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Il mondo va alla scoperta della freccia italiana Jacobs: ”Bolt? Non scherzate”

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Mentre da ogni parte del globo si cerca di capire chi e’ Marcell Jacobs, il mondo corre veloce e i Giochi olimpici di Tokyo 2020 pure, con l’assegnazione di altre medaglie. Quella piu’ importante pero’ l’ha vinta ieri nei cento metri lo sprinter nato in Texas, ma che vive da quando aveva dieci mesi in Italia, “il mio Paese”, dove l’anno prossimo si sposera’ con Nicole: “Lo avevo promesso”. L’uomo piu’ veloce del mondo non ne vuole sapere di paragoni con il suo predecessore nell’albo d’oro (per tre volte): “Bolt? Il suo record? Non scherziamo, lui ha fatto la storia dell’atletica”. Ieri, 1 agosto 2021, allo Stadio Olimpico, Jacobs ha corso i cento metri in 9”80. Mancavano pochi minuti alle 22, da quel momento, la sua vita e’ cambiata. Nessun problema quindi se per una notte non ha chiuso occhio. “Non ci ho provato nemmeno”. Sarebbe stato comunque difficile addormentarsi perche’, arrivato in piena notte al Villaggio olimpico, e’ stato festeggiato, insieme a Gimbo Tamberi, dagli altri atleti italiani. Notte insonne, e parte della mattinata trascorsa allo Stadio Olimpico (dove, evidentemente, si trova a suo agio) insieme al suo allenatore Paolo Camossi per tifare per Filippo Randazzo nella gara del lungo, la sua disciplina iniziale. Poche ore dopo allo Stadio Olimpico ci e’ tornato, Marcell, per chiudere definitivamente la gara piu’ importante della sua carriera, e, per certi versi, della storia dello sport italiano. Doveva ancora prendersi, in tempo di pandemia succede cosi’, la medaglia d’oro. Tuta bianca, come richiesto da Giorgio Armani che veste gli azzurri a Cinque cerchi, occhi lucidi per la commozione, rivolti alla bandiera tricolore, mascherina bianca con un piccolo tricolore, sotto cui ha cantato l’inno di Mameli. “Sto cominciando a realizzare adesso cosa e’ successo”, ha detto in una delle interviste rilasciate. Tante altre ce ne saranno nei prossimi giorni, con televisioni e giornali di un mondo ancora incredulo per la vittoria nella “Gara” di un “underdog”, uno che non partiva come favorito. Il trionfo dell’italiano ha stupito tutti e una parte della stampa di Usa e Inghilterra, in particolare Washington Post e Times, in maniera piu’ o meno esplicita, ha cominciato a chiedersi se dietro ci possa essere qualcosa di sospetto, sottolineando che nell’atletica, e nello sprint, spesso e’ stato il doping a determinare certe sorprese. Dubbi che non rovinano una festa che parte da Desenzano del Garda, dove la madre ha pianto oggi per l’emozione di vedere il figlio sul podio olimpico, e arriva fino agli Stati Uniti, dove vive il padre di Marcell. Per anni i due non si sono parlati: “Mi ha scritto prima della gara dicendomi che credeva in tutto quello che io ho fatto e che potevo fare grandi cose,. Dopo mi ha fatto tantissimi complimenti e mi ha scritto che spera di vedermi presto”. Prestissimo Jacobs rivedra’ Nicole, la sua compagna, che l’anno prossimo diventera’ sua moglie. “Coroneremo il nostro sogno”. Quello sportivo, che solo sportivo non potra’ mai essere, e’ diventato realta’ nella prima domenica di agosto del 2021 allo Stadio Olimpico di Tokyo.

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Grande Milan, ribaltato il Verona a San Siro

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Da una nuova possibile ‘Fatal Verona’ a una rimonta di tre reti che vale il miglior avvio di sempre in campionato. Nonostante le assenze, il Milan ribalta l’Hellas sul 3-2 e vola a quota 22: nell’era dei tre punti, dopo otto giornate, non era mai andato oltre i 20. L’ennesimo segnale di grande maturita’ per la banda di Pioli, in testa in attesa del Napoli. Un Diavolo incerottato senza Maignan, Theo Hernandez e Diaz, vede complicarsi la serata dopo sette minuti con il vantaggio ospite firmato da Caprari, servito nello spazio da Veloso. Il Milan abbozza una reazione, Daniel Maldini ci prova con una girata che vola alta sulla traversa ma il Verona mantiene un ritmo forsennato in pressione e non si accontenta. A meta’ del primo tempo arriva anche un calcio di rigore concesso dall’arbitro Prontera di Bologna, che punisce un contatto molto dubbio di capitan Romagnoli sull’ex Kalinic: Tatarusanu intuisce ma non basta per impedire il raddoppio dal dischetto di Barak. Per Pioli piove sul bagnato, al 37′ si ferma anche Rebic (il migliore dei suoi fino a quel momento) e il cambio di Leao e’ obbligato.

I rossoneri non ci stanno, in campo nella ripresa Castillejo e Krunic ma soprattutto un piglio diverso, sfruttando la velocita’ di Leao. Il portoghese reclama prima per un braccio largo di Casale in area gialloblu’ non sanzionato dal direttore di gara, poi pennella il cross per Giroud, che al 59′, rianima San Siro con la rete dell’1-2. La squadra di Tudor paga la fatica di un’ora di gioco a una velocita’ di crociera troppo elevata, perde intensita’ e lucidita’ subendo il forcing del Milan e nel giro di due minuti si ritrova sotto nel punteggio. Protagonista a sorpresa e’ Castillejo: l’esterno spagnolo si procura un rigore, trasformato con freddezza da Kessie al 76′, e poi al 78′ propizia il maldestro autogol di Gunter che fa esplodere il Meazza e completa la rimonta sul 3-2. Nel mezzo c’era stato anche l’ingresso di Ibrahimovic, che per poco non mette la ciliegina sulla torta con un tentativo in rovesciata. Ma la sostanza non cambia: il Milan resta imbattuto, primo stop per il Verona di Tudor.

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La Lazio vince in rimonta tra mille polemiche contro una bella Inter per un’ora

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La Lazio vince in rimonta il big match contro l’Inter, trovando un successo pesantissimo dopo il brutto ko di Bologna. All’Olimpico finisce 3-1 grazie alle reti di Immobile, Felipe Anderson e Milinkovic, che rendono inutile il momentaneo vantaggio di Perisic. Tante le polemiche da parte della squadra dell’ex Inzaghi, che recrimina per un gesto di mancata ‘sportivita” in occasione del secondo gol laziale: i biancocelesti sono arrivati a segnare con Dimarco a terra dolorante, facendo scaturire vivaci proteste dei nerazzurri con tanto di rissa accennata e continuata anche nel post partita.

Primo ko in campionato per l’Inter, quarta vittoria invece per la Lazio che sale a 14 punti in classifica. Buoni ritmi e tanta vivacita’ nelle primissime battute di gara, con i nerazzurri che si fanno vedere subito con Dzeko e i biancocelesti che rispondono al 10′ creando la prima vera palla gol: il tiro di Pedro viene respinto da Skriniar, sulla ribattuta Leiva calcia lato di potenza. Sul ribaltamento di fronte, appena un minuto piu’ tardi, arriva l’episodio che sblocca il match: Barella va giu’ in area dopo un contatto con Hysaj, dal dischetto si presenta Perisic (in assenza di Lautaro) e firma il vantaggio interista.

La Lazio reagisce e al 24′ va ad un passo dal pareggio con Basic, che si avventa sul cross basso di Anderson, chiamando Handanovic alla risposta centrale. Al 34′ si fa trovare pronto anche Reina dall’altra parte, volando a deviare un mancino di Perisic diretto sotto il sette. Superato da poco il quarto d’ora della ripresa, arriva un altro episodio da rigore, stavolta in favore dei biancocelesti: Bastoni intercetta con il braccio un colpo di testa di Patric, Irrati assegna il secondo penalty di serata e Immobile realizza la rete dell’1-1. Nel finale la Lazio la ribalta con tante polemiche: all’81’ Felipe Anderson segna con Dimarco fermo a terra, portando avanti i suoi tra le mille proteste degli interisti, che perdono la testa e nel recupero incassano anche il 3-1 definitivo firmato da Milinkovic Savic.

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Lo Spezia torna a vincere, 2-1 alla Salernitana

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Lo Spezia torna alla vittoria e lo fa battendo in rimonta la Salernitana. Al Picco il primo anticipo dell’ottava giornata del campionato di serie A finisce 2-1 per i padroni di casa. Sono tre punti pesantissimi per lo Spezia che si rilancia in classifica. Sorpasso dei liguri dopo un primo tempo double face ma una ripresa dai contenuti altissimi. E’ Kovalenko che regala il successo ai liguri con un gol d’autore. E’ una partenza soft anche perche’ i punti in palio sono davvero pesanti, lo sanno tutti che e’ un crocevia. Soprattutto gli aquilotti di Thiago Motta che giocano in casa e deve essere l’occasione per dare una svolta alla stagione. E l’avvio dello Spezia e di quelli convincenti secondo il solito modello con pressing alto sul portatore di palla mentre la Salernitana riesce a contenere e ripartire in contropiede con velocita’. Come detto lo Spezia mostra subito i muscoli e lo fa al 27′ con Salcedo che colpisce la traversa da posizione ravvicinata. Poi i ragazzi di Castori alzano il baricentro e incominciano ad avanzare dalle parti di Provedel che prima si esalta su Simy al 38′ ma nulla puo’ sullo stesso attaccante pochi secondi dopo quando sfrutta al meglio un assist di Obi.

Nella ripresa l’avvio dello Spezia e’ di quelli sprint con il pareggio che si concretizza con Strelec dopo pochi minuti (6′): colossale disattenzione di Kechrida che avvia la ripartenza dei liguri e la fiondata dell’attaccante e’ una sentenza per il portiere campano. Lo Spezia vuole la vittoria e alza vertiginosamente il ritmo. Prima sfiora il sorpasso con Nzola e Salcedo ma Belec e’ strepitoso poi al 32′ arriva il raddoppio grazie alla giocata straordinaria di Kovalenko che disegna una parabola straordinaria che finisce all’incrocio dei pali. Un gol pesantissimo che regala i tre punti alla formazione di Thiago Motta.

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