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Cronache

Incendio a Crans-Montana, famiglie indignate dopo la scarcerazione del titolare: “Il danno è fatto, ora serve giustizia”

Rabbia e frustrazione tra le famiglie delle vittime dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana dopo la scarcerazione del titolare del locale Le Constellation. Chiesto il boicottaggio delle gare di sci.

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Frustrazione, rabbia e senso di impotenza. È questo il sentimento che accomuna le famiglie dei ragazzi morti o rimasti gravemente feriti nell’incendio di Capodanno nel locale Le Constellation di Crans-Montana, dopo la scarcerazione del titolare Jacques Moretti, avvenuta a seguito del pagamento di una cauzione di 200mila franchi svizzeri.

Una decisione che, pur non arrivando come una sorpresa sul piano giuridico, ha avuto un forte impatto emotivo sui familiari delle vittime, dando la sensazione che la vicenda venga rapidamente archiviata.

L’intervento del governo italiano

Le famiglie hanno apprezzato la presa di posizione del governo italiano. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha richiamato a Roma l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, come segnale politico forte.
Un gesto giudicato positivo, ma ritenuto insufficiente: «Il danno è fatto. Non si torna indietro», è il sentimento che emerge con forza.

La richiesta di boicottaggio sportivo

Dai microfoni del TGR Lombardia, Pietro Costanzo, zio di Chiara Costanzo, la sedicenne morta nel rogo, ha rivolto un appello alla Federazione Italiana Sport Invernali chiedendo di boicottare le gare di sci in programma a Crans-Montana la settimana successiva alla tragedia.
«Sarebbe una forma di protesta e di sdegno», ha spiegato, manifestando forti dubbi sulla possibilità di ottenere giustizia finché il procedimento resterà in capo alle autorità del Canton Vallese.

I feriti e l’attesa

Umberto Marcucci, padre di Manfredi Marcucci, uno dei ragazzi feriti e ora ricoverato all’Ospedale Niguarda di Milano, ha sottolineato come in questa fase la priorità resti la salute dei giovani sopravvissuti.
«Pensiamo a far uscire Manfredi dall’ospedale, servirà tempo», ha spiegato, ricordando anche i contatti con i genitori di Riccardo Minghetti, il giovane romano deceduto nell’incendio.

I dubbi sulla gestione svizzera

Secondo i familiari, la liberazione di Moretti rafforza l’impressione che le autorità svizzere vogliano “mettere la polvere sotto il tappeto”. Viene chiesto di fare piena chiarezza non solo sulle responsabilità del gestore del locale, ma anche su quelle dei funzionari del Comune di Crans-Montana, che ad oggi non risultano indagati nonostante, secondo i parenti delle vittime, gravi carenze nei controlli di sicurezza.

«Questo provvedimento è assurdo, fuori da ogni logica umana», ha dichiarato Andrea Costanzo, padre di Chiara.

Una ferita che resta aperta

Particolarmente contestata anche l’entità della cauzione: «Se si voleva mandare un segnale forte, la cifra doveva essere molto più alta», ha osservato Marcucci, sottolineando come il rilascio di Moretti sia ormai un fatto irreversibile.
Una situazione che, concludono i familiari, non colpisce solo le vittime italiane ma anche numerose famiglie svizzere, danneggiate da una gestione della vicenda che rischia di minare la fiducia nelle istituzioni del Paese.

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Nuovo cuore disponibile per il bimbo del Monaldi, decisione dopo il consulto degli esperti

L’Azienda dei Colli: decisione sul nuovo trapianto di cuore al bimbo ricoverato al Monaldi solo dopo la valutazione del team di esperti.

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Ogni decisione sull’eventuale trapianto del nuovo cuore disponibile per il bambino ricoverato al Ospedale Monaldi sarà presa solo dopo la valutazione del team di esperti.

Lo rende noto l’Azienda dei Colli, precisando che nella giornata odierna i medici si esprimeranno sulla trapiantabilità del piccolo paziente attualmente ricoverato in Terapia Intensiva.

La gestione del cuore del donatore

Secondo quanto comunicato dall’azienda sanitaria, l’attesa non comporterà alcuna ripercussione sull’organo del donatore, in quanto compatibile con le procedure di gestione della donazione in corso.

La decisione finale sarà quindi subordinata alle condizioni cliniche del bambino e alle valutazioni multidisciplinari del pool di specialisti.

Resta alta l’attenzione sulla vicenda, mentre la famiglia attende l’esito del consulto medico che guiderà le prossime scelte terapeutiche.

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Cronache

Caivano, tenta di rapire bimbo al supermercato: arrestato 45enne

Paura a Caivano: un 45enne arrestato dai Carabinieri per tentato sequestro di persona dopo aver cercato di portare via un bimbo di 5 anni in un supermercato.

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Momenti di paura nel tardo pomeriggio a Caivano, dove un uomo di 45 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di tentato sequestro di persona.

L’episodio è avvenuto intorno alle 19.30 in un supermercato di via Atellana. Alla centrale operativa è arrivata una richiesta di aiuto: “Ha tentato di rapire un bambino”.

Il tentativo davanti alle casse

Secondo la ricostruzione effettuata dai militari, supportata dalle immagini di videosorveglianza e dalle testimonianze raccolte, due donne stavano uscendo dal market con i figli di 5 e 8 anni quando l’uomo si è avvicinato, apparentemente in stato di ebbrezza.

Rivolgendosi a una delle donne, avrebbe detto: “Questo non è tuo figlio, dammelo”, tentando poi di prendere in braccio il bambino di 5 anni. L’amica della madre si sarebbe frapposta tra l’uomo e il piccolo. Il bambino, spaventato, avrebbe chiamato la madre.

La donna si è quindi rifugiata all’interno del supermercato, all’altezza delle casse, ma l’uomo l’avrebbe seguita tentando nuovamente di afferrare il minore. Una cassiera sarebbe intervenuta per fare da scudo.

L’intervento dei Carabinieri

L’uomo si è poi allontanato. Nel frattempo, il padre del bambino è arrivato in auto e la famiglia ha lasciato il luogo dell’accaduto.

Grazie all’analisi delle telecamere e agli accertamenti immediati, i Carabinieri hanno rintracciato il 45enne ancora nei pressi del supermercato e lo hanno arrestato.

L’uomo, di nazionalità ghanese e con precedenti, è stato trasferito in carcere. Dovrà rispondere di tentato sequestro di persona. La sua posizione sarà valutata dall’autorità giudiziaria nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Cronache

Incendio Teatro Sannazaro, Napoli promette la ricostruzione immediata

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«Purtroppo è distrutto», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi, tra i primi ad arrivare in via Chiaia, dove decine di residenti sono stati evacuati.

Secondo una prima ricostruzione, un corto circuito partito dalla platea avrebbe innescato le fiamme, propagate rapidamente verso l’alto fino al crollo della cupola e di parte del tetto. Le cause sono in fase di accertamento.

Teatro Sannazzaro incendio

Sfollati, danni e ordinanza del Comune

Sono 60 gli sfollati e 24 gli appartamenti evacuati, di cui 12 gravemente danneggiati. Otto le persone tra intossicati e feriti lievi durante le operazioni di spegnimento.

Via Chiaia è stata chiusa al traffico, così come la metropolitana nella zona, con disagi e proteste. Il Comune ha emanato un’ordinanza invitando i residenti a tenere chiuse porte e finestre per l’aria resa irrespirabile dal fumo.

Una prima stima dei danni parla di 60-70 milioni di euro, cifra che include anche le attività commerciali adiacenti.

Le istituzioni: “Ricostruire subito”

Il presidente della Regione Roberto Fico ha definito l’evento “una ferita per tutti”. Il Ministero della Cultura è intervenuto con il ministro Alessandro Giuli, che ha promesso la ricostruzione, e con il sottosegretario Gianmarco Mazzi, che ha annunciato l’apertura di un tavolo con Comune e Regione per individuare fondi e tempi.

La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per incendio colposo a carico di ignoti.

 

Il dolore del mondo dello spettacolo

La direttrice artistica Lara Sansone, insieme al marito Sasà Vanorio, ha parlato di “lutto”, chiedendo alle istituzioni di non lasciare solo il teatro.

Tra le voci del mondo dello spettacolo, Marisa Laurito ha sollecitato una ricostruzione immediata, mentre Luisa Ranieriha ricordato il Sannazaro come luogo della sua infanzia, legato alle rappresentazioni di Luisa Conte.

Il rogo colpisce uno dei luoghi simbolo della memoria culturale napoletana. Ora la priorità è la messa in sicurezza dell’area e la definizione di un piano per la ricostruzione.

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