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In mostra al MAN le foto di Gianni Fiorito scattate sul set de “La mano di Dio”

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Dopo il grande successo su Netflix del film di Paolo Sorrentino “È stata la mano di Dio”, arriva a Napoli anche una mostra dedicata alla pellicola del regista napoletano.

La mostra fotografica dal titolo “È stata la mano di Dio – Immagini dal set” a cura di Maria Savarese, inaugurata appena prima di Pasqua, sarà visibile fino al 5 settembre al MAN, il Museo Archeologico Napoletano e racconta il film di Paolo Sorrentino attraverso 51 scatti ripresi sulle scene da Gianni Fiorito, grande fotografo napoletano che con passione si dedica sempre di più alla fotografia di scena cinematografica.

“La mano di Dio” racconta che negli anni ’80 a Napoli, un ragazzo ha l’occasione di vivere uno dei sogni più grandi degli amanti del calcio, quando giunge nella sua città il goleador Diego Maradona, ma a questa grande gioia si accompagnerà una tragedia inaspettata. Un film fortemente autobiografico ed intimo che ripercorre la giovinezza napoletana del regista, già premio Oscar per “La grande bellezza”.

 

 

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David, vola “È stata mano di Dio” di Paolo Sorrentino: Napoli capitale del cinema fa incetta di premi

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E’ STATA LA MANO DI DIO di Paolo Sorrentino sbanca in questa 67/ma edizione dei David di Donatello che si e’ tenuta stasera in diretta su Rai 1 dagli studi di Cinecitta’ in una serata condotta da Carlo Conti affiancato da Drusilla Foer, portandosi a casa il premio per miglior film, regia, attrice non protagonista Teresa Saponangelo, fotografia e David giovani). E’ pero’ il fantasy FREAKS OUT ad aver piu’ statuette, ben sei, ma prevalentemente tecniche, contro le cinque di E’ STATA LA MANO DI DIO. Ed esattamente il film di Mainetti vince: miglior scenografia, fotografia, produttore, trucco, acconciatura, effetti visivi-vex).

In questa edizione dall’anima partenopea bene anche QUI RIDO IO di Mario Martone che si porta a casa il Davidandato al miglior attore non protagonista, Eduardo Scarpetta, e quello ai costumi. Il film drammatico ambientato in un carcere ARIAFERMA di Leonardo Costanzo vince invece il David per il miglior attore andato a Silvio Orlando e anche la sceneggiatura originale. ENNIO, straordinario documentario di Giuseppe Tornatore dedicato a Ennio Morricone, ha ottenuto ben tre David: miglior documentario, suono e montaggio. Mentre A CHIARA di Jonas Carpignano ottiene il premio di miglior attrice protagonista che va a Swamy Rotolo. A DIABOLIK va invece un solo David, quello della canzone originale a Manuel Agnelli mentre la sceneggiatura non originale, categoria in cui correva anche TRE PIANI di Nanni Moretti, va a L’ARMINUTA, film diretto da Giuseppe Bonito e tratto dal romanzo bestseller di Donatella Di Pietrantonio. Infine, sempre nel segno di Napoli, I FRATELLI DE FILIPPO di Sergio Rubini si porta a casa il premio al miglior compositore, Nicola Piovani.

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“La cena perfetta” tra camorra, cucina e amore

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Esce domani nei cinema “La cena perfetta” e segue tre binari, di cui uno centrale: “il fulcro del film e’ essere una commedia romantica con camorra e cucina come due binari che si muovono lateralmente all’amore”. E’ cosi’ che Salvatore Esposito, che interpreta il protagonista, definisce la pellicola girata insieme a Greta Scarano, con la direzione di Davide Minnella, al suo esordio sui lungometraggi e presentata oggi in anteprima al pubblico dell’auditorium Comicon a Napoli. Il film narra di Carmine, interpretato da Esposito, giovane figlio di boss di un piccolo clan che investe in un ristorante a Roma e manda proprio Carmine a gestirlo.

Li’ incontra Consuelo, interpretata da Scarano, che ha perso il ristorante ma resta cercando stelle Michelin. E’ questa la strada, tra camorra e cucina, che apre il sentimento tra i due e un futuro diverso per Carmine, alla fine benedetto dal padre, interpretato da Gianfranco Gallo. Esposito torna, dopo Gomorra, in una persona nata sotto la camorra ma capace di uscirne stavolta: “Sono un ragazzotto – spiega – cresciuto sotto un padre adottivo boss ma lui non e’ un criminale e anche il padre boss alla fne approvera’ Carmine. Anche in Gomorra il mio personaggio voleva scegliere ma non ha mai la chance, qui si’ e la sceglie, seguendo la passione”. Un giovane in una svolta positiva della vita, presentato in un Comicon che storicamente e’ invaso da giovani positivi della societa’, diversi dai gruppi di bullismo delle citta’: “Questo pero’ non dipende dai ragazzi singoli – spiega Esposito – ma spesso sono dei giovani di periferia abbandonati dalle famiglie, che diventano mostri e che nessuno ha mai fatto nulla per recuperarli. Questo film puo’ svegliare la coscienza ragazzi ma soprattutto e’ un grido verso le istituzioni a fare qualcosa su ragazzi che da soli non cercano vie diverse”. Vie diverse cercate e trovate dal suo personaggio anche grazie all’amore per Consuelo, che proietta la storia anche nella realta’: “la criminalita’ usa capitali – spiega Greta Scarano – da riciclare in tutte le citta’, lo fa la camorra ma anche i clan a Roma.

E’ un problema molto grande che mi sembra continui dove manca la forza delle istituzioni. Mi ha colpito di questo film la storia di un ragazzo che nasce in un contesto criminale e poi sceglie qualcosa di giusto. Ha una seconda possibilita’ e da’ un segnale ai ragazzi”. L’attrice sottolinea anche lo spessore del suo personaggio “in Italia dove – spiega – per un personaggio femminile e’ difficile avere un ruolo indipendente ma io ho sempre inseguito questa strada, non vorrei essere dipendente in una storia e stavolta io e Carmine siamo totalmente indipendenti l’uno dall’altro”. Una distanza che riavvicina i protagonisti in scena come spiega il regista: “E’ una favola vincente – dice Minnella – che parte dai problemi di due giovani toccati dalla camorra ma tra cui nasce poi una storia d’amore che mette insieme due personaggi completamenti diversi. E’ una storia d’amore che sembra impossibile, e invece loro si uniscono grazie al terzo protagonista del film, il cibo, una passione che li unisce”.

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Addio a Catherine Spaak

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E’ morta Catherine Spaak. L’attrice, conduttrice, scrittrice, cantante aveva da poco compiuto 77 anni. Due anni fa era stata colpita da un’emorragia cerebrale. Lo riportano i principali media italiani.

Nata in Francia a Boulogne-Billancourt (nella regione Ile-de-France) il 3 aprile 1945 da una famiglia dell’alta borghesia belga, figlia dello sceneggiatore Charles e nipote dello statista Paul-Henri, nella sua lunga carriera Catherine Spaak ha spaziato tra la musica, il cinema e la televisione. Dopo una breve apparizione in Le trou (1960; Il buco) di Jacques Becker, nello stesso anno ottiene il primo ruolo da protagonista de I dolci inganni di Alberto Lattuada. Due anni dopo gira La voglia matta di Luciano Salce, in cui e’ il conturbante oggetto del desiderio di un quarantenne ingegnere di successo, Ugo Tognazzi. Sul set conosce Fabrizio Capucci: dal loro matrimonio sarebbe nata Sabrina, diventata poi attrice di teatro. Tra i film girati con i maestri del cinema italiano e accanto ai nostri piu’ grandi attori, Il sorpasso (1962) di Dino Risi, La noia (1963) di Damiano Damiani, tratto dal romanzo di Moravia, La parmigiana (1963) di Antonio Pietrangeli, La calda vita (1964) di Florestano Vancini. E ancora L’armata Brancaleone (1966) di Mario Monicelli, con Vittorio Gassman; Adulterio all’italiana (1966), con Nino Manfredi, e in La matriarca (1968), con Jean-Louis Trintignant, entrambi di Pasquale Festa Campanile; Una ragazza piuttosto complicata (1969) di Damiani, al fianco di Jean Sorel. Recita ancora in Made in Italy, 1965 di Nanni Loy, nella commedia brillante Febbre da cavallo di Steno e Io e Caterina, diretto e interpretato da Alberto Sordi), ma anche in gialli come Il gatto a nove code di Dario Argento, fino al drammatico Claretta di Pasquale Squitieri. Sono di quegli anni anche i prini successi musicali, come Mi fai paura (1964) e Quelli della mia eta’, cover di Tous les garcons et les filles di Francoise Hardy, L’esercito del surf. Nel 1968 conosce Johnny Dorelli sul set del musical tv La vedova allegra: dal loro lungo legame e’ nato il figlio Gabriele Guidi. Dalla meta’ degli anni Ottanta la Spaak lascia quasi completamente il cinema per dedicarsi alla tv. Conduce Linea Verde nel 1981, poi dal 1985 al 1988 le prime tre edizioni di Forum, e’ soprattutto autrice e conduttrice del talk show di Rai 3 Harem per 15 stagioni. Nel 2007 e’ tra i concorrenti di Ballando con le stelle, nel 2013 prende parte alla serie cult Un medico in famiglia, nel 2014 e’ tra i concorrenti del programma di Rai1 Si puo’ fare, nel 2015 si mette alla prova con L’isola dei famosi ma da’ subito forfait. Nel 2019 torna al cinema con La vacanza di Enrico Iannaccone, presentato ad Alice nella citta’ per la Festa di Roma, interpretando un’ex magistrata in lotta contro l’Alzheimer. Nel frattempo collabora anche con alcune testate giornalistiche, come Il Corriere della Sera, Il Mattino e Tv Sorrisi e Canzoni. Nel 2013 sposa Vladimiro Tuselli. Nel 2020, a pochi giorni dal lockdown, viene colpita da un’emorragia cerebrale: “Non provo nessuna vergogna a parlarne”, ha raccontato a Storie italiane su Rai1. “Tante persone che hanno problemi di salute tendono a nasconderlo. Sei mesi fa ho avuto un’emorragia cerebrale e, successivamente, delle crisi epilettiche dovute alla cicatrice. Voglio che alle persone arrivi un messaggio: se siamo malati non dobbiamo vergognarci. Un’emorragia non fa piacere a nessuno, ma oggi qui con il sorriso, con la capacita’ di ragionare e di parlare, ma anche di ribellarmi. Non ho perso la mia grinta e il mio coraggio. Dico a tutti che si va avanti”.

Classe, garbo, eleganza, talento, fascino aristocratico: cosi’ colleghi e fan ricordano Catherine Spaak, morta oggi a 77 anni, su Twitter. “Gentile garbata , per me con il suo ‘harem’, una musa ispiratrice. Mi dispiace moltissimo RIP #CatherineSpaak”, scrive Simona Ventura. “Libera, affascinante, misteriosa, discreta… ciao #catherinespaak”, e’ il ricordo di Antonella Clerici. “Un dolore forte. Ciao, Catherine”, la testimonianza di Rita Dalla Chiesa. “Donna straordinaria, attrice ineguagliabile… L’ho sempre stimata per il rigore professionale e per la profonda sensibilita’… Sono da sempre una sua ammiratrice, e lo saro’ per sempre”, dice Barbara D’Urso. Tanti ricordano le sue interpretazioni piu’ note, dal Sorpasso alla Voglia matta, dall’Armata Brancaleone a Febbre da cavallo, ma anche Harem, il talk show tutto al femminile, raffinato, intelligente e privo di retorica, che la Spaak ha condotto dal 1988 al 2002 su Rai3.

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