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Il Napoli resta a Castel Volturno: salta il trasloco per la stagione 2025-2026
Il centro sportivo di Castel Volturno sarà ancora per un’altra stagione la casa del Napoli. Il club ha comunicato ufficialmente all’Uefa che l’impianto resterà la base operativa della squadra almeno fino a giugno 2026. Una scelta che non sorprende, anche in assenza di una proroga formale del contratto con la famiglia Coppola, proprietaria dell’area dell’ex Holiday Inn: non c’è alcuna intenzione di interrompere bruscamente il rapporto.
Gli interventi voluti da Conte sui campi
Proprio in questi giorni sono stati avviati lavori radicali sui terreni di gioco. Come ogni fine stagione, è prevista una nuova semina, ma stavolta le indicazioni sono arrivate direttamente da Antonio Conte, che ha richiesto miglioramenti strutturali per adattare i campi alle sue esigenze. Il club sta anche valutando un potenziamento delle aree di riposo, così da favorire il recupero della squadra nelle giornate con doppia seduta.
Il progetto della nuova cittadella è fermo
La conferma di Castel Volturno è legata anche allo stallo del progetto per il nuovo centro sportivo. Il piano per l’area di Qualiano, che sembrava in pole, è bloccato: il Comune è favorevole, ma manca ancora un accordo con i privati proprietari dei terreni. De Laurentiis ha spiegato che ci sono 18 opzioni sul tavolo, e i tecnici del club stanno ancora esaminando ciascuna soluzione.
Nel frattempo, le altre aree candidate – da La Piana a Monterusciello – sono state scartate, mentre alcuni tecnici del Napoli sono tornati a visionare l’ex area della Raffineria Mobil a Napoli Est, in via Nuova delle Brecce. Restano sotto osservazione anche i terreni di Marianella e altre zone a nord della città.
L’obiettivo: nuova sede entro il 2026
De Laurentiis punta a inaugurare la prima parte della nuova casa del Napoli nel 2026, anno del centenario del club. L’obiettivo minimo è avviare i primi tre campi da gioco, la foresteria e l’area degli spogliatoi. Ma per ora, mentre il mercato azzurro infiamma l’estate, la priorità resta la stabilità logistica: si continua a Castel Volturno, senza interruzioni, e si rimanda il trasloco a data da destinarsi.
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Orsato cambia rotta sul Var: «L’arbitro torni al centro della partita»
Daniele Orsato detta la linea agli arbitri di Serie A e B: più responsabilità al direttore di gara e intervento del Var soltanto davanti a un «chiaro ed evidente errore».
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Razzetti d’argento, D’Ambrosio da record: Italia subito protagonista
Alberto Razzetti regala all’Italia la prima medaglia nelle gare in vasca degli Europei di Parigi, conquistando l’argento nei 400 misti. Carlos D’Ambrosio firma il record italiano dei 200 stile libero, mentre Quadarella, Ceccon, Curtis, Martinenghi e Cerasuolo raggiungono le rispettive finali.
È Alberto Razzetti a inaugurare il medagliere dell’Italia nelle gare in vasca agli Europei di nuoto di Parigi. Il ligure conquista l’argento nei 400 misti, mentre Carlos D’Ambrosio firma il nuovo record italiano dei 200 stile libero nella frazione iniziale della staffetta 4×200.
Una prima giornata positiva anche per Simona Quadarella, Thomas Ceccon, Sara Curtis, Nicolò Martinenghi e Simone Cerasuolo, tutti qualificati alle rispettive finali.
Razzetti d’argento nei 400 misti
Razzetti rispetta i pronostici e chiude al secondo posto in 4’10”40. Davanti all’azzurro soltanto Ilia Borodin, atleta russo in gara da neutrale, oro con il nuovo record dei campionati in 4’08”17. Bronzo al britannico Max Litchfield in 4’11”58.
Il ligure parte forte nella farfalla, la sua frazione preferita, prima di subire il sorpasso di Borodin. Litchfield prova a inserirsi nel dorso, ma Razzetti conserva la seconda posizione e resta l’unico capace di mantenersi in scia al vincitore nella rana e nello stile libero.
Nel finale, tuttavia, non trova le energie per tentare il controsorpasso.
«Sono contento, ci tenevo tantissimo a conquistare una medaglia», commenta Razzetti. «Sapevo che era alla mia portata, anche se il favorito era Ilia. Speravo di essergli più vicino, ma dovevo dare il via nel migliore dei modi alla spedizione. Fa piacere essere tra le nazioni più forti».
D’Ambrosio abbatte il muro dell’1’45”
La grande sorpresa arriva dalla staffetta maschile 4×200 stile libero. Carlos D’Ambrosio, schierato nella frazione di apertura, nuota in 1’44”72 e stabilisce il nuovo record italiano assoluto dei 200 stile libero.
Il giovane veneto diventa il primo italiano a scendere sotto il muro dell’1’45”, migliorando di 43 centesimi il precedente primato di 1’45”15, da lui stesso realizzato ai Mondiali giovanili di Otopeni nel 2025.
La prestazione individuale non basta però per portare la staffetta sul podio: l’Italia conclude al quarto posto. Quinta, invece, la 4×200 femminile, condizionata da una difficile frazione iniziale di Alessandra Mao.
Quadarella domina le batterie
Simona Quadarella controlla senza difficoltà le eliminatorie degli 800 stile libero, chiudendo con il miglior tempo in 8’23”17. Alle sue spalle la tedesca Isabel Gose, seconda in 8’26”01 e principale rivale dell’azzurra nella corsa al titolo.
La romana, campionessa europea in carica, punta a prolungare la serie di vittorie continentali iniziata a Glasgow nel 2018.
«Bisognava rompere il ghiaccio e quale modo migliore di una gara così?», osserva Quadarella. «Sono abbastanza contenta, ma la finale sarà tutta un’altra storia».
Ceccon e Curtis nelle corsie centrali
Thomas Ceccon accede alla finale dei 50 farfalla con il quinto tempo complessivo, 22”71. Un risultato che conferma l’elevato livello della competizione.
«È un tempo da finale mondiale», sottolinea il campione veneto. «Il livello è altissimo, considerando che quattro anni fa avevo vinto in 22”8».
Sara Curtis conquista invece una delle corsie centrali nella finale dei 100 stile libero. L’azzurra controlla la semifinale e chiude con il secondo tempo, 52”93, alle spalle della favorita olandese Marrit Steenbergen.
Martinenghi domina, Cerasuolo con il brivido
Nei 100 rana Nicolò Martinenghi si qualifica con il miglior crono complessivo, 58”67. Il campione azzurro gestisce la prova con apparente facilità e si presenta alla finale da principale candidato al podio.
Qualificazione più sofferta per Simone Cerasuolo. Dopo essere transitato in testa a metà gara, l’azzurro perde velocità nella seconda vasca e raggiunge la finale con l’ottavo e ultimo tempo disponibile, 59”29.
La seconda giornata offrirà così all’Italia numerose possibilità di medaglia. A chiudere il programma sarà la staffetta 4×100 misti mista, un’altra gara nella quale gli azzurri possono puntare al podio.
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Trump blinda Infantino: «Sostituirlo sarebbe un errore gravissimo»
Donald Trump interviene nella crisi della Fifa e difende Gianni Infantino: sostituirlo sarebbe, a suo giudizio, «un errore gravissimo». Il presidente statunitense elogia i risultati economici degli ultimi Mondiali mentre Uefa, Concacaf e Afc chiedono maggiore trasparenza.
Donald Trump scende apertamente in campo in difesa di Gianni Infantino, sempre più sotto pressione dopo il tentativo, poi abbandonato, di aprire agli investitori privati una parte dei diritti commerciali dei Mondiali.
«La Fifa commetterebbe un errore gravissimo se, per qualsiasi motivo, prendesse anche solo in considerazione l’idea di sostituire il presidente Gianni Infantino», ha scritto il presidente degli Stati Uniti su Truth Social.
L’elogio dei Mondiali
Trump ha definito Infantino «eccezionale», attribuendogli il merito di avere presieduto quella che considera la Coppa del Mondo di maggior successo della storia.
Secondo il presidente statunitense, i risultati ottenuti sarebbero stati quattro volte superiori rispetto a quelli delle precedenti edizioni. «Se dovesse andare via, l’evento non raggiungerà mai più tali livelli di successo o redditività», ha aggiunto Trump, firmando il messaggio con le iniziali “DJT”.
L’intervento conferma la vicinanza tra il presidente americano e il numero uno della Fifa, più volte apparsi insieme durante l’organizzazione e lo svolgimento dei Mondiali ospitati da Stati Uniti, Canada e Messico.
La rivolta delle confederazioni
Il sostegno della Casa Bianca arriva nel momento più difficile della presidenza Infantino. Uefa, Concacaf e Confederazione asiatica hanno contestato il progetto di vendere agli investitori privati il 20 per cento dei diritti commerciali dei Mondiali, operazione che avrebbe dovuto raccogliere circa 4,2 miliardi di dollari.
Il piano è stato ritirato dopo la dura opposizione delle tre confederazioni, che rappresentano complessivamente 136 delle 211 federazioni affiliate alla Fifa. La marcia indietro non ha però ricomposto la frattura.
Le organizzazioni continentali hanno chiesto una revisione pienamente indipendente dell’intera operazione e accusato Infantino di avere compromesso il rapporto di fiducia con il mondo del calcio. Uefa, Concacaf e Afc chiedono inoltre garanzie affinché progetti analoghi non vengano riproposti.
La partita sulla presidenza Fifa
Infantino punta alla rielezione nel congresso previsto nel marzo 2027. Nonostante l’opposizione crescente, conserva il sostegno della Confederazione africana e di numerose federazioni nazionali.
L’endorsement di Trump rafforza politicamente il presidente della Fifa, ma rischia anche di alimentare le contestazioni sulla vicinanza tra il vertice del calcio mondiale e la Casa Bianca. La partita decisiva sarà giocata dalle federazioni chiamate a scegliere il futuro presidente e il modello di governo della Fifa.


