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Cronache

Il Csm convoca il plenum straordinario, Palamara si è autosospeso

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Un plenum straordinario del Csm convocato a tamburo battente per martedi’ 4 giugno e l’immediata sostituzione, nelle commissioni, di Luigi Spina, il capogruppo di Unicost indagato per rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento personale che, dopo essersi autosospeso, ha deciso oggi di dimettersi. Cosi’ il Csm – dopo l’incontro di ieri tra il vicepresidente David Ermini e il capo dello Stato Sergio Mattarella – fa fronte all’onda lunga dell’inchiesta di Perugia nella quale l’ex consigliere di Unicost, ed ex presidente dell’Anm, Luca Palamara e’ accusato di corruzione (oggi si e’ autosospeso dall’Associazione delle toghe) e che ogni giorno rivela nuovi nomi di magistrati coinvolti. Palazzo dei Marescialli non ha ricevuto nuove carte e ha chiesto ai giudici perugini che gli siano trasmessi tutti i documenti “ostensibili oltre quelli gia’ in possesso del Consiglio”. Atti come quelli che chiamano in causa altri due togati del plenum, Antonio Lepre e Corrado Cartoni, consiglieri di Magistratura Indipendente, non indagati ma intercettati durante incontri con Palamara, l’ex sottosegretario Cosimo Ferri e l’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti per discutere del ‘dopo Pignatone’. Si parla anche di un altro magistrato della Direzione nazionale antimafia, ancora non identificato, contattato da Palamara sempre per il risiko delle Procure, in primis quella di Roma. “Gli accadimenti e le frequentazioni riferiti dagli organi di stampa, sotto il profilo etico e deontologico, costituiscono una grave violazione commessa da parte di chi, in attuazione delle norme costituzionali, ha la responsabilita’ di far parte” del Csm e “sono in palese contrasto con i principi e i valori che orientano i magistrati nel loro operare”, ha reagito l’Anm. “Sono certo di chiarire i fatti che mi vengono contestati. Il mio intendimento ora e’ quello di recuperare la dignita’ e l’onore e di concentrarmi esclusivamente sulla difesa nel processo di fronte a tali infamanti accuse. Per tali ragioni mi assumo la responsabilita’ di autosospendermi dal mio ruolo di associato con effetto immediato”, ha scritto il pm Palamara al presidente dell’Anm Pasquale Grasso. Quanto finora emerso, tra anelli e viaggi pagati oltre a una attivita’ di dossieraggio ai danni dell’aggiunto di Roma Paolo Ielo, hanno spinto Unicost a mollare Palamara – per anni uomo simbolo del rinnovamento della corrente – chiedendo, a lui e a Spina, di dare le dimissioni di fronte allo “scenario drammatico” che li vede indagati. Intanto sono stati convocati i probiviri e l’assemblea degli iscritti della corrente moderata si terra’ il 15 giugno. Giuseppe Maria Berruti, ex consigliere di Unicost al Csm (definito “inavvicinabile” dagli uomini della P3 che anni fa volevano condizionare le nomine a Milano), ha rotto il silenzio del suo ruolo di commissario Consob.

“Il Csm ha tempi e necessita’ che sono tipiche dell’amministrazione: essi a mio avviso prescindono dagli accertamenti giudiziari che hanno altre logiche. Il Consiglio sapra’ cosa fare”, ha detto Berruti escludendo riforme contro l’autogoverno, perche’ “il sistema costituzionale conosce anticorpi efficaci”. Anche Magistratura Indipendente, la corrente conservatrice, non sta a guardare e si e’ convocata sabato 8 giugno “per una franca discussione” evidenziando, fin da ora, “la gravita’ di alcuni fatti ove accertati e anche la strumentalizzazione di alcuni organi di stampa nell’accostare vicende diverse e non collegate tra loro e la grande ipocrisia che emerge da alcune reazioni all’interno della magistratura”. I due togati di Mi, Lepre che e’ il relatore della proposta per mettere il fiorentino Marcello Viola alla guida della Procura di Roma, e Cartoni, hanno rivendicato un comportamento “sempre improntato alla massima correttezza: non siamo mai stati condizionati da nessuno, Viola e’ il miglior candidato per Roma e solo ed esclusivamente per questo motivo lo sosteniamo”.

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Cronache

Vladimir Luxuria in bikini e gli insulti sui social: non vivo in una bolla, sono frustrati non haters

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In un’intervista al Corriere della Sera, Vladimir Luxuria ha replicato agli insulti ricevuti sui social media dopo aver pubblicato una foto in bikini (tratta da profilo Fb di Luxuria) scattata su una spiaggia della Sardegna. Luxuria ha affrontato con fermezza le critiche, sottolineando l’importanza di vivere la vita reale e di apprezzare l’interazione umana autentica.

“Io ho imparato a vivere la vita reale, a vedere le persone negli occhi, ai loro sorrisi, a un’esperienza tattile,” ha dichiarato Luxuria. “Non vivo questa bolla di persone che spesso non hanno neanche il coraggio di metterci la faccia. Non sono nemmeno haters: sono dei poveri frustrati che non riescono a farsi una vita propria e devono criticare quella degli altri.”

Luxuria ha scelto di non etichettare i commenti ricevuti come maschilisti o transfobici, rifiutando di dare loro un’importanza immeritata. “Non voglio nobilitare questi commenti chiamandoli maschilisti e transfobici. Non sono una psichiatra: ma non sarà che tutta questa repulsione nasconda un’attrazione?” ha provocatoriamente suggerito.

La foto, che ha scatenato le reazioni negative, è stata definita da Luxuria come un gesto spontaneo. “È stato un gesto spontaneo, mica volevo darmi arie da sirenetta o da Miss Italia. Ero in spiaggia e in spiaggia non ci vai con il cappotto. Fine,” ha concluso, rimarcando la normalità della situazione.

L’intervista mette in luce la resilienza di Luxuria e il suo impegno a rimanere fedele a sé stessa, nonostante le critiche e gli attacchi ricevuti sui social media.

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Camorra, confisca di beni per 30 milioni di euro a imprenditore con legami col clan Belforte

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La Direzione Investigativa Antimafia, la Divisione Anticrimine della Questura di Caserta e il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta hanno eseguito un importante decreto di confisca beni emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. L’azione, che rientra nell’ambito delle misure di prevenzione, è stata effettuata nei confronti di un imprenditore del casertano, operante nei settori del cemento e della ristorazione, noto per i suoi legami con il clan camorristico “Belforte”.

La Confisca

L’imprenditore in questione è stato condannato in via definitiva per aver orchestrato un sofisticato sistema di riscossione del “pizzo”, basato su sovrafatturazioni che mascheravano le estorsioni pagate dai commercianti per “mettersi a posto”. Il valore totale dei beni confiscati ammonta a circa 30 milioni di euro e comprende:

  • 2 compendi aziendali completi
  • Quote di altrettante società
  • 62 beni immobili nelle province di Caserta, Benevento, Salerno e Parma, tra cui:
    • 13 terreni
    • 14 abitazioni
    • 2 opifici industriali
    • 32 garage/magazzini
    • 1 multiproprietà in Costiera Amalfitana
  • 47 rapporti finanziari
  • 18 beni mobili registrati, tra cui:
    • 2 autovetture
    • 16 mezzi industriali

La Gestione dei Beni

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto l’amministrazione giudiziaria dei beni confiscati, con un’attenzione particolare alla loro tutela. È stato istituito un tavolo tecnico che ha definito le linee guida per la gestione dei beni sequestrati e confiscati, al fine di regolamentare l’intera procedura di prevenzione.

Impatto sull’Economia e sulla Criminalità

Questa operazione si inserisce nel contesto delle attività istituzionali volte a colpire i patrimoni illecitamente acquisiti e legati a contesti mafiosi. L’obiettivo è la salvaguardia e la tutela della parte sana dell’economia nazionale, contrastando efficacemente le infiltrazioni criminali. Il decreto di confisca è una misura provvisoria, in attesa della decisione definitiva sui beni, contro la quale i destinatari possono ricorrere secondo i mezzi di impugnazione previsti dalla legge.

Conclusione

L’operazione di confisca dei beni per un valore di 30 milioni di euro rappresenta un significativo passo avanti nella lotta contro la criminalità organizzata nel casertano. Grazie all’impegno congiunto delle forze dell’ordine e della magistratura, si continua a lavorare per smantellare le strutture economiche illegali che alimentano le attività mafiose, proteggendo al contempo il tessuto economico e sociale della nazione.

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Penisola Sorrentina: truffe agli anziani, i Carabinieri arrestano 4 persone in 2 giorni

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La penisola Sorrentina, nota per le sue bellezze naturali e le mete turistiche di fama mondiale, è purtroppo anche teatro di attività criminali che prendono di mira i più vulnerabili della società: gli anziani. Recentemente, i Carabinieri della compagnia di Sorrento hanno intensificato gli sforzi per combattere le truffe agli anziani, culminando in quattro arresti in soli due giorni.

L’operazione

A Vico Equense, una delle località più suggestive della costiera sorrentina, due uomini hanno messo in atto la truffa del “finto carabiniere”. Approfittando della buona fede e della vulnerabilità della signora Maria, una 78enne del posto, i truffatori le hanno raccontato la storia del nipote arrestato, chiedendo una somma di denaro per liberarlo. La signora, preoccupata per il presunto arresto del nipote, ha consegnato tutti i suoi risparmi e i gioielli, per un valore complessivo di circa 10mila euro.

L’Intervento dei Carabinieri

Grazie alla prontezza dei Carabinieri e alle numerose segnalazioni ricevute dai cittadini, la truffa non è durata a lungo. I militari, dopo aver raccolto la descrizione dei due truffatori dalla vittima, si sono messi immediatamente alla ricerca. La gazzella dei Carabinieri ha raggiunto la stazione Eav di Vico Equense, dove ha individuato e fermato due giovani che combaciavano perfettamente con la descrizione fornita. Si trattava di Alessandro Ferrigno, 22 anni, e Christian Bello, 26 anni, entrambi già noti alle forze dell’ordine.

Il recupero del bottino

Durante la perquisizione, i Carabinieri hanno trovato in possesso dei due uomini il denaro e i gioielli rubati alla signora Maria, inclusi un fermacravatte in oro e la fede nuziale del defunto marito. Il bottino è stato prontamente restituito alla legittima proprietaria, mentre i due arrestati sono stati trasferiti in carcere in attesa di giudizio.

Consigli per prevenire le truffe

Il Comando provinciale dei Carabinieri di Napoli, nell’intento di prevenire ulteriori truffe, ha ribadito alcuni consigli fondamentali per aiutare i cittadini, specialmente gli anziani, a difendersi:

  1. Siate diffidenti: Mantenete sempre un atteggiamento di sana diffidenza nei confronti di sconosciuti che cercano di coinvolgervi in offerte o richieste insolite.
  2. Non fornite informazioni personali: Non condividete mai informazioni personali, finanziarie o sensibili con estranei al telefono, via email o di persona, a meno che non abbiate la certezza della loro legittimità.
  3. Verificate l’identità degli interlocutori: Se ricevete una chiamata o una visita da qualcuno che si presenta come rappresentante di un’azienda o un ente, richiedete sempre una verifica dell’identità, come un distintivo o un numero di riferimento.
  4. Non effettuate pagamenti anticipati: State attenti alle richieste di pagamenti anticipati per servizi o prodotti, specialmente se vi vengono offerti sconti o promozioni eccezionali.
  5. Consultate persone fidate: Prima di prendere decisioni importanti, come sottoscrivere contratti o effettuare pagamenti significativi, consultate familiari, amici di fiducia o professionisti che possono offrirvi un parere obiettivo.
  6. Segnalate le truffe: Se sospettate di essere vittime di una truffa o avete ricevuto una chiamata sospetta, rivolgetevi immediatamente alla stazione Carabinieri più vicina o al 112, per evitare che altri possano essere ingannati.
  7. Mantenete il controllo delle vostre finanze: Tenete sotto controllo i vostri conti bancari, le carte di credito e le transazioni finanziarie regolarmente. Segnalate immediatamente eventuali attività sospette alle banche o alle autorità competenti.
  8. Mantenetevi informati: Aggiornatevi sulle tipologie di truffe più comuni e sulle modalità con cui i truffatori cercano di ingannare le persone anziane. In questo modo sarete più preparati a riconoscere e a evitare potenziali truffe.

Questi consigli rappresentano un valido strumento per prevenire le truffe e proteggere i nostri anziani da individui senza scrupoli. La prontezza e l’efficacia dimostrate dai Carabinieri della compagnia di Sorrento sono un esempio di come la collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine possa fare la differenza nella lotta contro la criminalità.

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