Economia
In Italia 71 miliardari: 5,7 milioni in povertà assoluta
Nel 2024 la ricchezza dei miliardari italiani è aumentata di 61,1 miliardi di euro – a 166 milioni al giorno – raggiungendo un valore complessivo di 272,5 miliardi detenuto da 71 individui. Tutto ciò a fronte di un “quadro di grande preoccupazione” per la povertà assoluta, che nel 2023 era rimasta stabile rispetto all’anno precedente ma vedeva oltre 2,2 milioni di famiglie, per un totale di 5,7 milioni di persone, vivere in condizioni di povertà assoluta. Il 5% più ricco delle famiglie è titolare del 47,7% della ricchezza nazionale. E’ il quadro tratteggiato da Oxfam nel suo rapporto ‘Diseguaglianza: povertà ingiusta e ricchezza immeritata’ pubblicato in occasione del Forum economico mondiale di Davos, che dà conto di un’accelerazione, a livello mondiale, del gap fra le ricchezze dei miliardari e i poveri.
Economia
Leonardo, il Financial Times: “Dietro l’uscita di Cingolani tensioni nella Difesa italiana”
Secondo il Financial Times, dietro la rimozione di Roberto Cingolani dalla guida di Leonardo ci sarebbero tensioni interne all’apparato della difesa italiana. Contestate alcune scelte strategiche dell’ex ad, dalle partnership con Baykar e Rheinmetall fino al progetto di difesa aerea “Michelangelo Dome”, considerato sensibile anche dagli Stati Uniti.
Economia
Mps, il Cda conferma la maggioranza di amministratori indipendenti: ecco la nuova governance
Monte dei Paschi di Siena comunica che il nuovo consiglio di amministrazione nominato ad aprile 2026 è composto in larga maggioranza da amministratori indipendenti. Tra i nomi confermati figurano Cesare Bisoni, Flavia Mazzarella, Carlo Corradini e Corrado Passera. Centrale il ruolo dei comitati su rischi, sostenibilità e digitalizzazione.
Economia
Electrolux shock in Italia: “Ottimizzazione” da 1.700 posti, sindacati in rivolta contro gli esuberi
Electrolux annuncia un piano di revisione organizzativa in Italia con circa 1.700 posti di lavoro a rischio e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi. Sindacati sul piede di guerra con scioperi e richiesta di tavolo al Mimit. Forte preoccupazione per il futuro del settore italiano degli elettrodomestici.
Una “ottimizzazione” da circa 1.700 posizioni lavorative che per i sindacati significa una sola cosa: esuberi.
Electrolux ha annunciato un vasto piano di revisione organizzativa che coinvolgerà tutte le sedi italiane del gruppo, provocando una durissima reazione delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni locali.
Il progetto prevede un ridimensionamento di circa un terzo della forza lavoro italiana della multinazionale.
La comunicazione è arrivata durante un incontro nella sede di Confindustria.
Chiude lo stabilimento di Cerreto d’Esi
Il dato più pesante del piano riguarda la chiusura completa dello stabilimento di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, dove lavorano circa 170 addetti impegnati soprattutto nella produzione di cappe aspiranti.
Ma il piano coinvolgerà anche gli altri siti italiani del gruppo: Porcia, Susegana, Forlì e Solaro.
Secondo l’azienda, la revisione servirà a concentrare le risorse sulle produzioni “a maggior valore aggiunto”, razionalizzando attività e volumi produttivi.
Sindacati: “Piano inaccettabile”
La risposta dei sindacati è stata immediata.
Fim, Fiom e Uilm hanno respinto il progetto, proclamando già da domani otto ore di sciopero e chiedendo l’apertura urgente di un tavolo ministeriale.
Per i rappresentanti dei lavoratori si tratta dell’ennesimo colpo all’industria italiana degli elettrodomestici.
Daniela Fumarola parla di “strategie ciniche e antisociali sulla pelle dei lavoratori”, ricordando che chi investe in Italia “ha anche una responsabilità sociale verso il lavoro e il tessuto produttivo nazionale”.
“Rischia di sparire un intero settore”
Durissime anche le reazioni territoriali.
Secondo Pierpaolo Pullini, il piano rappresenta “l’ennesimo duro colpo al distretto degli elettrodomestici del fabrianese”.
Per Alessio Lovisotto nessuno si aspettava “un piano di queste dimensioni”.
I sindacati temono che la crisi possa travolgere progressivamente l’intero comparto italiano degli elettrodomestici.
Gianluca Ficco avverte infatti che senza interventi di sistema “rischia di scomparire in pochi anni un intero settore industriale”.
Il governo segue il dossier
Anche il Ministero delle Imprese e del Made in Italy è intervenuto sulla vicenda, facendo sapere di seguire “con la massima attenzione” gli sviluppi del piano Electrolux.
Il Mimit ha annunciato monitoraggi costanti e un confronto strutturato con azienda e sindacati per cercare soluzioni che tutelino occupazione e continuità produttiva.
Electrolux: “L’Italia resta strategica”
Nonostante il piano di ridimensionamento, Electrolux sostiene che l’Italia continuerà a rappresentare un Paese strategico per il gruppo grazie alla presenza industriale e al contributo nello sviluppo di prodotto.
Ma sul territorio prevalgono forte preoccupazione e rabbia.
La prospettiva di 1.700 posti di lavoro a rischio riaccende il dibattito sul futuro dell’industria manifatturiera italiana e sulla tenuta dei grandi poli produttivi storici del Paese.


