Collegati con noi

Sport

Il portiere della Fiorentina para tutto, il Napoli spreca quattro occasioni da gol: due punti persi nella corsa scudetto

Pubblicato

del

La Fiorentina è squadra ostica, difficile da affrontare. In attacco c’è Federico Chiesa, uno dei giovani più promettenti del calcio italiano. Per il Napoli è la prima senza Hamsik, in attesa di passare al Dalian, in Cina. In attacco mister Carlo Ancelotti fa riposare Arek Milik e mette dentro la mischia Dries Mertens. Solito Napoli, molto manovriero, la palla la nasconde ai Viola, affonda spesso, ma non  riesce a fare il gol. Nei primi 45 minuti il Napoli va alla conclusione per ben tre volte, senza riuscire purtroppo a far gol. La prima azione al 6 minuto. Zielinski riceve da Callejon dentro l’area, la conclusione viene respinta da Lafont. Al 11 cross da sinistra di Faozu Ghoulam, Dries Mertens in area di rigore non riesce a battere Lafont. . Al 22 minuto altro miracolo di Lafont su tiro di Callejon. Al 29 minuto invece è Meret che para su conclusione di Veretout.

Napoli sempre aggressivo anche nel secondo tempo. Fiorentina schiacciata nella sua area. Al 52minuto grande azione sulla destra di Callejon, palla al centro per Zielinsky che batte ujn rigore in movimento. Lafont fa il 4 miracolo in 52 minuti. Il pericolo sveglia la Fiorentina che prova ad aggredire il Napoli. Al 60 minuto il Napoli fa la sua seconda sostituzione. Milik al posto di Mertens. Nel primo tempo era entrato Ghoulam al 5 minuto per Rui che aveva avuto problemi fisici. Con Milik in attacco il Napoli ha la possibilità anche di sfruttarlo sui palloni alti. La partita non cambia. Napoli sempre a fare il match, Fiorentina che agisce di rimessa. Nessun pericolo però per i portieri. Il Napoli costruisce tanto, realizza pochissimo purtroppo. Al minuto 92 cross da destra bellissimo di Callejon, Milik e la porta: la palla la mette sul fondo. Al 94 tiro violentissimo di Milik da 30 metri: parata di Lafont.

Advertisement

Eventi Live

La conferenza di Ancelotti prima della partita di ritorno di Europa League con FC Zurigo

Pubblicato

del

Napoli Zurigo conferenza stampa

Pubblicato da Juorno su Mercoledì 20 febbraio 2019

Continua a leggere

Sport

Champions, Atletico Madrid ambizioso “alla pari con la Juve”

Pubblicato

del

Mettere a frutto “la crescita degli ultimi anni” dell’Atletico Madrid, far deragliare la Juventus che puo’ vantare Ronaldo in campo, ma che “ha il punto di forza nella societa’”. Diego Simeone punge i bianconeri alla vigilia dell’andata degli ottavi contro i bianconeri, prima di correggere il tiro – “non parlo di politica, parlo di calcio” – alla vigilia della sfida al Wanda Metropolitano di Madrid. Con il dubbio Koke, che dovrebbe partire titolare nonostante la pretattica del ‘Cholo’, e con “Diego Costa senza i 90′ nelle gambe”, la pericolosita’ dei Colchoneros non accenna a diminuire: “Sento una grande voglia – prosegue Simeone -, festeggiamo il ritorno agli ottavi di Champions con una cosi’ bella partita contro un’avversaria molto forte. Favoriti? No, nessuno e’ favorito, sara’ una partita alla pari”.

Vietato parlare di “finale anticipata”, tasto dolente quando si parla di Champions League sia per la Juventus che per l’Atletico, quattro finali perse complessivamente negli ultimi cinque anni: “Non e’ una finale anticipata, sono ottavi di finale. Non si vince nessun trofeo, si passa il turno e basta”. Non solo la mezza battuta sulla forza della Juve, il rispetto di Simeone per i bianconeri affonda le radici sul campo da calcio: “Affrontiamo una squadra forte con un allenatore che lavora alla Juve da molti anni e con una squadra capace di soffrire ma anche di qualita’”. Di fronte al Cholo e alla sua armata, il nemico numero uno, Cristiano Ronaldo, 22 gol in carriera all’Atletico, sinonimo di derby fino a sei mesi fa: “Ha fatto una grande scelta, affrontare una sfida importante andando alla Juve, un gruppo gia’ consolidato. Ma noi pensiamo a Morata, Costa, Koke, Saul, calciatori che hanno grande voglia, un presente e tantissima voglia di fare una partita importante domani”.

Continua a leggere

Sport

Tramonta anche l’era Sarri, al Chelsea anche lui è isolato e avrebbe i giorni contati

Pubblicato

del

Ormai resta solo da capire quando il Chelsea deciderà di esonerare Maurizio Sarri, epilogo inevitabile – secondo l’unanimita’ della stampa britannica – di un rapporto ormai irrimediabilmente compromesso. L’eliminazione dalla Fa Cup per mano del Manchester United e’ solo l’ultimo capitolo di una vicenda sempre piu’ tormentata, con l’ex tecnico del Napoli rimasto solo e isolato nel difendere il suo credo calcistico. Non solo le stelle dello spogliatoio – scrive oggi il Daily Mail – ma anche gli stessi tifosi del Chelsea appaiono esasperati dall’integralismo tattico di Sarri, indisponibile a qualsiasi forma di compromesso. Un’ostinazione che ha trasformato l’iniziale contestazione dei supporters dei Blues, in aperto scherno e sberleffo. Destinatario ultimo, ovviamente Sarri, insultato apertamente dai suoi stessi tifosi. Appaiono lontanissime le prime settimane della stagione durante le quali Sarri aveva inanellato 12 partite senza sconfitte. Da allora, il rendimento del suo Chelsea e’ un continuo sali-scendi, con alcuni tonfi particolarmente umilianti. Come le recenti sconfitte in Premier League contro Bournemouth (4-0) e Manchester City (6-0). Neppure l’arrivo di Gonzalo Higuain, fortemente voluto da Sarri, ha saputo invertire l’inerzia di una squadra che – di settimana in settimana – appare sempre piu’ disorientata e confusa. Per il momento, pero’, Roman Abramovich non sembra intenzionato all’immediato licenziamento. Un po’ per mancanza di alternative, un po’ perche’ tra meno di una settimana i Blues affronteranno il Manchester City nella finale di Coppa di Lega. Un trofeo minore, ma pur sempre un’occasione per arricchire la bacheca del club. A Wembley Sarri quasi certamente si giochera’ dunque una gran fetta di futuro, perche’ in caso di sconfitta e’ davvero difficile immaginare come potra’ restare sulla panchina dei Blues. Anche perche’ nel frattempo sono cominciate a circolare sui social, puntualmente riprese dai tabloid di sua Maesta’, le indiscrezioni su accesi dissidi tra lo stesso tecnico e alcuni suoi giocatori, esasperati dal “sarrismo”. Da quell’aspirazione al bel calcio che ora e’ vissuta con insolente insofferenza dal popolo dello Stamford Bridge. Dove e’ gia’ stata emessa la sentenza finale: ingaggiare Sarri e’ stata una scommessa che si e’ rivelata un disastro. Un verdetto dal quale e’ difficile, probabilmente impossibile, tornare indietro.

Continua a leggere

In rilievo