Collegati con noi

Cronache

Il titolare di Lamina, azienda metallurgica milanese, evita il carcere con il patteggiamento della pena e il risarcimento dei familairi dei morti e dell’Inail

Pubblicato

del

Ha raggiunto un accordo con la Procura per patteggiare una pena sospesa di 1 anno e 10 mesi, dopo aver risarcito le famiglie delle vittime e l’Inail per un totale di oltre 4 milioni di euro, Roberto Sanmarchi, il titolare della Lamina, l’azienda metallurgica milanese dove il 16 gennaio dello scorso anno morirono quattro operai a causa di una fuoriuscita di gas argon nella vasca di un forno. E’ quanto e’ emerso dall’udienza preliminare, davanti al gup di Milano Manuela Scudieri, a carico dell’imprenditore, difeso dai legali Roberto Nicolosi Petringa e Elena Benedetti e accusato di omicidio colposo plurimo con l’aggravante di aver commesso il fatto in violazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro. Oggi hanno chiesto di entrare nel procedimento come parti civili la Fiom-Cgil e l’Anmil, associazione mutilati e invalidi. Il gup decidera’ nella prossima udienza del 19 marzo se ammettere le due parti e poi se ratificare o meno il patteggiamento che ha avuto l’ok dei pm Letizia Mocciaro e Gaetano Ruta.

I legali del titolare della Lamina hanno spiegato che “in una tragedia di questa portata essere arrivati in 8 mesi a risarcire tutte le famiglie e’ un risultato di grande rilievo dal punto di vista umano e della solidarieta’ e anche processuale”. Nel procedimento e’ imputata anche la stessa societa’ per la legge sulla responsabilita’ amministrativa degli enti. Gia’ lo scorso giugno si era saputo che Sanmarchi aveva risarcito i familiari di una delle vittime, Giuseppe Setzu, e poi erano state chiuse anche le transazioni extragiudiziali con le famiglie dei fratelli Arrigo e Giancarlo Barbieri, anche loro dipendenti Lamina. Poi sono stati risarciti anche i familiari di Marco Santamaria, elettricista di una ditta esterna e la stessa societa’ che collaborava con Lamina per la perdita del lavoratore. Risarcimento versato, poi, anche all’Inail. L’inchiesta, coordinata dall’aggiunto Tiziana Siciliano, aveva evidenziato una serie di falle nei sistemi di sicurezza della fabbrica, messi in luce da una complessa consulenza tecnica. Era stato accertato che nella fabbrica, infatti, non c’erano nemmeno “procedure di sicurezza sulla utilizzazione della centralina di allarme del livello di ossigeno” e “sulla gestione della funzione di tacitazione” dell’allarme stesso che quel giorno suono’ al mattino e venne probabilmente disattivato da uno dei quattro operai, che poi scesero nella vasca del forno e morirono uno dopo l’altro. L’Anmil, chiedendo oggi di entrare come parte civile, ha presentato una richiesta danni di un milione di euro. I legali della Lamina si sono opposti alle nuove richieste di parti civili. “L’azienda – hanno spiegato i difensori – sta continuando a lavorare, il forno e’ ancora sotto sequestro e lo stiamo adeguando alle prescrizioni di sicurezza in accordo con l’Ats”.

Advertisement

Cronache

Cadono calcinacci nel cortile della scuola, ferito uno studente

amministratore

Pubblicato

del

Attimi di panico nell’ ‘istituto professionale Casanova di Napoli, in pieno centro storico: sono caduti alcuni  calcinacci e uno studente che si trovava nel cortile della scuola è rimasto ferito. Fortunatamente il ragazzo ha rimediato solo una botta, sono stati allertati i soccorsi e chiamato il suo papà ma non è la prima volta che nel Casanova succede qualcosa del genere: qualche mese fa a cadere è stato un neon che finì sul banco di uno studente che per fortuna non venne colpito. Adesso bisognerà verificare la struttura, soprattutto i cornicioni per vedere se ci sono altri pericoli.

 

Continua a leggere

Cronache

Ismea, stanziati 100 milioni per investimenti nel settore agroalimentare

Pubblicato

del

Ammonta a 100 milioni l’intervento pubblico messo in campo per investimenti nel settore agroalimentare dall’Ismea che ha aperto il bando per la presentazione dei progetti a partire da oggi fino al 20 maggio. I progetti di investimento possono riguardare la produzione, la trasformazione e la commercializzazione di prodotti agricoli e alimentari. L’intervento dell’Ismea consiste nell’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato (pari al 30% del tasso di mercato) per investimenti compresi tra i 2 e i 20 milioni di euro. L’obiettivo è quello di rafforzare la competitività del settore agroalimentare favorendo la modernizzazione delle imprese attraverso l’innovazione tecnologica, lo sviluppo e la creazione di nuove strutture produttive, l’internazionalizzazione e la crescita delle esportazioni con lo sviluppo di piattaforme logistiche e distributive. “Si tratta – sottolinea il direttore generale dell’ISMEA, Raffaele Borriello – di un intervento pubblico particolarmente importante per il rilancio degli investimenti nel settore agricolo e agroalimentare, che si colloca in un momento cruciale per l’economia del nostro Paese, dove i soggetti pubblici sono chiamati al massimo sforzo nel convogliare risorse in investimenti per favorire la crescita del Pil”.

Continua a leggere

Cronache

Corruzione in Valle D’Aosta, rito abbreviato per sette imputati per un presunto giro di mazzette

Pubblicato

del

l gup Paolo De Paola ha ammesso al giudizio abbreviato i sette imputati nell’udienza preliminare su un presunto giro di corruzione in Valle d’Aosta riguardante partecipate regionali e che coinvolge anche l’ex presidente della Regione Augusto Rollandin, il manager Gabriele Accornero e l’imprenditore Gerardo Cuomo. La discussione prendera’ il via il 28 febbraio prossimo. Il giudice ha sancito l’inutilizzabilita’ delle intercettazioni realizzate fino a una certa data e di alcune sommarie informazioni testimoniali della procura. Gli altri imputati sono Simone D’Anello, di 32 anni, libero professionista di Aosta, Salvatore D’Anello (46), artigiano edile aostano, Davide Bochet (51), imprenditore di Saint-Pierre, Francesco Maruca (44), artigiano di Saint-Christophe. A vario titolo sono contestati i reati di turbata liberta’ del procedimento di scelta del contraente, concorso in corruzione continuata per plurimi atti contrari ai doveri d’ufficio e peculato. Secondo il pm Luca Ceccanti, Rollandin nel 2013 avrebbe favorito l’espansione del Caseificio valdostano di Cuomo nel capannone di una partecipata, ricevendo appoggio elettorale (anche un comizio in azienda) e due pneumatici per l’auto. Gli altri due principali capitoli dell’inchiesta riguardano la gara vinta dall’azienda di Cuomo per le forniture da 70 mila euro al 4K Alpine endurance trail, corsa in montagna di cui era direttore Accornero, e l’affidamento per 120 mila euro di opere del Forte di Bard (di cui lo stesso Accornero era consigliere delegato). Nell’ambito di quest’inchiesta, nell’autunno 2017 Cuomo e Accornero erano finiti 45 giorni ai domiciliari. Il gip aveva invece respinto, nell’aprile 2018, la richiesta di arresto di Rollandin.

Continua a leggere

In rilievo