.
Politica
Schillaci visita Space Factory a Napoli: “Tecnologie spaziali per nuove cure”
Il ministro Schillaci visita Space Factory a Napoli: focus su tecnologie spaziali e ricerca biopharma per nuove terapie.


