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Il Messico apre il Mondiale con una festa: 2-0 al Sudafrica davanti all’Azteca

Il Messico inaugura i Mondiali 2026 con una vittoria convincente sul Sudafrica. Decidono i gol di Julian Quinones e Raul Jimenez in una partita segnata da tre espulsioni.

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La fiesta mundial comincia nel modo migliore per il Messico. Davanti al pubblico dell’Azteca, la nazionale di Javier Aguirre batte 2-0 il Sudafrica nella gara inaugurale dei Mondiali 2026 e si prende subito tre punti pesanti nel gruppo A.

Quinones accende l’Azteca

Il primo gol del torneo porta la firma di Julian Quinones, il più pericoloso tra i padroni di casa. L’attaccante approfitta di un errore della difesa sudafricana, ruba palla e batte Williams, facendo esplodere lo stadio.

Il Messico controlla la partita con maggiore qualità e intensità, sfiorando anche il raddoppio prima dell’intervallo. Lo stesso Quinones colpisce un palo, confermando di essere l’uomo più ispirato della serata.

Raul Jimenez chiude la partita

Nella ripresa il Sudafrica resta in dieci per l’espulsione di Sithole, punito per un fallo da ultimo uomo. Il Messico fatica per qualche minuto a trovare il varco giusto, poi chiude i conti con Raul Jimenez, bravo a colpire di testa sul secondo palo e a firmare il 2-0.

A quel punto l’Azteca canta “Cielito lindo” e la partita scivola definitivamente dalla parte dei padroni di casa.

Tre espulsioni e un debutto da record

Il finale è nervoso. Zwane viene espulso dopo revisione Var per una manata ad Alvarado, lasciando il Sudafrica in nove. Nel recupero arriva anche il rosso per Montes, autore di un fallo da ultimo uomo.

Tre espulsioni in una gara inaugurale rappresentano un dato raro e segnano una partita comunque dominata dal Messico, più solido, più intenso e più pronto a vivere da protagonista l’avvio del torneo.

Aguirre parte con il piede giusto

Per Javier Aguirre, alla terza esperienza mondiale sulla panchina della Tri dopo il 2002 e il 2010, è un esordio importante. Il Messico vince, convince e si regala un avvio sereno in un girone che lo vedrà ora affrontare Corea del Sud e Repubblica Ceca, altra partita finita con la vittoria della Corea in rimonta per 2 a 1.

Il Mondiale è appena cominciato, ma la prima immagine resta quella dell’Azteca in festa: il Messico ha aperto la sua Coppa del Mondo con forza, orgoglio e una vittoria che pesa.

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Terremoto alla FIFA: licenziato Kevin Lamour dopo l’attacco frontale a Infantino

La FIFA ha ufficializzato il licenziamento del direttore operativo Kevin Lamour. Il dirigente francese pagato le sanzioni per aver criticato pubblicamente il presidente Gianni Infantino sul progetto, poi ritirato, di cedere quote dei Mondiali a fondi privati.

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Si consuma una rottura traumatica ai vertici del calcio mondiale. La FIFA ha licenziato con effetto immediato il suo direttore operativo (COO), il dirigente francese Kevin Lamour. La decisione arriva a poche settimane dalle dure prese di posizione pubbliche dello stesso Lamour contro il controverso piano del presidente Gianni Infantino di cedere il 20% delle quote commerciali dei Mondiali a investitori privati.

La nota inviata ai membri del Consiglio FIFA formalizza la fine del rapporto di lavoro spiegando che «la decisione è stata presa dopo un’attenta valutazione e con grande rispetto per Kevin».

La frattura tra il numero tre della federazione e il presidente era ormai insanabile. Nelle scorse settimane Lamour aveva denunciato pubblicamente la gestione del progetto sui diritti dei Mondiali, affermando che lo staff dell’organizzazione era stato «ingannato» e definendo la trattativa come «il progetto di una sola persona». Consapevole dei rischi legati alle sue esternazioni, il dirigente transalpino aveva dichiarato in una lettera aperta di essere pronto ad assumersi le proprie responsabilità, affermando: «Se questo significa perdere il mio incarico, così sia».

Nonostante il piano di vendita ai fondi d’investimento sia stato successivamente ritirato da Infantino a causa della fortissima opposizione interna e delle principali confederazioni internazionali, il prezzo politico pagato da Lamour è stato l’estromissione immediata dall’organigramma di Zurigo.

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Scontro sul vivaio Milan, Filippo Galli replica a Maldini: «Nessuno ha mai vietato di dribblare»

L’ex responsabile del settore giovanile del Milan Filippo Galli ha replicato alle accuse di Paolo Maldini, secondo cui nel vivaio rossonero si privilegerebbe la tattica a scapito del talento. Galli ha difeso il lavoro svolto dal 2009 al 2018 incentrato sulla crescita dei ragazzi.

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Tensione tra due leggende del Milan sulla gestione dei giovani talenti. Filippo Galli, pilastro della difesa rossonera negli anni d’oro, ha risposto per le rime attraverso un post sul proprio blog (filippogalli.com) alle recenti dichiarazioni dell’ex compagno di squadra e capitano Paolo Maldini, critico nei confronti dei metodi utilizzati nel vivaio del club.

Maldini aveva lanciato una stoccata diretta al sistema di formazione giovanile rossonero: «Qualcosa non funziona a livello sistemico. I miei figli l’hanno visto nelle giovanili del Milan: si parla solo di tattica; se un ragazzo ha talento, è un problema».

Parole che non sono passate inosservate a Filippo Galli, responsabile del Settore Giovanile rossonero dal 2009 al 2018. «Quelle affermazioni mi riguardano direttamente», ha sottolineato l’ex difensore. «In quegli anni costruimmo un approccio lontano dalla ricerca esasperata del risultato, fondato sull’idea di un calcio propositivo che ponesse ciascun ragazzo nelle condizioni di essere il principale protagonista del proprio percorso: sostenendolo nella creatività, restituendo all’errore la sua funzione di tappa e non di colpa. Nessuno ha mai vietato, a nessun giocatore, di saltare l’uomo in dribbling: tutt’altro».

Galli ha poi evidenziato come Maldini non abbia vissuto in prima persona la quotidianità del vivaio milanista: «Non posso muovergli una colpa per non avere, negli anni da dirigente, seguito da vicino il Settore Giovanile. Capisco quanto la prima squadra assorba ogni energia. Gli muovo, semmai, l’osservazione che non si possa parlare della formazione dei giovani senza aver mai attraversato da dentro quel lavoro. Avrò certamente commesso degli errori, ma non posso lasciar passare una descrizione così distante da ciò che è stato quel percorso».

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Zverev domina i tie-break: Atmane piegato, il tedesco vola agli ottavi a Cincinnati

Alexander Zverev accede agli ottavi del Masters 1000 di Cincinnati battendo Terence Atmane 7-6, 7-6 dopo una partita lottata e decisa nei tie-break. Il tedesco prosegue il suo cammino da favorito nel torneo.

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Un successo di pura potenza ed esperienza. Alexander Zverev, numero tre del mondo e prima testa di serie del tabellone, conquista l’accesso agli ottavi di finale del Masters 1000 di Cincinnati superando il transalpino Terence Atmane con il punteggio di 7-6 (7/4), 7-6 (7/6).

Non è stata una serata semplice per il tennista tedesco. Nella calda e umida notte del Midwest americano, il ventiquattrenne mancino francese ha messo a dura prova la testa di serie numero uno del torneo, affidandosi a un dritto chirurgico e a un uso sapiente delle palle corte. Nei momenti chiave del match, tuttavia, la maggiore lucidezza di Zverev ha fatto la differenza. Nel primo tie-break Atmane ha pagato a caro prezzo un errore di dritto, mentre nel secondo il tedesco ha alzato la barra della qualità: due discese a rete immediate e un passante di rovescio da applausi hanno chiuso definitivamente i conti.

Al termine dell’incontro, Zverev ha speso parole d’elogio per l’avversario: «Ha giocato benissimo, è stato estremamente aggressivo e ha servito in modo incredibile. Sono davvero felice di averla portata a casa», ha dichiarato a caldo, scherzando poi sulla fatica e sul sudore lasciato in campo.

Il recente campione del Roland Garros prosegue così la sua marcia da principale favorito sul cemento statunitense, complici le assenze di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz e l’uscita di scena prematura di Novak Djokovic. Agli ottavi di finale Zverev attende ora il vincente della sfida tra l’americano Tommy Paul e il paraguaiano Adolfo Vallejo.

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