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Cronache

Il maestro di Foligno che metteva in castigo il bimbo nero chiede scusa “ma volevo fare integrazione”

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“Un’attivita’ per l’integrazione finalizzata a far prendere coscienza agli studenti del concetto di differenza razziale e di discriminazione”. Non un esperimento sociale. E’ quello che ritiene di avere svolto il maestro della scuola del folignate sospeso dopo avere indicato ai compagni come “brutto” un bambino di colore. Secondo il docente, pero’, un “malinteso” per il quale ha fatto “le sue scuse ai genitori dell’alunno e piu’ in generale a quelli dell’intera classe”. Parole arrivate attraverso l’avvocato Luca Brufani. “Il mio assistito – ha sottolineato il legale – puo’ essere qualificato come simmetrico opposto rispetto al concetto di razzismo e questo viene dimostrato sia dalla sua personalita’ sia dai sui trascorsi, i suoi studi e dalla sua sensibilita’”. Il legale ha poi precisato che dall’attivita’ “volta all’integrazione” e’ scaturita “un’indignazione come conseguenza di questo comportamento che avrebbe portato poi alla consapevolezza e quindi a cio’ che il maestro pone alla base dei propri insegnamenti e della propria personalita’”. Il legale ha sostenuto che sarebbe “uno l’episodio in questione e coinvolgerebbe il bambino, mentre la sorellina, che frequenta un’altra classe, non sarebbe stata coinvolta”. Inoltre – ha proseguito – “il mio assistito afferma con decisione di avere preventivamente chiesto si ragazzi se fossero d’accordo nel fare questa lezione e loro hanno dato il consenso”. Alla base del clamore mediatico ci sarebbe secondo il legale un difetto di comunicazione. “Il risultato il docente l’ha conseguito – ha affermato – perche’ i ragazzi si sono indignati. Cio’ che e’ andato male e’ stata la comunicazione degli alunni che hanno raccontato questa esperienza a casa e i genitori hanno interpretato le modalita’ con le quali e’ stata posta in essere, confondendo questo con un problema di razzismo”.

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Grosso incendio a Striano, in fiamme l’industria dolciaria Ambrosio

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Un incendio di vaste proporzioni è scoppiato a Striano, in provincia di Napoli: a fuoco un’industria dolciaria, la Ambrosio, a viale Vecchie. I carabinieri e i vigili del fuoco stanno intervenendo sul posto. Una grande nube nera è visibile da chilometri di distanza.

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Cronache

Crolla solaio in ufficio postale a San Giuseppe Vesuviano

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Nel primo pomeriggio i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata insieme a quelli della locale stazione sono intervenuti nell’ufficio postale di via Provinciale Passanti a San Giuseppe Vesuviano per la segnalazione di un crollo del solaio. Il danno è risultato essere di lieve entità e fortunatamente l’ufficio era chiuso.

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Mattel lancia la prima Barbie non vedente

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All’insegna dell’inclusione, una bambola cieca entra per la prima volta nell’universo di Barbie: 60 anni dopo il debutto della Barbie originale nei negozi di giocattoli e un anno dopo il film campione di incassi con Margot Robbie e Ryan Gosling, la Mattel ha prodotto la sua prima bambola non vedente. Il colosso del giocattolo ha spiegato che la nuova Barbie, disponibile sia nei negozi che per l’acquisto online, è stata creata per far sentire bambini e bambine non vedenti o con gravi problemi di vista più rappresentati nella società.

“Siamo tutti consapevoli che Barbie è molto di più di una bambola: rappresenta un modo di esprimersi e può creare un senso di appartenenza per chi ci gioca”, ha commentato Krista Berger, vice presidente di Barbie e responsabile globale per le bambole. L’azienda di El Segundo, su cui nelle ultime ore ha messo addosso gli occhi il fondo di private equity L Catterton sostenuto da Lvmh, ha collaborato con la American Foundation for the Blind per assicurare che tutto, dagli abiti che indossa agli occhi della bambola, raffiguri accuratamente una ragazza non vedente.

La Barbie ha in mano un bastone bianco e rosso e rivolge lo sguardo leggermente verso l’alto “in modo da rappresentare accuratamente quello di un individuo non vedente”, spiega la Mattel. Dopo aver condotto test su bambine che non vedono o con gravi problemi di vista, l’azienda ha poi deciso di vestire la Barbie con abiti confezionati con stoffa dalla consistenza tattile. Dettagli come la vita con l’elastico della gonna di tulle viola sono stati aggiunti per rendere più facile alle bambine vestire e svestire la bambola. Anche la confezione è all’insegna dell’accessibilità, con la parola Barbie scritta sulla scatola in caratteri Braille.

La Barbie non è la prima rivolta a un pubblico di bambini con disabilità: del 2019 sono le bambole in sedia a rotelle o con una protesi alla gamba, mentre due anni fa è uscita la prima Barbie con l’apparecchio acustico accompagnata nello stesso anno da un Ken con la vitiligine. Quest’anno poi, assieme a una Barbie cieca, la Mattel si è associata con la National Down Syndrome Society per lanciare la prima bambola nera con la sindrome di Down che si è aggiunta a una versione dall’incarnato bianco uscita nel 2023.

Le bambole sono parte della linea Fashionistas lanciata originariamente nel 2009 con una piccola selezione di diversi tipi anatomici e colori della pelle. Nel 2019 la collana si è allargata a includere 176 bambole con nove differenti tipi di figura, 35 sfumature di colore e 94 stili di capelli.

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