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Il Napoli batte il Sassuolo, la Var annulla agli emiliani 4 gol

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Napoli batte Sassuolo 2-0 (1-0) nel terzo e ultimo anticipo odierno della 36/a giornata del campionato di calcio di Serie A disputato nello stadio San Paolo di Napoli. Record tragicomico a Napoli, dove il Sassuolo – sconfitto 2-0 – si e’ visto annullare quattro gol dall’arbitro Gianluca Aureliano, grazie all’ausilio della Var. Una vera disdetta per gli emiliani che aprono la saga delle ‘illusioni’ al 32′ con Djuri io cic, che batte Ospina, esulta, ma si vede annullare il gol per fuorigioco.


Al 38′ del primo tempo lo stesso Djuricic raccoglie una respinta del portiere e insacca ma, ancora una volta, si vede negare il gol, questa volta per fuorigioco del compagno Traore’.

Lo stesso Traore’, al 5′ della ripresa, imbuca per Caputo, che controlla e batte Ospina sul primo palo: gol annullato per offside di Berardi a inizio azione.


Al 17′ Caputo – ancora in fuorigioco – riceve da Traore’ e serve Berardi, che batte Ospina: gol ancora annullato con la Var.

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Conte sale al Quirinale per dimettersi e sperare nel reincarico

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Dopo oltre 500 giorni, il governo Conte 2 é arrivato al capolinea: il premier ha riunito i ministri per formalizzare il passo indietro. Alle ore 12 salira’ al Quirinale per dimettersi. La crisi al buio, dopo oltre un mese di tensioni fortissime, e’ aperta e ora tocchera’ al presidente della Repubblica Mattarella sbrogliare una matassa intricatissima. Il calendario delle consultazioni non e’ ancora noto ma il Capo dello Stato dovrebbe cominciare ad ascoltare le forze politiche a partire da domani pomeriggio. Appoggio s Giuseppe Conte dalle delegazioni Pd-M5s-Leu, Franceschini: ‘salvare la prospettiva di un’alleanza riformista’.

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La lattuga selvatica nella terapia contro il glioblastoma: la ricerca di Neuromed

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Una molecola estratta da una pianta molto comune potrebbe potenziare le terapie antitumorali contro il glioblastoma. La lactupicrina, contenuta nella pianta Lactuca virosa, agisce sulle cellule tumorali in vitro.

Sono i risultati di una ricerca diretta dalla dottoressa Antonella Arcella, Laboratorio di Neuropatologia Molecolare dell’Unità di Neuropatologia dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli, e pubblicata sulla rivista scientifica Molecules. Nel corso dell’esperimento, i ricercatori hanno sottoposto a un trattamento con lactucopicrina uno specifico tipo di cellule del glioblastoma, un tipo di tumore maligno cerebrale particolarmente aggressivo, nonché il più diffuso.

È nota come lattuga selvatica, e non è adatta al consumo alimentare in quanto tossica. Ma questa pianta (nome scientifico Lactuca virosa, dove “virosa” sta, appunto, per velenosa) contiene una molecola che potrebbe costituire un aiuto supplementare nelle terapie antitumorali contro il glioblastoma.

“Il trattamento –delle cellule di glioblastoma dice Antonella Arcella, coordinatrice del laboratorio – si è dimostrato efficace utilizzando vari meccanismi. La lactucopicrina è infatti capace sia di arrestare il ciclo cellulare che di indurre apoptosi (la morte programmata delle cellule). Inoltre la stessa molecola è capace di aumentare la sensibilità delle cellule tumorali verso la temozolomide, il chemioterapico di prima scelta contro il glioblastoma. Si è manifestata una sinergia tra il composto naturale e il farmaco. Questo ci fa pensare che la lactucopicrina possa entrare a far parte di una terapia multimodale che, combinando gli effetti della chemioterapia e dell’estratto naturale, possa rappresentare una strada terapeutica più efficiente contro questo insidioso tumore cerebrale”.

 

Rotondo, Rossella; Oliva, Maria A.; Staffieri, Sabrina; Castaldo, Salvatore; Giangaspero, Felice; Arcella, Antonietta. 2020. “Implication of Lactucopicrin in Autophagy, Cell Cycle Arrest and Oxidative Stress to Inhibit U87Mg Glioblastoma Cell Growth” Molecules 25, no. 24: 5843.

https://doi.org/10.3390/molecules25245843

L’IRCCS Neuromed
L’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) Neuromed di Pozzilli (IS) rappresenta un punto di riferimento a livello italiano ed internazionale per la ricerca e la terapia nel campo delle malattie che colpiscono il sistema nervoso. Un centro in cui i medici, i ricercatori, il personale e gli stessi pazienti formano una alleanza rivolta a garantire il miglior livello di assistenza possibile e cure all’avanguardia, guidate dagli sviluppi scientifici più avanzati.

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La danza celeste del sistema planetario che si muove

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Osservato uno strano sistema planetario distante 200 anni luce, nella costellazione dello Scultore: e’ formato da sei mondi, cinque dei quali si muovono in risonanza, con un’inusuale danza celeste intorno a una stella piu’ piccola e fredda del Sole. La scoperta, pubblicata sulla rivista Astronomy & Astrophysics dai ricercatori coordinati da Adrien Leleu, delle Universita’ svizzere di Ginevra e di Berna, potrebbe rivoluzionare la teoria di formazione dei pianeti. Il nuovo sistema planetario, denominato Toi-178, e’ stato studiato da diversi telescopi, tra i quali il satellite Cheops, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), cui l’Italia partecipa con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), l’Universita’ di Padova e la compagnia Leonardo che ha realizzato gli ‘occhi’ del satellite, e il Very Large Telescope (Vlt) dell’Osservatorio europeo meridionale (Eso). A differenza del Sistema Solare, in Toi-178 i pianeti gassosi piu’ rarefatti si trovano piu’ vicini alla loro stella rispetto ai pianeti con densita’ piu’ alte, comparabili alla Terra. “Il momento piu’ eccitante e’ stato trovare l’ultimo pianeta, cercandolo proprio dove indicato dallo schema delle risonanze scoperto con le prime osservazioni di Cheops”, spiega Isabella Pagano, dell’Inaf di Catania, responsabile in Italia per Cheops. “Per anni abbiamo detto che Cheops ci avrebbe consentito solamente di approfondire la conoscenza di pianeti gia’ noti. Oggi invece – sottolinea la studiosa – stiamo vedendo che e’ anche un formidabile strumento per scoprirne di nuovi, e quindi per svelare l’architettura dei sistemi planetari”.

I sei pianeti orbitano intorno alla loro stella molto piu’ vicino e molto piu’ velocemente di quanto non faccia la Terra col Sole. Il piu’ veloce, quello piu’ interno, completa infatti un’orbita in appena un paio di giorni, mentre il piu’ lento impiega circa venti giorni. Nessuno di loro si trova nella cosiddetta zona abitabile della stella, a una distanza tale cioe’ da avere acqua allo stato liquido. I sei pianeti hanno dimensioni comprese tra una a tre volte quella della Terra, mentre le loro masse sono da 1,5 a 30 volte la massa terrestre. Alcuni di loro sono rocciosi, ma piu’ grandi della Terra, sono cioe’ delle cosiddette superterre, altri invece sono pianeti gassosi, piu’ piccoli di Nettuno. Secondo gli astronomi, i pianeti seguono nelle loro orbite schemi ripetitivi, come in una danza ritmica, che porta cinque di loro ad allinearsi con regolarita’ dopo avere completato un certo numero di orbite. Questo risultato, spiegano gli autori dello studio, solleva dubbi sul fatto che il Sistema solare sia il modello planetario di riferimento nel cosmo. Secondo gli esperti, infatti, “mentre il movimento orbitale nel sistema Toi-178 e’ armonioso, le proprieta’ fisiche dei pianeti sono piu’ disordinate, con significative variazioni di densita’ da pianeta a pianeta. Questo contrasto – concludono – sfida la nostra comprensione della formazione e dell’evoluzione dei sistemi planetari”. Maggiori chiarimenti potrebbero arrivare in futuro dal nuovo telescopio dell’Eso, Extremely Large Telescope (Elt), che dovrebbe entrare in funzione nel 2025.

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