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Malagò parla del calcio italiano: gioco non esaltante, Koulibaly del Napoli è un calciatore che fa la differenza

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“Parto dal presupposto che mi sembra che la Serie A, onestamente, non abbia esaltato molto il gioco. Ci sono stati spezzoni di partite in cui alcune squadre hanno giocato bene, ma sono state situazioni marginali e circoscritte: questo pero’ deve fare riflettere”. E’ il bilancio del presidente del presidente del Coni Giovanni Malago’ sul campionato di Serie A che sta per volgere al termine della stagione. “A livello di squadre onore alla Juventus – ha sottolineato il numero uno dello sport italiano a margine di un evento al Foro Italico – vincere con cosi’ tante giornate di anticipo lo scudetto non e’ mai facile. Onore all’Atalanta perche’ sta facendo una stagione strepitosa e mi sembra che abbia veramente tutto per andare in Champions League e complimenti alla Lazio perche’ poi quello che conta, alla fine, e’ vincere un torneo. Onore al merito”. Tra i calciatori migliori “oltre a Cristiano Ronaldo, secondo me Koulibaly del Napoli ha fatto la differenza”, prosegue Malago’ prima di sottolineare: “Per fortuna tantissimi giovani azzurri sono esplosi e stanno costituendo l’ossatura delle nazionali giovanili. Molti di loro sono in pianta stabile nella nazionale maggiore: molto bene il ct Mancini che dall’inizio, anche con coraggio e nonostante qualcuno pensasse fosse una mossa azzardata, li ha coinvolti in prima squadra”.

Coni. Sempre più in bilico il padrone dello Sport italiano

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Cronache

Sanità a Napoli, ancora atti vandalici al San Giovanni Bosco

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Una serratura forzata ed una vetrata danneggiata. Sono gli ultimi due atti intimidatori che hanno come bersaglio l’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli e che, secondo il commissario dell’ASL Napoli 1 Ciro Verdoliva, “sono tentativi di marcare il territorio da parte di chi fino a poco tempo fa svolgeva attivita’ illecite o non autorizzate all’interno dell’ospedale”. Gli episodi di stanotte che hanno interessato un vetro dell’ex bar e la porta della direzione amministrativa seguono altri atti vandalici, l’ultimo dei quali l’allagamento di alcuni bagni con liquami fuoriusciti dai servizi igienici. ”Da quando abbiamo chiuso il bar che svolgeva senza autorizzazione l’attivita’, rimosso i distributori di merendine abusivamente istallarti nei reparti e allontanato i parcheggiatori abusivi che si erano appropriati dei piazzali antistanti siamo stati continuamente oggetto di queste intimidazioni. Vogliono riappropriarsi del territorio – conclude Verdoliva – ma non lo consentiremo perchè noi tutti, gli uomini e le donne che qui come altrove in citta’ svolgiamo professionalmente la nostra missione, siamo piu’ forti di loro”.

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Cronache

La sorella del capo del clan dei Casalesi Michele Zagaria non è una mafiosa, assolta dall’accusa di associazione per delinquere: è in carcere per ricettazione

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Assolta, in Appello, dal reato di associazione di stampo mafioso Beatrice Zagaria, sorella del capoclan Michele Zagaria, arrestato dopo oltre 16 anni di latitanza. E’ la sentenza emessa poco fa dalla V sezione della Corte di Appello di Napoli (presidente Luisa Toscano) nell’ambito del processo sugli “stipendi” alle cognate del boss. Beatrice Zagaria, attualmente in carcere, è stata condannata a tre anni per ricettazione. Il legale di Beatrice Zagaria, l’avvocato Angelo Raucci, ha annunciato di fare istanza di scarcerazione per la sua cliente. Nel procedimento giudiziario figuravano sul banco degli imputati anche le mogli di tre fratelli di Michele Zagaria (Pasquale Carmine e Antonio), Francesca Linetti, Tiziana Piccolo e Patrizia Martino, alle quali i giudici di secondo grado hanno inflitto una condanna a due anni di reclusione (pena sospesa) per ricettazione. Assolta anche Paola Giuliano, moglie di Aldo Nobis, ritenuto elemento di spicco del clan dei Casalesi.

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Cronache

Accusata di avere tentato di avvelenare la figlia, assolta madre

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Assolta perche’ “il fatto non sussiste” Marina Addati, la 31enne di Napoli accusata di tentato omicidio per avere somministrato alla figlia di tre anni per due volte droghe e sedativi con il biberon mentre la bimba era ricoverata all’ospedale Bambino Gesu’ di Roma. Lo hanno deciso i giudici della quinta sezione penale dopo una camera di consiglio durata quasi tre ore. La Procura aveva sollecitato una condanna a 12 anni e mezzo. Durante la lettura della sentenza la donna e’ scoppiata in lacrime abbracciando il marito. La vicenda giudiziaria per Addati,pero’, non si chiude qui: la donna e’, infatti, sotto inchiesta a Napoli in quanto accusata di avere tentato di “avvelenare” anche la sua figlia piu’ piccola usando le stesse modalita’. La donna venne arrestata nel gennaio del 2017 e il Tribunale per i minori di Napoli chiese ed ottenne la sospensione “dell’esercizio della responsabilita’ genitoriale” nei confronti della donna e del marito.

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