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Il caos nel M5s preoccupa il Pd, alleanze a rischio

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I partiti della maggioranza guardano con preoccupazione al caos dentro il M5s. La chiusura senza appello di Beppe Grillo al progetto dell’ex premier ha messo in evidenza una serie di incognite sul governo e sulla gestione, per quanto riguarda il Pd, della futura alleanza nazionale con i pentastellati, senza dimenticare le partite aperte per le prossime amministrative. In molti si aspettano un Giuseppe Conte pronto a sfilarsi dal Movimento per fondare un nuovo partito, con tutte le conseguenze che ne potrebbero derivare anche sulla stabilita’ del governo. I cosiddetti contiani sono presenti in maniera significativa nell’Esecutivo, anche in ministeri chiave, E la nuova dicotomia Conte-Grillo si farebbe sentire, eccome, nella dialettica interna all’Esercutivo. I rapporti tra Enrico Letta e l’ex premier sono ottimi e l’interlocuzione costante, fatta di molte telefonate, ha permesso negli ultimi tempi di trovare un nome comune per Napoli e per la Calabria e di costruire sin dal primo turno l’appoggio M5s a Matteo Lepore a Bologna. Nel rispetto delle dinamiche altrui, Letta, ora preoccupato per il travaglio dei 5 stelle e per i rischi di frammentazione che favorirebbero le destre, ha chiesto ai suoi di non entrare nello scontro tra Conte e Grillo ma e’ chiaro che un addio dell’ex presidente del consiglio e un’esplosione del movimento potrebbe avere conseguenze sull’alleanza, si teme nel Pd. Anche se con meno centralita’ rispetto alla segreteria di Nicola Zingaretti, quando l’ex “avvocato del popolo” veniva considerato “un punto fortissimo di riferimento di tutte le forze progressiste”, nello schema di rilancio lettiano Conte rappresenta una garanzia nella costruzione di un’alleanza elettorale tra tutto il centrosinistra, che il leader dem punta ad aggregare, e il M5s. Certo Letta ha rapporti ottimi anche con gli altri big M5s, in primis Luigi Di Maio, ma nello scontro tra Conte e Grillo , e’ difficile che un altro big pentastellato possa sottrarsi all’egemonia e gli umori dell’ex comico. Chi invece trova in questo ennesimo scontro dentro M5s la conferma dell’inaffidabilita’ degli ex grillini e’ la minoranza dem che da tempo chiede al Nazareno di privilegiare le forze moderate e centriste, da Calenda a Renzi. “Sta andando tutto bene”, scrive nel pomeriggio in un post sibillino il leader di Iv, contrario a intese con M5s e con Conte. D’altra parte il senatore ex premier, tra i promotori della caduta del Conte bis, la sua scommessa l’ha gia’ fatta qualche giorno fa: “Non so se i 5 Stelle arriveranno al 2023, sono divisi su tutto, dilaniati. Vedra’ che nei prossimi mesi saranno stelle cadenti”. Preoccupazione per la grave crisi interna che attanaglia i 5 stelle viene espressa da Forza Italia, attenta soprattutto che questa situzione non turbi l’attivita’ del governo. Meno preoccupata la Lega che comunque continua a seguire la sua strada. “Non so se abbia ragione Grillo o se abbia ragione Conte, secondo me hanno torto tutti e due e prima si allontanano dal governo del Paese tutti e due meglio e’ per l’Italia. Pero’ da democratico chi prende i voti e’ legittimato” al governo”, taglia corto Matteo Salvini. Con attenzione viene seguito dal governo il quadro politico che si sta prefigurando, anche se sulla carta, sia Grillo che Conte hanno sempre sostenuto Mario Draghi a Palazzo Chigi. E teoricamente, una spaccatura del Movimento potrebbe non cambiare gli attuali assetti. Ma il timore di alcuni ministri si proietta sul semestre bianco, Dal 2 agosto non si potranno piu’ sciogliere le camere e quindi si abbassera’ notevolmente la pressione su chi vorrebbe far saltare il banco di questo governo, a cominciare dagli ortodossi alla Di Battista che hanno mal digerito l’operazione Draghi.

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Tensione Salvini-Giorgetti, governatori all’attacco

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Matteo Salvini rimarca la linea della Lega e replica a tono al suo vice Giancarlo Giorgetti, tra scintille e distinguo. Cosi’ smonta l’endorsement a Carlo Calenda – il candidato sindaco che potrebbe vincere a Roma se intercettasse i voti della destra in uscita, secondo i pronostici del ministro leghista dello Sviluppo economico – e ricorda che e’ Enrico Michetti il nome scelto dalla coalizione per il Campidoglio. Lui “ha la competenza per ripartire dalle periferie, e non dai salotti di Calenda”, dice caustico Salvini in tv. Tensione alta pure con i governatori del nord, che sposano la linea prudente del governo sulle nuove aperture e capienze per sport e spettacolo. Piu’ impaziente il segretario, che invoca: “Apriamo tutto” perche’ “se il green pass ti rende sicuro e puoi andare allo stadio e al teatro, puoi farlo a piena capienza”, e’ il suo ragionamento. Sotto pressione e accerchiato da piu’ fronti, il ‘capitano’ prova a tenere insieme un partito sempre piu’ in subbuglio, che oscilla tra incredulita’ e irritazione. A fare da detonatore e’ stata ieri l’intervista alla Stampa di Giorgetti, ribattezzato da qualche leghista “Giancarlo Fini” per le sue uscite inaspettate. Del resto non ha mai smentito in modo netto quelle parole. Il ‘capitano’ invece le liquida cosi’: “Non ho molto tempo per leggere le interviste”. E chiude anche all’ipotesi di Mario Draghi al Quirinale che Giorgetti ha ‘candidato’ di fatto, e che porterebbe dritti a elezioni anticipate. “Che prima o poi si vada al voto, e io mi sto preparando per essere all’altezza del governo del Paese, lo dice la democrazia”, e’ la sua premessa. Poi, l’affondo: “A differenza di altri, io non tiro per la giacchetta ne’ Draghi ne’ Mattarella. E’ una mancanza di rispetto nei loro confronti”. La conclusione e’ che “a febbraio ne riparleremo”, insiste Salvini. Intanto Giorgia Meloni con Salvini condivide il sostegno a Michetti in chiave anti Giorgetti: “Se sapesse qualcosa di Roma, saprebbe che Calenda non arrivera’ mai al ballottaggio, per cui non capisco il senso”, punzecchia dal salotto di Vespa. Tornando al partito di via Bellerio si consumano ormai prove tecniche di scontro, in attesa della resa dei conti. Potrebbe arrivare con il test delle amministrative di domenica e lunedi’, anche se il match maturera’ fra due settimane con i ballottaggi. In piu’ c’e’ da gestire la ‘grana’ di Luca Morisi, l’ex guru della campagna social della Lega indagato per detenzione e cessione di droga. Salvini difende ancora l’amico che “ha sbagliato” e distingue tra chi si droga e chi spaccia. “Per me chi vende droga, vende morte”. Ma rimarca: “Tenere in ballo un discorso politico che non c’entra nulla con la vita di una persona, e’ un attacco gratuito alla Lega a 5 giorni dal voto”. Intanto il segretario continua a girare come una trottola da nord a sud per il rush finale della campagna elettorale. Ultima tappa sara’ venerdi’ a Catanzaro, per le regionali in Calabria. E nel frattempo prova a parare i colpi che vengono dai vertici delle regioni guidate dal Carroccio. Succede ad esempio con il governatore friulano Massimiliano Fedriga che condivide la decisione del Comitato tecnico scientifico sulle aperture e la definisce “equilibrata”. E sottolinea: “La proposta delle Regioni e’ stata recepita perfettamente dal Cts anche nelle percentuali che avevamo, con ragionevolezza, suggerito”. Ma Salvini non cede, convinto della necessita’ di un ritorno alla vita e alla normalita’ al 100%.

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Draghi in Abruzzo,da Pnrr 1,78 mld per ricostruzione

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Il terremoto del 2009 “appartiene alla memoria collettiva e del mondo”, “noi non possiamo dimenticare, non dobbiamo dimenticare”. Con queste parole il presidente del Consiglio, Mario Draghi, si e’ rivolto agli aquilani che lo attendevano stamattina nello spazio dove, a dodici anni dalla terribile notte del 6 aprile, quando il capoluogo abruzzese fu devastato dal sisma, e’ stato realizzato e inaugurato il Parco della Memoria, omaggio alle 309 vittime. “Il Governo e’ al vostro fianco nella ricostruzione” ha rassicurato, rilevando che la ricostruzione “procede dappertutto, ma con velocita’ diversa tra un territorio e l’altro”. Arrivato insieme al ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna, e accolto dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e dal vicepresidente della Giunta regionale d’Abruzzo Emanuele Imprudente, presente anche il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, soffermandosi sul tema ricostruzione Draghi ha ricordato la decisione di “destinare un’apposita linea di investimento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” alle zone dei terremoti del 2009, 2016 e 2017. Un pacchetto che “ha un valore di 1,78 miliardi e finanzia la ricostruzione sicura e sostenibile, il recupero ambientale e iniziative a sostegno di cittadini e imprese”. Ma le risorse “da sole non bastano”, ha sottolineato Draghi, elogiando la “capacita’ progettuale e amministrativa” dimostrata, a partire dall’Aquila, dai casi di maggior successo nella ricostruzione. “Abbiamo costruito per gli investimenti del Pnrr e del Fondo Complementare un modello di governance che punti sulla semplificazione delle procedure e sullo stretto coordinamento delle amministrazioni centrali e territoriali. Si tratta di un lavoro di collaborazione paziente per il rilancio di questo territorio, di cui il Governo e l’Italia tutta vi sono grati”. Poi le parole per il Parco della Memoria, scelto dalla citta’ invece di “un tradizionale monumento”. Per Draghi “uno spazio aperto che e’ simbolo del vuoto lasciato da chi e’ morto”, ma anche “simbolo di pienezza. Sara’ riempito da tutte le famiglie e i bambini che giocheranno tra queste aiuole e tra queste fontane – ha detto – E’ il simbolo della vita che deve rinascere traendo forza dalla memoria di una tragedia. Oggi ci sono finalmente le condizioni per farlo”. In quello che una volta era il piazzale Paoli e che da oggi e’ il Parco della Memoria, c’erano solo alcuni familiari delle vittime. Nei giorni scorsi, come ribadito ieri da Vincenzo Vittorini, che nel sisma del 2009 ha perso la moglie e la figlia, molti avevano parlato di “grave sgarbo istituzionale perche’ non si possono invitare solo una parte dei familiari quattro giorni e mezza prima. Ci sono 55 ragazzi giovani non aquilani morti i cui familiari non sono stati invitati”. “Nessuna polemica politica e nessuna opposizione alla visita del premier Draghi – aveva precisato Vittorini – ma avevamo chiesto che con l’inaugurazione del Parco ci fosse una riconciliazione collettiva e in questo senso bisognava invitare prima i familiari delle vittime, poi la citta’ e successivamente le istituzioni”.

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Presto ‘Decreto capienze’, corridoi Covid free extra Ue

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Con il parere del Cts sul tavolo, il Governo deve ora definire tempi e modi dell’aumento delle capienze per gli eventi sportivi e dello spettacolo. Domani si riunira’ il Consiglio dei ministri ma – a quanto si apprende – non sono attesi provvedimenti in materia. Intanto, sui nuovi limiti proposti dagli esperti (75% stadi, 50% palazzetti, 80% teatri, cinema e sale concerti, 100% all’aperto, nessuna restrizione per i musei) politica e addetti ai lavori si dividono: c’e’ chi plaude alla boccata d’ossigeno per settori in crisi e chi invece ritiene sia ancora troppo poco e chiede riaperture totali. ‘Congelato’ al momento il capitolo discoteche mentre arrivano i corridoi Covid free per mete turistiche extra Ue. Il ministro Speranza ha infatti firmato un’ordinanza che istituisce protocolli di sicurezza per raggiungere Aruba, Maldive, Mauritius, Seychelles, Repubblica Dominicana, Egitto limitatamente alle zone turistiche di Sharm El Sheikh e Marsa Alam. Prove di normalita’ dunque all’interno di rigorosi parametri di sicurezza. Nel suo parere il Cts apre agli allentamenti delle misure restrittive “sulla base dell’attuale evoluzione positiva del quadro epidemiologico e dell’andamento della campagna vaccinale”, ma raccomanda “una progressione graduale” delle riaperture monitorando l’andamento dell’epidemia, la progressione della campagna vaccinale e gli effetti delle riaperture stesse. E’ il parere degli esperti, tocca pero’ al Governo decidere in concreto sull’aumento delle capienze ed il premier Mario Draghi dovra’ mediare, come al solito, tra le diverse sensibilita’ all’interno del Consiglio dei ministri. Gia’ nella riunione dello scorso 16 settembre era affiorata qualche tensione quando Franceschini aveva chiesto con forza l’eliminazione da subito dei limiti di capienza per cinema e teatri, mentre il ministro della Salute Roberto Speranza era attestato sulla linea della cautela, preoccupato dal possibile effetto ‘liberi tutti”. Si annunciano comunque tempi brevi per il ‘decreto capienze’. “Confidiamo che arrivi il prima possibile, questa o al massimo la prossima settimana”, fa sapere il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, che auspica anche – per la scuola – un taglio della quarantena per la positivita’ al Covid “da 7 a 5 giorni, o anche a meno”. Di certo, prima di procedere agli aumenti del numero di spettatori saranno valutati con grande attenzione gli andamenti della curva dei contagi e dei vaccinati. I dati continuano ad essere incoraggianti e portano acqua al mulino degli “aperturisti”. Oggi gli attualmente positivi sono scesi sotto quota 100mila ed il tasso di positivita’ e’ calato allo 0,9%; sempre consistente, tuttavia, il numero di morti: 65. Procede poi la campagna vaccinale: gli immunizzati sono 41 milioni, il 71% degli italiani. Mentre i green pass scaricati dalla piattaforma sono 70 milioni. La pronuncia del Cts e’ stata accolta con accenti differenti. “La nostra richiesta e’ di riaprire tutto per tutti. Se il green pass ti rende sicuro e puoi andare allo stadio e al teatro, puoi farlo a piena capienza”, attacca il leader leghista Matteo Salvini. Il suo compagno di partito e presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, e’ invece soddisfatto. Il parere, sostiene, e’ “una decisone equilibrata che recepisce la proposta della Conferenza delle Regioni”. Sulla stessa linea la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini. Critica invece la Siae che giudica le soglie del Cts “insufficienti e non oggettivamente motivate”. Il segretario del Pd, Enrico Letta, ritiene che “ormai con l’estensione del Green pass siamo in zona di sicurezza”. Per quanto riguarda lo sport il sottosegretario Vezzali ringrazia il Cts per il suo parere che rappresenta “un altro importante passo nel percorso verso la normalita’. Ora, con l’apporto responsabile di tutti, andiamo avanti e lavoriamo per arrivare quanto prima al 100%”. (AN

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