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Il ristorante sociale Nco? Non chiuderà più perchè la Regione tira fuori i soldi: così ha promesso De Luca ma…

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“Diamo fiducia all’impegno espresso dal presidente De Luca nel risolvere le questioni emerse in merito al sistema dei budget di salute e non chiudiamo oggi il ristorante Nco-Nuova Cucina Organizzata. Rimandiamo la verifica della situazione al 31 gennaio, valutando se alle promesse seguiranno gli atti concreti. La lotta non finisce oggi, la vertenza è ancora in corso, il primo incontro tecnico sulla questione normativa ci sara’ giovedi’ 16 gennaio”. Così in una nota di Nco dopo l’incontro svoltosi oggi nella sede della Regione Campania sulla vicenda della chiusura della Nuova Cucina Organizzata.

“Il presidente De Luca, da un lato, ha ribadito che la Regione ha già trovato i fondi necessari a sanare, per tutti gli ambiti e le realta’ sociali interessati, i crediti maturati dalle diverse cooperative negli ultimi anni – rileva la nota – Dall’altro, ed è il punto vero di questa vertenza, si è assunto l’impegno a definire un percorso normativo volto a garantire il pieno riconoscimento ed il sostegno al modello dei progetti terapeutici individualizzati sostenuti da budget di salute, innanzitutto equiparandone le modalità di pagamento a quelle degli altri interventi socio sanitari, e prevedendo quegli strumenti che, come l’istituzione di un albo regionale dei cogestori, possano garantire, nel rispetto delle normative vigenti, la piena legalità, trasparenza e sostenibilità del sistema”.

Prosegue la nota: “Ribadiamo che questo percorso di reinserimento socio lavorativo dei soggetti vulnerabili, che in Campania si associa anche a un virtuoso modello di gestione dei beni confiscati, è possibile solo insieme alle istituzioni. Non chiudendo oggi vogliamo dimostrare la fiducia che proponiamo nello Stato, dando la nostra piena collaborazione per una risoluzione della vicenda che non riguarda solo la Nuova Cucina Organizzata e le altre cooperative coinvolte, ma innanzitutto le persone che usufruiscono del budget di salute e il modello di Welfareche questa Regione intende perseguire”. “La Nuova Cucina Organizzata – dice Antonio De Rosa, presidente della cooperativa sociale Agropoli – per il momento non chiude e crede nella promessa pubblica fatta dal presidente della Regione Campania, nella risoluzione della vertenza sollevata e per il rilancio del sistema dei budget di salute”.

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Processo Cospito, sentenza definitiva: 23 anni di carcere

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La Corte di Cassazione ha emesso una decisione definitiva riguardo ai ricorsi presentati dalle difese di Alfredo Cospito e Anna Beniamino, confermando le pesanti condanne per i loro presunti ruoli nell’attentato alla ex caserma allievi carabinieri di Fossano nel 2006. I due sono stati giudicati colpevoli di “devastazione, saccheggio e strage”, oltre ad altri reati connessi all’attività di un’associazione sovversiva.

Alfredo Cospito dovrà scontare una pena di 23 anni di reclusione, mentre Anna Beniamino è stata condannata a 17 anni e 9 mesi di reclusione. Con questa decisione della Cassazione, le condanne diventano irrevocabili, mettendo definitivamente fine a un lungo processo legale che ha coinvolto i due anarchici.

 

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Cronache

Per i Ponti 16 milioni di partenze e 5,5 miliardi di spesa

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Quasi 16 milioni di partenze e una complessivamente circa 5,5 miliardi di euro: è il bilancio sui ponti di primavera fatto dall’Osservatorio Turismo Confcommercio in collaborazione con Swg. Un 1 milione di turisti faranno un viaggio di 6 pernottamenti o più a destinazione, unendo quindi le due festività. Se poi il meteo si stabilizzasse, in particolare per quel 30% circa che punta alle località balneari, questi valori potrebbero crescere ulteriormente, sfiorando i 20 milioni di partenze per circa 6 miliardi in termini di spesa.

Resta assolutamente maggioritaria, nel panorama complessivo dei due ponti, la scelta di strutture turistico ricettive per i pernottamenti a destinazione: tra il 55% e il 60% a seconda del periodo preso in considerazione, anche se, per quello del 1 maggio, raddoppia la percentuale di coloro che optano per affitti brevi (dal 6% al 12%).

La Festa della liberazione – che cade di giovedì e quindi configura un ponte particolarmente allettante – vedrà oltre 9 milioni di italiani in viaggio, circa un milione in più dello scorso anno, confermando quindi la buona performance della domanda interna di turismo che, da febbraio, sembra avere superato la fase di “stanca” che l’aveva contraddistinta per buona parte del secondo semestre dello scorso anno. Abbastanza concentrata la scelta delle destinazioni, con il 31% che opta per località della costa e un ulteriore 31% che punta invece a borghi, città e città d’arte, mentre 1 italiano su 10 preferisce la montagna.

Ma soprattutto, nel confronto con lo stesso periodo del 2023, aumenta di ben 6 punti percentuali la schiera di coloro che si spingono al di fuori della propria regione, restando comunque in Italia (il 47%) o andando all’estero (17%). Positive anche le previsioni per il ponte del primo maggio con quasi 7,5 milioni di italiani in viaggio, un milione dei quali però, come detto, in vacanza già dal 25 aprile.

Qui pesa di più, almeno per il momento, la variabile delle condizioni metereologiche: un’incertezza che si riversa sulla scelta delle destinazioni, con quelle balneari che scendono lievemente, passando al 26%, mentre borghi, città e città d’arte totalizzano complessivamente un 22%, 9 punti in meno del ponte della liberazione; terza tipologia di destinazione, le località di campagna, con una componente rilevante di seconde case, che realizza il 14% delle preferenze.

Stabile la montagna. Anche in questo caso aumenta, rispetto all’anno scorso, il raggio di spostamento degli italiani in viaggio: si riduce infatti di 12 punti percentuali (dal 51% al 39%) la quota di chi resterà vicino a casa o, comunque, nella propria regione, e aumenta di 14% quella di chi si recherà all’estero.

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Campi Flegrei, la terra trema ancora, epicentro a Bacoli

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Continuo a tremare la terra nei campi Flegrei: magnitudo 2.1, epicentro a Bacoli alla profondità di poco più di 2 km. Anche ieri erano state registrate delle scosse a Pozzuoli, poco più che strumentali ma pure avvertite dalla popolazione. Paura ma nessun danno. Pochi hanno deciso di scendere in strada anche a causa del maltempo che ha imperversato per tutta la notte con piogge forti e temporali.

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