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Il commissario Ricciardi record in tv: quasi 6 milioni di spettatori per la fiction tratta dai libri di Maurizio De Giovanni

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Appena arrivato in tv ha fatto registrare ascolti record: parliamo de “Il commissario Ricciardi”, tratto dall’omonima serie tratta dai libri dello scrittore napoletano Maurizio De Giovanni per Einaudi Editore.

I suoi libri ambientati nella Napoli Anni 30 hanno avuto un grande successo,  ‘Il senso del dolore. L’inverno’ , primo episodio della serie tv diretta da Alessandro D’Alatri, protagonista Lino Guanciale, ha conquistato su Rai1 5 milioni 900mila spettatori (24,1% di share).

La ricostruzione di una Napoli anni ’30 un po’ misteriosa, difficile a causa del regime, ha affascinato gli spettatori. La prossima puntata, in onda lunedì 1. febbraio,  è ‘La condanna del sangue. La primavera del Commissario Ricciardi’ .

 

 

Lino Guanciale: nella fiction Rai è il commissario Ricciardi

 

 

 

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Lady Gaga a Roma per film Gucci, sfoggia nuovo look capelli

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Lady Gaga sbarca a Roma e sfoggia un nuovo look di capelli. La popstar-attrice e’ infatti tornata mora per interpretare il ruolo di Patrizia Reggiani nel film ‘Gucci’ di Ridley Scott. La pellicola parla dell’omicidio di Maurizio Gucci nel 1995. Il mandante fu l’ex moglie Patrizia Reggiani. Per l’assassinio la donna fu condannata a 26 anni di carcere. Lady Gaga torna sul set dopo il ruolo di Ally Maine nel film del 2018, A Star is Born (E’ nata una stella. Anche in quell’occasione abbandono’ il suo biondo platino per il bruno. Il film ha vinto l’Oscar per la miglior canzone con il brano ‘Shallow’.

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Festival di Sanremo, la scenografia astronave verso il futuro

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Se quella del 2020 ammiccava a Broadway, era piena di luci e dichiaratamente retro’, la scenografia del festival di Sanremo che si mostrera’ in diretta su Rai1 martedi’ 2 marzo e’ di segno opposto: un’astronave verso il futuro. Dopo le prime immagini di 20 giorni fa che erano circolate, ora arrivano le foto ufficiali dello spazio ridisegnato dal veterano Gaetano Castelli con la figlia Maria Chiara.

“Amadeus dice che questo non sara’ il suo secondo Festival, ma il primo verso un altro futuro. E lo sara’ anche per la scenografia, per la quale abbiamo immaginato un’astronave e una sorta di stargate, verso un futuro migliore al quale aspirare”, osservano i due scenografi presentando, una sorta di “involucro” che avvolge e riempie i vuoti in un teatro Ariston sotto la stretta osservanza del protocollo di sicurezza anti-Covid e dove tra l’altro c’e’ la duplice esigenza di mantenere tutti a distanza ma anche non accentuare il senso di vuoto. “Abbiamo cercato – spiegano – di sfruttare il piu’ possibile gli spazi, anche per la necessita’ di distanziare l’orchestra. E allo stesso tempo di sopperire al senso di vuoto, utilizzando anche le pareti laterali fino alla galleria, creando un ‘involucro’ che con la sua forma di astronave aumentasse la profondita’. In realta’, la lunghezza della scena e’ uguale a quella dello scorso anno, ma ora e’ avanzata molto l’orchestra e per questo abbiamo cercato di lavorare sulla prospettiva, con due punti di fuga centrali e con una scenografia che riducendosi progressivamente in ampiezza e in altezza crea un effetto prospettico importante, che da’ profondita’ a tutto.

E a questo si aggiunge che anche il soffitto diventa elemento scenografico, tra luci, schermi e materiali video-luminosi che sono parte integrate della scena”. Un lavoro fatto a stretto contatto con il regista Stefano Vicario e il direttore della fotografia Mario Catapano che potranno contare, quest’anno, anche su una scenografia esterna: “Un lavoro avviato da molti mesi – concludono Gaetano e Maria Chiara Castelli – con loro e con una squadra di professionisti eccezionali con i quali, per la prima volta, siamo anche ‘usciti’ dall’Ariston in un nuovo spazio scenografico dove ci sara’ una telecamera che, dall’alto, potra’ varcare la soglia del teatro”.

 

Il vicedirettore di Rai1 Claudio Fasulo aveva detto presentandola: “Sono stati utilizzati 7 chilometri di strip a led, un software con 1 milione 920 mila canali, oltre 65 centraline, 600 metri quadri di led wall anche trasparente, 20 chilometri di cavi, 60 costruttori e tecnici. E 500 proiettori motorizzati”. Immancabile la scala, al centro di questo ‘meccano’ fluorescente. Ai lati i due ‘golfi mistici’ che accolgono i 60 orchestrali diretti dal maestro Leonardo De Amicis, ancora piu’ ‘coinvolti’ in scena, oltre che chiamati a votare nella serata del giovedi’ dedicata alla canzone d’autore.

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Festival di Sanremo, Aiello: io il più piccolo tra i Big

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Da un lato il suo primo festival con il “sesso ibuprofene” gia’ inserito tra le frasi cult di questo Sanremo, dall’altro l’uscita di Meridionale (il 12 marzo), il suo secondo album dopo il successo di Ex Voto. E’ un momento cruciale per il 35enne cantautore Aiello (pseudonimo di Antonio Aiello), calabrese di nascita, romano d’adozione da 14 anni, chiamato a confermare il suo percorso artistico iniziato a 10 anni con lo studio di pianoforte e violino e che negli ultimi due anni lo ha portato a collezionare dischi d’oro e top ten delle classifiche. “Da spettatore sono sempre stato un fan del Festival, da artista invece non ho mai pensato che fosse una tappa obbligata e fino a qualche mese fa non ci pensavo proprio anche se ci avevo gia’ provato tempo fa senza fortuna tra i Giovani – racconta Aiello nella ormai consueta conferenza virtuale, che sara’ in gara con il brano Ora, prodotto da Mace e Brail -. Poi, complice anche il periodo che stiamo vivendo, ho tentato di dare uno spazio piu’ largo alla mia musica portandola sul palco piu’ grande che abbiamo in Italia”. Si definisce “il piu’ piccolo dei Big, ma me lo sono meritato di essere qui”, e non nega che “vincere sarebbe bello, ma se arrivassi ultimo come Vasco per poi riempire i miei concerti andrebbe piu’ che bene”. Tre i regali che chiede al festival: “suonare con l’orchestra, farmi conoscere da un pubblico piu’ vasto e tornare dal vivo”. Il brano, che racconta il sesso Ibuprofene (“curativo, tossico o liberatorio, ognuno puo’ vederci quello che vuole. Le canzoni non vanno spiegate, ma e’ stato il mio modo per ammettere soprattutto a me stesso di essere stato uno stronzo in passato e prendermi le mie responsabilita’”) tra pop, urban e cantautorato tradizionale, e’ una delle dieci tracce contenute nel nuovo disco. “Un progetto al quale tengo, perche’ dovra’ confermare che le cose buone fatte finora non sono state un abbaglio, chiedendo a me stesso un passo in avanti e un’evoluzione artistica”. Meridionale, un titolo scelto ovviamente non a caso, vuole essere “l’occasione per accendere una luce buona su una terra raccontata spesso a tinte scure, ma senza la diatriba nord-sud. Per me meridionale, o terrone, non e’ mai stata un’offesa, ma motivo d’orgoglio”. Il filo conduttore del disco e’ la contaminazione di suoni e generi che spaziano dal pop all’R&B passando per clubbing, flamenco, classic e urban. “Un newpop che affonda nelle mie origini e si nutre delle mie esperienze in giro per il mondo. Una mescolanza che mi viene naturale per una musica lacrime e sudore, schiaffi e abbracci”, spiega Aiello che poi aggiunge “spero che si sentano la carnalita’ e la passione di questo viaggio che ho fatto”. Tra le tracce, oltre al brano sanremese, anche i singoli “Vienimi (a ballare)”, certificato disco d’oro, e “Che canzone siamo”. C’e’ anche il feat con la giovane artista napoletana SVM in Di te niente, “la mia piccola scommessa”. E il brano Scomposto, “pezzo manifesto della mia persona, non solo del disco. Io da sempre mi sento scomposto. Mi hanno definito diverso o strano, ma non mi ha mai dato fastidio: mi considero poco schematizzato e molto fluido”.

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