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Cronache

Il video choc dell’uomo che entra in ospedale e spara all’impazzata è già in mano ai carabinieri

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Ci sono 5 telecamere dentro la struttura ospedaliera che ha subito l’assalto armato di un sicario che intendeva uccidere un ragazzo già ferito. C’è una visione perfetta di quanto accaduto. I filmati sono stati acquisiti e sono già al vaglio dei magistrati della procura distrettuale antimafia di Napoli che è titolare del fascicolo di inchiesta. Per ora contro ignoto o ignoti.  Chi la notte dell’assalto era in ospedale per ragioni di servizio parla di “scene di guerra, cose mai viste prima”. “lavoro al pronto soccorso di questo ospedale da anni e alla violenza sono abituato. La rabbia di parenti di gente ferita in agguati su infermieri e medici ma quello che è successo questa notte è incredibile”. A parlare è un infermiere. “Eravamo tutti intenti a soccorrere il ragazzo ferito, come sempre con l’aiuto di guardie giurate quando si è scatenato l’inferno. Si è intravisto un uomo che a volto coperto ha cominciato a sparare verso di noi. Un miracolo che nessuno sia stato colpito. Qui ci sarebbe bisogno di una vigilanza della polizia h24 ma mi rendo conto delle cose che succedono in città che i poliziotti non possono essere dappertutto”.

Killer nel cortile dell’ospedale Pellegrini per uccidere un ragazzo già gambizzato, non ci riesce e scappa

Le immagini del circuito intendo di videosorveglianza acquisite dai carabinieri mostra un uomo (un gioivane sembra) che ha  esploso colpi verso la scala dove c’erano almeno quattro persone. Nel video si vede che questo uomo armato  corre verso il cortile dell’ospedale e un altro che si alza di scatto e corre verso le scale del pronto soccorso. A quel punto l’uomo armato comincia a sparare noncurante del fatto che su quella stessa scala stavano salendo altre persone oltre al suo reale obiettivo in fuga. Insomma se non siamo qui a raccontare una ennesima tragedia è solo perchè il destino è clemente.

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Cronache

Poche centinaia di persone in piazza per il flash mob con il leader delle Sardine Mattia Santori

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La battuta è che a piazza Dante c’erano quattro gatti piuttosto che migliaia di Sardine. Ma l’ironia serve a poco in questi casi. I fatti dicono che c’erano poche centinaia di persone al flash mob promosso dalle Sardine a Napoli per rispondere alla contemporanea presenza del leader della Lega Matteo Salvini e per promuovere il diritto al lavoro. Uno scenario molto diverso da quello di fine novembre quando alla ‘chiamata’ delle Sardine in piazza Dante risposero in migliaia. “Portare in piazza tematiche come la crisi del lavoro in Campania – spiega il portavoce nazionale delle Sardine Mattia Santori – è qualcosa di scomodo e di poco sexy per la politica. Questa non è più una piazza anti Salvini ma una piazza che porta contenuti. E noi riteniamo giusto ripartire da qui, dai temi, da due parole che spaventano come disoccupazione e depressione come perdita della speranza, perchè dove non c’è lavoro, non c’è sviluppo”.

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Corona Virus

Un italiano contagiato dal virus sulla Diamond Princess

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Un italiano contagiato dal coronavirus, due voli da Roma per rimpatriare il gruppo bloccato ormai da due settimane sulla Diamond Princess. La nave da crociera che, secondo gli esperti, si e’ trasformata in 15 giorni di quarantena in un vero e proprio incubatore del contagio. Un scelta pessima, dicono, quella delle autorita’ giapponesi di stipare migliaia di persone a bordo e che ogni giorno mostra i suoi limiti: il bollettino quotidiano e’ di altri 88 nuovi contagiati, per un totale di 542. Tra loro c’e’ l’italiano, un passeggero in vacanza con la moglie che ora dovra’ tornare in patria con le stesse, complicate, modalita’ di Niccolo’, il diciassettenne che era rimasto bloccato a Wuhan. Un aereo solo per lui, che viaggera’ sigillato in una barella ad altro biocontenimento, con autorizzazioni e modalita’ che probabilmente richiederanno tempi piu’ lunghi del previsto. I primi a salire sul volo straordinario dell’Aeronautica Militare che partira’ da Roma saranno quindi gli italiani usciti indenni dal lungo periodo di quarantena sulla nave maledetta. Si tratta di una ventina di persone, tra passeggeri ed equipaggio.

“Li porteremo a casa nei prossimi giorni – ha assicurato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio – perche’ quello che sta avvenendo richiede prima di tutto il massimo sostegno ai nostri connazionali e il massimo aiuto ai governi che stanno affrontando questo sforzo”. I tecnici del ministero della Sanita’ e della Farnesina sono al lavoro per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie, che ancora non sarebbero complete. E nel corso della giornata si sono susseguire una serie di riunioni. Alla Protezione civile, per fare il punto sulla situazione, si sono riuniti per ore Di Maio, il ministro della Salute Roberto Speranza e il capo del dipartimento Angelo Borrelli. L’ipotesi sarebbe quella di partire dal Giappone verso l’Italia “giovedi’”, secondo quanto ha riferito un italiano a bordo della nave. Resta ancora qualche indeciso, come i membri piu’ giovani dell’equipaggio, che temono di interrompere il tirocinio, ma tutti i passeggeri sono pronti a partire. Cosi’ come e’ deciso a restare il comandante della nave Gennaro Arma. “Con grande professionalita’ sta tenendo alto l’umore dei passeggeri, muovendosi in equilibrio tra i doveri di un comandante e l’empatia con chi, come lui e l’equipaggio, sta vivendo questa storia”, ha spiegato il sindaco della sua citta’, Sant’Agnello, in provincia di Napoli.

Quel che e’ certo e’ che per tutti ci sara’ ancora un lungo periodo di sospensione dalla realta’. Per gli italiani a bordo dalla Diamond Princess, una volta rimpatriati, “ci sara’ bisogno dei 14 giorni di quarantena”, ha precisato Speranza, perche’ la nave da crociera “e’ ormai uno dei posti al mondo con la piu’ alta diffusione di coronavirus”. Poco importa se in quelle due settimane a bordo non hanno avuto nessun sintomo: “Riteniamo che sia indispensabile la quarantena – ha tagliato corto il ministro – questo e’ in linea con l’impostazione ispirata al criterio di massima precauzione”. Gli italiani atterrati dal Giappone dunque si daranno probabilmente il cambio con i 55 che da Wuhan sono stati trasferiti alla Cecchignola: la loro quarantena si concludera’ infatti proprio giovedi’. E anche per il comandante e i membri dell’equipaggio che decideranno di restare a bordo con lui, la strada sara’ ancora lunga, prima di potersi muovere liberamente. Da domani, finita la quarantena a bordo, iniziera’ infatti lo sbarco dei passeggeri che risulteranno negativi ai test. Una megaoperazione che durera’ diversi giorni, considerando che sono stati condotti i test su tutti i circa 3.200 passeggeri e che alcuni dei risultati non arriveranno prima di venerdi’. Domani comunque dovrebbe sbarcare il primo gruppo di 500. Solo quando tutti i passeggeri saranno scesi iniziera’ la quarantena dell’equipaggio, che restera’ altri 14 lunghissimi giorni a bordo. Per fortuna, commenta un membro dell’equipaggio, “rispetto ai passeggeri siamo abituati a stare a bordo anche per mesi…”. Poi l’incubo sara’ finalmente finito per tutti, equipaggio e passeggeri, che ogni giorno, racconta chi e’ a bordo, vivono con un unico pensiero: evitare il panico. “Il nemico da vincere e’ la paura”. Almeno per ancora qualche giorno.

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Cronache

Disabile maltrattato a scuola, condannata insegnante sostegno

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Il tribunale monocratico di Pescara ha condannato a due anni di reclusione una insegnante di sostegno di una scuola media di Montesilvano (Pescara) accusata di maltrattamenti ai danni di un minore, disabile, affetto da gravi problemi di natura neuromotoria. La vicenda risale al 2016, quando il ragazzino – come ricostruito dal pm Anna Benigni – fu a piu’ riprese vessato dall’insegnante, che in alcune occasioni arrivo’ a strattonare e a percuotere il disabile. La giovane vittime fu sottoposta anche ad altri maltrattamenti, con l’imputata che gli avrebbe slacciato le scarpe per impedirgli di muoversi e che avrebbe esortato i compagni di classe a stargli lontano per evitare di contrarre inesistenti infezioni. Fu la denuncia della madre della vittima a far scattare l’inchiesta, conclusasi con la condanna dell’insegnante, che e’ stata anche sospesa dall’insegnamento per due anni e che dovra’ risarcire la vittima sulla base di quanto sara’ stabilito in sede civile.

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