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Napoli

Il Napoli ora gioca, ma paura ed errori puniscono Gattuso

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Il Napoli ben figura a Roma con la Lazio ma resta vittima del suo unico errore. Predomina ancora la paura. Ospina e Di Lorenzo lo specchio di questo Napoli spesso e volentieri autolesionista, anche se non è giusto caricarli di troppe colpe.

Si è vista la volontà e la voglia di fare bene. Un Napoli nettamente in ripresa: la cura Gattuso sembra inizi a dare i suoi frutti. In particolare nella ripresa il Napoli appariva ordinato e ben organizzato, a tratti più dell’avversario, meno arrembante delle ultime prestazioni. Gli azzurri hanno retto il campo nella consapevolezza di poter uscire dall’Olimpico con un risultato positivo. Costruiscono gioco e anche varie azioni da goal: il palo e il miglior Strakosha negano il goal a Zielinski e Insigne.  Forse è quella la sliding door. Capita ancora che in area i giocatori si perdano. Il Napoli ci arriva talvolta tanto vicino, ma quando finalmente riesce a concludere non segna. Poca precisione? Sfortuna?  Paura? Tutte queste componenti.  Ma la paura è psicologicamente peggio perché porta ad errori inspiegabili, inimmaginabili, inaccettabili. Purtroppo anche con la Lazio il Napoli vive lo stesso incubo vissuto a Torino grazie a quel disgraziato autogol di Koulibaly con la Juventus. Un episodio che ha evidentemente segnato una stagione.

Per l’ennesima volta in questo campionato il Napoli si autoflagella, fa tutto da solo in 30′ di follia, regalando alla Lazio la decima vittoria consecutiva. Gli artefici della debacle sono stati stavolta Ospina e Di Lorenzo ma cambia poco. Al Napoli – apparso in crescita – si vede che quest’anno non viene perdonato proprio nulla.  Occorre impegnarsi, rialzarsi e crederci. Si confida nella cura Gattuso (che pur si assume tutte le responsabilità del caso) affinché possa avere effetto sul campo e contro ogni paura.

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Cronache

Napoli, genitori davanti al Monaldi a sostegno del cardiochirurgo Oppido: «Ha salvato i nostri figli»

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Un centinaio di genitori con i propri figli si è radunato davanti all’ospedale Monaldi di Napoli per manifestare solidarietà al cardiochirurgo Guido Oppido.

Molti di loro portavano con sé le fotografie dei bambini operati dal medico. Tra i nomi ricordati dai genitori ci sono Gaia, Gabriele, Michele, Karol e Gioia, piccoli pazienti che, secondo le famiglie, devono la vita agli interventi eseguiti dal primario.

Alcuni partecipanti hanno indossato magliette bianche con un cuore rosso, mentre davanti all’ingresso dell’ospedale è stato esposto uno striscione con la scritta “Oppido non si tocca”.

Il caso del piccolo Domenico Caliendo

Il sit-in arriva mentre Oppido e altri sei medici sono coinvolti nella vicenda del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni e quattro mesi morto il 21 febbraio dopo un trapianto di cuore fallito, eseguito il 23 dicembre 2025.

La vicenda è al centro di accertamenti da parte delle autorità competenti.

«Verità per Domenico, ma basta gogna mediatica»

I genitori presenti davanti al Monaldi hanno sottolineato di voler esprimere vicinanza sia alla famiglia del piccolo Domenico sia al medico.

«Anche noi chiediamo verità per Domenico – ha spiegato Cinzia, madre di una bambina operata da Oppido – ma il professore Oppido ha ridato luce e speranza alle nostre vite. La giustizia faccia il suo corso nelle sedi opportune».

Molte famiglie chiedono inoltre che si ponga fine a quella che definiscono una gogna mediatica.

La testimonianza di una madre

Cinzia racconta la storia della figlia, oggi undicenne, seguita dal cardiochirurgo quando lavorava all’ospedale Sant’Orsola di Bologna.

«Mia figlia ha affrontato 14 interventi tra cuore e cervello. Nel 2015 Oppido l’ha operata per la prima volta. In altri ospedali non ci avevano dato speranza».

Quando il medico si è trasferito a Napoli, la famiglia ha continuato a seguirlo.

«Nel 2018 ha impiantato un pacemaker alla mia bambina».

«Ci sono altri bambini che hanno bisogno di cure»

Le famiglie presenti al sit-in hanno voluto ricordare anche un altro aspetto della vicenda.

«Chi ha intrapreso questa guerra mediatica – spiegano – dimentica che ci sono altri bambini che hanno bisogno di essere curati e che non possono essere lasciati senza assistenza».

Per questo i genitori chiedono che l’attenzione pubblica sulla vicenda non comprometta l’attività del reparto e la cura dei piccoli pazienti.

Il Genoa sbanca il Bentegodi e con i gol nella ripresa di Vitinha e Ostigard compie un bel balzo verso la salvezza, inguaiando proprio gli scaligeri, penultimi in classifica a 18 punti quando mancano ormai 9 giornate alla conclusione del campionato. (
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Napoli

Paura al Maradona: Banda si accascia in campo, portato al Cardarelli per accertamenti

Attimi di paura allo stadio Maradona per Lameck Banda del Lecce che si è accasciato a terra dopo un colpo al petto. Il giocatore cosciente, portato al Cardarelli per accertamenti.

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Attimi di grande apprensione allo stadio Maradona durante la partita tra Napoli e Lecce per Lameck Banda, attaccante zambiano dei giallorossi, che a pochi minuti dal termine della gara si è improvvisamente accasciato a terra.

Il silenzio è calato sugli spalti mentre compagni, avversari e staff medico intervenivano rapidamente per prestare soccorso al calciatore.

Il silenzio dello stadio e poi gli applausi

Quando Banda è caduto sul terreno di gioco, lo stadio si è ammutolito. I tifosi del Napoli hanno seguito in silenzio le operazioni dei medici, mostrando grande rispetto per quanto stava accadendo.

Gli applausi sono arrivati quando il giocatore, rimasto sempre cosciente, è stato portato via in barella.

Il racconto di Antonio Conte

Il primo ad accorgersi della situazione è stato l’allenatore del Napoli Antonio Conte, che ha immediatamente richiamato l’attenzione dell’arbitro.

“Era davanti a me, l’ho visto accasciarsi a terra e mi sono preoccupato quando si è toccato il petto, visti i precedenti nel nostro calcio”, ha raccontato il tecnico.

Conte è entrato in campo chiamando rapidamente i soccorsi mentre i medici del Lecce e del Napoli raggiungevano il giocatore.

Banda cosciente e portato in ospedale per controlli

Dopo i primi soccorsi in campo, Banda ha ripreso a parlare con i medici ed è stato accompagnato verso l’ambulanza a bordo campo. Il calciatore è stato quindi trasportato all’ospedale Cardarelli di Napoli dove passerà la notte per accertamenti.

Secondo quanto riferito dal tecnico del Lecce Eusebio Di Francesco, il giocatore ha riportato una forte botta al petto che lo ha spaventato ma non ha mai perso conoscenza.

“Ha preso una botta e si è spaventato per il dolore, ma sembra tutto sotto controllo. L’ha presa dalla parte destra del petto, non vicino al cuore”, ha spiegato l’allenatore.

Preoccupazione ma condizioni sotto controllo

L’episodio è avvenuto a cinque minuti dalla fine della partita dopo un contrasto con Gutierrez. Il calciatore si è accasciato da solo a terra e immediatamente sono entrati in campo i medici e diversi compagni dalla panchina del Lecce.

La situazione è apparsa sotto controllo già nei primi minuti, ma il club pugliese ha preferito comunque il trasferimento in ospedale per ulteriori verifiche.

Dal campo e dagli spalti è arrivato un unico messaggio: l’augurio che Banda possa rimettersi presto, mentre tutta la squadra e i tifosi hanno accompagnato la sua uscita con un lungo applauso.

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Napoli

Elezioni comunali in Campania, De Luca già in campo a Salerno: partiti ancora senza candidati

In Campania si avvicinano le elezioni comunali ma i partiti non hanno ancora scelto i candidati. Vincenzo De Luca è l’unico già in campo a Salerno.

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L’unico protagonista già pienamente in campagna elettorale è l’ex governatore Vincenzo De Luca, impegnato da settimane in incontri pubblici e riunioni per costruire le liste. L’obiettivo è tornare a Palazzo di Città a Salerno per la quinta volta.

Ai suoi interlocutori ripete con insistenza che «da giugno inizierà la vera rivoluzione», messaggio con cui prova a mobilitare il suo elettorato in vista delle comunali del 24 e 25 maggio.

Mentre De Luca macina appuntamenti e seleziona aspiranti consiglieri, sul fronte degli avversari la situazione appare ancora fluida: né nel centrosinistra alternativo né nel centrodestra sono stati ufficializzati candidati definitivi.

Centrodestra diviso e ipotesi civiche

Il centrodestra vive una fase di tensione interna anche per gli equilibri regionali tra Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega.

Il coordinatore regionale azzurro Fulvio Martusciello ha rilanciato l’idea di candidati civici: l’obiettivo, ha spiegato, non è necessariamente schierare il simbolo di Forza Italia ma individuare «chi può essere un buon amministratore».

A Salerno gli azzurri hanno già bocciato la proposta avanzata da Fratelli d’Italia, il docente di diritto amministrativo Gherardo Maria Marenghi, e stanno valutando altre opzioni. Tra queste l’ipotesi di uno schieramento civico con figure provenienti anche dall’area del centrosinistra deluso, come l’ex parlamentare Federico Conte, per tentare di contendere a De Luca il tradizionale fortino elettorale.

Avellino, candidature ancora incerte

Anche ad Avellino il quadro è ancora aperto.

Nel campo progressista è il Partito Democratico a guidare il confronto e sul tavolo restano diversi nomi: i consiglieri comunali uscenti Cipriano, Ambrosone e Giordano, il presidente del consorzio di bonifica del Volturno Francesco Todisco e l’imprenditore Walter Giordano.

Nel centrodestra, invece, la situazione è complicata dalla candidatura già annunciata dell’ex sindaca Laura Nargi, sostenuta da un progetto civico senza simboli di partito. Una scelta gradita a Forza Italia ma non condivisa da Fratelli d’Italia, che valuta una propria candidatura.

I grandi comuni del Napoletano

Attenzione anche ai principali comuni della provincia di Napoli chiamati al voto: Portici, Ercolano, Pompei e San Giorgio a Cremano, tutti amministrati dal centrosinistra o da coalizioni civiche a esso vicine.

A San Giorgio a Cremano il Pd e alcune liste civiche spingono per la candidatura del dem Michele Carbone, ma manca ancora l’accordo con il Movimento 5 Stelle e con i deluchiani di A testa alta. Il centrodestra, invece, valuta la convergenza su Aldo Galdieri.

A Ercolano il Campo largo discute tra vari nomi di area democratica e non esclude il ricorso alle primarie. Tra le ipotesi più accreditate figura la consigliera comunale Antonietta Garzia. Nel centrodestra resta aperto il confronto tra Gennaro Miranda e Luigi Fiengo.

Portici e Pompei, coalizioni ancora spaccate

Situazione complessa anche a Portici, dove il Campo largo è diviso. Una parte della coalizione, legata all’ex sindaco Enzo Cuomo, sostiene la candidatura della dem Florinda Verde, mentre renziani e Movimento 5 Stelle appoggiano l’ex vicesindaco Fernando Farroni.

A Pompei, infine, il Pd ha indicato Mimmo Di Casola, attualmente all’opposizione della precedente amministrazione guidata dal sindaco Carmine Lo Sapio, scomparso lo scorso dicembre. Alcune liste civiche vicine all’esperienza amministrativa precedente spingono però per una candidatura alternativa.

Una campagna elettorale ancora tutta da scrivere

A meno di due mesi dal voto, il quadro politico nei principali comuni campani appare ancora in fase di definizione.

L’unica campagna elettorale già pienamente avviata resta quella di Vincenzo De Luca a Salerno, mentre negli altri territori partiti e coalizioni sono ancora impegnati nella ricerca di candidati capaci di unire alleanze spesso fragili. La partita per le comunali del 24 e 25 maggio resta quindi completamente aperta.

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