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Il ministro “grillino” Cingolani sfratta tutti i grillini piazzati da Costa al ministero e si affida ai renziani

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Beppe Grillo dice (lo dice lui) che Roberto Cingolani è stato indicato da lui a Mario Draghi come ministro della transizione ecologica. Il M5S sui profil social e sul blog delle Stelle inserisce Cingolani nella foto di gruppo dei ministri del Movimento.
E il neo potente ministro che dovrebbe fare la battaglia più delicata della “transizione ecologica” come si sta attrezzando per questa sfida? La prima scelta è stata quella di cancellare  Sergio Costa ovvero il ministro dell’Ambiente del M5s fino a un mese fa. La squadra dell’ex capitano della polizia provinciale di Napoli che in pochi anni è diventato generale dei carabinieri e quindi ministro è stata spazzata via. La “transizione ecologica” Cingolani  la farà con nuovi dirigenti, persone di esperienza e esperienze diverse che nulla hanno a che vedere con la pletora di amici e parenti di grillini arrivati al Dicastero con Costa. Capo di gabinetto sarà il consigliere parlamentare Roberto Cerreto.  È già stato collaboratore importante al ministero per le Riforme di Maria Elena Boschi che poi lo portò con lei anche a Palazzo Chigi come capo dell’ufficio legislativo quando divenne sottosegretaria di Gentiloni. Cerreto – scrive oggi il Fatto Quotidiano – ai tempi in cui fu capo di gabinetto della Boschi a Palazzo Chigi si occupò  “della scrittura dell’emendamento sui giacimenti di Tempa Rossa chiesto dalle compagnie petrolifere per aggirare le resistenze della Regione Puglia”.
All’ufficio legislativo ci sarà Marcello Cecchetti, giurista d’area Pd.  Il vice sarà l’avvocato Marco Ravazzolo, responsabile Ambiente finora.

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Beppe Grillo si propone come “segretario del Pd” e invita i partiti a collaborare

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“Io vi invito, se mi invitate vengo, faccio il segretario, vi ripeto, del partito democratico elevato, ci mettiamo 2050 nel simbolo, io ci sto un anno, un annetto, Conte sta di là un annetto, parliamo con tutti e facciamo dei progetti comuni. Mettete 2050 nel vostro simbolo, come sara’ nel nostro prossimo con Conte, sara’ 2050, invito tutti i partiti a mettere 2050 nel loro simbolo, facciamo un progetto in comune, ne usciremo in un modo straordinario”. E’ la proposta lanciata da Beppe Grillo sul blog. “Dobbiamo riprogettare tutto, non possiamo farci concorrenza, destra, sinistra. La concorrenza, non funziona piu’” . “E’ tutta la notte che sogno – scrive Grillospiegando la genesi della sua proposta- che mi sveglio di notte, penso a dieci progetti, venti contemporaneamente, scrivo fogli, foglietti, ho la mente disordinata, nell’entropia, seconda legge della termodinamica. Ho fatto una considerazione, io non sono iscritto al MoVimento 5 Stelle, non sono riuscito a votare. Mi ero iscritto al pd qualche anno fa, vi ricordate alla sezione di Arzachena, poi mi dettero indietro i soldi e la tessera, e Fassino fece la sua premonizione dicendo: si prenda, si faccia un partito. Poi vedo la situazione del partito democratico, vedo la nostra, vedo una coalizione di forze antagoniste che devono governare insieme, capitanate da una personalita’ diciamo straordinaria come puo’ essere Draghi, pero’ tutto questo per la pandemia”. Se non ci fosse la pandemia, dice Grillo, “non avremmo fatto un governo cosi’, non staremmo insieme, io non sarei qui a dirvi quello che vi sto per dire. Quando risolveremo, se si potra’ risolvere col vaccino, spero di si’, a breve tempo, dovremo sempre conviverci, quindi riprogettare il tempo, riprogettare le citta’, architetti, antropologi e designer, dovremmo essere elastici nel tempo, nello spazio, nei trasporti, nel produrre cose, nel turismo. Dobbiamo riprogettare tutto, non possiamo farci concorrenza, destra, sinistra. La concorrenza, non funziona piu’, non funziona nell’evoluzione, non funziona, proprio nella legge della termodinamica. Siamo nel caos ma il caos e’ creativo, quindi ho visto questo partito, il partito democratico che va via una buona persona. E’ nauseata un po’ da tutto come siamo un po’ tutti nauseati dalla politica, dai partiti. Forse c’e’ un momento di riflessione, il Pd deve avere una narrazione, deve avere un progetto, io non ho mai sentito parole come transizione, ecologia, energie rinnovabili, eppure sono tutte cose che sono sul piatto adesso. I giovani, sia di destra e sinistra, non e’ fare un muro contro il fascismo, sta cambiando anche li’, io credo che la Meloni, che i leghisti, i giovani, non ci siano queste differenze incredibili. Il 2050 e’ li’, adesso, ci saro’ io sicuramente perche’ sono elevato, ma i nostri figli ci saranno tutti, i nipoti, quindi dobbiamo progettare una cosa per l’ambiente adesso e per il clima nel 2050, quindi qualsiasi cosa, come progettare un litro di carburante, un watt, un chilo di pesce, un chilo di carne, un chilometro di trasporto sara’ condizionato a questo zaino ecologico che si portera’ il prodotto sin dopo la sua morte, la sua seconda vita sotto che diventa rifiuto, quindi non deve diventare rifiuto, riprogettare tutte le cose in un altro modo, si apre una, roba che se hai un po’ di fantasia, meraviglioso, ma io vengo faccio il segretario elevato del vostro Pd, ma ve lo dico seriamente, mi iscrivo e portiamo avanti insieme, di la’ ci sara’ Conte, di la’ ci sara’ Salvini, ci sara’ la Meloni, tutte le forze politiche dovranno convergere su questo progetto comune e cosi’ ne usciremo alla grande”.

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Casaleggio sfida Grillo e prepara la scissione nel M5S

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Beppe Grillo ha difficoltà a giustificare il sì a Draghi. Usa il Mite, ministero della Transizione ecologica, ma le argomentazioni sono debolucce. Davide Casaleggio e l’Associazione Rousseau annunciano per il 10 marzo un manifesto, “perché è arrivato il momento di riattivare i motori e cominciare la nostra corsa controvento”. Molti espulsi di fresco, nomi come Barbara Lezzi, Nicola Morra e Elio Lannutti, gli battono le mani. E pare l’embrione di una sorta di scissione, di un nuovo movimento per recuperare i valori originari del M5S . IlGarante ha provato ad evitare lo scontro finale tra il Movimento e Casaleggio ma lo strappo c’è. Tanti grillini corrono a chiedere di potersi cancellare da Rousseau, mentre il ministro Stefano Patuanelli è feroce: “Auguri a Rousseau, il M5S non va di bolina ma con il vento in poppa e con Conte”. Tutto questo, nel giorno in cui Nicola Zingaretti si dimette da segretario dem, mettendo a serissimo rischio l’alleanza giallorosa. E nello stesso giovedì in cui Grillo diffonde un torrenziale post in cui spiega l’entrata nel governo: “Il M5S ha deciso di non sottrarsi alle sue responsabilità, per contribuire a fare un uso più lungimirante possibile dei 209 miliardi” del Recovery Plan. Quindi sì a Draghi, “a cui abbiamo posto due condizioni tassative, l’istituzione di un super ministero della Transizione ecologica e soprattutto del Comitato interministeriale per la Transizione, sotto la responsabilità diretta del premier”. Grillo blinda, ancora, Virginia Raggi. E la cosa, a dire il vero, non  è che faccia davvero piacere. Significa che ce n’è bisogno?  “Il Comune di Roma è in buona posizione per dare nuovo slancio ecologico alla città”. Ma Casaleggio che fa? Che cosa dice?. “Non è più tempo di accontentarsi – scrive l’Associazione Rousseau – Per tornare a volare alto dobbiamo anteporre le idee alle persone e le riforme alle poltrone”. È l’anatema, e la scissione, anche se un big sussurra: “Vuole solo alzare la posta”. Anche perché Casaleggio chiede ancora al M5S restituzioni per quasi 450 mila euro. Ma ormai le strade si divideranno. Con Alessandro Di Battista che si tiene a debita distanza dalle due parti. E Conte? “Lavora al progetto” ripetono. Cioè al nuovo Statuto dove sono previsti segretari regionali e una tesoreria centrale, per il M5S del 2050. Quello dove Casaleggio non ci sarà.

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Morto l’ex sindaco di Milano e ministro Carlo Tognoli

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L’ex sindaco di Milano e due volte ministro Carlo Tognoli è morto questa mattina. Carlo Tognoli è stato un pezzo importante della storia milanese, della storia del Partito Socialista e anche della politica del Paese degli anni ’80 e ’90. Tognoli aveva 82 anni e a novembre era stato colpito dal covid mentre si trovava ricoverato all’ospedale Gaetano Pini per la frattura del femore. Da sempre iscritto al Psi, Tognoli è stato sindaco di Milano per 10 anni, dal 1976 al 1986. Erano gli anni della Milano cosmopolita, della Milano da bere, città che accoglieva tutti e dava a tutti una occasione. Poi diventò prima europarlamentare e quindi deputato. È stato poi ministro per i Problemi delle Aree Urbane del Turismo e dello Spettacolo fino al 1992, per poi lasciare ogni carica politica. Il cordoglio di Milano per la morte di Tognoli è stato espresso da altri due sindaci della città. Prima quello in carica, Beppe Sala. “Milano piange la scomparsa di Carlo Tognoli, un grande sindaco della nostra città, un uomo politico concreto e aperto alle riforme” ha scritto Sala, che ha ricordato la figura di  Tognoli. Per Sala, il sindaco Tognoli era “un milanese vero. Per me un maestro e un amico sincero. Mi unisco al dolore della famiglia”.

“Carlo Tognoli è stato un sindaco amatissimo che ha affrontato gli anni difficili dell’uscita dal terrorismo dando una impronta alla citta’ che ha segnato un lungo periodo. E’ sempre stato orgoglioso di essere un socialista riformista e anche da ministro si e’ impegnato per Milano”: cosi’ l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha ricordato Carlo Tognoli, scomparso oggi all’eta’ di 82 anni. “Con la sua scomparsa Milano perde una figura di riferimento, un protagonista del dibattito pubblico ascoltato e rispettato. Nei miei anni da sindaco ho dialogato spesso con Tognoli e la sua scomparsa mi addolora profondamente. Rivolgo una grande abbraccio alla sua famiglia e ai tanti suoi amici”, conclude Pisapia.

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