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Il Governo prova a stanare Arcelor Mittal levando ogni alibi, la procura di Milano apre anche un’inchiesta penale

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La battaglia per l’Ilva si gioca in tribunale. E la partita più importante, in attesa dei giudici, tra governo e Arcelor Mittal, è evitare che l’azienda franco-indiana spenga gli altiforni dell’ex Ilva di Taranto. Sedersi a un tavolo adesso sembra impensabile. Ma a Palazzo Chigi l’ipotesi di una convocazione del premier ai Mittal è tra le cose possibili. Ci sarà, viene spiegato, quando il governo sarà pronto. Perchè in queste ore si affilano tutti gli strumenti, legali e non, per spuntare le armi dell’azienda e impedire che blocchi la produzione. Ma soprattutto per toglierle qualsiasi “alibi” in caso di sganciamento ( dalla mancanza dello scudo penale al possibile ridimensionamento del numero dei dipendenti delle acciaierie). C’è il ricorso d’urgenza dei commissari al tribunale e c’e’ anche “l’assist” dei magistrati milanesi che aprono un’inchiesta penale. Conte ne parla in un post su Facebook in cui non sembra indicare altra via della battaglia giudiziaria. Ma si lavora per quella battaglia e per il futuro, in queste ore.

E torna anche l’ipotesi di un decreto per introdurre lo scudo penale, sul quale Conte è pronto ad andare di persona a convincere i parlamentari M5s. D’altra parte il premier potrà contare anche sui 4 punti votati dai parlamentari 5 stelle. Si tratta – si apprende da diversi partecipanti all’assemblea dei senatori di due giorni fa – di dare piena fiducia alla trattativa di Stefano Patuanelli e di non collegare la vicenda ex Ilva alla fiducia al governo Conte. Nell’accordo raggiunto si ribadisce che lo scudo penale non è tema di discussione. Ma che se per ragioni legali dovesse riproporsi, l’argomento dovrà essere sottoposto all’assemblea dei pentastellati alla presenza del presidente del Consiglio. Se tavolo sara’, teorizzano fonti di maggioranza, si aprira’ dopo che i giudici si saranno pronunciati sul ricorso d’urgenza dei commissari, non prima. Da Palazzo Chigi non si indicano i termini ne’ il percorso che sara’ seguito. Anche se si conferma con forza la volonta’ di mettere in campo ogni strumento possibile per fare andare avanti la produzione dell’acciaio. Quanto al confronto con Mittal, si cerchera’ sicuramente di indurli a restare, ma anche di aumentare il piu’ possibile le frecce nell’arco dello Stato nel caso di un duro contenzioso legale per ottenere il massimo che l’azienda dovra’ pagare se rescindera’ il contratto: fino a cinque miliardi di euro, ipotizzano fonti tecniche esterne all’Esecutivo. Intanto, si starebbero facendo le simulazioni per capire fin dove ci si potra’ spingere con le ipotetiche controproposte: dagli gli ammortizzatori sociali (si ipotizza anche una platea di 2000 esuberi), alla possibilita’ di prepensionamenti per ridurre il “carico” dei 5000 esuberi chiesti dalla multinazionale franco-indiana. Di fronte allo spettro della chiusura degli impianti, e’ pero’ alla soluzione alternativa a Mittal che si guarda, con l’ipotesi di un intervento ponte dello stato, con gestione commissariale, nel tempo necessario a dare forma a una cordata di nuovi proprietari.

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Uber si mangia Postmates, accordo da 2,6 miliardi

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Uber si mangia Postmates e si rafforza nei pranzi e cene a domicilio, ampliando allo stesso tempo il suo portafoglio di offerte con anche le consegne della spesa a casa. Un accordo tutto in azioni dal valore di 2,65 miliardi di dollari con il quale Uber diventa il secondo colosso sul mercato americano per i pasti consegnati. L’annuncio mette le ali ai titoli Uber, che arrivano a guadagnare il 5%. Vola anche la rivale Grubhub, che sale del 3,5% segnalando come gli investitori vedono positivamente un consolidamento nel settore delle consegna al momento altamente frammentato. L’app per auto con conducente spiega di essere stata attirata da Postmates per la sua ampia presenza nelle citta’ americane del sud e sulla costa occidentale e per la sua efficienza. Uber East infatti ha una presenza piu’ internazionale che americana rispetto alle societa’ concorrenti e con Postmates puo’ rafforzarsi a Los Angeles, Las Vegas e Phoenix. L’acquisizione consente a Uber anche l’occasione di attirare un maggior numero di clienti al suo servizio di auto conducente, in forte crescita fino al coronavirus e alle chiusure che ha imposto. Con Postmates Uber si lancia sul mercato della consegna della spesa a domicilio, settore che ha subito un’impennata con la pandemia: prevedendo che la concorrenza per le consegne di pranzi e cene a domicilio durera’ per anni, Uber ha deciso di guardare alle consegne di altri beni, quali la spesa, anche se questo si traduce in uno scontro con Amazon e Walmart. La competizione nella consegna di pranzi e cene e’ forte a livello mondiale e Uber nei mesi scorsi ha cercato di imporsi sul mercato avanzando un’offerta per Grubhub. Una mossa caduta pero’ nel vuoto a causa del prezzo non ritenuto sufficiente e soprattutto per i timori di Grubhub che l’intesa potesse essere bocciata dalle autorita’ di regolamentazione.

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Benzina, ancora aumenti: Italia tra i paesi europei col carburante più caro

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I ritocchi ai listini di benzina e gasolio registrati nel nostro paese nelle ultime settimane portano di nuovo l’Italia ai vertici della classifica europea del caro-carburante”. Lo afferma il Codacons, che ha rielaborato i dati forniti dalla Commissione Europea relativi all’andamento dei prezzi alla pompa in tutta l’Ue nell’ultima settimana. “L’Italia si piazza al secondo posto della classifica dei paesi europei dove il gasolio costa di piu’ – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Con una media ai distributori di 1,285 euro al litro il nostro paese si colloca in seconda posizione, preceduto solo dalla Svezia (1,359 euro/litro). Non va meglio sul fronte della benzina: con un prezzo medio alla pompa di 1,399 euro, l’Italia e’ al quarto posto in Europa, dietro Paesi Bassi, Danimarca e Grecia”. Nei calcoli dei consumatori rispetto alla media Ue la benzina costa oggi nel nostro paese l’11% in piu’, mentre per il gasolio gli italiani spendono addirittura il 14% in piu’. Una differenza quella tra i listini italiani ed europei determinata “dall’elevata tassazione che vige sui prezzi di benzina e gasolio nel nostro paese, e che raggiunge il 70% su ogni litro di carburante venduto in Italia – attacca il Codacons – Basti pensare che al netto di Iva e accise benzina e gasolio costano nel nostro paese addirittura meno della media europea (0,418 euro al litro la verde e 0,436 il diesel contro una media Ue rispettivamente di 0,432 euro e 0,452 euro)”.

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Al debutto il Btp Futura, finanzierà il post covid

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Pronto al debutto il Btp Futura, il nuovo titolo di Stato dedicato ai piccoli risparmiatori che servira’ a finanziare la ripresa post Covid-19 e che prevede un “premio fedelta’” a chi li terra’ dall’emissione alla scadenza. Il collocamento parte il 6 luglio e andra’ avanti fino a venerdi’ 10, salvo chiusura anticipata, ma solo dopo il terzo giorno. “I proventi del Btp Futura saranno interamente destinati a finanziarie le diverse misure previste post Covid-19” ha ripetuto in questi giorni il il responsabile della Direzione Debito pubblico del Mef, Davide Iacovoni, dagli strumenti di sostegno al reddito come la cassa integrazione agli interventi per il rafforzamento del sistema sanitario nazionale fino ai pacchetti di misure per il sostegno a famiglie e imprese. Il Btp Futura, che il Tesoro affianca al Btp Italia per diversificare l’offerta e cercare di riportare a casa i vecchi cari ‘Bot People’ ha una durata di 10 anni e avra’ tassi cedolari minimi garantiti e crescenti pari all’1,15% dal 1/o al 4/o anno, l’1,30% dal 5/o al 7/o anno e l’1,45% dall’8/o al 10/o anno. I rendimenti definitivi saranno annunciati alla chiusura del collocamento, ma non potranno essere inferiori a quelli minimi garantiti. Inoltre, il tasso dei primi 4 anni restera’ invariato, mentre in base alle condizioni di mercato potranno essere rivisti a rialzo solo i tassi successivi al primo. E’ anche previsto un “premio fedelta’” pari all’1% del capitale investito, che potra’ aumentare fino ad un massimo del 3% dell’ammontare sottoscritto, sulla base della media del tasso di crescita annuo del Pil, per coloro che lo acquistano all’emissione e lo detengono fino a scadenza. Un metodo quindi per incentivare i risparmiatori retail a tenersi il titolo fino al rimborso. Sul Btp Futura “ci sono buone aspettative. Ho parlato con diverse reti bancarie, c’e’ molto interesse quindi siamo positivi. Ma in questo momento e’ difficile fare delle stime”, dice il responsabile dei mercati obbligazionari di Borsa Italiana, Pietro Poletto. Non verranno applicate commissioni sugli aquisti nei giorni di collocamento, mentre sul rendimento si continuera’ ad applicare l’usuale tassazione agevolata sui titoli di Stato pari al 12,5%. Il Btp Futura potra’ essere acquistato, oltre che in banca o all’ufficio postale, anche online attraverso l’home-banking.

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