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Cronache

Il coraggio di Manuel Bortuzzo dal letto dell’ospedale: tornerò più forte di prima. I giudici tengono in cella i due banditi: spararono per uccidere

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“Come potete sentire dalla voce sto bene, non mi aspettavo tutto questo affetto, mi avete fatto emozionare. Se potessi vi abbraccerei a uno a uno, tutti quanti. Io ora vado avanti per la mia strada. Vedrete che torno più forte di prima. A presto, un abbraccio a tutti quanti”. Queste le parole di Manuel Bortuzzo in un audiomessaggio registrato dal presidente della Federnuoto, Paolo Barelli, in visita al San Camillo, dove il giovane è ricoverato. Sul fronte giudiziario, la situazione è sempre più chiara ai magistrati. Hanno sparato per uccidere. Programmando un brutale omicidio. Un raid di morte covato da tempo, non riuscito per cause indipendenti dalla loro volonta’ ma che potrebbero replicare. E’ il quadro di agghiacciante violenza che emerge dall’ordinanza con cui il gip di Roma, Costantino De Robbio, ha ribadito il carcere per Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, accusati del ferimento di Manuel Bortuzzo, per i quali ha riconosciuto la premeditazione su quanto compiuto la notte del 3 febbraio scorso davanti ad un pub del quartiere Axa, periferia sud della Capitale. E Manuel, ancora in prognosi riservata, oggi ha ricevuto in ospedale la visita del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

“Manuel l’ho trovato gagliardo, in forma, tosto, con una madre, un padre e tre fratelli e sorelle assolutamente sul pezzo. Ci siamo stretti la mano e aveva una stretta piu’ forte della mia”, ha poi raccontato il ministro. “Ha voglia di tornare in pista -ha aggiunto Salvini- e allenarsi e quello che magari puo’ essere dubbio per la scienza medica, se c’e’ forza di volonta’ puo’ accadere. La mia sensazione è che Manuel tornerà a correre e nuotare”. Intanto i due fermati oggi sono rimasti in silenzio davanti al giudice nell’interrogatorio di convalida nel carcere di Regina Coeli. “Ci rifacciamo a quanto gia’ raccontato in Questura mercoledi’ sera”, hanno sostanzialmente detto i due indagati. Quella ammissione di responsabilita’ e sopratutto quella ricostruzione su cui pero’ gli inquirenti continuano ad avere dubbi. A metterlo nero su bianco e’ lo stesso gip che nell’ordinanza definisce “gravemente lacunosa la ricostruzione del movente” fornita dai due che anche sulla ricostruzione del fatto hanno dato una versione non convincente. Per chi indaga in questa vicenda ci sono, al momento, due certezze: lo scambio di persona e la volonta’ da parte di Marinelli e Bazzano di portare a termine “un omicidio brutale senza apparente motivo”. “Quanto alla ricostruzione del fatto – scrive il giudice nell’ordinanza di sei pagine – in termini di tentato omicidio appare inconfutabile allo stato essendo stati esplosi numerosi colpi di arma da fuoco verso le parti vitali della vittima, con evidente intento di ucciderla e non di ferirla”. Per il giudice appare “assoluta” la “pericolosita’ dei due indagati che, dopo aver programmato un omicidio non riuscito per cause indipendenti dalla loro volonta’, hanno poi ideato un piano tendente a garantire almeno parzialmente la loro impunita’ dimostrando la proclivita’ al delitto e l’assoluta mancanza di resipiscenza”. Le indagini, intanto, proseguono per tentare di ricostruire cio’ che e’ avvenuto prima della sparatoria. Una operazione resa non facile anche dal clima di sostanziale omerta’ che inquirenti hanno riscontrato. Pochissimi i testimoni che hanno raccontato quanto avvenuto. Il gip cita la testimonianza di una persona che ha raccontato di avere sentito gli spari e “di avere visto subito dopo un motorino fuggire a forte velocita’ con a bordo due ragazzi che urlavano e ridevano”. Per il giudice, infine, nel motivare il carcere per i due scrive che e’ “altamente probabile il rischio di reiterazione dei delitti della stessa specie di quello contestato” alla luce della “mancanza di controllo e l’estrema pericolosita’ degli indagati, che non hanno esitato a recuperare una pistola che evidentemente avevano in precedenza acquistato e tenevano pronta per usarla”.

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Cadono calcinacci nel cortile della scuola, ferito uno studente

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Attimi di panico nell’ ‘istituto professionale Casanova di Napoli, in pieno centro storico: sono caduti alcuni  calcinacci e uno studente che si trovava nel cortile della scuola è rimasto ferito. Fortunatamente il ragazzo ha rimediato solo una botta, sono stati allertati i soccorsi e chiamato il suo papà ma non è la prima volta che nel Casanova succede qualcosa del genere: qualche mese fa a cadere è stato un neon che finì sul banco di uno studente che per fortuna non venne colpito. Adesso bisognerà verificare la struttura, soprattutto i cornicioni per vedere se ci sono altri pericoli.

 

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Ismea, stanziati 100 milioni per investimenti nel settore agroalimentare

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Ammonta a 100 milioni l’intervento pubblico messo in campo per investimenti nel settore agroalimentare dall’Ismea che ha aperto il bando per la presentazione dei progetti a partire da oggi fino al 20 maggio. I progetti di investimento possono riguardare la produzione, la trasformazione e la commercializzazione di prodotti agricoli e alimentari. L’intervento dell’Ismea consiste nell’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato (pari al 30% del tasso di mercato) per investimenti compresi tra i 2 e i 20 milioni di euro. L’obiettivo è quello di rafforzare la competitività del settore agroalimentare favorendo la modernizzazione delle imprese attraverso l’innovazione tecnologica, lo sviluppo e la creazione di nuove strutture produttive, l’internazionalizzazione e la crescita delle esportazioni con lo sviluppo di piattaforme logistiche e distributive. “Si tratta – sottolinea il direttore generale dell’ISMEA, Raffaele Borriello – di un intervento pubblico particolarmente importante per il rilancio degli investimenti nel settore agricolo e agroalimentare, che si colloca in un momento cruciale per l’economia del nostro Paese, dove i soggetti pubblici sono chiamati al massimo sforzo nel convogliare risorse in investimenti per favorire la crescita del Pil”.

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Corruzione in Valle D’Aosta, rito abbreviato per sette imputati per un presunto giro di mazzette

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l gup Paolo De Paola ha ammesso al giudizio abbreviato i sette imputati nell’udienza preliminare su un presunto giro di corruzione in Valle d’Aosta riguardante partecipate regionali e che coinvolge anche l’ex presidente della Regione Augusto Rollandin, il manager Gabriele Accornero e l’imprenditore Gerardo Cuomo. La discussione prendera’ il via il 28 febbraio prossimo. Il giudice ha sancito l’inutilizzabilita’ delle intercettazioni realizzate fino a una certa data e di alcune sommarie informazioni testimoniali della procura. Gli altri imputati sono Simone D’Anello, di 32 anni, libero professionista di Aosta, Salvatore D’Anello (46), artigiano edile aostano, Davide Bochet (51), imprenditore di Saint-Pierre, Francesco Maruca (44), artigiano di Saint-Christophe. A vario titolo sono contestati i reati di turbata liberta’ del procedimento di scelta del contraente, concorso in corruzione continuata per plurimi atti contrari ai doveri d’ufficio e peculato. Secondo il pm Luca Ceccanti, Rollandin nel 2013 avrebbe favorito l’espansione del Caseificio valdostano di Cuomo nel capannone di una partecipata, ricevendo appoggio elettorale (anche un comizio in azienda) e due pneumatici per l’auto. Gli altri due principali capitoli dell’inchiesta riguardano la gara vinta dall’azienda di Cuomo per le forniture da 70 mila euro al 4K Alpine endurance trail, corsa in montagna di cui era direttore Accornero, e l’affidamento per 120 mila euro di opere del Forte di Bard (di cui lo stesso Accornero era consigliere delegato). Nell’ambito di quest’inchiesta, nell’autunno 2017 Cuomo e Accornero erano finiti 45 giorni ai domiciliari. Il gip aveva invece respinto, nell’aprile 2018, la richiesta di arresto di Rollandin.

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