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In 5mila a Roma per la conferenza del Comitato Cura Domiciliare Covid, Grimaldi: Ora Speranza consideri il lavoro dei nostri medici 

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“È stata una grande manifestazione, una giornata che resterà nella storia del nostro gruppo e nella mente di tanti: abbiamo portato cinquemila persone a piazza del Popolo, un risultato incredibile”. L’avvocato Erich Grimaldi, portavoce del Comitato Cura Domiciliare Covid-19, commenta così su Facebook i risultati della conferenza nazionale per le cure domiciliari precoci, svoltasi sabato 8 maggio dalle 14:30 in piazza del Popolo, a Roma. Circa cinquemila persone hanno raggiunto la capitale da ogni Regione d’Italia, per dare il proprio contributo alla causa del comitato di Grimaldi.  

L’obiettivo dell’evento era quello di rivolgere un appello al ministro della Salute Roberto Speranza, a cui si chiede di adottare lo schema terapeutico messo a punto dai medici del comitato, o quanto meno di far partecipare alcuni dei medici alla revisione dei protocolli di cura. A tal fine, durante la conferenza, è stata avviata anche una raccolta firme per una petizione rivolta al ministro. 

“Il Comitato ha chiesto un incontro al Ministero della Salute – si legge in un comunicato stampa del comitato – per comprendere le ragioni per le quali i medici che hanno operato sul campo non siano stati presi in considerazione nella redazione delle ultime linee guida nazionali per la cura domiciliare precoce del Covid-19”. Aggiornate lo scorso 26 aprile, le nuove linee guida per le cure domiciliari riproducono le prescrizioni del protocollo precedente, sconfessato dal lavoro sul campo dei medici del comitato. Permane, ad esempio, la discussa formula “paracetamolo e vigile attesa” come strada maestra da seguire nei primissimi giorni di insorgenza dei sintomi. 

Durante la manifestazione, si legge ancora nel comunicato stampa, “medici e cittadini guariti grazie al gruppo hanno raccontato la loro esperienza, spazzando via qualsiasi ombra rispetto alla genuinità del lavoro del comitato e dei medici”. Questi ultimi non hanno fatto altro che “curare i pazienti presi in carico in scienza e coscienza, utilizzando come griglia di orientamento lo schema terapeutico elaborato dal Consiglio Scientifico del comitato stesso, per poi tarare le terapie sul singolo caso e utilizzando farmaci che sono assolutamente validati dal nostro sistema sanitario nazionale”.

L’auspicio del Comitato adesso è quello di riprendere “il tavolo di lavoro per il quale il viceministro Sileri si è impegnato dopo un primo confronto con il comitato, unitamente al senatore Massimiliano Romeo, concretizzatosi in una riunione organizzata da Agenas il 23 aprile scorso. È imprescindibile, dopo oltre un anno di lavoro, che il contribuito di migliaia di medici di tutto il territorio italiano sia preso in considerazione”. 

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Smart working non automatico senza green pass

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Lo smart working non potra’ essere, almeno in via formale, una alternativa al possesso del green pass anche se, con ogni probabilita’, nelle occasioni in cui si lavora da casa non si sara’ chiamati ad esibire il certificato. Regole e interpretazioni ufficiali ancora non ce ne sono, visto che il decreto che estende l’obbligo per l’accesso a tutti i luoghi di lavoro non e’ ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Ma la lettura che si va consolidando tra tecnici e addetti ai lavori e’ che chi non e’ vaccinato e non si sottopone al tampone non potra’ ottenere in automatico l’ok allo smart working perche’ non si vuole creare, e cosi’ sara’ quantomeno nel pubblico, alcuna corsia preferenziale a no vax e no green pass. Lo spirito del Super green pass d’altronde, come hanno ripetuto i ministri in questi giorni, e’ quello di convincere le persone a vaccinarsi, quindi si cerchera’ di evitare che il lavoro da casa diventi un escamotage per bypassare l’obbligo del certificato. Certo, nel caso dei privati la bozza del decreto non prevede alcuna indicazione di cornice sulle modalita’ di applicazione dell’obbligo, e le associazioni di imprese e commercianti aspettano di vedere le norme definitive prima di valutare se produrre linee guida interne per orientare i propri iscritti. Per la pubblica amministrazione saranno invece le linee guida che devono mettere a punto i ministri Renato Brunetta e Roberto Speranza a stabilire le modalita’ di controllo del green pass, che potrebbe essere associato ad esempio al badge per il passaggio ai tornelli. Il processo per il ritorno allo sportello o in ufficio, cui le amministrazioni stanno iniziando a prepararsi, sara’ invece oggetto di due diversi provvedimenti: da un lato un dpcm con cui si tornera’ a stabilire che il lavoro in presenza e’ la modalita’ “ordinaria” per svolgere la propria mansione. Dall’altro, un apposito atto ministeriale che dettera’ i criteri per il rientro graduale, partendo da chi offre servizi diretti al cittadino, seguiti dal backoffice e cosi’ via fino al ritorno di tutti i dipendenti pubblici in presenza. Il nuovo set di regole per il lavoro agile, che serviranno quando finira’ lo stato di emergenza, sara’ invece definito all’interno del rinnovo del contratto. Stando alle prime bozze – che saranno oggetto di nuovi incontri all’Aran a partire da mercoledi’ 22 – il documento ricalca in gran parte quanto gia’ previsto dalla legge sul lavoro agile del 2017, compresa l’indicazione di dare priorita’ alle mamme nei primi tre anni dopo la maternita’, i lavoratori disabili o che hanno figli con disabilita’ da accudire. Saranno previste tre fasce di lavoro da remoto, operativita’, contattabilita’ e inoperabilita’, mentre giorni e orari in cui svolgere lo smart working dovranno essere oggetto dell’accordo scritto tra amministrazioni e singolo dipendente. Intanto ogni ufficio si deve riorganizzare il lavoro in vista di meta’ ottobre, quando si tornera’ in presenza in modo piu’ massiccio e ci sara’ da controllare il possesso del green pass. Dei 3,2 milioni di dipendenti pubblici sarebbero circa 300mila, secondo le stime, a non essersi immunizzati e tra questi sono compresi, viene sottolineato, anche tutti quei soggetti che sono esentati dal vaccino per motivi di salute.

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Covid, Istituto superiore di sanità: oltre il 50% dei nuovi positivi hanno meno di 12 anni

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Fasce di eta’ piu’ giovani sorvegliate speciali dagli esperti, con 17.312 nuovi casi Covid nelle ultime 2 settimane (contro i 22.843 delle 2 settimane precedenti) nella fascia 0-19 anni, di cui poco piu’ del 50% resta sempre tra gli under 12, sebbene il dato non sia consolidato, e una forte diminuzione dell’incidenza 12-19 anni con un rallentamento della crescita dell’incidenza negli over 20 a partire da inizio agosto, secondo il Focus eta’ scolare dell’Istituto superiore di sanita’. Inoltre l’Iss ha registrato un leggero aumento dei casi negli operatori sanitari da inizio luglio ma stabilmente sotto 0.02% da inizio febbraio. Per quanto riguarda gli indicatori di rischio, la Calabria resta bianca, dopo la verifica dei dati aggiornati della cabina di regia. Per la campagna vaccinale, si parla di effetto green pass con +35% solo oggi rispetto al dato di sabato scorso, secondo i dati della struttura del Commissario Figliuolo. A livello territoriale, l’Emilia Romagna, con 8.037 prenotazioni, ha raddoppiato in un giorno, cosi’ come il Piemonte. A livello nazionale il 75,64% della popolazione vaccinabile ha completato il ciclo, quasi 41 milioni di italiani. I dati dell’efficacia dei vaccini sono ribaditi poi dall’Iss: forte riduzione del rischio di infezione nelle persone completamente vaccinate rispetto a non vaccinate (77% per la diagnosi, 93% per l’ospedalizzazione, 96% per i ricoveri in terapia intensiva e per i decessi). Questo il quadro in Italia che vede oggi 4.578 positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 4.552. Sono invece 51 le vittime in un giorno, ieri erano state 66. Dall’inizio della pandemia i casi sono 4.632.275, i morti 130.284. I dimessi e i guariti sono invece 4.388.951, con un incremento di 5.756 rispetto a ieri, mentre gli attualmente positivi sono 113.040, con un calo di 1.231 casi nelle ultime 24 ore. Sono 519 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid in Italia, 6 in meno di ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri, sono 31 (ieri erano 34). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 3.958, 31 in meno rispetto a ieri. Sono 355.933 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Ieri erano stati 284.579. Il tasso di positivita’ e’ all’1,28%, in calo rispetto all’1,6% di ieri. In particolare per le fasce piu’ giovani, secondo il Focus dell’Iss contenuto nel documento esteso sull’ andamento epidemiologico da Covid-19 pubblicato oggi, dei 17.312 nuovi casi diagnosticati e segnalati nella popolazione 0-19 anni nel periodo 30 agosto-12 settembre, 190 sono ospedalizzati, 2 ricoverati in terapia intensiva e nessun deceduto (i valori riportati non includono le persone ospedalizzate, ricoverate in terapia intensiva e decedute diagnosticate prima del 30 agosto). Nelle due settimane precedenti (16-29 agosto 2021) erano stati diagnosticati 22.843 nuovi casi sempre nella stessa fascia di eta’, di cui 297 ospedalizzati, 4 ricoverati in terapia intensiva e 0 decessi. Per la popolazione con eta’ inferiore ai 12 anni, attualmente non vaccinabile – si legge nel rapporto – si e’ registrata una diminuzione dell’incidenza solo a partire da fine agosto. Inoltre “dalla seconda decade di luglio si e’ osservato un aumento in percentuale dei casi nelle fasce di eta’ piu’ giovani (3, 3-5, 6-11) a discapito delle fasce 12-15 e 16-19. Dall’inizio dell’epidemia fino alle ore 12 del 15 settembre 2021, sono stati riportati al sistema di sorveglianza integrata Covid, 741.356 casi confermati e 33 decessi nella popolazione 0-19 anni. Del totale, 57.797 casi sotto i 3 anni con 6 decessi; 72.994 nella fascia 3-5 con 4 decessi; 170.655 casi 6-10 anni e 6 decessi; 131.638 casi 11-13 anni e 7 decessi; 308.272 casi 14-19 anni e 10 decessi.

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Covid: 3.838 positivi, 26 le vittime

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Sono 3.838 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 4.578. Sono invece 26 le vittime in un giorno, ieri erano state 51.   Dall’inizio della pandemia i casi sono 4.636.111, i morti 130.310. I dimessi e i guariti sono invece 4.392.265, con un incremento di 3.314 rispetto a ieri, mentre gli attualmente positivi sono 113.536, con un aumento di 523 casi nelle ultime 24 ore.  Sono 263.571 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 355.933. Il tasso di positivita’ e’ all’1,45, in aumento rispetto all’1,28% di ieri. Tornano a salire i pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid in Italia: sono 530, 21 in piu’ di ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono 40. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 3.929, 29 in meno rispetto a ieri.

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