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Il miglior panettone al mondo arriva da Ischia e l’ha realizzato Alessandro Slama, vincitore del Panettone World Championship

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Alessandro Slama ha vinto il Panettone World Championship, il campionato del mondo del panettone. La proclamazione oggi, alla Fiera di Rho, Milano. Alla manifestazione HostMilano, la rassegna internazionale dell’Hospitality in corso alla Fiera di Milano fino al 22 ottobre c’era anche la gara per il migliore panettone al mondo. Vi han partecipato i migliori pasticcieri italiani. La giuria tecnica designata dal gruppo Maestri del Lievito Madre, è stata presieduta da Maurizio Bonanomi (Pasticceria Il Merlo, Milano), ed era composta dai Maestri: Marco Avidano (Pasticeria Avidano, Chieri – Torino), Maurizio Bonanomi (Pasticceria Merlo, Pioltello – Milano), Mario Bacilieri (Pasticceria Bacilieri, Marchirolo, Varese), Emanuele Lenti (Pregiata Forneria Lenti, Grottaglie, Taranto), Grazia Mazzali (Pasticceria Mazzali, Governolo – Mantova), Anna Sartori (Pasticceria Sartori, Erba – Como), Carmen Vecchione (Dolciarte, Avellino). Sono loro che hanno assegnato a Slama questo prestigioso riconoscimento.

Panettone Slama. Ecco il dolce di Natale che ha vinto il Panettone World Championship a Milano

Lui è Alessandro Slama, ischitano a metà. È nato a Ischia ma ho vissuto molto tempo in Tunisia. Suo padre è originario della Tunisia. Da sempre porta avanti un progetto di famiglia: la panificazione. Lui ama il suo lavoro di panificatore e pasticciere.  Sono alla terza generazione di una famiglia storica di Ischia. Alessandro Slama nasce come panificatore, Poi ha perfezionato il suo percorso professionale fatto vari corsi professionali con maestri importanti nel settore della panificazione della pasticceria. da Giorilli a Rivola. Ha affinato notevolmente la sua professionalità. Ha affinato i metodi di lievitazione, tanto che oggi è tra i professionisti più in vista e ricercati sul mercato. Ha vinto anche tanti concorsi. Il più importante è stato la Coppa del Mondo dove ho vinto nella selezione nazionale. L’uso del lievito naturale gli ha cambiato la vita professionale. Da sempre è costantemente alla ricerca di prodotti innovativi e salutari. Non ha mai voluto lasciate l’isola d’Ischia per impiantare la sua attività altrove. “Amo così tanto Ischia che non la lascerei per nulla al mondo, anche se è difficile portare avanti una azienda sull’isola” spiega Lama. Sul suo profilo Facebook, Alessandro Slama, ha poi ringraziato tutti quelli che hanno creduto in lui e la sua isola, con un post di amore per Ischia.  “La felicità – ha scritto Slama – non è solo vincere perché ho fatto il miglior panettone al mondo. La felicità è averlo fatto a Ischia! Perché Ischia è un luogo incantevole che ti fa apprezzare tutte le cose belle e buone della vita. Ringrazio tutti gli amici, tutti gli Ischitani, tutte le persone che credono in me e nel lavoro che faccio. Ringrazio anche tutti i giornalisti che nel bene o nel male raccontano sempre la nostra bella Ischia e la nostra tradizione enogastronomica fatta di grandi prodotti ma anche di grandi cuochi, chef, panificatori e pasticcieri. Grazie ISCHIA!”.

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Gino Carullo e il Savoir Vivre italiano che conquista la Svizzera

Giovanni Mastroianni

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La storia dell’arch. Luigi Carullo, per tutti gli amici Gino, è quella di tantissimi professionisti che dall’Italia, in particolare dal Meridione, sono partiti alla volta del mondo perché stanchi di dover combattere ogni giorno per difendere la loro dignità professionale. E per la maggior parte di loro, travalicati i confini italici, si apre quasi sempre un mondo di occasioni, l’inizio di un’avventura in un contesto non tanto diverso dal nostro, salvo che per un irrinunciabile fattore, la “normalità”,  quella che nel nostro paese spesso viene ipotecata dalla mediocrità di chi ci amministra.

Ovviamente, se una persona per bene, capace e piena di vita come Gino entra in contatto con il territorio Elvetico l’effetto è immediato, ed ecco che la ricerca della tanto sospirata “normalità” si traduce in sogno realizzato. Non di certo senza impegno e sacrifici, ma quando l’attività viene esercitata in un contesto gratificante dove addirittura, e si sottolinea addirittura, ad un professionista viene riconosciuto il suo impegno lavorativo, allora il valore italiano non conosce più limiti e dilaga. Ovviamente anche l’amore non tarda ad arrivare e quindi la costruzione di una famiglia felice, immersa nella serenità, è un’altra pagina di sospirata vita che diventa realtà.

Ma anche a fronte di cotanta gioia c’è sempre un prezzo che si continua a pagare, perché anche chi riesce ad affermarsi all’estero e lì si realizza, sente sempre il cuore di straripante affetto per questa pazza Italia che prima ti ammalia, poi ti rinnega, ma sempre ti richiama facendoti battere forte il cuore.

Allora bisogna scegliere se vivere aggrappati alla malinconia oppure far sì che quel legame profondo con la Terra d’origine, dove la bellezza struggente dei luoghi e le eccellenze enogastronomiche ancora sopravvivono malgrado tutto, possa diventare un modo per sentirsi sempre vicino agli affetti lontani. E così negli spazi ritagliati alla progettazione in autocad Gino, assieme alla moglie Beatrice Morelli (manager elvetica), disegna prima nel suo cuore e realizza poi Savoir Vivre Selection, che rappresenta la più bella sintesi del legame tra Italia e Svizzera, che prende corpo in un magnifico chalet nelle prossimità del lago di Nauchatel nel territorio di Champmartin (non distante da Berna). Qui l’architetto italiano si dedica con la sua famiglia alla produzione, distribuzione e trasformazione dei sapori più ricercati d’Europa, soprattutto italiani,  con un occhio di particolar riguardo a quelli delle origini dell’alto Casertano e quindi della Campania, da dove è partito carico di ormai realizzate speranze. 

Il passato nostrano ed il futuro transalpino si fondono così in un gusto unico, trasformato per gli ospiti della struttura sempre più richiesta e ricercata. E nel momento di piena pandemia maggiormente sentita nei luoghi d’origine, neanche a dirlo, Gino ha fatto ordini importanti ai suoi fornitori storici, soprattutto Campani, per far sentire loro la piena fiducia in una ripresa che non tarderà ad arrivare. Un gesto garbato e profondo che lascia un segno tangibile e rinsalda questo legame che diventa un ponte di sentimenti senza spazio e senza tempo.

Perché se costretti a lasciare il nostro amato Sud, in ogni parte del mondo saremo chiamati a costruirci un futuro e realizzare il nostro destino, il gusto per la vita e per il buono ce lo portiamo nel sangue, perché “Savoir Vivre” è un modo di vivere che ci insegna che con le radici profonde e valori autentici, possiamo andare ovunque senza allontanarci mai. 

Bravissimi Beatrice e Gino, arrivederci a presto.

Giovanni Mastroianni

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Fase 2, Ischia: operatori terme contenti perchè si è evitato stop per diverse attività

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L’ordinanza di De Luca sul riavvio degli stabilimenti termali è una buona notizia  per l’isola d’Ischia che conta centinaia di hotel e diversi parchi attrezzati con vasche e stabilimenti in cui vengono utilizzate le acque delle diverse sorgenti termali per bagni e cure e per i quali le normative anti covid avevano frenato la riapertura. “Grazie alla conferenza Stato/Regioni ed alla collaborazione di Federterme, ASL e Federalberghi Terme abbiamo evitato il probabile stop di diverse attivita’ turistiche isolane e la perdita di numerosi posti di lavoro; è stata una battaglia dura ma da domani inizia l’estate 2020 di Ischia” afferma Peppino Di Costanzo, presidente della Associazione Termalisti isolani (la più grande d’Italia per le strutture termali) mentre Ermando Mennella, vice presidente Federalberghi Campania, aggiunge: “Il lavoro congiunto delle associazioni di categoria ha prodotto i protocolli che permetteranno alle strutture termali la riapertura in sicurezza sia per i nostri collaboratori che per i clienti. Operando insieme i risultati si ottengono, ora speriamo di metterci alle spalle il prima possibile questa esperienza della pandemia”. Ora tocca capire se alcune importanti strutture che avevano fatto sapere che non avrebbero riaperto le terme, alla luce di questa ordinanza apriranno i battenti.

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La Campana è Felix nel segno delle eccellenze enogastronomiche

Giovanni Mastroianni

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+Dall’inizio degli anni 90’, grazie alle associazioni culturali e di categoria dove sono poi confluite le migliori realtà agricole ed enogastronomiche, è avvenuto vero e proprio miracolo economico e sociale, dove forse per la prima vola nella storia dell’Italia Meridionale si è riusciti a valorizzare il sacrificio di chi da sempre si è dedicato alla campagna, il nostro meraviglioso mare verde sul quale sorgono borghi incantevoli e sul quale la Storia ha lasciato impronte importanti. Luoghi unici,  studiati ed apprezzati in tutto il mondo. Siamo ovviamente nella “Campania Felix”.

Così soprattutto tantissimi giovani appassionati hanno potuto oggi avviare nuove attività o consolidare quelle di famiglia, e distinguersi in un settore che riesce a trainare gran parte dell’economia regionale anche attraverso il definitivo consolidamento di un turismo d’elite, colto, preparato e  sempre più interessato alla ricerca di sapori autentici, condotto in percorsi mirati dove storia, arte e gusto li accompagnano in esperienze senza precedenti. 

Tramite la nuova via del gusto possiamo far assaporare l’essenza del nostro meraviglioso Territorio e tra le tante stupende mete regionali ci si può imbattere in una macro area compresa tra l’Alto Casertano ed il Sannio Alifano, a bassa densità abitativa, con un sistema urbanistico ed una orografia tanto simile alla Toscana o all’Umbria, che si sviluppa tra lo scorrere del Volturno e corsi d’acqua minori come il Rio Grassano (il cui omonimo parco è diventato in pochi anni tra i più potenti attrattori turistici sanniti), dolci colline e pendii che vanno via via arrampicandosi sul Monte Maggiore e massiccio del Matese. Qui l’eccellenza enogastronomica è figlia di uno stile di vita autentico, antico, profondo.

Manuel Lombardi

In questa fetta di paradiso baciata non solo dalla fortuna ma soprattutto dall’impegno di infaticabili agricoltori e validissimi imprenditori che nel Territorio ci hanno creduto davvero, non può mancare di essere citata l’avventura di Manuel Lombardi (oggi anche presidente di Coldiretti Caserta) che con l’azienda di famiglia, in Castel Di Sasso, ha reso celebre l’antico formaggio “conciato romano” in tutto il mondo.

La testimonianza della famiglia Lombardi ci racconta quindi di come sia possibile vivere di autentici valori e genuinità, come poter diventare punto di riferimento imprenditoriale attingendo alla bellezza struggente di un paesaggio incantato e alla vera tradizione che diventa futuro possibile e sostenibile, capace di generare indotti privi di alcun impatto ambientale e che nascono nella filiera a chilometro zero.

Giovanni Lavornia. Presidente del Settore Terziario di Confindustria Caserta

Una realtà quindi irrinunciabile anche a fronte della pandemia che ha costretto ad abbandonare l’effimero e l’insostenibile, così come pienamente compreso da ogni sfera produttiva tra cui non poteva mancare quella rappresentata da Confindustria Caserta, dove l’amico Giovanni Lavornia, Presidente del Settore Terziario, oggi non manca di sottolineare: “La pandemia ha inevitabilmente stravolto l’ordine delle priorità nella vita di ognuno di noi, valorizziamo ed apprezziamo alcune cose ed alcuni luoghi che fino a qualche mese fa sembravano scontati invece meritano un’attenzione diversa perché nella semplicità di alcune azioni di alcune attività risiede la vera felicità! Anche la ricoperta di alcuni cibi e di alcuni piatti della tradizione del nostro territorio hanno dato soddisfazione ai nostri palati ed hanno contribuito a tenerci impegnati e distratti in questo lungo periodo. La nostra macro area, il nostro amato “Alto Casertano” custodisce molti prodotti e molte ricette che bisogna raccontare e far conoscere ai tanti, la ripartenza deve e può avvenire anche tramite la valorizzazione dei nostri territori e delle nostre prelibatezze, rappresentano una ricchezza inestimabile, il ritorno nei campi e la promozione dei prodotti che lo stesso offre rappresenta quel valore importante che può considerarsi la leva che contribuirà a farci uscire da questo momento di pausa e riflessione, rappresenta anche un potenziale sviluppo dell’occupazione, tanti giovani che potrebbero fare della coltivazione un vero e proprio business, la valorizzazione dei prodotti enogastronomici, delle bellezze naturalistiche e dei tanti siti archeologici che rappresentato ulteriori attrattori. Creare un vero e proprio brand territoriale ed un progetto di marketing da leggere come chiave di volta per trasformare in opportunità, con ottimismo e positività,  un evento negativo che ha colpito tutti sia da un punto di vista sanitario che economico”.

Il nostro futuro è quindi nelle nostre mani, anzi, mai come ora nel nostro Territorio.

 

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