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Il Napoli saluta Decibel Bellini dopo 16 anni: «De Laurentiis mi ha comunicato l’addio»

Daniele “Decibel” Bellini non sarà più lo speaker ufficiale del Napoli. Ad annunciargli il mancato rinnovo è stato il presidente Aurelio De Laurentiis. Si chiude dopo sedici anni un rapporto diventato parte della storia recente del club azzurro.

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Questa volta sembra davvero finita. Daniele “Decibel” Bellini, la voce che per sedici anni ha accompagnato le partite del Napoli allo stadio San Paolo, poi diventato Diego Armando Maradona, non sarà più lo speaker ufficiale del club azzurro.

A comunicarlo è stato lo stesso Bellini attraverso una storia pubblicata su Instagram. Lo speaker ha spiegato di essere stato contattato direttamente dal presidente Aurelio De Laurentiis, che gli ha annunciato la decisione di non rinnovare il contratto.

«Non esiste un modo facile per dirlo. Ieri il presidente Aurelio De Laurentiis mi ha comunicato la volontà di non rinnovare il mio contratto. Per questo motivo non potrò più ricoprire il ruolo di speaker del Napoli», ha scritto Bellini.

Stavolta non sono previste retromarce

Anche un anno fa il rapporto tra Bellini e il Napoli sembrava arrivato al capolinea. La società aveva deciso di affidare a Geolier la direzione artistica dell’intrattenimento durante le partite interne, una scelta che avrebbe coinvolto anche il ruolo dello speaker.

La notizia provocò una forte reazione tra i tifosi. Lo stesso Geolier decise di fare un passo indietro e il Napoli reintegrò Bellini, consentendogli di continuare a scandire con la sua voce le serate del Maradona.

Questa volta, però, non sembrano esserci all’orizzonte ripensamenti. La nuova gestione artistica degli eventi allo stadio dovrebbe essere affidata a Radio Kiss Kiss, con un conseguente cambiamento anche nell’organizzazione dell’intrattenimento durante le gare casalinghe.

Sedici anni di gol, vittorie e delusioni

Bellini lascia dopo sedici stagioni trascorse accanto alla squadra e ai tifosi. Una voce diventata immediatamente riconoscibile, soprattutto nell’annuncio dei gol e nella ripetizione dei nomi dei calciatori, trasformata nel tempo in uno dei simboli dell’atmosfera dello stadio napoletano.

«Per sedici anni ho avuto l’onore di dare voce a uno stadio unico al mondo, vivendo da una posizione privilegiata gioie, delusioni, vittorie indimenticabili e momenti che porterò con me per sempre», ha raccontato.

Il ringraziamento più sentito è rivolto ai sostenitori azzurri: «Il grazie più grande va a voi tifosi. Perché sempre, in ogni partita, con il freddo o sotto la pioggia, contro qualsiasi avversario, avete sostenuto questa maglia con un amore infinito».

La notte dello scudetto a Udine

Tra i ricordi destinati a restare per sempre c’è quello del 4 maggio 2023, quando il Napoli conquistò matematicamente il terzo scudetto della propria storia pareggiando contro l’Udinese.

Bellini ha ricordato la frase pronunciata quella sera e diventata parte della memoria collettiva dei tifosi: «Sono le 22.37 del 4 maggio 2023. Abbracciatevi forte, perché dopo 33 anni il Napoli è campione d’Italia».

«Brividi, anche solo a rileggerla. Uno dei momenti più belli della storia del nostro Napoli», ha aggiunto lo speaker, ricordando una notte nella quale la sua voce arrivò dal campo del Maradona a una città interamente in festa.

«Il mio amore per questi colori non cambierà»

Nel suo messaggio Bellini non nasconde il dispiacere, ma evita polemiche nei confronti della società e del presidente.

«A volte le strade si dividono. Fa parte della vita. Porto con me l’orgoglio di aver rappresentato il Napoli con rispetto, passione e dedizione, dando ogni volta tutto me stesso», ha scritto.

Poi la promessa ai tifosi: «Il mio amore per questi colori non cambierà mai. Ci rivedremo, magari in un’altra veste, magari in un altro luogo. Ma sempre con la stessa voce e lo stesso cuore».

Si chiude così un pezzo della storia recente del Napoli. Cambieranno la regia artistica, la musica e la voce dello stadio. Ai tifosi resteranno gli annunci dei gol, le notti europee e quel grido dello scudetto arrivato dopo trentatré anni di attesa.

«Grazie per avermi fatto vivere un sogno lungo sedici anni. Sempre e comunque, forza Napoli».

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Esteri

Piogge record in Giappone: otto morti, Chiba sommersa e migliaia bloccati a Narita

Un’alluvione provocata da precipitazioni eccezionali ha colpito Chiba, nell’area metropolitana di Tokyo. Il bilancio provvisorio è di otto morti e un disperso. Trasporti paralizzati, evacuazioni e migliaia di passeggeri costretti a trascorrere la notte all’aeroporto di Narita.

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Almeno otto persone sono morte e una risulta dispersa dopo le piogge torrenziali che hanno investito la prefettura di Chiba, a est di Tokyo. Il bilancio resta provvisorio mentre proseguono le ricerche e gli interventi nelle zone isolate.

Il nubifragio ha paralizzato trasporti e servizi nel pieno dell’Obon, la festività buddhista durante la quale milioni di giapponesi tornano nei luoghi d’origine per ricordare gli antenati.

Più di 360 millimetri in un giorno

Nella città di Chiba sono caduti oltre 360 millimetri di pioggia in 24 ore, più di tre volte la media dell’intero mese di agosto. Diverse stazioni meteorologiche della prefettura hanno superato i precedenti record.

L’Agenzia meteorologica giapponese ha diramato l’allerta di livello 5, il massimo previsto, in numerosi comuni interessati da inondazioni e rischio di frane. Nonostante l’attenuazione delle precipitazioni, il terreno saturo e i corsi d’acqua ingrossati continuano a rappresentare un pericolo.

Alcune vittime sono rimaste intrappolate in veicoli sommersi dalle acque. Oltre trenta persone sono rimaste ferite, mentre centinaia di abitazioni risultano allagate o danneggiate.

Settemila passeggeri bloccati a Narita

All’aeroporto internazionale di Narita circa settemila passeggeri hanno trascorso la notte nei terminal. Il personale ha distribuito sacchi a pelo e generi di prima necessità dopo la cancellazione dei voli e l’interruzione dei collegamenti ferroviari e stradali.

Migliaia di pendolari hanno trovato riparo nelle stazioni, negli uffici pubblici e nei municipi. Autostrade e linee ferroviarie sono state chiuse per allagamenti e smottamenti, mentre decine di migliaia di abitazioni sono rimaste temporaneamente senza elettricità.

Oltre 400mila persone hanno ricevuto indicazioni o ordini di evacuazione. Il governo ha mobilitato anche le forze di autodifesa per sostenere i soccorritori.

Il governatore: «Mai visto un disastro simile»

Il governatore di Chiba, Toshihito Kumagai, ha descritto l’evento come una situazione senza precedenti nella propria esperienza amministrativa.

L’impatto è stato aggravato dall’elevata urbanizzazione della regione. Strade asfaltate, superfici impermeabili e sistemi di drenaggio sopraffatti dalla quantità d’acqua caduta in poche ore hanno favorito l’allagamento di quartieri, sottopassi e arterie di collegamento.

Il ruolo del riscaldamento globale

Il riscaldamento globale aumenta la quantità di vapore acqueo che può essere trattenuta nell’atmosfera e crea condizioni favorevoli a precipitazioni più intense. È quindi coerente con l’aumento del rischio di eventi estremi osservato in diverse regioni del pianeta.

Non è però scientificamente corretto attribuire automaticamente un singolo nubifragio al cambiamento climatico senza uno specifico studio di attribuzione. Nel caso di Chiba, gli esperti indicano tra le cause immediate l’incontro tra aria calda e molto umida e masse più fredde presenti in quota.

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Esteri

La Groenlandia blocca le trivelle della compagnia vicina a Trump: mancano i permessi

Le autorità groenlandesi hanno fermato il progetto esplorativo di Greenland Energy nella regione protetta di Jameson Land. La società aveva portato attrezzature sull’isola senza tutte le autorizzazioni necessarie. Le perforazioni non potranno iniziare prima dell’inverno 2027.

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La Groenlandia ha imposto il rinvio delle trivellazioni programmate da Greenland Energy, compagnia petrolifera statunitense sostenuta da investitori e personalità vicine a Donald Trump.

La società aveva fatto arrivare a luglio alcune attrezzature sulla costa orientale dell’isola senza aver ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie. Le prime perforazioni esplorative sarebbero dovute iniziare nelle prossime settimane, ma il governo groenlandese ha stabilito che la procedura di valutazione non potrà essere completata in tempo.

Trivellazioni rinviate almeno al 2027

Le autorità dovranno esaminare l’impatto ambientale e sociale del progetto, previsto nella regione di Jameson Land. Si tratta di un’area umida protetta, popolata da specie rare di uccelli e da buoi muschiati dai quali dipendono anche le attività dei cacciatori locali.

Nella migliore delle ipotesi, le trivellazioni potrebbero cominciare durante l’inverno del 2027. Il rinvio smentisce le previsioni dell’inviato presidenziale statunitense Jeff Landry, secondo il quale il petrolio groenlandese avrebbe potuto entrare in produzione entro una decina di mesi.

È inoltre necessario distinguere tra perforazioni esplorative ed estrazione commerciale: anche l’eventuale individuazione di un giacimento non consentirebbe l’avvio immediato della produzione.

Il progetto da 60 milioni di dollari

Greenland Energy intende finanziare con circa 60 milioni di dollari le attività esplorative, ottenendo in cambio una partecipazione di maggioranza nel progetto. Il partner britannico 80 Mile possiede alcune licenze rilasciate prima del 2021, anno in cui la Groenlandia ha smesso di concedere nuovi permessi petroliferi per ragioni climatiche e ambientali.

L’amministratore delegato Robert Price sostiene che sotto Jameson Land potrebbero trovarsi riserve petrolifere dal valore di mille miliardi di dollari. Si tratta, però, di una stima della società non ancora dimostrata attraverso perforazioni.

Dopo lo stop, Greenland Energy ha dichiarato di voler rispettare le regole groenlandesi e utilizzare il rinvio per perfezionare il progetto e rafforzare i rapporti con le comunità locali.

La vicenda assume anche un significato geopolitico per le ripetute dichiarazioni di Trump sull’interesse statunitense verso la Groenlandia. Le autorità dell’isola ribadiscono però che lo sfruttamento delle risorse naturali deve sottostare alle leggi locali, indipendentemente dai legami politici o finanziari dei potenziali investitori.

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Cronache

Ischia e Procida, camion oltre 35 quintali in partenza da Napoli: circa 40 al giorno

Dopo il sisma del 31 luglio e la scoperta di due edifici pericolanti a Pozzuoli, circa 40 camion al giorno diretti a Ischia e Procida saranno trasferiti allo scalo napoletano di Porta di Massa. Deroga per i mezzi dei rifiuti, ancora da definire la soluzione per gas e carburanti.

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I camion più pesanti diretti a Ischia e Procida partiranno temporaneamente da Porta di Massa, a Napoli. La soluzione è stata confermata dal prefetto Michele di Bari durante la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica tenuta a Ischia con i sindaci dell’isola.

Il provvedimento è legato alle condizioni di due edifici del centro di Pozzuoli, risultati pericolanti dopo le verifiche effettuate in seguito al terremoto del 31 luglio. Le limitazioni servono a ridurre il passaggio dei mezzi più pesanti lungo le strade di accesso allo scalo flegreo.

Da Pozzuoli soltanto mezzi fino a 35 quintali

Dal porto di Pozzuoli potranno continuare a partire per Ischia e Procida i veicoli lunghi non più di otto metri e con un peso non superiore a 35 quintali.

I camion oltre tale limite saranno invece imbarcati da Porta di Massa. Secondo i dati forniti dal prefetto, il trasferimento riguarderà circa il 25% dei mezzi commerciali diretti abitualmente verso le isole del Golfo: complessivamente una quarantina di camion al giorno.

La riorganizzazione dovrà garantire la continuità nell’approvvigionamento delle merci, evitando nello stesso tempo il transito dei mezzi più pesanti accanto agli edifici danneggiati.

Deroga per i camion dei rifiuti

Resta prevista una deroga per gli automezzi che trasportano i rifiuti dalle isole alle discariche della terraferma.

Non è stata invece ancora assunta una decisione definitiva per le autobotti e gli altri mezzi incaricati di rifornire Ischia e Procida di gas e carburanti. La questione dovrà essere risolta in tempi rapidi per evitare problemi nella distribuzione.

Una misura temporanea

Il prefetto ha precisato che la soluzione non sarà definitiva. I due fabbricati pericolanti dovrebbero essere messi in sicurezza in tempi brevi, consentendo di ripristinare la piena accessibilità al porto di Pozzuoli per tutti i veicoli.

Fino alla conclusione degli interventi, il traffico commerciale destinato alle isole sarà quindi suddiviso tra i due scali: i mezzi più leggeri continueranno a utilizzare Pozzuoli, mentre quelli oltre i 35 quintali partiranno da Napoli.

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