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Cronache

Il Picture Of the Year ad Alessio Paduano, fotogiornalista napoletano che ha vinto con la foto del salvataggio di Josepha

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E’ sicuramente uno dei più grandi concorsi fotografici del mondo, lì dove il World Press Photo è maestro di comunicazione, il POY (Picture Of the Year) è nell’Olimpo dei concorsi quello forse più ambito dai colleghi fotogiornalisti, perché è dall’anno 1944  che il suo scopo dichiarato è  “rendere omaggio a quei giornalisti e fotografi che, nonostante le tremende difficoltà in tempo di guerra, stanno facendo un lavoro splendido, per offrire ai fotografi della nazione l’opportunità di incontrarsi in aperta competizione e per compilare e preservare una raccolta delle migliori foto di stampa attuali e home-front.  POY  iniziò come un concorso fotografico nella primavera del 1944 a Columbia, nel Missouri, quando la Scuola di Giornalismo del Missouri sponsorizzò il suo concorso “Prima mostra annuale a cinquanta stampe”.

Alessio Paduano

Quest’anno il primo premio di una delle categorie del concorso è andato ad Alessio Paduano, giovane foto-giornalista napoletano che ha al suo attivo un bagaglio di esperienze nazionali e  internazionali legate al tema dell’immigrazione che lo ha portato dai campi di Calais alle navi di soccorso nelle acque del canale di Sicilia.

Ed è proprio con la  foto del salvataggio di Josepha che Alessio si è aggiudicato il primo premio della categoria Impact Immigration. Una foto che testimonia lo sguardo agghiacciato di Josepha e le condizioni dell’imbarcazione sulla quale tanti speravano di arrivare in un mondo migliore, ma hanno trovato in essa soltanto una base per far galleggiare i loro corpi senza vita.

Picture Of the Year. Ecco la foto con cui ha vinto Alessio Paduano

Complimenti ad Alessio e al suo lavoro, complimenti per le sue parole commosse che ha scritto sul suo profilo FB e che testimoniano una grande consapevolezza dell’importanza che ricopre la sua professione, il suo lavoro, il suo e quello di tanti, con queste parole ci ricorda che il fotogiornalismo non è soltanto lustrini, medaglie e visibilità, ma volontà di comunicare e far conoscere il mondo anche a chi è geograficamente lontano  dalle notizie, ma anche a chi è vicino e non vuol vedere, rispecchiando interamente le intenzioni dei padri del premio. “Sono estremamente onorato di ricevere un riconoscimento fotografico così importante. Voglio dedicare questo premio a Josepha, la donna nella foto, che spero un giorno di poter rincontrare e abbracciare. Spero che in qualche modo questo piccolo messaggio le possa arrivare, ovunque si trovi. Mi sento in dovere di ringraziare tutta la squadra di Proactiva Open Arms per il loro indispensabile lavoro. Grazie per avermi messo nelle condizioni di svolgere al meglio il mio lavoro e grazie soprattutto perchè salvate vite umane”.

Fotogiornalista da 35 anni, collabora con i maggiori quotidiani e periodici italiani. Ha raccontato con le immagini la caduta del muro di Berlino, Albania, Nicaragua, Palestina, Iraq, Libano, Israele, Afghanistan e Kosovo e tutti i maggiori eventi sul suolo nazionale lavorando per agenzie prestigiose come la Reuters e l’ Agence France Presse, Fondatore nel 1991 della agenzia Controluce, oggi è socio fondatore di KONTROLAB Service, una delle piu’ accreditate associazioni fotografi professionisti del panorama editoriale nazionale e internazionale, attiva in tutto il Sud Italia e presente sulla piattaforma GETTY IMAGES. Docente a contratto presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli., ha corsi anche presso la Scuola di Giornalismo dell’ Università Suor Orsola Benincasa e presso l’Istituto ILAS di Napoli. Attualmente oltre alle curatele di mostre fotografiche e l’organizzazione di convegni sulla fotografia è attivo nelle riprese fotografiche inerenti i backstage di importanti mostre d’arte tra le quali gli “Ospiti illustri” di Gallerie d’Italia/Palazzo Zevallos, Leonardo, Picasso, Antonello da Messina, Robert Mapplethorpe “Coreografia per una mostra” al Museo Madre di Napoli, Diario Persiano e Evidence, documentate per l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, rispettivamente alla Castiglia di Saluzzo e Castel Sant’Elmo a Napoli. Cura le rubriche Galleria e Pixel del quotidiano on-line Juorno.it E’ stato tra i vincitori del Nikon Photo Contest International. Ha pubblicato su tutti i maggiori quotidiani e magazines del mondo, ha all’attivo diverse pubblicazioni editoriali collettive e due libri personali, “Chetor Asti? “, dove racconta il desiderio di normalità delle popolazioni afghane in balia delle guerre e “IMMAGINI RITUALI. Penitenza e Passioni: scorci del sud Italia” che esplora le tradizioni della settimana Santa, primo volume di una ricerca sui riti tradizionali dell’Italia meridionale e insulare.

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Grosso incendio a Striano, in fiamme l’industria dolciaria Ambrosio

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Un incendio di vaste proporzioni è scoppiato a Striano, in provincia di Napoli: a fuoco un’industria dolciaria, la Ambrosio, a viale Vecchie. I carabinieri e i vigili del fuoco stanno intervenendo sul posto. Una grande nube nera è visibile da chilometri di distanza.

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Cronache

Crolla solaio in ufficio postale a San Giuseppe Vesuviano

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Nel primo pomeriggio i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata insieme a quelli della locale stazione sono intervenuti nell’ufficio postale di via Provinciale Passanti a San Giuseppe Vesuviano per la segnalazione di un crollo del solaio. Il danno è risultato essere di lieve entità e fortunatamente l’ufficio era chiuso.

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Cronache

Mattel lancia la prima Barbie non vedente

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All’insegna dell’inclusione, una bambola cieca entra per la prima volta nell’universo di Barbie: 60 anni dopo il debutto della Barbie originale nei negozi di giocattoli e un anno dopo il film campione di incassi con Margot Robbie e Ryan Gosling, la Mattel ha prodotto la sua prima bambola non vedente. Il colosso del giocattolo ha spiegato che la nuova Barbie, disponibile sia nei negozi che per l’acquisto online, è stata creata per far sentire bambini e bambine non vedenti o con gravi problemi di vista più rappresentati nella società.

“Siamo tutti consapevoli che Barbie è molto di più di una bambola: rappresenta un modo di esprimersi e può creare un senso di appartenenza per chi ci gioca”, ha commentato Krista Berger, vice presidente di Barbie e responsabile globale per le bambole. L’azienda di El Segundo, su cui nelle ultime ore ha messo addosso gli occhi il fondo di private equity L Catterton sostenuto da Lvmh, ha collaborato con la American Foundation for the Blind per assicurare che tutto, dagli abiti che indossa agli occhi della bambola, raffiguri accuratamente una ragazza non vedente.

La Barbie ha in mano un bastone bianco e rosso e rivolge lo sguardo leggermente verso l’alto “in modo da rappresentare accuratamente quello di un individuo non vedente”, spiega la Mattel. Dopo aver condotto test su bambine che non vedono o con gravi problemi di vista, l’azienda ha poi deciso di vestire la Barbie con abiti confezionati con stoffa dalla consistenza tattile. Dettagli come la vita con l’elastico della gonna di tulle viola sono stati aggiunti per rendere più facile alle bambine vestire e svestire la bambola. Anche la confezione è all’insegna dell’accessibilità, con la parola Barbie scritta sulla scatola in caratteri Braille.

La Barbie non è la prima rivolta a un pubblico di bambini con disabilità: del 2019 sono le bambole in sedia a rotelle o con una protesi alla gamba, mentre due anni fa è uscita la prima Barbie con l’apparecchio acustico accompagnata nello stesso anno da un Ken con la vitiligine. Quest’anno poi, assieme a una Barbie cieca, la Mattel si è associata con la National Down Syndrome Society per lanciare la prima bambola nera con la sindrome di Down che si è aggiunta a una versione dall’incarnato bianco uscita nel 2023.

Le bambole sono parte della linea Fashionistas lanciata originariamente nel 2009 con una piccola selezione di diversi tipi anatomici e colori della pelle. Nel 2019 la collana si è allargata a includere 176 bambole con nove differenti tipi di figura, 35 sfumature di colore e 94 stili di capelli.

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