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Economia

Il vino riparte, entro anno 11miliardi di fatturato ovvero un bel +9%

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Ha ripreso a correre il vino italiano che, dopo aver bruciato 3 miliardi di fatturato nell’anno del Covid, conta di chiudere a fine dicembre con 11 miliardi di euro in aumento del 9%. La strada per tornare ai 13 miliardi di produzione del 2019 e’ ancora lunga ma possibile, dove occorre far tesoro anche del periodo del lockdown scommettendo sul web e sulle esportazioni in particolare del Prosecco e dei vini rosati. E’ il quadro del settore tracciato nel Forum nazionale vitivinicolo 2021 promosso da Cia-Agricoltori Italiani in collaborazione con Unione Italiana Vini. “E’ necessario implementare le risorse sulla promozione soprattutto su quei mercati dove l’Italia puo’ crescere”, ha detto il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, intervenuto ai lavori, “il vitivincolo e’ uno dei settori del primario che va piu’ di tutti sostenuto perche’ riesce a creare valore aggiunto, ha una filiera che funziona molto bene che riesce a distribuirlo in modo coerente e corretto tra i diversi attori”. Secondo le associazioni, pero’, il pieno rilancio del settore non avverra’ prima del 2022, perche’ bisogna attendere la ripresa stabile della ristorazione e delle enoteche che lo scorso anno hanno perso rispettivamente il 40% e il 23%; ma anche del turismo, cosi’ come del commercio mondiale, sperando che la variante Delta non imponga nuove restrizioni. Il 2021 e’ quindi un anno decisivo dove, ha precisato il presidente Cia Dino Scanavino, occorre puntare su nuovi canali, mercati e trend, scommettendo sull’e-commerce in crescita del 120% nei primi sei mesi dell’anno. Siti aziendali e portali dedicati sono aumentati del 75% per andare incontro ai tanti consumatori che ormai acquistano sul web; basti pensare che sul 52% che lo ha fatto per la prima volta durante il lockdown, almeno il 40% continua a usare questo canale. Imperativo e’ poi l’export in Paesi strategici come la Cina, che ha messo a segno +22% nel primo quadrimestre, dove a guidare la ripresa saranno ancora una volta gli spumanti, pari a quasi un quarto dell’export vinicolo per circa 2 miliardi di euro, di cui il 70% grazie al sistema Prosecco. Un trend in crescita con una produzione prevista in aumento del 30% entro il 2024, rispetto ai 750 milioni di bottiglie di oggi. Questo accanto all’exploit dei vini rosati, che hanno totalizzato 120 milioni di bottiglie solo nel 2020 pari a 450 milioni di euro, con un effetto traino del nuovo Prosecco Rose’ superiore al 10%. Ed e’ proprio sul fronte estero che sono fondamentali i fondi per la promozione che, come ha detto il presidente dell’Uiv Ernesto Abbona, “politiche protezionistiche” europee vorrebbero mettere in discussione. Ne e’ convinto anche il responsabile Cia-Agricoltori Italiani Area Politiche Vitivinicole, Luca Brunelli, secondo il quale per un rilancio vero occorre uscire dalla logica emergenziale dei ristori e puntare sulla promozione per competere sempre e meglio sui mercati esteri”. Positive, infine, le prospettive del vigneto Italia, con un potenziale produttivo verso gli 800 mila ettari entro il 2025, anche per merito della Pac con la proroga dei diritti d’impianto e nuove opportunita’ per migliaia di giovani.

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Ambiente

Fincantieri-Snam-Msc: a idrogeno la nave-crociera futura

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Se davvero, come dice l’a.d. Giuseppe Bono, la Fincantieri e’ diventato “il primo costruttore al mondo per il militare, come lo e’ per le crociere”, allora non puo’ non essere il primo anche per la tutela dell’ambiente e il rispetto dei principi della sostenibilita’. Infatti, il gruppo ha siglato con altri due colossi, MSC Crociere e Snam, un protocollo per realizzare la prima nave da crociera al mondo alimentata a idrogeno. Si comincera’ dalla organizzazione degli spazi a bordo per ospitare le tecnologie H2 e le celle a combustibile, e dal calcolo dei potenziali risparmi sulle emissioni di gas serra e altre analisi della fornitura di idrogeno. L’idrogeno verde ha “un grande potenziale per contribuire alla decarbonizzazione del settore marittimo, compresa la crocieristica”, spiegano le tre realta’ in una nota. Per Pierfrancesco Vago, direttore esecutivo della Divisione Crociere di Msc, il progetto vuole essere anche “un segnale al mercato il piu’ forte possibile su quanto seriamente prendiamo i nostri impegni per l’ambiente”. Oggi “il trasporto marittimo rappresenta circa il 3% delle emissioni di Co2 a livello globale – indica l’a.d. di Snam Marco Alvera’ – e l’utilizzo dell’idrogeno puo’ contribuire a raggiungere dell’obiettivo delle zero emissioni nette in questo settore cosi’ come in tutti quelli ‘hard-to-abate'”. Intanto, nei cantieri navali di Monfalcone (Gorizia) si e’ stabilito un nuovo record: Fincantieri ha consegnato proprio alla Msc la piu’ grande delle navi da crociera mai costruite in Italia, la Seashore. Non e’ stato soltanto un momento toccante per la stazza o per le tradizionali cerimonie marinare e nemmeno per il moderato impatto ambientale e l’avanguardistica tecnologia installata su questo gigante del mare, quanto per cio’ che esso simboleggia. Non fosse altro che per il fatto di essere stata la prima cerimonia in presenza dall’inizio della pandemia. Il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini, presente, lo ha descritto cosi’: “Un forte segnale di ripresa, di resilienza e di sviluppo”. E’ vero: una gemella della Seashore, la Seascape e’ gia’ in costruzione negli stessi cantieri di Monfalcone per la Msc, che ha gia’ chiesto a Fincantieri altre quattro unita’. Per quest’ultima, invece, come ricorda Bono, “quella di oggi e’ la quarta nave da crociera consegnata in Italia nel 2021 a dimostrazione della efficacia del nostro sistema produttivo e gestionale”. Un’altra sara’ consegnata tra pochi giorni. E per il futuro, Bono dice di essere “tranquillo”: in portafoglio c’e’ lavoro per anni e il “settore delle crociere continuera’ a tirare”.

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Economia

Fisco più umano, stop alle cartelle ad agosto e per la rottamazione si riparte a rate

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Stop delle cartelle ad agosto mentre le rate della rottamazione e del saldo e stralcio non pagate nel 2020 ripartiranno in agosto ma a rate: cioe’ si paghera’ entro il 31 luglio 2021 le rate scadute il 28 febbraio 2020 (rottamazione-ter) e 31 marzo 2020 (saldo e stralcio). Trattandosi di un sabato, la scadenza slitta al 2 agosto 2021 e cosi’ via. Lo comunica l’Agenzia delle Entrate-Riscossione che ha diffuso le Faq sulle novita’ fiscali previste dal decreto Sostegni-bis. Per l e rate scadute nel 2021resta confermata la scadenza del 30 novembre.

In particolare, la legge contiene la proroga fino al 31 agosto 2021 del termine finale di sospensione della notifica degli atti, delle procedure di riscossione nonche’ dei pagamenti delle cartelle e delle rateizzazioni. Il provvedimento, inoltre, ha definito nuovi termini per il pagamento delle quattro rate della “rottamazione-ter” e delle due rate del “saldo e stralcio” previste nel 2020 e non ancora versate, concedendo ai contribuenti in ritardo la possibilita’ di diluire i versamenti in piu’ mesi. La norma, modificando la previsione del pagamento in un’unica soluzione entro il termine ultimo del 31 luglio 2021, concede la facolta’ di effettuare i versamenti delle rate 2020 ancora dovute ripartendoli nei mesi di luglio, agosto, settembre e ottobre 2021, senza perdere le agevolazioni previste. Il primo appuntamento e’ quindi fissato al prossimo 31 luglio (che essendo un sabato slitta al 2 agosto) quando si dovranno pagare le rate scadute il 28 febbraio 2020 (per la rottamazione-ter) e il 31 marzo 2020 (per il saldo e stralcio).

Ecco in dettaglio i principali chiarimenti contenuti nelle Faq sulle ultime misure NUOVI TERMINI PER ROTTAMAZIONE-TER E SALDO E STRALCIO. La legge n. 106/2021 ha rideterminato i termini per il versamento delle rate della “rottamazione-ter” e del “saldo e stralcio” previste nel 2020. Per non perdere i benefici della definizione agevolata, chi e’ in regola con i versamenti del 2019, deve effettuare il pagamento delle rate non ancora versate nel 2020 in quattro mesi a partire da luglio 2021. In dettaglio: entro il 31 luglio 2021 si pagano le rate scadute il 28 febbraio 2020 (rottamazione-ter) e 31 marzo 2020 (saldo e stralcio). Trattandosi di un sabato, la scadenza slitta al 2 agosto 2021; entro il 31 agosto 2021 si paga la rata scaduta il 31 maggio 2020 (rottamazione-ter); entro il 30 settembre 2021 si pagano le rate scadute il 31 luglio 2020 (rottamazione-ter e saldo e stralcio); entro il 31 ottobre 2021 si paga la rata scaduta il 30 novembre 2020 (rottamazione-ter). Restano confermati i termini per il pagamento delle rate di febbraio, marzo, maggio e luglio 2021 che dovra’ avvenire entro il 30 novembre 2021. Per ogni scadenza e’ prevista la possibilita’ di effettuare il pagamento avvalendosi anche dei 5 giorni di tolleranza aggiuntivi concessi dalla legge (quindi per il termine del 2 agosto saranno considerati validi i versamenti effettuati entro il 9 agosto 2021).

STOP NOTIFICHE DEGLI ATTI FINO AL 31 AGOSTO. La legge proroga fino al 31 agosto 2021 il periodo finale di sospensione per l’attivita’ di notifica di nuove cartelle, avvisi e di tutti gli altri atti di competenza dell’Agenzia delle entrate-Riscossione.

PAGAMENTI ENTRO IL 30 SETTEMBRE. E’ prorogato dal 30 giugno 2021 al 31 agosto 2021 il termine finale di sospensione dei versamenti di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di accertamento esecutivo, avvisi di addebito Inps affidati all’Agente della riscossione, la cui scadenza ricade nel periodo tra l’8 marzo 2020 e il 31 agosto 2021. La sospensione riguarda anche il pagamento delle rate dei piani di dilazione, in scadenza nello stesso periodo (per i soggetti con residenza, sede legale o la sede operativa nei comuni della c.d. “zona rossa” .

SOSPESI PIGNORAMENTI E PROCEDURE DI RISCOSSIONE. Restano sospese fino al 31 agosto 2021 le procedure cautelari ed esecutive come fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti. La sospensione riguarda anche gli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati prima della data di entrata in vigore del decreto Rilancio (19/5/2020), su stipendi, salari, altre indennita’ relative al rapporto di lavoro o impiego, nonche’ a titolo di pensioni e trattamenti assimilati. Rimarranno sospese fino al 31 agosto 2021 anche le verifiche di inadempienza delle Pubbliche Amministrazioni e delle societa’ a prevalente partecipazione pubblica, da effettuarsi, ai sensi dell’art. 48 bis del DPR 602/1973, prima di disporre pagamenti di importo superiore a cinquemila euro.

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Economia

Ammortizzatori e pensioni, si scalda partita lavoro

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La riforma degli ammortizzatori, annunciata entro la fine di luglio. E un ragionamento sulle pensioni, con la scadenza di quota 100 sempre piu’ vicina. Si apre una settimana di fuoco sul fronte del lavoro, su cui aleggia anche il nodo del green pass. Se rendere o meno obbligatoria la certificazione Covid sui luoghi di lavoro, se non altro laddove c’e’ diretto contatto con il pubblico o dove gli spazi ristretti non consentano adeguato distanziamento, e’ tema che andra’ affrontato nelle prossime settimane. Non subito, o comunque non prima di un monitoraggio a medio termine della situazione contagi e vaccini. Ma gia’ martedi’, quando in agenda c’e’ il primo round tra il ministro Andrea Orlando e i sindacati sulla previdenza, ci potra’ essere l’occasione quanto meno di fissare un nuovo calendario degli appuntamenti. Le organizzazioni dei lavoratori hanno peraltro chiesto al governo – e al premier Mario Draghi – di fare di nuovo un punto sui licenziamenti, visto che a loro dire quell’accordo raggiunto a fatica a fine giugno e’ stato in sostanza disatteso. Le parti sociali attendono anche che venga ufficializzata la proposta di Orlando per i nuovi ammortizzatori sociali: secondo la road map tracciata dal ministro la riforma dovrebbe essere messa a punto entro la fine del mese ma il tempo stringe e su questa, come sulla riforma del fisco, pesa la difficolta’ a reperire le coperture. Orlando ne ha gia’ parlato faccia a faccia con il collega Daniele Franco, con cui si dovra’ rivedere prima di chiudere, ma il ministro dell’Economia ha gia’ fatto capire – parlando del fisco – che le risorse scarseggiano, che i margini sono incerti e legati all’evoluzione della pandemia e che la leva del deficit va utilizzata con molta cautela. Difficile quindi che fino alla definizione della nuova cornice macroeconomia a settembre si possa avere un quadro chiaro degli interventi possibili che andranno comunque finanziati in manovra. Agli ammortizzatori e’ stato gia’ destinato il miliardo e mezzo risparmiato con la sospensione del Cashback che, se fosse del tutto cancellato, libererebbe altrettante risorse. Comunque insufficienti a introdurre in modo strutturale una cassa integrazione per tutti, comprese le imprese sotto i 5 dipendenti che, finita la cassa per l’emergenza Covid si ritroverebbero di nuovo senza alcuna protezione. Anche perche’ ci saranno altri fondi da stanziare se si scegliera’ di intervenire per ammorbidire lo scalone verso la pensione che scattera’ dal primo gennaio con la fine di quota 100.

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