Collegati con noi

Politica

Il Csm conferma Curzio e Cassano ai vertici della Cassazione, sono gli stessi nomi bocciati dal Consiglio di Stato

Pubblicato

del

E’ passata a larga maggioranza al plenum del Csm la conferma di Pietro Curzio al vertice della Cassazione, con 19 voti favorevoli, tre contrari e tre astenuti. Hanno votato contro i togati indipendenti Nino Di Matteo e Sebastiano Ardita e il laico della Lega Stefano Cavanna. Astenuti i tre consiglieri di Unicost.

Dopo aver rimesso in sella il presidente della Cassazione Pietro Curzio, il plenum del Csm ha confermato Margherita Cassano, nell’incarico di presidente aggiunto della Suprema Corte. Le delibere con cui Curzio e Cassano erano stati nominati nel 2020 sono state annullate dal Consiglio di Stato. La nuova nomina di Cassano e’ stata approvata con 19 voti favorevoli, 3 contrari e tre astensioni. Nessun conflitto con il Consiglio del Stato, nessuna volonta’ di disattendere i suoi rilievi. La rapidita’ con cui il Csm ha confermato i vertici della Cassazione non e’ sintomo di superficialita’, tutt’altro. Ma e’ stata dettata dalla necessita’ di non lasciare scoperta una funzione cosi’ delicata, anche in considerazione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, che si terra’ domani in Cassazione. E la nuova comparazione tra i candidati ha confermato che quelli scelti sono effettivamente i piu’ idonei. E’ la tesi espressa dalla maggioranza dei consiglieri che hanno sostenuto la riproposizione della nomina del primo presidente della Cassazione Pietro Curzio e della sua vice Margherita Cassano. E’ una scelta “pienamente rispettosa delle sentenze del giudice amministrativo” , che “e’ sbagliato, leggere aprioristicamente in termini di scontro tra poteri o di schiaffi tra le istituzioni”, ha detto la consigliera Alessandra Dal Moro, che ha comunque invitato il giudice amministrativo a non “sostituirsi al Consiglio nelle scelte di merito da adottare”, tanto piu’ in un momento di “indubbia crisi di autorevolezza” del Csm .

Nessuna “volonta’ di scontro”, “non abbiamo criticato, o peggio ancora disatteso, le indicazioni del Consiglio di Stato-ha insistito il laico del M5S Filippo Donati- Abbiamo preso doverosamente atto delle carenze che il Consiglio di Stato ha riscontrato e effettuato una nuova comparazione tra i candidati, senza alcuna preclusione e senza alcuna riserva”. E i tempi cosi’ stretti sono stati dovuti anche dall'”esigenza simbolica di assicurare la partecipazione del Primo Presidente alla cerimonia solenne di inaugurazione dell’anno giudiziario alla presenza del Capo dello Stato”. Non si potevano lasciare scoperte “funzioni cruciali” : di qui “estrema urgenza” di cui si e’ fatta carico per prima la Commissione Direttivi, ha spiegato il suo presidente Antonio D’Amato, di fronte a un “vuoto non conciliabile con il dovere di garantire la copertura delle funzioni di vertice della Magistratura”.

Advertisement

Politica

Meloni: basta bugie su giornali, centrodestra unito pronto a governare

Pubblicato

del

 “Trovo abbastanza surreale che certa stampa inventi di sana pianta miei virgolettati, pubblicando ricostruzioni del tutto arbitrarie. Si mettano l’anima in pace: il centrodestra unito ha vinto le elezioni ed è pronto a governare. Basta mistificazioni”. Lo scrive la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni su Twitter, allegando un fotomontaggio con due titoli di giornali: “Meloni non cede su Salvini. ‘Non lo voglio è filo-russo'” e “Il veto di Meloni su Salvini: ‘Matteo non avrà ministeri chiave’”.

Continua a leggere

Politica

Palazzo Chigi, Draghi, nessun patto con la Meloni ma solo al lavoro per una ordinata transizione

Pubblicato

del

Palazzo Chigi smentisce la tesi e il contenuto dell’articolo ‘Kiev e conti pubblici, contatti di Draghi con l’Ue – ‘Meloni starà ai patti’’ pubblicato su Repubblica. “Il Presidente del Consiglio – assicurano le stesse fonti – non ha stretto alcun patto” con Giorgia Meloni “né ha preso alcun impegno a garantire alcunché”.  Il Presidente del Consiglio Mario Draghi “mantiene regolari contatti con gli interlocutori internazionali per discutere dei principali dossier in agenda e resta impegnato a permettere una transizione ordinata, nell’ambito dei corretti rapporti istituzionali”. Lo comunica palazzo Chigi smentendo le ricostruzioni stampa circa un ‘patto Draghi-Meloni’.

Continua a leggere

Politica

“The Telegraph”: assurdo definire Giorgia Meloni di “estrema destra”

Pubblicato

del

I media di tutto il mondo, di destra o di sinistra, definiscono Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia e potenziale nuova presidente del Consiglio italiano, come esponente di “estrema destra”: e’ un modo moderno di dire “fascista”. E’ quanto si legge sul quotidiano britannico “The Telegraph”, secondo cui i critici di Meloni stanno, tuttavia, riscontrando non poche difficolta’ a trovare delle prove a sostegno delle loro affermazioni. Se e’ pur vero che a nei primi anni Novanta Meloni era una sostenitrice del Movimento sociale italiano, partito neofascista da tempo scomparso, dal 2011 – quando ha fondato Fratelli d’Italia – ha puntato chiaramente su ideali conservatori, prendendo come esempio soprattutto il modello britannico. “Se fossi inglese sarei un Tory”, aveva affermato Meloni proprio in un’intervista rilasciata il mese scorso al quotidiano britannico. Sebbene non manchino le critiche relative alle sue posizioni sull’immigrazione, l’aborto o il rischio di una deriva autoritaria, tutte queste accuse sono confutabili, secondo il “Telegraph”. Per il quotidiano britannico, quindi, la vittoria di Meloni “e’ un trionfo della democrazia” in quanto sara’ la prima presidente del Consiglio italiana eletta dai tempi di Silvio Berlusconi nel 2008. Nessuno dei sei primi ministri dal 2011, quando Berlusconi e’ stato costretto a dimettersi durante la crisi dell’euro, era il leader di un partito o di una coalizione che aveva ottenuto il massimo dei voti alle elezioni generali, mentre quattro di essi non erano nemmeno parlamentari eletti.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto