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Il Liverpool ammazza Premier corre da solo, dietro tutte le altre dal Manchester City al Chelsea

Marina Delfi

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Nel giorno della Brexit ritorna la Premier League con alcune certezze, tante incognite ed una sola verità: il Liverpool di Jurgen Klopp ha ammazzato il campionato inglese. Guida la classifica con 70 punti, 19 sulla seconda che è il Manchester City di Pep Guardiola, 22 sul Leicester City e addirittura 40 punti di vantaggio sulla quarta che è il Chelsea di Lampard che nella scorsa stagione vinse l’Europa League battendo l’Arsenal con Maurizio Sarri allenatore. Alle spalle delle prime quattro in classifica la situazione è fluida con 10 squadre in quattro punti, che potrebbero pensare ad un posticino in Europa League ma anche a difendersi dal rischio retrocessione…Infine ci sono 5 formazioni a fare a fanalino di coda ma con il solo Norwich già con un piede in serie cadetta.

Jurgen Klopp. Allenatore

Detto questo le grandi delusioni arrivano dal Manchester United che è quinto ma a 34 punti come il Tottenham, mentre l’Arsenal ne ha solo 30. Nel mercato di gennaio Mourinho con i suoi Spurs cercava un attaccante che non ha trovato, Stessa sorte è toccata al Manchester United. Il Chelsea ha bloccato la cessione di Giroud alla Lazio o al Milan perché – come ha spiegato lo stesso Frank Lampard in conferenza stampa – non c’era nessuna possibilità che arrivasse Dries Mertens. Stesso discorso per l’Arsenal che ha blindato il suo attaccante nel mirino del Barça, Pierre-Emerick Aubameyang.

E adesso? Quasi nulla è cambiato e bisognerà vedere per esempio se la cura Ancelotti continuerà a produrre risultati per l’Everton che era quasi con un piede in piena zona retrocessione quando si è seduto in panchina l’ex tecnico del Napoli e che ora naviga a metà classifica in quel gruppone di squadre sospese tra il balzo in Europa e il salto nel buio…La giornata calcistica vede due big match: oggi Leicester City- Chelsea e domani Tottenham – Manchester City ma molti scontri diretti potrebbero subito dare un assetto diverso alla classifica soprattutto nel “mondo di mezzo” della Premier.

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Alla Juve esodo continua, torna a casa anche Rabiot

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Sulla ripresa degli allenamenti e l’eventuale riavvio del campionato non vi e’ nessuna certezza, di ritorno al lavoro alla Continassa non se ne puo’, quindi, ancora parlare: per i giocatori stranieri della Juventus al contrario e’ ancora il tempo delle partenze. L’ultimo a far sapere di avere lasciato Torino è Adrien Rabiot, il centrocampista ex Psg che non era ancora riuscito a convincere del tutto dal giorno dal suo arrivo, anche se negli ultimi tempi aveva fatto progressi. Rabiot, che ha compiuto 25 anni venerdi’ scorso, ha mostrato sui social dove si trovava, sulle colline della Costa Azzurra, in pieno relax ai bordi di una piscina e intento a centrare la porta con il pallone in un piccolo campetto in erba. Immancabile l’invito a tutto il popolo dei suoi followers su Instagram a “stare a casa”, condito da un messaggio di fiducia: “Giorni migliori stanno arrivando”.

Stando alle segnalazioni, con la partenza di Rabiot e’ salito a 9 il numero dei giocatori della Juventus che sono tornati a casa nei rispettivi paesi, con l’attivita’ totalmente ferma. Il primo e’ stato Cristiano Ronaldo, gia’ all’indomani della vittoriosa partita con l’Inter, approdato nel suo rifugio di Madeira, poi hanno fatto le valigie Gonzalo Higuain, partito su un aereo privato non appena ha avuto l’esito negativo del tampone Coronavirus, Pjanic, Khedira, Alex Sandro, Danilo e Douglas Costa, infine Szczesny, rientrato pochi giorni fa in Polonia. In Italia restano Matuidi e Dybala, ancora in quarantena dopo essere risultati positivi al test del Covid-19. Mentre attendono di rivedere l’orizzonte del calcio giocato, anche i big ingannano il tempo come possono. Cristiano Ronaldo ha lanciato oggi, dai social, una sfida ai milioni di suoi followers, la ‘Living room Cup’ per il maggior numero di esercizio con i muscoli addominali: CR7 ha documentato con un video di averne fatti 142 in 45 secondi. Difficile batterlo.

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Coronavirus, se vi sentite soli e non sapete cosa fare mandate un messaggio a Maria Sharapova

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E’ una star del tennis anche ora che ha smesso, per il suo fascino e le sue iniziative pubblicitarie oltre che per i suoi successi in campo; ora Maria Sharapova ha riservato un colpo a sopresa per i fan. Con un messaggio via social dalla sua quarantena negli Stati Uniti, ha ‘regalato’ il suo numero privato di telefono invitando tutti a mandarle un messaggio con pensieri dall’isolamento per l’emergenza coronavirus, domande, e se possibile anche qualche buona ricetta per passare il tempo. “Mandate i vostri messaggi, rispondero’ a tutti”, dice Sharapova in un messaggio video postato su Instagram e Twitter. L’idea, confessa la 32enne tennista russa, e’ venuta quando la settimana scorsa ha avuto una conference call con 150 tifosi – spinta dallo sponsor – e ha capito “quanto sia importante non perdere il contatto umano in questi giorni”. La frase iniziale del messaggio (“ho appena ricevuto un 310”, con riferimento al prefisso degli Stati Uniti) lascia in ogni caso intendere che Sharapova abbia si’ ‘regalato’ il suo numero, ma non esattamente quello privato.

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Coronavirus: Ceferin, coppe europee da finire entro il 3/8

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 “Il 3 agosto tutto dovra’ essere completato, sia in Champions che in Europa League. Stiamo vivendo una situazione straordinaria e dobbiamo essere flessibili”. Aleksander Ceferin, presidente dell’Uefa, in un’intervista all’emittente tedesca Zdf, fissa la data-limite per la chiusura dei tornei europei per club 2019/20. E’ possibile giocare con il sistema attuale o con partite secche, sorteggiando il nome della squadra che gioca in casa o fuori; oppure si puo’ stabilire di giocare in campo neutro. Per adesso la ‘final eight’ o ‘four’ e’ teoria”, ha aggiunto il n.1 del calcio europeo. “L’unica decisione sbagliata sarebbe quella di mettere in pericolo la salute di giocatori, tifosi, arbitri, tifosi, addetti ai lavori. Ma, se ci sono le condizioni di sicurezza, non vedo alcun problema”. “Esistono diversi piani per ricomniciare i tornei – ha concluso -: alcuni prevedono il ritorno in campo a maggio, altri a giugno e altri a luglio. Tuttavia, se non sara’ possibile, non si torna a giocare. C’e’ un gruppo di lavoro formato da rappresentanti Uefa, delle Leghe e dei club, ma la decisione spettera’ alle autorita’ governative nazionali. La possibilita’ di giocare a porte chiuse esiste”.

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