Collegati con noi

Cronache

In fuga a 7 anni nel deserto, ora è laureata a Torino

Avatar

Pubblicato

del

Ha attraversato il deserto a piedi. A soli 7 anni. Un anno dopo ha affrontato il mare su un barcone fino a Lampedusa e, dopo essere passata dal centro di accoglienza e in una casa famiglia, e’ arrivata a Torino. Prima ospite in un convento, poi di nuovo in una casa famiglia e, finalmente, nella sua casa, dopo aver subito anche uno sfratto. Una vita non facile quella di Ralia Lufuma, ventiduenne originaria del Congo, che si e’ laureata in Comunicazione Interculturale all’Universita’ di Torino con una tesi sul razzismo. Una storia di riscatto e speranza, la sua, che le ha dato la forza di essere quella che e’ oggi e di arrivare dove voleva. “Le varie esperienze che ho passato – racconta, fresca di laurea – mi hanno messo nella condizione di compiere delle scelte e prendere delle decisioni. Se non avessi vissuto queste esperienze, se non mi fossi dovuta preoccupare di andare a scuola, probabilmente oggi avrei dato per scontato molte cose, come l’istruzione appunto. Invece – riconosce – il fatto di aver saltato anni di scuola mi hanno messo nella condizione di credere che non sempre si nasce nel posto giusto al momento giusto. Questo mi ha fatto apprezzare ancor di piu’ la vita, mi fa apprezzare quello che ho adesso e quello che avro’ in futuro”. Accanto a lei, dopo la discussione della tesi in streaming per le restrizioni dovute al Covid, il papa’ con il quale Ralia tanti anni fa ha lasciato il Congo. E “non per cercare una vita migliore – dice l’uomo -, ma per trovare la liberta’”. Una liberta’ passata per la Libia, il deserto e il mare, fino ad arrivare a Torino, dove per un periodo l’uomo e’ stato costretto anche a lasciare la famiglia per trasferirsi in Francia, da solo, per lavoro. La felicita’ e’ arrivata soltanto alla fine di tante salite, in una casa del quartiere popolare delle Vallette, dove Ralia si e’ laureata e nella quale e’ racchiusa la storia della sua famiglia.

Advertisement

Cronache

Usura ed estorsioni, colpo al clan Mariniello di Acerra: arresti anche a Tenerife

Avatar

Pubblicato

del

Nella mattinata odierna i militari del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna (NA) hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 5 indagati (3 in carcere e 2 agli arresti domiciliari) poiché gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere, usura, estorsione e detenzione illegale di armi da fuoco, reati aggravati dalle modalità mafiose.
L’indagine, condotta dal citato Nucleo Investigativo e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, è stata avviata a seguito dell’omicidio di MARINIELLO Vincenzo, alias “o’ cammurristiello”, capo dell’omonimo clan, operante in Acerra e comuni limitrofi, avvenuto ad Acerra (NA) il 17 febbraio 2019, i cui autori ad oggi non sono stati individuati.
Nel corso delle investigazioni:
– sono stati identificati il vertice e i collaboratori di un gruppo criminale dedito principalmente all’usura, nonché alcune delle vittime di usura/estorsione, tra cui due artigiani. Inoltre, è stato accertato il tasso usuraio applicato dal sodalizio, che variava dall’8% al 120% mensile;
– è emerso che lo stesso MARINIELLO Vincenzo era stato fruitore di un prestito da parte di uno suo sodale, arrestato con l’operazione odierna, a seguito del quale ne sarebbero derivate frizioni interne al clan;
– si è documentato che il suocero del citato capo clan e un esponente di spicco del clan DI BUONO di Acerra avevano la disponibilità di due pistole.

Sono stati catturati in Spagna, sull’isola di Tenerife, tramite SCIP con il supporto dell’Unitá F.A.S.T. (Fugitive Active Serching Team) della polizia spagnola. A finire in manette in Spagna il promotore dell’associazione per delinquere e due suoi parenti.  Gli 8 arrestati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere, usura, estorsione e detenzione illegale di armi da fuoco, reati aggravati dalle modalità mafiose.

1. BUONAIUTO Vincenzo, cl. ’76;
2. CANNAVACCIUOLO Antonio, cl. ’92;
3. CAPORALE Igino, cl. ’63;
4. LARA Leopoldo, cl. ’97;
5. MARINIELLO Carmela, cl. ’52;
6. DI BUONO Pasquale, cl. ’89;
7. DI BUONO Teresa, cl. ’90;
8. SORIANO Benito Giuseppe, cl. ’39.

Continua a leggere

Cronache

Ratzinger, il cardinale Grech: ha difficoltà nel parlare

Avatar

Pubblicato

del

Benedetto XVI “ha difficoltà nell’esprimersi”. Lo ha riferito il neo cardinale maltese, Mario Grech, parlando della visita a Ratzinger, sabato scorso al termine del Concistoro. Ratzinger, all’inizio dell’incontro con Papa Francesco e i nuovi cardinali, ha detto : “Il Signore mi ha tolto la parola per farmi apprezzare il silenzio”, secondo quanto detto da Grech a Vatican News. “Ma ha cercato di incoraggiarci per andare avanti nell’avventura con il Signore”, ha aggiunto il porporato. “E’ stato un momento di gioia ritrovarmi con Papa Benedetto – ha aggiunto il neo cardinale maltese, Mario Grech, nell’intervista a Vatican News – che ha creduto in me e mi ha creato vescovo nel 2006. Vedere questo Pastore, quest’uomo, con gli anni che pesano, ma allo stesso tempo lucido e sorridente e con la voglia di comunicare l’esperienza che lui sta facendo dello Spirito, ci ha incoraggiato molto”.

Continua a leggere

Cronache

Rifiuti, scarti definiti ‘usato’ dalla Svizzera alla Libia sequestrati nel Nolano

Avatar

Pubblicato

del

Scarti di auto e del tessile per la Libia spacciati per ‘usato’. Una operazione di contrasto al traffico illecito di rifiuti dei funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Napoli 2 – Sezione di Nola, insieme ai finanzieri del Gruppo della Guardia di Finanza di Nola, in due distinti interventi, ha portato al sequestro di materiale in disuso e prodotti tessili usati, provenienti dalla Svizzera e destinati a essere smaltiti irregolarmente nel paese africano.

Grazie al costante monitoraggio dei flussi dei beni dichiarati usati, sia in import che in export, i funzionari e finanzieri hanno individuato su un autocarro, dichiarato vuoto e destinato in Libia, 3 tonnellate tra rifiuti e materiali degradati (serbatoi, pneumatici usati), e in tre autocarri provenienti dalla Repubblica Elvetica oltre 46 tonnellate di vestiti, scarpe ed altro materiale vario, ancora conservato nei sacchetti per rifiuti, dichiarati “oggetti da rigattiere”. Sono stati denunciati sia i destinatari o promotori del traffico illecito, italiani, sia gli stranieri che hanno spedito i rifiuti, nonche’ i trasportatori. Sequestro anche per i mezzi utilizzati.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto