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Il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe positivo al covid, tutto il suo staff in isolamento fiduciario

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Il cardinale Crescenzio Sepe è positivo al Covid-19. Da due giorni è a letto con qualche linea di febbre ed ha già intrapreso le cure a domicilio perchè le sue condizioni al momento non ne richiedono il ricovero. L’annuncio della positività in una nota della Curia. La positività è emersa in seguito al tampone tampone periodico per se stesso e il suo staff.  Ovviamente tutte le persone più vicine a Sepe e quelli che in queste ultime due settimane sono venute in  contatto con lui sono già in isolamento precauzionale e faranno un tampone di controllo. La speranza e la preghiera è che il cardinale Sepe possa presto superare anche questa prova e tornare immediatamente in salute.

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La Regione Lombardia chiede più vaccini in base alla ricchezza prodotta

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Sara’ presentato tra questa sera o domani mattina al Tar del Lazio il ricorso della Lombardia contro l’ordinanza del ministero della Salute che ha collocato la Regione in zona rossa, ossia la fascia con le massime restrizioni anti-Covid. Lo ha confermato il governatore Attilio Fontana, convinto che secondo l’interpretazione “piu’ corretta dei parametri”, la regione si trovi in zona arancione. Ma non e’ questa l’unica mossa della Lombardia nei confronti del governo dato che il vicepresidente Letizia Moratti ha mandato una lettera al commissario Domenico Arcuri chiedendo che il pil venga inserito tra i criteri per l’assegnazione dei vaccini anti Covid alle Regioni. Prima arrivera’ comunque il ricorso che verra’ depositato al Tar del Lazio visto che intende impugnare il Dpcm “nella parte dei criteri, facendo riferimento agli scenari e non all’incidenza”, come ha spiegato Fontana durante un punto stampa. “Io sono assolutamente convinto che l’interpretazione piu’ corretta dei parametri dovrebbe prevedere che la Lombardia si trovi in zona arancione e non in zona rossa. C’e’ un documento tecnico che ribadisce l’importanza fondamentale dell’incidenza piuttosto che dell’Rt” ha motivato il governatore. “Mi rendo conto che per il Governo oggi e’ una giornata un po’ complicata, quindi non mi sento di accusare nessuno, pero’ noi avevamo necessita’ di dare seguito all’impegno preso. Nel caso in cui il Governo dovesse darci una risposta, saremmo pronti anche a cambiare idea sul ricorso” ha poi aggiunto Fontana riferendosi alla richiesta di sospendere per due giorni l’efficacia dell’ordinanza ministeriale in attesa della rivalutazione dell’Rt, avanzata ieri dal vice presidente e neo assessore regionale al Welfare Letizia Moratti. I dati sui contagi “sono corretti e vengono comunicati in maniera assoluta a tutti. Quello che sappiamo noi, lo sanno i sindaci. Non teniamo niente di riservato”, ha quindi tagliato corto il governatore, a proposito di quelle che lui stesso ha definito “pseudo polemiche” sui numeri del contagio sollevate nei giorni scorsi: se Giuseppe Sala aveva chiesto perche’ “in Regione non ci fanno capire come stanno realmente le cose”, altri sindaci hanno sottolineato il mal funzionamento del sistema di biosorveglianza dei Comuni, ammesso dalla Regione che ha parlato di “problema, in fase di risoluzione in serata”. Ma se il ricorso al Tar era stato ampiamente annunciato, la novita’ della giornata in Regione arriva sul fronte dei vaccini anti-Covid. Durante un primo confronto al Pirellone con i capigruppo di maggioranza e opposizione, l’assessore al Welfare Moratti ha annunciato l’avvio di un’interlocuzione con il commissario Arcuri per chiedere di tener conto, nella ripartizione delle dosi, di parametri come il contributo che le Regioni danno al Pil nazionale, oltre alla mobilita’, alla densita’ abitativa e alle zone piu’ colpite dal virus. “Integrazioni che mi sembrano estremamente logiche e coerenti” ha commentato il presidente Fontana, mentre dall’opposizione il capogruppo del Movimento 5 Stelle Massimo De Rosa ha parlato di criteri “discutibili se non discriminatori”. Il dibattito si spostera’ domani mattina al Pirellone, in occasione della presentazione dei nuovi assessori scelti da Fontana per il rilancio dell’attivita’ regionale. “Nonostante il rimpasto, ci pare che il copione non sia cambiato di molto. Anziche’ sollevare conflitti con il Governo – ha attaccato il capogruppo del Pd, Fabio Pizzul – la giunta regionale dovrebbe interrogarsi su come frenare la diffusione del virus e garantire una ripresa in sicurezza della attivita’ limitando i ricoveri ospedalieri”.

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Esperti dell’Onu: “Cina e Oms hanno agito in ritardo contro il virus”

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Pechino che avrebbe potuto applicare piu’ energicamente e piu’ in fretta le misure di contenimento, la lentezza dell’Oms nel convocare il suo comitato di emergenza, la riluttanza dell’agenzia dell’Onu a dichiarare un’emergenza sanitaria internazionale e, da ultimo, un virus che ha avuto gioco facile a diffondersi grazie a “un’epidemia in gran parte nascosta”: a poco piu’ di un anno dall’emergere del Covid-19 un panel di esperti indipendenti punta i riflettori sui ritardi e sulle esitazioni con cui sia la Cina – epicentro della crisi sanitaria – sia l’Organizzazione mondiale della sanita’ hanno agito. A formulare le critiche questa volta e’ il team incaricato dalla stessa agenzia delle Nazioni Unite di valutare in modo imparziale la propria gestione della pandemia. E i risultati del loro rapporto non faranno piacere al capo dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. Dopo la decisione degli Stati membri dell’organizzazione di lanciare un’indagine indipendente, lo scorso maggio, era stato proprio lui a luglio ad annunciare la creazione del gruppo per “una valutazione onesta” di come ha operato la sua organizzazione. Oggetto peraltro fin dall’inizio di numerose critiche: dal ritardo e dai cambi di rotta nel raccomandare di indossare le mascherine alla presunta compiacenza verso la Cina. Ora la squadra guidata dall’ex primo ministro neozelandese Helen Clark e dall’ex presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf non fa sconti ne’ a Pechino ne’ a Ginevra. “Sarebbe stato possibile agire piu’ rapidamente sulla base dei primi segnali”, segnalano nel loro rapporto, e le misure di contenimento avrebbero dovuto essere immediatamente attuate in tutti i Paesi che si trovavano ad affrontare un caso probabile. Chissa’ se la storia avrebbe potuto andare in un altro modo. Certo, a distanza di un anno, il film cui il mondo sta assistendo appare molto diverso: il virus non solo e’ arrivato dalla Cina in tutti i continenti ma nel frattempo ha iniziato a sviluppare mutazioni che preoccupano medici e governi per la loro maggiore capacita’ di contagiare. E col timore che prima o poi possano sfuggire alla copertura dei vaccini sviluppati finora. Anche per questo gli Stati scalpitano per accelerare: le dosi di Pfizer e Moderna non bastano e, da ultime, Austria, Grecia e Danimarca faranno pressione sull’Agenzia europea del farmaco perche’ approvi in fretta anche il farmaco di AstraZeneca. Intanto una delle varianti finite sotto la lente d’ingrandimento dei medici, quella isolata in Sud Africa, e’ arrivata pure sulle nevi e tra le strade chic di St. Moritz: ennesima riprova di come al tempo del Covid una vacanza possa trasformarsi da un momento all’altro in una prigionia dorata. Stavolta e’ capitato agli ospiti di due alberghi dell’elegante localita’ svizzera: il Badrutt’s Palace Hotel e il Kempinski Grand Hotel des Bains sono stati messi in quarantena dopo la scoperta di un focolaio, con almeno dodici contagiati. E dunque, tutti blindati in stanza, test a tappeto, scuole di sci chiuse, didattica a distanza e mascherina obbligatoria in tutto il comune, per cercare di contenere il contagio. Senza escludere che nei prossimi giorni il cantone dei Grigioni non debba decidere ulteriori misure.

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Covid, Ricciardi: serve un lockdown nazionale di un mese

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Il ministro Roberto Speranza litiga con i vertici della Regione Lombardia per il colore rosso attribuito. Lo scienziato Walter Ricciardi, principale collaboratore di Speranza, sostiene che In questa fase “è inutile perdere tempo con le zone multicolore” che vanno bene “in un’epidemia discendente, non nella fase attuale di plateau o di crescita”. Serve”un lockdown nazionale, severo e immediato di tre-quattro settimane per facilitare la vaccinazione e proteggerla dalla variante inglese, che altrimenti prenderebbe il sopravvento anche in Italia aumentando i contagi”. Lo dice in un’intervista a La Stampa Walter Ricciardi. Le misure prenatalizie “hanno impedito una crescita enorme dei contagi, ma non li hanno diminuiti – spiega -. La curva e’ stabile da molto tempo a un livello alto che rischia di nuocere alla campagna vaccinale, oltre che continuare a uccidere circa 500 italiani al giorno”. Per ogni caso accertato “ce ne sono uno o due non rilevati. In Italia si possono stimare 5-600mila attualmente positivi”. Se le regioni “continueranno a vivere le zone rosse come stigma resteranno sul plateau per sempre”. Anche i numeri piu’ recenti, che la Lombardia vorrebbe venissero tenuti in considerazione, “sono in peggioramento”. In questa fase anche il ritorno a scuola “e’ sconveniente, perche’ ogni attivita’ di massa in questa fase va bloccata”. La Pfizer ha annunciato un rallentamento di produzione di vaccini della Pfizer “ma recuperera’ entro pochi mesi”. Ricciardi e’ ottimista sul vaccino AstraZeneca: “il 29 gennaio si esprimera’ l’Ema e da febbraio arriveranno le dosi. Credo verra’ approvato nella versione con due dosi piene che copre circa al 60 per cento. Se poi l’autorita’ italiana lo autorizzasse anche con la prima mezza dose piu’ la seconda intera si arriverebbe circa al 90”. L’immunita’ di gregge si potrebbe raggiungere entro l’anno se “bastera’ il 75 per cento degli italiani vaccinati. Con la variante inglese si salirebbe al 95 e questo è uno dei motivi per cui ora serve un lockdown”.

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