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Napoli

Il Napoli ora gioca, ma paura ed errori puniscono Gattuso

Valeria Grasso

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Il Napoli ben figura a Roma con la Lazio ma resta vittima del suo unico errore. Predomina ancora la paura. Ospina e Di Lorenzo lo specchio di questo Napoli spesso e volentieri autolesionista, anche se non è giusto caricarli di troppe colpe.

Si è vista la volontà e la voglia di fare bene. Un Napoli nettamente in ripresa: la cura Gattuso sembra inizi a dare i suoi frutti. In particolare nella ripresa il Napoli appariva ordinato e ben organizzato, a tratti più dell’avversario, meno arrembante delle ultime prestazioni. Gli azzurri hanno retto il campo nella consapevolezza di poter uscire dall’Olimpico con un risultato positivo. Costruiscono gioco e anche varie azioni da goal: il palo e il miglior Strakosha negano il goal a Zielinski e Insigne.  Forse è quella la sliding door. Capita ancora che in area i giocatori si perdano. Il Napoli ci arriva talvolta tanto vicino, ma quando finalmente riesce a concludere non segna. Poca precisione? Sfortuna?  Paura? Tutte queste componenti.  Ma la paura è psicologicamente peggio perché porta ad errori inspiegabili, inimmaginabili, inaccettabili. Purtroppo anche con la Lazio il Napoli vive lo stesso incubo vissuto a Torino grazie a quel disgraziato autogol di Koulibaly con la Juventus. Un episodio che ha evidentemente segnato una stagione.

Per l’ennesima volta in questo campionato il Napoli si autoflagella, fa tutto da solo in 30′ di follia, regalando alla Lazio la decima vittoria consecutiva. Gli artefici della debacle sono stati stavolta Ospina e Di Lorenzo ma cambia poco. Al Napoli – apparso in crescita – si vede che quest’anno non viene perdonato proprio nulla.  Occorre impegnarsi, rialzarsi e crederci. Si confida nella cura Gattuso (che pur si assume tutte le responsabilità del caso) affinché possa avere effetto sul campo e contro ogni paura.

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Napoli

Elezioni regionali della Campania, nomi e minuetti dell’alleanza (im)possibile tra M5S, Pd e DemA

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Il minuetto tra Pd e M5S in Campania per trovare un possibile candidato che vada bene a entrambi è partito. In ritardo ma è partito. Il Pd ha confermato che il suo candidato è il presidente uscente Vincenzo De Luca. Che per la verità, senza aver chiesto il permesso a nessuno, da mesi tesse la tela di alcune liste civiche che a prescindere da tutto lo appoggerebbero se si andasse al voto senza le insegne del Pd. E già ci sono tanti nomi, soprattutto di pezzi da novanta della nomenclatura della sanità pubblica o loro parenti là dove non è possibile esporsi in prima persona. Il M5S indica invece Sergio Costa. Il nome lo butta nell’agone politico Vincenzo Spadafora, il ministro dello Sport. “Penso che Sergio Costa sia il nome giusto per la Campania. Un vero uomo di Stato che, come generale dei carabinieri prima e come Ministro poi, ha sempre combattuto a viso aperto la criminalità, contrastando i reati ambientali e le ecomafie”. Spadafora parla anche di allargamento della coalizione, ripetendo un po’ quello che auspica anche il presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico.

La premessa è questa. E ora partendo da questi due nomi si può cominciare a discutere. La prima a scendere in campo è stata Valeria Ciarambino, candidata alle regionali 2015 e indicata anche come candidata per il 2020: “Per me la Campania – afferma – la mia terra, è più importante di me stessa, delle mie ambizioni personali, e credo che noi abbiamo il dovere di dare risposte e lavorare per restituirle un futuro nuovo. Per far questo è essenziale riuscire a parlare a tutti coloro che hanno a cuore il destino della Campania, anche a quei cittadini che, pur condividendo i nostri stessi valori, non si sono mai riconosciuti nel nostro Movimento. Con umiltà sento di dire che c’è una persona più capace di me di parlare a tutti, è Sergio Costa: oggi ministro dell’ambiente, un uomo dello Stato, che da generale dei carabinieri ha combattuto contro chi ha avvelenato l’ambiente”.

Una investitura decisa probabilmente sabato a margine nella manifestazione dei 5 stelle a Roma e che viene subito accolta con entusiasmo dal Movimento.  Diciamo che la speranza o il gioco lanciato vorrebbe che anche dall’altra parte il buon Vincenzo De Luca  si facesse da parte, come la Ciarambino e così Costa diventerebbe il candidato di M5S e Pd, cui si aggiungerebbe anche DemA, il movimento del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris che in queste settimane è riuscito a piazzare al collegio suppletivo del Senato Sandro Ruotolo e a farlo digerire al Pd e ad altri, anche nei 5S che pure hanno un loro candidato. De Luca, però, se è vero come è vero che è da mesi già in campagna elettorale e che organizzativamente è già pronto con liste di supporto, se ne fregherà di questo minuetto e andrà avanti. Ora ancor di più già che il Pd ha fatto sapere che è il suo candidato in campo.

Il re delle fritture. Franco Alfieri nella foto è assieme a Vincenzo De Luca che lo nominò suo consulente alla Regione

E Costa? Lui è in India. Il suo nome, dicono i cosiddetti beninformati, finisce al centro della direzione Pd, da dove esce la conferma di Vincenzo De Luca come candidato ma anche una forte apertura da parte del segretario Leo Annunziata. Chi è costui? Uno che De Luca ha stabilito che dovesse diventare segretario generale. “Ho proposto – ha detto Annunziata – alla direzione del Pd campano di comporre una delegazione con me e i cinque segretari provinciali del Pd per avere rapporti con le altre forze politiche che intendono costruire una coalizione di centrosinistra. Abbiamo fatto un invito ai Cinque Stelle di aprire un discorso programmatico con noi, perchè non ci sfugge il quadro nazionale”. Tocca leggere la nota che il M5S scriverà sulla proposta del Pd. Soprattutto sul nome di De Luca candidato.

Valeria Ciarambino. Consigliera Regionale del M5S

Come si potrebbe superare questa impasse? Una voce si fa strada. Se De Luca si candida con sue liste (quasi certo) e se Costa non sarà più sacrificato, potrebbe concludersi un accorto tra Pd, M5s, DemA e altre forze della sinistra con un candidato che sarebbe forte almeno dal punto di vista mediatico: Luigi de Magistris.

Ma sul minuetto Pd e M5S occorrerà un placet da Luigi Di Maio. Che al momento non c’è. Perchè Di Maio è contro le ammucchiate, contro le ammucchiate a sinistra e soprattutto non abbandona il gruppo consiliare regionale che ha ben lavorato all’opposizione in questa consiliatura regionale. Oltre a non abbandonare per un De Luca qualunque la sua amica-sorella Valeria Ciarambino.

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Cultura

Casa degli Amanti, Bottega del Garum e Casa del Frutteto: aprono a Pompei altre tre meravigliose domus

Marina Delfi

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Un post su Instagram per annunciare la riapertura della Domus degli Amanti. L’ha pubblicato il direttore generale del Parco Archeologico di Pompei Massimo Osanna. Da domani, 18 febbraio, riapre al pubblico una delle più belle e ricche domus pompeiane. “Ultimi ritocchi prima dell’inaugurazione…si riapre la casa degli Amanti, chiusa da 40 anni”, ha scritto come accompagnamento alle fotografie Osanna. Ed ha aggiunto: “Tra gli edifici restaurati nella Regio I e che si riapriranno a breve, c’è anche la bottega del Garum. Un luogo destinato alla produzione e alla vendita di pesce sotto sale e suoi derivati”. Inoltre verrà inaugurata anche la Casa del Frutteto su via dell’Abbondanza, anche questa meravigliosa Domus di Pompei. Alla riapertura del sito che racconta la vita all’interno di una casa patrizia ci sarà anche il ministro Dario Franceschini. Appuntamento agli Scavi domani, martedì 18 febbraio, alle ore 11.00 col del ministro Dario Franceschini.

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Cronache

Mostre, al Museo archeologico nazionale le meraviglie di Pompei

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– C’e’ anche uno splendido piatto in vetro cammeo bianco e blu della casa del Poeta Tragico di Pompei, mai esposto prima al pubblico, insieme ad altri preziosi reperti provenienti dai depositi, nella celebre Collezione degli oggetti quotidiani delle citta’ vesuviane che riapre al Museo Archeologico di NAPOLI dopo un restayling di due mesi, il 19 febbraio. Le cinque sale ospitano oltre cinquecento pezzi databili tra la fine del I sec. a.C. e l’eruzione del 79 d.C. strumenti chirurgici, strumenti da larario, lucerne, elementi di arredo (sala 89); ceramica invetriata, ossi ed avori (sala 88); vasellame bronzeo ed argenti dalla casa del Menandro (sala 87); vetri (sale 86-85).”C’e’ piu’ Pompei da oggi al MANN: nella nuova sezione dedicata alla vita quotidiana delle citta’ vesuviane trovano posto reperti mai visti – racconta Paolo Giulierini, direttore del museo – Come lo straordinario piatto in vetro cameo bianco e blu, numerose terrecotte preziose suppellettili sono emerse dai depositi, il nostro immenso giacimento finalmente oggetto di uno storico riordino.

Un lavoro che puo’ definirsi quasi di scavo e di ricerca e che si affianca, in parallelo, a quello del Laboratorio di Restauro interno. Ancora piu’ ricca, questa collezione unica al mondo, dal vasellame agli argenti, dagli strumenti chirurgici a quelli musicali, ci rivela il gusto per la bellezza ed anche le usanze domestiche di donne e uomini di duemila anni fa. Il riallestimento compiuto con passione dai nostri archeologi accompagnera’ con maggior chiarezza e semplicita’ la meraviglia dei visitatori”. La patera in vetro cammeo, sino ad oggi conservata nei depositi del MANN, aveva un valore decorativo e denotava lo status ed il prestigio del proprietario della celebre casa. Nel focus espositivo sulla religione domestica e’ incluso un nuovo nucleo di terrecotte votive (circa dieci pezzi provenienti da Pompei), cosi’ come e’ cresciuta la selezione di oggetti in osso ed avorio. I disegni dei pannelli sono firmati da Silvia Pertile. Nella giornata della riapertura il Direttore Giulierini dialoghera’ con il direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, che presentera’ (ore 17) il suo libro “Pompei. Il tempo ritrovato. Le nuove scoperte” (Rizzoli, 2019). Al via anche i lavori di riallestimento delle Sale degli Affreschi con riapertura il 4 marzo.

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