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Cronache

In 30 per la tombola clandestina a Napoli, tutti multati

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Tombolate clandestine in tempo di covid, a Napoli: erano in trenta e tutti senza mascherina i giocatori incalliti del tradizionale gioco partenopeo che, alle 4 del mattino, in un box auto del rione Scampia di Napoli, stavano giocando tranquillamente infischiandosene delle normative e del coprifuoco in vigore a causa della pandemia. La polizia e’ entrata in azione di via Cupa della Vedova, dopo aver ricevuto una segnalazione anonima al 113. La serata di svago, ormai alle battute finali, e’ costata cara ai trenta giocatori di eta’ compresa tra 29 e 78 anni che, per soddisfare i propri bisogni, non hanno esitato a violare il divieto di uscire di casa in vigore tutti i giorni, dalle 22 alle 5, nelle zone classificate con il colore rosso. La polizia non ha comunque trovato soldi nel box e quindi la “tombolata” era stata organizzata, verosimilmente, solo per svago. Obiettivo mancato, pero’, visto che ognuno alla fine se ne e’ tornato a casa piuttosto amareggiato, con in mano un verbale da 400 euro che, moltiplicato per trenta, totalizza sanzioni per complessivi 12mila euro. I poliziotti hanno provveduto anche a identificare ciascuno dei presenti e, a quanto pare, tra questi non c’erano pregiudicati. Ora si spera che alla punizione amministrativa non faccia seguito quella sanitaria. La telefonata anonima alle forze dell’ordine ha segnalato solo che a Scampia era in corso una partita di carte: poco dopo i giocatori sono stati individuati e circondati dalle “pantere” dei commissariati Secondigliano e Scampia (rispettivamente coordinati dai dirigenti Raffaele Esposito e Bruno Mandato) e dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura. Scovarli, infatti, secondo quanto si e’ appreso, non e’ stato nemmeno tanto difficile: a guidare gli agenti verso “la scena del crimine”, secondo quanto si e’ appreso, e’ bastata la voce di colui che a voce alta chiamava i numeri estratti. Molte delle persone presenti erano residenti in zona, ma ce n’erano anche diverse provenienti da altri quartieri della citta’. La Polizia non esclude che, nottetempo, i giocatori incalliti stiano organizzando alternative casalinghe al bingo per soddisfare i propri bisogni visto che le sale sono chiuse da tempo per le restrizioni imposte dalla pandemia. Infatti questo non e’ il primo caso riscontrato tra Napoli e provincia: analoga storia qualche giorno fa, anche a Ottaviano, dove gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale sono stati attirati in un locale adibito a ludoteca dopo aver udito un forte vociare: i poliziotti sono entrati ed hanno sorpreso 31 persone, di eta’ compresa tra 33 e 82 anni, anche questi intenti a giocare a tombola. Tutti sono stati sanzionati per violazione della normativa covid e per il locale e’ stata disposta anche la chiusura per cinque giorni.

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Reddito e tensioni sociali agitano piazze e web

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  Le piazze ed i social. Intelligence e forze di polizia monitorano con grande attenzione le tensioni che si muovono nel Paese per prevenire il rischio di degenerazioni ed incidenti gravi. C’è una crescente fetta della popolazione in difficoltà economiche e c’è anche chi – come avvenuto con le proteste contro le restrizioni anti-Covid – è pronto a guidare e sobillare per propri fini il malcontento che serpeggia nella società. Il pericolo è ben presente al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi che, da prefetto di Roma, il 9 ottobre dell’anno scorso si è trovato a gestire l’assalto alla sede della Cgil capeggiato proprio da ben noti ‘professionisti’ degli scontri di piazza. Oggi l’ incendio è scoppiato sui social, con le minacce di morte alla premier Giorgia Meloni da un uomo preoccupato di perdere il reddito di cittadinanza.

E proprio il reddito, con l’intervento di ridimensionamento promosso dal Governo, è uno dei drappi rossi agitati da chi ha interesse ad alzare la tensione. C’è un problema reale visto che, secondo l’Inps, senza la misura nel 2020 ci sarebbero stati un milione di poveri in più. Ma queste sono valutazioni che spettano alla politica; alle forze dell’ordine tocca fronteggiare gli eventuali riverberi sull’ordine pubblico. Lo sa perfettamente il capo della Polizia, Lamberto Giannini, reduce dalla gestione delle manifestazioni di dissenso durante la pandemia, con i cortei del sabato che creavano sistematicamente problemi in tante città. Il prefetto ha avviato un giro in tutte le questure proprio per avere il polso della situazione. La parola chiave più volte ripetuta da Giannini è prevenzione: serve conoscere in anticipo i possibili focolai di tensione per evitare che qualcuno ne approfitti. Da qui l’invito a monitorare, ad esempio, la situazione delle aziende in difficoltà.

Altra parola importante è mediazione: il difficile obiettivo è quello di assicurare a tutti la libertà di manifestare senza che però la protesta sfoci in violenza. Stringere contatti, dunque, con chi organizza le iniziative di piazza e stabilire regole d’ingaggio precise e condivise, evitando derive violente. Occhi puntati, contestualmente, a chi soffia sul fuoco. I pretesti possono essere tanti, dal reddito di cittadinanza al caro-bollette, dalla guerra in Ucraina agli sgomberi, fino alle occupazioni studentesche. C’è la galassia anarchica e quella dell’antagonismo che potrebbero promuovere azioni contro il governo di centrodestra, anche per fare proseliti ed allargare la base di consenso.

In questo senso, l’attentato ad Atene contro la diplomatica Susanna Schlein ed i disordini di lunedì scorso a Torino per l’udienza del processo ad Alfredo Cospito, hanno fatto suonare un chiaro segnale di allarme. Naturalmente, oltre alla piazza, c’è da monitorare quello che si muove sul web, con i canali social che pullulano di individui e gruppi – più o meno organizzati – ben decisi ad alimentare dissidi ed indicare obiettivi da colpire. La Polizia postale segue quello che si muove in rete ed oggi è intervenuta con prontezza identificando nel giro di poche ore il responsabile delle minacce contro la premier. Ed il ministro Piantedosi ha invocato un “fronte comune contro chi alimenta un pericolosissimo clima d’odio e di violenza”.

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Casamicciola: fissati i funerali delle altre 10 vittime

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Sono stati fissati i funerali delle altre 10 vittime della alluvione di Casamicciola dopo che ieri si erano tenuti a Lacco Ameno quelli di Eleonora Sirabella e Salvatore Impagliazzo.

Domani alle 11, nella parrocchia della Santissima Annunziata a Campagnano (una frazione del comune di Ischia Porto) saranno celebrate le esequie di Maurizio Scotto di Minico, della compagna Giovanna Mazzella e del loro piccolo Giovangiuseppe (di appena 21 giorni) mentre sabato mattina, alla parrocchia del Buon Pastore sempre ad Ischia Porto cerimonia funebre per Gianluca Monti, la moglie Valentina ed i figli Francesco, Michele e Mariateresa e per Nikolinka Gancheva Blangova, la donna di origine bulgara che viveva a poca distanza dalla famiglia Monti.

Sabato infine, alle 16.00 nella chiesa di Santa Restituta, saranno celebrati i funerali di Mariateresa Arcamone, l’ultima vittima ritrovata dai soccorritori martedì. Anche le altre tre cerimonie funebri saranno officiate da monsignor Pascarella, vescovo di Ischia e Pozzuoli e nei sei comuni dell’isola d’Ischia sarà lutto cittadino.

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Casamicciola: monsignor Krajewski dona furgoncino a parrocchia

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Si è conclusa la visita ufficiale a Casamicciola del cardinale Konrad Krajewski, Elemosiniere di papa Francesco. Krajewski è stato in visita dalle famiglie delle 12 vittime della alluvione del 26 novembre per portare conforto e trasmettere la vicinanza del pontefice: “Non ci sono lacrime a sufficienza” ha detto il prelato all’uscita dalla casa della famiglia di Gianluca Monti, il tassista morto nella zona di via Celario insieme alla moglie Valentina ed ai tre figli. L’Elemosiniere ha portato in dono a tutte le famiglie delle vittime un rosario benedetto da papa Francesco mentre alla parrocchia di Santa Maria Maddalena, quella della zona epicentro della tragedia, ha donato un furgoncino che servirà per consegnare cibo ed aiuti agli sfollati. Nella chiesa della Santissima Addolorata di Lacco Ameno il cardinale si è inginocchiato davanti alle bare di alcune delle vittime della alluvione (tra le quali alcune di bambini) e le ha poi benedette. Prima di lasciare l’isola Krajewski ha pranzato nella sede della Diocesi di Ischia con il vescovo Pascarella.

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