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Il Pino Daniele day: concerti, una mostra e un inedito

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Un inedito dedicato al figlio, una mostra di ricordi e memorabilia, due concerti-tributo. Nel giorno in cui avrebbe compiuto 70 anni, Pino Daniele (foto Imagoeconomica in evidenza) – scomparso dieci anni fa – è più che mai vivo e presente, attraverso i segni indelebili lasciati a Napoli e nel mondo della musica italiana: oggi sarebbe stato anche il suo onomastico, e in memoria di un artista senza tempo si svolgono commemorazioni e iniziative. Si inizia dalla mostra “Pino Daniele. Spiritual”, allestita a Palazzo Reale di Napoli, che apre domani al pubblico e oggi è stata visitata in anteprima dal ministro Giuli. Ci sono documenti inediti, oggetti personali, strumenti, materiali d’autore e amatoriali, contenuti audiovisivi pubblici e privati

. La prima parte, “Terra mia”, ripercorre la storia di Pino Daniele dal 1955 al 1977, anno di pubblicazione del suo primo album, con le ricostruzioni scenografiche della sala prove e di un tipico live club notturno di Napoli degli anni ’70, luoghi che contestualizzano gli esordi del musicista. La seconda parte, “Le radici e le ali”, ne narra vita e carriera dal 1977 al 2014 con un focus sugli incontri, le collaborazioni e le produzioni musicali. Oltre alle fotografie inedite e amatoriali della vita privata, gli abiti di scena, gli strumenti, le amate chitarre, c’è la sala immersiva dove poter ascoltare la sua musica live. E uno spazio per sentire la registrazione inedita delle prove dei Batracomiomachia (audio originale del 1974), unica incisione esistente catturata durante una session del gruppo fondato da Pino prima che avesse inizio il percorso solista.

La mostra – curata da Alessandro Daniele, figlio del cantautore – rimarrà aperta fino al 6 luglio. “Parlare di Pino – commenta Alessandro – è come parlare di Napoli e viceversa. Per questo, nella prima sezione c’è un richiamo forte al territorio, alla città, perché è quello che ha formato l’uomo e l’artista, per poi arrivare, nella seconda sezione, alle radici reali di questo collegamento tra ciò che l’ha formato e ciò che poi ha ricercato anche nelle culture degli altri. In un percorso di ricerca dove appunto Pino, nelle altre culture, riusciva sempre a trovare se stesso”. A sorpresa intanto è arrivata oggi la pubblicazione in digitale, sulle piattaforme, di “Una parte di me”, brano inedito dell’artista dedicato al figlio Francesco, il suo figlio più piccolo, composto nel 2009 e rimasto nel cassetto. In serata Napoli celebrerà l'”uomo in blues” con due concerti-tributo, in contemporanea a piazza del Gesù ed al Palapartenope.

Il primo vede in scena tra gli altri Mario Biondi, Rossana Casale, Tony Esposito, Enzo Gragnaniello, Morgan, i 99 Posse e i Negrita: conduce Serena Autieri, sarà trasmesso su Rai2 il 20 aprile. Il cast del secondo comprende Leo Gassmann, Luca Ward, Paolo Vallesi, Grazia Di Michele, Marisa Laurito. Infine il 31 marzo, l’1 e il 2 aprile, arriva come evento speciale al cinema il documentario “Pino”, diretto da Francesco Lettieri, prodotto da Groenlandia, Lucky Red e Tartare Film, in collaborazione con Netflix e TimVision.

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Edoardo Bennato a Bologna: live al EuropAuditorium dopo i 45 anni di Sono solo canzonette

Edoardo Bennato torna al Teatro EuropAuditorium di Bologna il 15 febbraio dopo il sold out di novembre. In scaletta i brani di Sono solo canzonette e i grandi classici.

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Nel 2025 si sono celebrati i 45 anni di Sono solo canzonette, il disco che consacrò definitivamente Edoardo Bennato e lo portò, primo artista italiano, a riempire gli stadi con i suoi concerti.

Il cantautore napoletano torna sul palco domenica 15 febbraio al Teatro EuropAuditorium di Bologna, dove si era già esibito tre mesi fa registrando il tutto esaurito.

Il pirata del rock e la band storica

Artista ribelle, punto di riferimento dell’anticonformismo musicale, Bennato è stato tra i primi a portare rock e blues nel cantautorato italiano.

Sul palco sarà affiancato dalla sua band storica: Raffaele Lopez alle tastiere, Giuseppe Scarpato e Gennaro Porcelli alle chitarre, Arduino Lopez al basso e Roberto Perrone alla batteria.

Un juke-box di classici e nuovi brani

Il concerto proporrà un repertorio che attraversa vecchi e nuovi brani, divenuti nel tempo pietre miliari della musica italiana.

Temi centrali restano le contraddizioni della società, l’universo femminile e l’attenzione per il mondo contemporaneo, raccontati con l’ironia e le provocazioni che hanno reso Bennato una figura irregolare e riconoscibile nel panorama musicale nazionale.

Un ritorno che conferma la vitalità artistica di un autore capace di parlare a generazioni diverse, mantenendo intatta la sua identità di “impertinente” Peter Pan del rock italiano.

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Britney Spears vende il catalogo musicale a Primary Wave

Britney Spears avrebbe venduto a Primary Wave i diritti del suo catalogo musicale per circa 200 milioni di dollari. L’operazione riguarda hit come “…Baby One More Time” e “Oops!…I Did It Again”.

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Britney Spears avrebbe venduto a Primary Wave i diritti del proprio catalogo musicale. A riportarlo sono Tmz e altri media statunitensi, secondo cui la pop star avrebbe incassato circa 200 milioni di dollari dall’operazione.

L’intesa riguarda brani che hanno segnato la musica pop degli ultimi decenni, tra cui …Baby One More Time e Oops!…I Did It Again, successi che hanno contribuito a consacrare la cantante come una delle artiste più influenti degli anni Duemila.

Una scelta dopo la fine della tutela legale

Spears, oggi 44enne, nel 2021 è stata liberata da un giudice dalla tutela legale che per anni l’aveva posta sotto il controllo del padre. La decisione di cedere i diritti del catalogo arriva dunque in una fase di piena autonomia personale e professionale.

Non sono stati resi noti ulteriori dettagli sull’accordo, né sull’eventuale coinvolgimento della cantante in future operazioni di sfruttamento commerciale delle sue canzoni.

Una tendenza tra le grandi star

L’operazione si inserisce in un trend consolidato nel mercato musicale internazionale. Negli ultimi anni diversi artisti di primo piano hanno ceduto i diritti delle proprie opere a società specializzate nella gestione e valorizzazione dei cataloghi.

Tra questi figurano Bruce Springsteen e Bob Dylan, che hanno concluso accordi multimilionari per la cessione dei rispettivi repertori. Un fenomeno che riflette l’elevato valore economico dei cataloghi musicali nell’era dello streaming e delle piattaforme digitali.

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In Evidenza

Rita Pavone: «Il mio Teddy Reno a cento anni canta ancora “Night and Day”. Il Paese che mi ama di più? Il Brasile»

Rita Pavone racconta al Corriere della Sera la nuova canzone per il Carnevale di Viareggio, l’amore per Teddy Reno, gli Usa, le critiche social e il Brasile che la adora.

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È una intervista al Corriere della Sera a raccontare una Rita Pavone in piena attività, tra musica nuova, memoria e libertà di pensiero. «Il mio Teddy Reno a cento anni canta ancora “Night and Day”. Il Paese che mi ama di più? Il Brasile. Le critiche social mi feriscono», dice Rita Pavone, ottant’anni portati con l’energia di sempre.

Un inno per il Carnevale di Viareggio

La novità è una canzone nuova, non per Sanremo ma per il Carnevale di Viareggio. «Elisabetta Sgarbi ha detto che sarebbe stata perfetta anche per il Festival». L’editrice Elisabetta Sgarbi l’ha prodotta con la sua etichetta Betty Wrong. «Mi ha chiesto lei di scriverla. Riesce a vedere in me qualcosa che nemmeno io vedo».
Il brano si intitola Nel febbraio di un mattino: la musica è del figlio Giorgio Merk, il testo nasce da parole chiave legate al Carnevale. «Se mi viene un’idea, scrivo subito».

Orgoglio americano e grandi incontri

Guardando indietro, Pavone rivendica il periodo americano: Carnegie Hall a 19 anni, cinque volte all’Ed Sullivan Show, esibizioni dopo Ella Fitzgerald e Duke Ellington. «Ho incontrato Elvis Presley, i Beach Boys». Ricordi leggeri e risate, anche senza parlarsi la stessa lingua.

Teddy Reno, una vita insieme

Con Teddy Reno (Ferruccio Merk) è sposata da quasi 58 anni. «Io sì che ci credevo. Ci siamo divertiti e continuiamo a farlo». Lui compirà 100 anni a luglio. «Sta benissimo. Se ti incontra ti canta “Night and Day”». Felice anche per un saluto arrivato da La Ruota della Fortuna tramite Gerry Scotti.

Critiche, libertà e social

Le critiche online la feriscono. «Quando esprimo un’idea e mi dicono di andare a mangiare la pappa col pomodoro, è razzismo culturale». Rivendica il post contro i Pearl Jam per l’hashtag #apriteiporti. Sulla frase su Greta Thunberg: «Mi sono scusata subito. È stato un errore».

Politica e duetti

Su Giorgia Meloni: «Mi piace, è diretta». Si definisce liberale. Ai duetti guarda con curiosità: «Nek, Raf, Masini». Tra le voci femminili apprezza Annalisa e Arisa, ma «serve un bel pezzo».

Il Brasile e la fede

Dove si sente più amata? «In Brasile». Fan club attivissimo, affetto costante. Fede semplice e profonda: «Prima di entrare in scena chiedo aiuto, alla fine ringrazio». Devota alla Madonna di Lourdes, dove ha fatto anche volontariato. «Lì provo una pace non terrena».

Memoria e canzoni

Alla domanda sulla morte risponde senza paura. Tra le canzoni del cuore cita Fortissimo (testo di Lina Wertmüller, musica di Bruno Canfora, arrangiamento di Luis Bacalov). E Cuore: «È l’inno. Quando parte, il pubblico impazzisce».

Una carriera che non misura i “like”

Cinquanta milioni di dischi venduti davvero, cinema con Totò, Macario e Giulietta Masina, una vita piena di incontri e libertà. Rita Pavone resta fedele a se stessa: energia, memoria e una voce che continua a dire la sua, senza chiedere permesso.

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