Cronache
Inchiesta Pesaro, Santini si avvale della facoltà di non rispondere: 106mila euro nel mirino
Il collaboratore di Matteo Ricci, Massimiliano Santini, indagato per vantaggi personali da affidamenti comunali. Inchiesta per corruzione, attesa la risposta dell’europarlamentare Pd.
Massimiliano Santini, braccio destro dell’ex sindaco di Pesaro Matteo Ricci, resta in silenzio davanti ai magistrati. Venti minuti di colloquio riservato in Procura, poi una sola frase che fotografa il cuore dell’inchiesta: «Dire che sono stato un pubblico ufficiale è una parola un po’ strana, mai sentita». Una frase che stride con quanto riportato nell’avviso di garanzia firmato dal procuratore capo Marco Mescolini e dalla pm Maria Letizia Fucci, dove Santini è descritto come “incaricato di pubblico servizio e nei fatti anche di pubblico ufficiale”.
L’accusa: vantaggi personali da affidamenti diretti
L’indagine della Guardia di Finanza e della Procura di Pesaro punta dritta al sistema degli affidamenti diretti e al ruolo avuto da Santini nella gestione amministrativa di eventi e iniziative pubbliche, con il presunto ottenimento di vantaggi personali per oltre 106 mila euro.
Al centro della contestazione, in particolare, i rapporti tra Santini e l’associazione Opera Maestra, beneficiaria di fondi per eventi promossi dal Comune. Gli atti parlano chiaro: 45 mila euro sono riconducibili a due bonifici effettuati per la gestione del format “Palio dei Bracieri”, mentre altri 57 mila sarebbero legati a spese personali del collaboratore: soggiorni in hotel per sé e la famiglia, noleggio di sci, acquisti di mobili, cellulari, e uso della carta di credito dell’associazione anche all’estero.
Il ruolo politico di Ricci e la legittimazione operativa a Santini
Secondo i pm, fu proprio Matteo Ricci, oggi europarlamentare del Partito Democratico, a conferire a Santini una legittimazione politica e operativa, tale da renderlo portavoce diretto della volontà del sindaco nella gestione di eventi e attività pubbliche. In questo modo, Santini avrebbe sostituito di fatto i dirigenti amministrativi, esautorandoli dalle fasi istruttorie e decisionali. Una scorciatoia procedurale che, secondo l’accusa, avrebbe consentito l’assegnazione diretta di incarichi e fondi, bypassando il normale iter burocratico.
Popolarità per Ricci, benefici concreti per Santini
Le contestazioni colpiscono entrambi, ma in forme diverse. A Ricci viene attribuito un vantaggio “immateriale”, ovvero un ritorno in termini di popolarità politica derivante dagli eventi finanziati. A Santini, invece, vengono contestate utilità dirette e materiali. È questa la differenza che segna anche due strategie difensive diverse: Ricci ha annunciato che parlerà mercoledì, mentre Santini — assistito dall’avvocato Paola Righetti Saragoni Lunghi — rimanda tutto a un secondo momento.
La promozione mediatica come leva di potere
L’inchiesta segnala anche un altro elemento: la costante esposizione mediatica di Santini, funzionale – secondo i magistrati – a rafforzare la sua figura pubblica come referente chiave per gli eventi, in stretta sinergia con le associazioni beneficiarie degli affidamenti.
Per ora, Santini tace. Ma i riflettori sono puntati su Matteo Ricci, atteso in Procura nelle prossime ore. Potrebbe essere lui a rompere il silenzio e dare la sua versione dei fatti.
Cronache
Federico II svelata: dieci anni di campus a San Giovanni a Teduccio, l’università apre le porte alla città
Dieci anni del campus della Federico II a San Giovanni a Teduccio: il 20 marzo porte aperte con ricerca, startup, robot e visite guidate per raccontare la trasformazione di Napoli Est.
Cronache
Caso del cuore trapiantato al Monaldi: verbale secretato di un infermiere chiave nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo
Inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo dopo il trapianto al Monaldi: secretato il verbale dell’infermiere presente in sala operatoria. Indagini su trasporto dell’organo e sulle procedure seguite.
Un verbale considerato cruciale potrebbe rappresentare un punto di svolta nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo al quale è stato trapiantato un cuore poi risultato danneggiato dal ghiaccio secco.
È stato ascoltato dai magistrati l’infermiere specializzato Francesco Farinaceo, presente il 23 dicembre nella sala operatoria della chirurgia pediatrica dell’Ospedale Monaldi. Il suo verbale è stato secretato e al momento non è a disposizione delle parti.
Secondo quanto emerge dagli atti dell’indagine, Farinaceo sarebbe stato l’infermiere che ha materialmente aperto il contenitore nel quale era custodito il cuore proveniente da Bolzano e destinato al piccolo paziente.
Le indagini della Procura di Napoli
L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante sotto la supervisione del procuratore aggiunto Antonio Ricci. Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri del NAS, guidati dal colonnello Alessandro Cisternino.
Gli investigatori stanno ricostruendo con precisione tutte le fasi dell’intervento: prima dell’espianto, durante il trasporto dell’organo e nel momento del trapianto.
Secondo quanto riferito in testimonianza dall’infermiera Virginia Terracciano, sarebbe stato proprio Farinaceo ad aprire il contenitore con il cuore donato e ad assistere allo scambio di indicazioni tra il chirurgo e l’équipe medica presente in sala.
Il ruolo del chirurgo e i dubbi sull’avvio dell’intervento
Tra i punti centrali dell’inchiesta c’è la decisione di avviare l’intervento chirurgico sul piccolo paziente. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire cosa abbia spinto il chirurgo Guido Oppido a procedere con l’apertura dello sterno.
Le ipotesi al vaglio sono principalmente due: la necessità di intervenire rapidamente per evitare che il cuore donato diventasse inutilizzabile allo scadere delle quattro ore successive all’espianto oppure la convinzione di aver ricevuto un via libera dai colleghi presenti in sala operatoria.
Oppido è tra i sette medici attualmente indagati nell’inchiesta ed è stato sospeso dall’ospedale al termine di una prima istruttoria interna.
La denuncia sul “clima tossico” nel reparto
Farinaceo risulta anche il primo firmatario di una lettera di denuncia inviata il 27 gennaio ai vertici dell’azienda ospedaliera. Nel documento viene segnalato un presunto “clima tossico” all’interno del reparto attribuito alla gestione del chirurgo.
Dopo la sua audizione è probabile che vengano ascoltati anche gli altri firmatari della lettera, tra cui diversi infermieri già sentiti come testimoni.
Secondo alcune testimonianze raccolte dagli investigatori, il chirurgo avrebbe iniziato il clampaggio dell’aorta prima dell’arrivo del cuore in sala operatoria. Un passaggio che gli inquirenti stanno verificando con attenzione.
Il trasporto dell’organo e il termos da spiaggia
Un altro elemento emerso nelle ultime ore riguarda un video acquisito dagli investigatori relativo al trasporto di un organo avvenuto nel 2021.
Nel filmato si vedrebbe l’utilizzo dello stesso contenitore termico artigianale da spiaggia utilizzato anche per il trasporto del cuore destinato al piccolo Domenico.
Questo dettaglio è diventato uno dei punti più controversi dell’intera vicenda.
Gli accertamenti sull’espianto a Bolzano
Parallelamente l’attenzione degli investigatori si concentra anche su quanto accaduto nell’Ospedale San Maurizio, dove è stato espiantato il cuore donato.
Secondo un report degli ispettori del Ministero della Salute, sarebbe al vaglio anche la possibilità di un errore nel dosaggio di un farmaco somministrato durante la fase di espianto.
Un eventuale errore potrebbe aver danneggiato l’organo prima del trasporto.
L’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori del piccolo Domenico, Antonio e Patrizia Caliendo, ha spiegato che questo aspetto potrà essere chiarito dagli esami autoptici sui tessuti.
Secondo il legale, tuttavia, tale eventualità non cambierebbe il quadro delle responsabilità che gli inquirenti stanno valutando in relazione alle procedure seguite dall’équipe dell’ospedale napoletano.
Cronache
Terremoto di magnitudo 2.8 nell’Avellinese: scossa registrata vicino a Forino
Scossa di terremoto di magnitudo 2.8 registrata vicino a Forino, in provincia di Avellino. Epicentro a circa 6 km di profondità secondo l’INGV.


