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Inail: 54.000 contagi Covid su lavoro, 319 morti

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Sono oltre 54.000 le denunce arrivate all’Inail fino a fine settembre per contagi da Covid 19 sul lavoro mentre sono 319 quelle che riguardano casi mortali: i dati arrivano dall’Inail che nel suo Report segnala come 1.919 denunce di contagio siano arrivate nel mese di settembre e tra queste 16 di casi mortali. I 54.128 casi denunciati – spiega l’Inail – sono pari a circa il 15% del complesso delle denunce di infortuni sul lavoro arrivate dall’inizio dell’anno, con un’incidenza del 17,2% rispetto al totale dei contagi nazionali comunicati dall’Istituto superiore di sanita’ (Iss) alla stessa data e concentrati soprattutto nei mesi di marzo (51,2%) e aprile (33,8%) quando pero’ c’era il lockdown e una parte consistente delle attivita’ era chiuso o con i lavoratori in smart working. Le donne si contagiano di piu’ sul lavoro rispetto agli uomini ma muoiono in percentuale minore. L’84% delle denunce di morte sul lavoro a seguito di contagio riguarda uomini mentre la percentuale si ribalta per i contagi complessivi (70,7% donne). La fascia piu’ colpita e’ quella dei 50-64 anni (69,9% dei contagi sul lavoro denunciati) seguita da quella degli over 64 anni (19,4%) mentre l’eta’ media dei decessi denunciati per causa di lavoro e’ di 59 anni. Per i contagi complessivi l’eta’ media dei denuncianti e’ di 47 anni. Il 55,1% delle denunce presentate all’Istituto arriva dal Nord-Ovest. Segue il Nord-Est (24,4%), e il Centro (11,9%), mentre il Sud (6,2%) e le Isole (2,4%) fino a settembre hanno presentato un numero di denunce piu’ basso. Guardando ai casi mortali, la percentuale del Nord-Ovest sale al 56,7%, mentre il Sud, con il 16% dei decessi, precede il Nord-Est (13,8%), il Centro (11,6%) e le Isole (1,9%). La Lombardia e’ la regione piu’ colpita, con il 35,2% dei contagi denunciati e il 41,7% dei casi mortali. Rispetto alle attivita’ produttive coinvolte dalla pandemia, il settore della sanita’ e assistenza sociale – che comprende ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili – con il 70,3% delle denunce e il 21,3% dei decessi codificati e’ l’attivita’ piu’ colpita. Al picco dei contagi sul lavoro dei mesi di marzo e aprile e’ seguito un ridimensionamento a maggio e, soprattutto, nei mesi estivi di giugno-agosto, con un andamento al di sotto dei mille casi mensili, A settembre, pero’, sottolinea l’Inail “e’ emersa una recrudescenza dei casi denunciati, che hanno superato nuovamente quota mille, numero destinato ad aumentare ulteriormente nella prossima rilevazione, per effetto del consolidamento particolarmente influente sull’ultimo mese della serie”.

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Minacce mafiose per riavere denaro, vanno a processo due sacerdoti

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Prendera’ il via il prossimo 12 aprile, davanti al Tribunale collegiale di Vibo Valentia, il processo a carico di due sacerdoti vibonesi, Graziano Maccarone, segretario particolare del vescovo di Mileto, e Nicola De Luca, reggente della chiesa Madonna del Rosario di Tropea, accusati di tentata estorsione con l’aggravante delle modalita’ mafiose. E’ la decisione assunta dal gup distrettuale di Catanzaro che ha accolto la richiesta avanzata dalla Dda nei confronti dei due sacerdoti assistiti dagli avvocati Giovanni Vecchio e Fortunata Iannello. Secondo la tesi accusatoria i due sacerdoti avrebbero minacciato un conoscente per avere indietro dei soldi che gli avevano prestato vantando amicizie con la cosca Mancuso di Limbadi. Maccarone avrebbe anche scambiato oltre 3.000 messaggi a sfondo sessuale con la figlia disabile del debitore. I fatti oggetto dell’inchiesta, condotta dalla squadra mobile di Vibo Valentia e coordinata dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e dal pm della Dda Annamaria Frustaci, risalgono al 2012. L’aggravante delle modalita’ mafiose viene contestata in quanto Maccarone, nel corso di un incontro, avrebbe specificato che “il cugino mio e’ Luigi, il capo dei capi”. Successivamente, sempre secondo l’accusa, il prete avrebbe contattato un parente di Nicotera, considerato legato al boss Pantaleone Mancuso detto “Scarpuni”, facendo poi recapitare al debitore il messaggio di stare attento “che avrebbe fatto una brutta fine”.

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Corona Virus

Coronavirus, i dati del contagio in Campania: 968 positivi e 42 morti

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Si attesta a poco più del 6% il rapporto tra persone risultate positive al Covid19 e numero di tamponi effettuati in Campania: sono 968 i nuovi positivi nelle ultime 24 ore su 15.343 tamponi secondo i dati del bollettino dell’Unità di crisi della Regione Campania. Non scendono però i ricoverati in terapia intensiva e gli ammalati ricoverati in ospedale, rispettivamente 100 e 1.448. Sono 42 i morti.

 

Questo il bollettino dell’Unità di crisi della Regione Campania di oggi:

Positivi del giorno: 968 (di cui 65 casi identificati da test antigenici rapidi)
di cui
Asintomatici: 835
Sintomatici: 68
* Sintomatici e Asintomatici si riferiscono ai soli positivi al tampone molecolare
Tamponi del giorno: 15.343 (di cui 1.302 antigenici)

Totale positivi: 209.482 (di cui 306 antigenici)
Totale tamponi: 2.270.343 (di cui 5.599 antigenici)​

​Deceduti: 42 (*)
Totale deceduti: 3.471

Guariti: 1.940
Totale guariti: 135.145

* 17 deceduti nelle ultime 48 ore e 25 deceduti in precedenza ma registrati​ ieri​

​Report posti letto su base regionale:

Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656
Posti letto di terapia intensiva occupati: 100
Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (**)
Posti letto di degenza occupati: 1.448

** Posti letto Covid e Offerta privata

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In Evidenza

Il ritorno di Callejon a Napoli da avversario: l’omaggio dei napoletani

Valeria Grasso

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Vederlo con la ‘camiseta’ viola nello Stadio Armando Maradona per i napoletani sarà uno choc vero e siamo sicuri che se ci fosse il pubblico si alzerebbe in piedi al suo ingresso in campo e gli tributerebbe un grande applauso perchè per José Maria Callejon la maglia azzurra era quasi una seconda pelle. Dal 2013 al 2020. Lo spagnolo è stato uno dei grandi protagonisti della squadra azzurra degli ultimi anni: il componente del trio magico – Insigne, Mertens e lui, il ‘caballero triste’- che ha regalato ai sostenitori tanta gioia oltre ad una Supercoppa e due Coppe Italia.

Sarà strano per i suoi ex compagni e tifosi vederlo con la maglia viola, sarà strano per Josè non schierarsi al fianco dei suoi colleghi e amici storici e non sentirsi parte integrante di uno stadio che lo ha amato tanto e che domani purtroppo non potrà applaudirlo come meriterebbe perché il Covid-19 non lo permette.
Ha collezionato 349 presenze in azzurro: quasi sempre titolare inamovibile, esterno instancabile (fase offensiva e difensiva impeccabile), intelligente tatticamente come pochi nel calcio.

Riservato, taciturno, generoso, dal temperamento solo all’apparenza così lontano da una città come Napoli che talvolta eccede ma che poi ha tanto cuore, Callejon si è ritrovato ben presto sulla stessa lunghezza d’onda. E con lui anche la sua compagna, Marta Ponsati Romero, modella catalana sposata nel corso della sua permanenza a Napoli, una coppia solida e molto unita. Insieme hanno pianto al loro al loro arrivo a Napoli, una incognita per due ragazzi giovani che avevano vissuto prima a Barcellona e poi a Madrid. Poi si sono sentiti a casa, nel loro ambiente ideale: lo ha raccontato la stessa Marta con un lungo post scritto con il cuore sul suo blog…

La loro famiglia si è impreziosita con la nascita (proprio a Napoli) di India (2014) e Aria (2016) dopo la maggiore (figlia di Marta) Paula. Ed un quarto bebè è in arrivo e forse stavolta nascerà sulle sponde dell’Arno e non alle pendici del Vesuvio.Le strade si sono separate consensualmente alla fine della scorsa stagione, dopo che Callejon aveva accettato anche di giocare gratis nel Napoli gli ultimi due mesi, a contratto scaduto. Un po’ di amarezza c’è perché si ha come la sensazione che abbia più dato ‘Calleti’ al Napoli che viceversa. Il cuore lascia spazio sempre più spesso al mercato e l’ultimo gesto del caballero è stato quasi quello di fare un passo indietro e voltare pagina.

A Firenze – una piazza difficile – dove a inizio novembre già si è avuto il cambio di allenatore con Prandelli che ha sostituito Iachini, Josè si sta ritagliando il suo spazio e possiamo scommetterci che ci riuscirà. Decisivo nella partita con il Cagliari il suo splendido assist a Vlahovic: e pensare che Prandelli aveva già deciso che per un giocatore così bravo nel suo modulo non c’era posto…
Bello il suo modo di festeggiare ad ogni goal: un inchino elegante, e con la maglia azzurra sono stati 82. Domani simbolicamente spetta allo stadio Maradona inchinarsi al calciatore e all’uomo Josè Maria Callejon.

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