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Il Mondiale più tecnologico di sempre: chip nel pallone, avatar 3D e intelligenza artificiale
Il Mondiale 2026 ha trasformato il calcio in un laboratorio tecnologico globale: pallone con sensore, avatar tridimensionali, intelligenza artificiale e immagini dalla prospettiva dell’arbitro. Strumenti avanzati che, tuttavia, non hanno eliminato errori, dubbi e polemiche.
Dalla moviola del lunedì al gemello digitale di ogni calciatore. Il rapporto tra calcio e tecnologia ha compiuto un salto impressionante nel Mondiale disputato tra Stati Uniti, Canada e Messico, indicato dagli organizzatori come il torneo più tecnologicamente avanzato mai realizzato.
La tecnologia non ha però cancellato le discussioni. Ha reso le decisioni più rapide, misurabili e ricostruibili, ma non sempre più facilmente accettabili. Le polemiche arbitrali hanno accompagnato anche questa edizione, costringendo più volte il responsabile degli arbitri della Fifa, Pierluigi Collina, a intervenire pubblicamente per difendere direttori di gara e procedure.
Dalla moviola al Var
Per decenni la tecnologia è rimasta fuori dal campo ed è servita soprattutto ad alimentare le discussioni televisive del dopopartita.
Anche nella finale mondiale del 2006 tra Italia e Francia, la testata di Zinedine Zidane a Marco Materazzi fu individuata con l’aiuto delle immagini televisive, pur in un’epoca in cui il Var non esisteva ancora.
La prima vera svolta arrivò con la Goal-Line Technology, introdotta nelle competizioni Fifa dal 2012 per stabilire se il pallone avesse superato completamente la linea di porta. Seguì il Var, utilizzato per la prima volta in un Mondiale nel 2018.
Nel 2026 il sistema è diventato ancora più complesso, integrando sensori, tracciamento ottico, elaborazione dei dati e intelligenza artificiale.
Il pallone con il chip
Uno dei protagonisti invisibili del torneo è stato il pallone connesso, dotato di un sensore interno capace di rilevare il momento esatto del contatto con il piede, con la testa o con un’altra parte del corpo.
La Connected Ball Technology non rappresenta una novità assoluta, essendo stata già utilizzata nel Mondiale del Qatar, ma nel 2026 è stata integrata più profondamente nei sistemi di controllo del fuorigioco e nelle ricostruzioni del Var. Il sensore aiuta gli arbitri a individuare con precisione l’istante in cui viene effettuato un passaggio, elemento decisivo per valutare la posizione di un attaccante.
Il sistema è finito al centro delle discussioni in Portogallo-Croazia, quando un leggerissimo tocco di testa rilevato dal pallone ha modificato la valutazione del fuorigioco e portato all’annullamento di una rete croata.
Il caso del cavo della Spidercam
La tecnologia non è riuscita invece a spegnere la polemica durante Inghilterra-Norvegia. I giocatori scandinavi hanno sostenuto che il pallone avesse colpito uno dei cavi della telecamera sospesa sopra il terreno di gioco prima dell’azione del pareggio inglese.
La Fifa ha affermato che il sensore interno non aveva registrato anomalie o contatti con oggetti esterni. La spiegazione non ha convinto la Norvegia, il cui commissario tecnico Ståle Solbakken ha continuato a sostenere che la traiettoria del pallone fosse stata modificata.
Il caso ha dimostrato che persino una misurazione elettronica può essere contestata quando le immagini sembrano suggerire qualcosa di diverso.
Ogni calciatore trasformato in un avatar
La principale innovazione del Mondiale è stata l’introduzione degli avatar tridimensionali dei calciatori.
Ogni atleta è stato sottoposto a una scansione della durata di circa un secondo, utilizzata per riprodurre dimensioni, proporzioni e caratteristiche fisiche del corpo. Il modello digitale ha permesso al sistema di seguire con maggiore precisione braccia, gambe, testa e busto anche durante movimenti molto rapidi o quando i giocatori risultavano parzialmente coperti.
Il fuorigioco è così passato dalle tradizionali linee colorate tracciate su immagini bidimensionali a una rappresentazione di corpi nello spazio.
Gli spettatori hanno potuto osservare una ricostruzione più realistica dell’azione, simile a quella di un videogioco o di un simulatore. Le immagini sono state mostrate in televisione e sui maxischermi degli stadi dopo la convalida della decisione da parte del Var.
L’intelligenza artificiale al servizio delle squadre
Il Mondiale è stato anche un grande laboratorio di analisi dei dati.
La Fifa e Lenovo hanno sviluppato Football AI Pro, un assistente basato sull’intelligenza artificiale messo a disposizione delle 48 nazionali. Il sistema ha elaborato centinaia di milioni di dati, producendo testi, grafici, video e visualizzazioni tridimensionali per aiutare gli staff tecnici nelle analisi prima e dopo le partite.
L’utilizzo durante il gioco è rimasto vietato, ma tutte le squadre hanno avuto accesso agli stessi strumenti, con l’obiettivo dichiarato di evitare che soltanto le federazioni più ricche potessero disporre delle tecnologie più avanzate.
Oltre 17mila dispositivi
L’infrastruttura tecnologica allestita per il torneo ha avuto dimensioni senza precedenti.
Più di 17mila dispositivi Lenovo e Motorola sono stati distribuiti tra stadi, centri di allenamento e strutture operative. Oltre duecento tecnici hanno garantito il funzionamento delle apparecchiature e dei sistemi di trasmissione.
Il centro internazionale di produzione televisiva di Dallas ha gestito enormi quantità di immagini provenienti dalle sedici città ospitanti, alimentando migliaia di schermi e le trasmissioni destinate a miliardi di spettatori.
La visuale dell’arbitro
Tra le innovazioni più spettacolari c’è stata anche la nuova Referee View, la telecamera indossata dal direttore di gara.
Un software basato sull’intelligenza artificiale ha stabilizzato le immagini in tempo reale, riducendo vibrazioni e sfocature dovute alla corsa. Il pubblico ha potuto vedere contrasti, proteste e momenti di gioco dalla prospettiva dell’arbitro.
Una tecnologia pensata soprattutto per la televisione e non direttamente per assumere decisioni, ma capace di rendere ancora più immersivo il racconto della partita.
Le polemiche non sono scomparse
Il ricorso sempre più esteso all’elettronica non ha eliminato la discrezionalità.
Restano da interpretare l’intensità di un contatto, la volontarietà di un fallo di mano, la gravità di un intervento o l’opportunità di richiamare l’arbitro al monitor. Per questo il torneo ha continuato a produrre contestazioni, comprese quelle rivolte agli arbitri dopo l’espulsione dello statunitense Folarin Balogun e le critiche del commissario tecnico francese Didier Deschamps dopo la semifinale con la Spagna. Collina ha difeso pubblicamente la qualità degli arbitri scelti dalla Fifa.
Anche il soprannome polemico “Vargentina”, circolato dopo alcune decisioni favorevoli alla nazionale di Lionel Messi, ha dimostrato quanto sia difficile separare la tecnologia dal sospetto e dal tifo. Le contestazioni più forti sono esplose soprattutto dopo la sofferta vittoria argentina contro l’Egitto negli ottavi di finale, non nei quarti.
Un calcio sempre più controllato
Il Mondiale dell’ultimo Messi e del primo Lamine Yamal ha segnato probabilmente un punto di non ritorno.
Arbitri e assistenti si sono mossi all’interno di un ecosistema composto da telecamere, sensori, microfoni, sistemi ottici, intelligenza artificiale, avatar tridimensionali, palloni connessi e sale operative remote.
Il margine di errore si è ridotto, ma non è scomparso. E forse non potrà mai scomparire del tutto, perché il calcio resta uno sport fatto non soltanto di millimetri, ma anche di interpretazioni.
La tecnologia può stabilire dove si trovava un piede o quando è stato toccato un pallone. Non può ancora impedire a milioni di persone di vedere la stessa azione in modo completamente diverso.
Esteri
Piogge record in Giappone: otto morti, Chiba sommersa e migliaia bloccati a Narita
Un’alluvione provocata da precipitazioni eccezionali ha colpito Chiba, nell’area metropolitana di Tokyo. Il bilancio provvisorio è di otto morti e un disperso. Trasporti paralizzati, evacuazioni e migliaia di passeggeri costretti a trascorrere la notte all’aeroporto di Narita.
Almeno otto persone sono morte e una risulta dispersa dopo le piogge torrenziali che hanno investito la prefettura di Chiba, a est di Tokyo. Il bilancio resta provvisorio mentre proseguono le ricerche e gli interventi nelle zone isolate.
Il nubifragio ha paralizzato trasporti e servizi nel pieno dell’Obon, la festività buddhista durante la quale milioni di giapponesi tornano nei luoghi d’origine per ricordare gli antenati.
Più di 360 millimetri in un giorno
Nella città di Chiba sono caduti oltre 360 millimetri di pioggia in 24 ore, più di tre volte la media dell’intero mese di agosto. Diverse stazioni meteorologiche della prefettura hanno superato i precedenti record.
L’Agenzia meteorologica giapponese ha diramato l’allerta di livello 5, il massimo previsto, in numerosi comuni interessati da inondazioni e rischio di frane. Nonostante l’attenuazione delle precipitazioni, il terreno saturo e i corsi d’acqua ingrossati continuano a rappresentare un pericolo.
Alcune vittime sono rimaste intrappolate in veicoli sommersi dalle acque. Oltre trenta persone sono rimaste ferite, mentre centinaia di abitazioni risultano allagate o danneggiate.
Settemila passeggeri bloccati a Narita
All’aeroporto internazionale di Narita circa settemila passeggeri hanno trascorso la notte nei terminal. Il personale ha distribuito sacchi a pelo e generi di prima necessità dopo la cancellazione dei voli e l’interruzione dei collegamenti ferroviari e stradali.
Migliaia di pendolari hanno trovato riparo nelle stazioni, negli uffici pubblici e nei municipi. Autostrade e linee ferroviarie sono state chiuse per allagamenti e smottamenti, mentre decine di migliaia di abitazioni sono rimaste temporaneamente senza elettricità.
Oltre 400mila persone hanno ricevuto indicazioni o ordini di evacuazione. Il governo ha mobilitato anche le forze di autodifesa per sostenere i soccorritori.
Il governatore: «Mai visto un disastro simile»
Il governatore di Chiba, Toshihito Kumagai, ha descritto l’evento come una situazione senza precedenti nella propria esperienza amministrativa.
L’impatto è stato aggravato dall’elevata urbanizzazione della regione. Strade asfaltate, superfici impermeabili e sistemi di drenaggio sopraffatti dalla quantità d’acqua caduta in poche ore hanno favorito l’allagamento di quartieri, sottopassi e arterie di collegamento.
Il ruolo del riscaldamento globale
Il riscaldamento globale aumenta la quantità di vapore acqueo che può essere trattenuta nell’atmosfera e crea condizioni favorevoli a precipitazioni più intense. È quindi coerente con l’aumento del rischio di eventi estremi osservato in diverse regioni del pianeta.
Non è però scientificamente corretto attribuire automaticamente un singolo nubifragio al cambiamento climatico senza uno specifico studio di attribuzione. Nel caso di Chiba, gli esperti indicano tra le cause immediate l’incontro tra aria calda e molto umida e masse più fredde presenti in quota.
Esteri
La Groenlandia blocca le trivelle della compagnia vicina a Trump: mancano i permessi
Le autorità groenlandesi hanno fermato il progetto esplorativo di Greenland Energy nella regione protetta di Jameson Land. La società aveva portato attrezzature sull’isola senza tutte le autorizzazioni necessarie. Le perforazioni non potranno iniziare prima dell’inverno 2027.
La Groenlandia ha imposto il rinvio delle trivellazioni programmate da Greenland Energy, compagnia petrolifera statunitense sostenuta da investitori e personalità vicine a Donald Trump.
La società aveva fatto arrivare a luglio alcune attrezzature sulla costa orientale dell’isola senza aver ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie. Le prime perforazioni esplorative sarebbero dovute iniziare nelle prossime settimane, ma il governo groenlandese ha stabilito che la procedura di valutazione non potrà essere completata in tempo.
Trivellazioni rinviate almeno al 2027
Le autorità dovranno esaminare l’impatto ambientale e sociale del progetto, previsto nella regione di Jameson Land. Si tratta di un’area umida protetta, popolata da specie rare di uccelli e da buoi muschiati dai quali dipendono anche le attività dei cacciatori locali.
Nella migliore delle ipotesi, le trivellazioni potrebbero cominciare durante l’inverno del 2027. Il rinvio smentisce le previsioni dell’inviato presidenziale statunitense Jeff Landry, secondo il quale il petrolio groenlandese avrebbe potuto entrare in produzione entro una decina di mesi.
È inoltre necessario distinguere tra perforazioni esplorative ed estrazione commerciale: anche l’eventuale individuazione di un giacimento non consentirebbe l’avvio immediato della produzione.
Il progetto da 60 milioni di dollari
Greenland Energy intende finanziare con circa 60 milioni di dollari le attività esplorative, ottenendo in cambio una partecipazione di maggioranza nel progetto. Il partner britannico 80 Mile possiede alcune licenze rilasciate prima del 2021, anno in cui la Groenlandia ha smesso di concedere nuovi permessi petroliferi per ragioni climatiche e ambientali.
L’amministratore delegato Robert Price sostiene che sotto Jameson Land potrebbero trovarsi riserve petrolifere dal valore di mille miliardi di dollari. Si tratta, però, di una stima della società non ancora dimostrata attraverso perforazioni.
Dopo lo stop, Greenland Energy ha dichiarato di voler rispettare le regole groenlandesi e utilizzare il rinvio per perfezionare il progetto e rafforzare i rapporti con le comunità locali.
La vicenda assume anche un significato geopolitico per le ripetute dichiarazioni di Trump sull’interesse statunitense verso la Groenlandia. Le autorità dell’isola ribadiscono però che lo sfruttamento delle risorse naturali deve sottostare alle leggi locali, indipendentemente dai legami politici o finanziari dei potenziali investitori.
Cronache
Ischia e Procida, camion oltre 35 quintali in partenza da Napoli: circa 40 al giorno
Dopo il sisma del 31 luglio e la scoperta di due edifici pericolanti a Pozzuoli, circa 40 camion al giorno diretti a Ischia e Procida saranno trasferiti allo scalo napoletano di Porta di Massa. Deroga per i mezzi dei rifiuti, ancora da definire la soluzione per gas e carburanti.
I camion più pesanti diretti a Ischia e Procida partiranno temporaneamente da Porta di Massa, a Napoli. La soluzione è stata confermata dal prefetto Michele di Bari durante la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica tenuta a Ischia con i sindaci dell’isola.
Il provvedimento è legato alle condizioni di due edifici del centro di Pozzuoli, risultati pericolanti dopo le verifiche effettuate in seguito al terremoto del 31 luglio. Le limitazioni servono a ridurre il passaggio dei mezzi più pesanti lungo le strade di accesso allo scalo flegreo.
Da Pozzuoli soltanto mezzi fino a 35 quintali
Dal porto di Pozzuoli potranno continuare a partire per Ischia e Procida i veicoli lunghi non più di otto metri e con un peso non superiore a 35 quintali.
I camion oltre tale limite saranno invece imbarcati da Porta di Massa. Secondo i dati forniti dal prefetto, il trasferimento riguarderà circa il 25% dei mezzi commerciali diretti abitualmente verso le isole del Golfo: complessivamente una quarantina di camion al giorno.
La riorganizzazione dovrà garantire la continuità nell’approvvigionamento delle merci, evitando nello stesso tempo il transito dei mezzi più pesanti accanto agli edifici danneggiati.
Deroga per i camion dei rifiuti
Resta prevista una deroga per gli automezzi che trasportano i rifiuti dalle isole alle discariche della terraferma.
Non è stata invece ancora assunta una decisione definitiva per le autobotti e gli altri mezzi incaricati di rifornire Ischia e Procida di gas e carburanti. La questione dovrà essere risolta in tempi rapidi per evitare problemi nella distribuzione.
Una misura temporanea
Il prefetto ha precisato che la soluzione non sarà definitiva. I due fabbricati pericolanti dovrebbero essere messi in sicurezza in tempi brevi, consentendo di ripristinare la piena accessibilità al porto di Pozzuoli per tutti i veicoli.
Fino alla conclusione degli interventi, il traffico commerciale destinato alle isole sarà quindi suddiviso tra i due scali: i mezzi più leggeri continueranno a utilizzare Pozzuoli, mentre quelli oltre i 35 quintali partiranno da Napoli.


