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Il caso Facebook, Zuckerberg: ci vorranno anni per risolvere problemi privacy

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“Per essere chiari, risolvere i problemi” legati alla sicurezza, alle interferenze nelle elezioni ed alla privacy “non e’ una sfida che durera’ un anno. In alcuni casi, come le interferenze nelle elezioni o gli incitamenti all’odio, questi problemi non potranno mai essere risolti pienamente”. In un lungo post di fine anno, il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, ripercorre l’anno appena concluso, universalmente riconosciuto come il piu’ difficile per il colosso statunitense dopo l’esplosione dello scandalo Cambridge Analytica, promettendo un maggiore impegno per il futuro: “nel passato non ci siamo concentrati su questi temi quanto avremmo dovuto, ma adesso siamo molto piu’ proattivi” e sono “orgoglioso dei progressi che abbiamo fatto”. Alla fine del post, in cui vengono ripercorsi tutti gli impegni presi da Facebook per colmare le lacune emerse, Zuckerberg rivendica i 2 miliardi di persone che “usano i nostri servizi ogni giorno per restare connessi con quelli a cui piu’ vogliono bene”, oltre che il miliardo di dollari raccolto per buone cause e il milione di posti di lavoro trovati. “Costruire comunita’ e unire le persone conduce a molte cose buone e sono impegnato a proseguire i nostri progressi in queste aree. Sara’ un grande anno a venire”, conclude.

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Napoli-Frosinone 3-0, doppietta De Bruyne e gol di Lang

Il Napoli supera il Frosinone 3-0 al Maradona e raggiunge i ciociari a 10 punti. De Bruyne apre su rigore e chiude nel recupero, mentre Lang firma il raddoppio. Gli azzurri controllano la gara e ritrovano McTominay, interrompendo la serie di 17 risultati utili esterni della squadra di Alvini.

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Il Napoli riparte con tre gol e tre punti: al Maradona supera il Frosinone 3-0 grazie alla doppietta di De Bruyne e alla rete di Lang. La squadra di Massimiliano Allegri offre una prestazione solida, concede poche occasioni e sale a 10 punti, raggiungendo in classifica proprio i ciociari.

Per il Frosinone di Massimiliano Alvini si interrompe una striscia di 17 risultati utili consecutivi in trasferta. Gli azzurri indirizzano la partita nel primo tempo, amministrano il vantaggio nella ripresa e completano il successo nel recupero. A rendere positiva la serata c’è anche il ritorno in campo di Scott McTominay.

Hojlund colpisce il palo, De Bruyne sblocca su rigore

Il Napoli crea la prima occasione dopo appena tre minuti. Di Lorenzo crossa basso dalla destra e Hojlund anticipa il difensore, ma la sua conclusione colpisce il palo.

È ancora l’attaccante danese a costruire l’azione del vantaggio. Al 25’ entra in area dalla sinistra e viene fermato da Cittadini: per l’arbitro Feliciani il contatto è falloso e vale il calcio di rigore.

Hojlund non realizza il primo tentativo, ma il direttore di gara dispone la ripetizione per la posizione irregolare di Palmisani. Sul dischetto si presenta quindi Kevin De Bruyne, che porta gli azzurri sull’1-0.

Lang raddoppia al termine di un’azione corale

Al 32’ il Napoli trova il secondo gol con una manovra sviluppata sull’asse Lang-Hojlund-Di Lorenzo.

Sulla respinta di Palmisani è Noa Lang ad arrivare per primo e a depositare il pallone in rete. Il 2-0 premia la maggiore incisività degli azzurri, capaci di accompagnare l’azione con più uomini e sfruttare gli spazi.

Prima dell’intervallo David Neres sfiora il terzo gol: il brasiliano accelera e conclude vicino al palo, senza trovare la porta.

Neres ancora vicino al gol, torna McTominay

Anche all’inizio della ripresa il Napoli si rende pericoloso. Su suggerimento di Lang, Neres conclude e scheggia il palo.

All’ora di gioco Allegri cambia l’attacco e inserisce Lucca e McTominay al posto di Hojlund e Neres. Per il centrocampista scozzese è il ritorno in partita dopo lo stop e la procedura medica effettuata per correggere un’aritmia cardiaca.

McTominay cerca subito di lasciare il segno. Al 74’ si inserisce e calcia con forza sul primo palo, ma Palmisani respinge.

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Il Frosinone non riapre la gara, De Bruyne firma il tris

Il Frosinone prova a reagire soprattutto attraverso le iniziative di Kvernadze, senza riuscire a mettere seriamente in difficoltà la difesa partenopea.

Il Napoli mantiene il controllo e nel recupero trova anche il 3-0. Giovane si crea lo spazio per crossare al centro dell’area, dove De Bruyne apre l’interno del piede e supera Palmisani.

La doppietta del belga chiude una serata convincente per gli azzurri: tre reti, nessun gol subito e una ripartenza positiva dopo la sosta. Allegri ritrova punti e continuità, mentre il Frosinone lascia il Maradona con la sua serie esterna interrotta.

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Sparatoria a Erie, nove morti: anche due bambini e una donna incinta

Nove persone, compreso il presunto responsabile, sono morte nella sparatoria avvenuta il 9 ottobre a Erie, in Pennsylvania. Tra le vittime figurano due bambini e una donna incinta. Il Comune precisa che tutti i decessi sono avvenuti prima dell’arrivo della polizia e che non sono stati esplosi altri colpi durante l’intervento. Il movente resta da accertare.

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Nove persone sono morte in una sparatoria in un quartiere residenziale di Erie, in Pennsylvania: il bilancio comprende anche il presunto autore degli spari. Tra le vittime ci sono due bambini e una donna incinta, secondo quanto comunicato dalla polizia. La tragedia è avvenuta venerdì 9 ottobre e le indagini proseguono per ricostruirne le circostanze e accertare il movente.

Le autorità hanno diffuso un chiarimento per correggere informazioni inesatte circolate nelle ore successive: tutte le persone trovate morte erano già decedute quando gli agenti sono arrivati e non sono stati esplosi altri colpi dopo l’intervento della polizia.

Il Comune chiarisce la sequenza dell’intervento

In una nota pubblicata sabato, la città di Erie spiega che gli agenti hanno raggiunto il luogo della sparatoria entro pochi minuti dalla ricezione di un allarme del sistema ShotSpotter.

Il dispositivo utilizza una rete di microfoni e strumenti di analisi per individuare rumori compatibili con colpi d’arma da fuoco e segnalarli alle forze dell’ordine.

Secondo la ricostruzione comunicata dalle autorità, i nove decessi sono avvenuti prima dell’arrivo degli agenti. Il Comune precisa quindi che non sono stati conseguenza di un prolungato confronto con il sospettato o di un ritardo nell’intervento.

I rumori successivi erano dispositivi stordenti

Le autorità hanno chiarito anche l’origine dei rumori uditi durante l’operazione, che alcune persone potrebbero avere scambiato per ulteriori spari.

Si trattava di dispositivi stordenti, utilizzati dalle forze dell’ordine nella risposta tattica. La nota esclude dunque che la sparatoria sia proseguita dopo l’arrivo della polizia.

La precisazione corregge le prime ricostruzioni che avevano descritto altri colpi esplosi durante l’intervento.

Il capo della polizia: una tragedia senza precedenti nella mia carriera

Il capo della polizia Rick Lorah ha descritto l’accaduto come «profondamente sconvolgente», sottolineando la gravità della perdita di vite umane.

«Non ho mai visto nulla di simile in oltre 28 anni», ha dichiarato, aggiungendo di non sapere se Erie abbia mai affrontato una devastazione paragonabile.

Gli investigatori stanno lavorando per stabilire la dinamica completa. Le informazioni rese pubbliche restano limitate e il movente non è stato chiarito. Non risultano inoltre definiti pubblicamente i rapporti tra il presunto autore e le vittime.

Il sostegno del governatore della Pennsylvania

Il governatore Josh Shapiro ha riferito di avere parlato con la sindaca Daria Devlin, offrendo il pieno sostegno della propria amministrazione alla città.

Erie si trova nel nord-ovest della Pennsylvania, a circa 190 chilometri a nord di Pittsburgh.

Il bilancio comunicato dalle autorità resta di nove morti complessivi, incluso il presunto responsabile: una precisazione essenziale per evitare che venga riportato erroneamente un totale di dieci decessi.

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Nasce Più Uno, un altro cespuglio nel campo largo

Ruffini e Gabrielli presentano Più Uno, nuova formazione centrista che guarda al centrosinistra e alle prossime elezioni. Il progetto si aggiunge a Progetto Civico di Onorato in un’area già occupata da Italia Viva e Più Europa. Tabacci lavora per agevolare la presentazione delle liste, mentre Ruffini auspica un candidato condiviso alternativo al duello Schlein-Conte.

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Il campo largo aggiunge un’altra sigla prima ancora di avere un programma condiviso e un candidato alla guida della coalizione. Si chiama Più Uno, è la nuova formazione di Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli (foto Imagoeconomica) e si prepara a partecipare alle prossime elezioni nell’area del centrosinistra. Accanto a Progetto Civico di Alessandro Onorato, rappresenta un altro potenziale “cespuglio” dell’alleanza in costruzione: una forza che punta ad allargarne il consenso, ma il cui peso elettorale deve ancora essere misurato.

La presentazione al Salone delle Colonne, all’Eur di Roma, dà un volto pubblico al progetto dell’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate e dell’ex capo della Polizia. Il partito c’è, il simbolo anche. Restano da definire gli strumenti per presentarsi alle urne e la collocazione concreta nella coalizione.

Più Uno e Progetto Civico: il centrosinistra moltiplica le sigle

Più Uno nasce in uno spazio politico già affollato. Nell’area centrista e riformista che guarda al centrosinistra si muovono Italia Viva, Più Europa e Progetto Civico, oltre alla nuova formazione di Ruffini e Gabrielli.

L’obiettivo dichiarato è intercettare cittadini che non si riconoscono nell’offerta esistente e recuperare una parte dell’astensione. La questione politica è se queste nuove organizzazioni riusciranno ad aggiungere elettori alla coalizione oppure si contenderanno soprattutto consensi nello stesso bacino.

È in questo senso che Più Uno si profila come un altro cespuglio del campo largo: una componente destinata, nelle intenzioni dei promotori, a concorrere alla costruzione dell’alternativa al centrodestra. L’ingresso nell’alleanza e gli eventuali accordi elettorali restano però da definire.

Una federazione potrebbe ridurre la frammentazione, ma al momento non emerge un’intesa in questa direzione. Anche il confronto sul possibile coinvolgimento di Matteo Renzi, per il quale Riccardo Magi ha chiesto garanzie, mostra quanto il cantiere sia ancora aperto.

Il nodo delle firme e il sostegno di Tabacci

Prima del confronto con gli elettori, le nuove formazioni devono affrontare il problema della raccolta delle firmenecessarie per presentare le liste.

Per Più Uno si è mosso Bruno Tabacci, mettendo a disposizione il contributo di Centro democratico e lavorando a una soluzione parlamentare che consenta di accedere a condizioni meno onerose. Il percorso richiede ulteriori adesioni e non risulta ancora completato.

«Ci sono 15 giorni, abbiate fede», ha rassicurato Tabacci. L’interlocuzione riguarda anche Più Europa e l’area riformista del Pd, senza che siano state annunciate tutte le adesioni necessarie.

Sul fronte di Progetto Civico, invece, il M5s ha favorito un percorso parlamentare volto ad agevolare la presentazione della nuova lista. Due progetti distinti, dunque, accomunati dalla ricerca di uno spazio nel centrosinistra e dalla necessità di organizzarsi per le prossime politiche.

Ruffini preferisce un terzo nome a Schlein e Conte

Il nuovo partito entra anche nel dibattito sulla leadership del campo largo, mentre prende forma l’ipotesi di una sfida alle primarie tra Elly Schlein e Giuseppe Conte.

Ruffini auspica una soluzione condivisa prima di arrivare alla competizione: «Spero ci sia un ultimo scatto di generosità e responsabilità» per individuare una terza figura.

La scelta del nome, precisa, deve essere preceduta dall’accordo sui contenuti e da un’offerta politica credibile. Se invece gli alleati confermeranno la strada delle primarie, Più Uno intende partecipare: «Se poi ci saranno le primarie è ovvio che dovremo esserci».

È una disponibilità che non equivale ancora all’annuncio di una candidatura.

Costituzione e partecipazione al centro del progetto

Ruffini indica nella Costituzione il riferimento dell’alleanza che immagina. A suo giudizio, le prossime elezioni rappresenteranno uno spartiacque sul rispetto dei valori costituzionali e della Resistenza.

È la lettura politica proposta dal fondatore di Più Uno, sintetizzata anche nello slogan del nuovo simbolo: «Uguali per Costituzione».

Il progetto richiama inoltre la partecipazione civica e l’ambizione di riportare al voto cittadini che si sono allontanati dalla politica. La sua capacità di raggiungerli sarà uno dei principali elementi con cui misurarne il risultato.

Le radici democristiane e il riferimento a Prodi

Ruffini e Gabrielli arrivano alla politica di partito dopo incarichi di primo piano nelle istituzioni. Il primo è figlio di Attilio Ruffini, esponente della Democrazia cristiana e più volte ministro. Il secondo rivendica il proprio passato nei giovani democristiani in Toscana.

Alle battute dei detrattori, che hanno ribattezzato la coppia «l’esattore e lo sbirro», Gabrielli risponde con un’altra battuta: «Sempre meglio dell’evasore e del delinquente».

Tra i riferimenti politici compare Romano Prodi, autore della prefazione al libro di Ruffini. Quest’ultimo chiarisce però che non si tratta di una benedizione al nuovo partito: Prodi, sostiene, resta un punto di riferimento per tutto il centrosinistra.

Il campo largo continua così ad allargarsi sul piano delle sigle. La verifica arriverà con il programma, gli accordi e il voto: solo allora si capirà se Più Uno e Progetto Civico avranno ampliato la coalizione anche in termini di consenso.

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